uccelli

Articoli marcati con tag ‘Bilancio’

Il boccone del prete

Il bilancio della Chiesa CattolicaL’inchiesta di Report, condotto da Milena Gabanelli, ha cercato di fare i conti in tasca al Vaticano e alla Chiesa italiana, analizzando bilanci, per vedere quanto entra e come spende.

Da non perdere.

Bologna, le restrizioni di bilancio non siano pretesto per la privatizzazione della cultura

Secondo le dichiarazioni dell’Assessore Nicoletta Mantovani, nel bilancio 2010 saranno disponibili 376.000 euro per gli eventi culturali. Di questi 376.000 euro – che dovranno essere sufficienti per ogni attività da svolgere durante l’anno appena iniziato – 100.000 euro sono già stati investiti per finanziare il Capodanno. Il 26% del bilancio speso in una sera, i rimanenti 276.000 spalmati su 364 giorni. Se dividiamo 276.000 per 364 giorni, otteniamo la considerevole somma di 758 euro al giorno.

Questa è la cifra destinata dal Comune di Bologna al fare cultura quotidianamente.

Non poniamoci domande del tipo: “Perché spendere tanto per Capodanno quando le risorse sono così scarse?”. Sono domande tendenziose, prive di fondamento. La buona politica non ragiona in siffatta maniera.

C’è la crisi, sono anni che lo stato centrale taglia i trasferimenti agli enti locali, Berlusconi è cattivo però anche Prodi non ha aumentato i finanziamenti ai Comuni. E ogni tanto ci si mettono anche quei mangiapreti rompiballe dei laici a ricordarci che il Comune di Bologna spende ogni anno 1.100.000 euro in finanziamenti alle scuole private (leggi cattoliche) e altri 700.000 in contributi all’edilizia di culto. Di eliminare queste spese ideologiche non se ne parla nemmeno, of course, altrimenti poi chi le sopporta le sfuriate della Curia.

Chiediamoci piuttosto come il Comune investirà quei 758 euro al giorno. Cosa si può realizzare con una tal somma (pur considerando che non tutti i giorni ci saranno delle attività culturali) ?

Per chi non è a digiuno dei costi dell’organizzazione anche solo di un piccolo/medio evento, la risposta è lampante. Nulla. Dunque la conclusione non potrebbe che essere questa: nel 2010 il Comune, nel campo culturale, “progetta” di non fare nulla. Possiamo solo immaginare quale sforzo abbia richiesto la concezione di tale progetto.

Ma anche qui scivoleremmo irrimediabilmente nella “sterile polemica”. Infatti, il Comune ha pronto il “Piano B”, che ci salverà dalla rovina.

Il “Piano B” prevede di aprire un “Ufficio Sponsorizzazioni” e cercare, per gli eventi da mettere in programma, dei contribuenti privati, ovvero delle società commerciali, che diano della grana in cambio della presenza del loro marchio. Tutto bene. Lo si fa da anni e non c’è niente di nuovo, direte voi.

Mica tanto, dico io. Prima lo si faceva quando si poteva, quando l’evento era appetibile per gli sponsor. Tutto il resto, tutta la cultura non appetibile commercialmente era finanziata a fondo perduto dal Comune. Da oggi succederà l’inverso: in programma andranno solo eventi di cui sia dimostrato l’appeal pubblicitario. E’ una bella differenza, non trovate?

A questo punto, vale la pena chiedersi di cosa è fatta una programmazione culturale cittadina. E’ fatta di grandi eventi o piuttosto di un circuito che mette a disposizione una pluralità di offerte (e saltuariamente la qualità di questo circuito culturale è sottolineata dall’organizzazione di un concerto o di un’anteprima internazionale)?

A questa ultima domanda è stato risposto a Capodanno. La cultura a Bologna sarà costituita da passerelle e da occasioni mondane di massa. Tutto il resto e tutto il meglio – la cultura che solletica la curiosità, che educa alla libertà e all’autonomia dell’individuo – vivrà una lenta agonia. Che fine farà quel circuito fatto di piccole e buone occasioni per imparare, è facilmente prevedibile.

Giustamente, in questi giorni, la stampa si occupa molto dei presunti usi illeciti del denaro dei contribuenti da parte del sindaco Delbono.

Al fatto che dal 2010, a Bologna, la cultura è una questione privata hanno dedicato poche, sconsolate righe.

Peccato, perché non basterà un bancomat in più o in meno a fare di Bologna una città europea.
Stiamo perdendo il treno più importante e nemmeno ne piangiamo la perdita.

Scandalo Gestor: arrivano i conti e la verità – Bologna Città Libera domani in presidio

Il caso. Il Comune rende nota la cifra del debito
della società di riscossione crediti multata per 1,2 milioni
Gestor, un “buco” da sei milioni
Stangata della Corte dei Conti

Lo sconcerto di Bologna Città Libera:
“Da sabato un presidio sotto la sede di Via Saffi”

di Diego Costa, Il Bologna, 06 Febbraio 2009

Nell’attesa che la Procura della Repubblica di Bologna concluda la sua indagine, viene reso pubblico l’ammontare del debito contratto con il Comune di Bologna dalla società che Palazzo d’Accursio accredita per la funzione di riscossione delle tasse cittadine. Chiamatela Gestor o Tributi Italia, o come vi pare, attualmente è una società che deve alle casse pubbliche più di 6 milioni di euro. La maxi-multa a suo carico arriva dalla Corte dei Conti: 1,2 mln di euro.

Serafino D’Onofrio e Roberto Panzacchi, consiglieri comunali confluiti nella nuova lista Bologna Città Libera, da tempo sollecitano l’assessore al bilancio Paola Bottoni sui ripetuti ritardi nei versamenti della Gestor (che ha sede a Chiavari). Altresì manifestavano la loro forte perplessità sull’eccessiva fiducia, ai loro occhi, del Comune rispetto a una società poco affidabile. Oggi finalmente il settore entrate risponde alle sollecitazioni di D’Onofrio dichiarando l’esatto ammontare della cifra non versata da Gestor.

Non risultano versati nelle casse comunali: 979.313,89 euro per i costi della pubblicità; 155.991,25 per le affissioni; 76.868,52 per la cosap permanente; 936.855,23 per la cosap temporanea; 820.936,81 per la tassa dei passi carrabili; 46.383,81 per la tassa giornaliera dei rifiuti; 99,49 euro di spese di cancelleria. Il totale ammonta a 3.016.349,51 euro che sono le spettanze del rendiconto del III trimestre 2008. A questi vanno aggiunti 2.932.250 euro che riguardano il IV trimestre (calcolo approssimativo: è infatti il minimo garantito dalla società a Palazzo d’Accursio). Aggiungendo sanzioni e more per i ritardi sui versamenti di I e II trimestre, oltre ai diritti di sponsorizzazione, il totale fa altri 152.038 euro. Ne consegue che la società deve versare nelle casse comunali oltre 6 milioni e 100mila euro.

Lo sconcerto di D’Onofrio e Panzacchi e forse anche di molti cittadini riguarda le precedenti puntate, le ripetute richieste di spiegazioni in Consiglio Comunale e nel Question Time a cui hanno fatto seguito risposte infastidite da parte dell’assessore stesso. Come il 4 dicembre scorso: “Non si è provveduto all’escussione della nuova fideiussione emessa dalla Finanziaria Generale Spa perché le somme ritenute scadute sono state saldate” rispose Bottoni a D’Onofrio. Bologna Città Libera organizzerà da sabato (ultimo giorno per il pagamento della tassa sui passi carrai) un presidio sotto la sede di Gestor in via Saffi: “concessionario – scrive la lista – che ha potuto accumulare finora un debito enorme, ha disatteso ogni perentorio ultimatum del Settore Entrate, ha presentato fideiussioni ritenute false o inefficaci dalla Procura di Bologna, è stato condannato dalla Corte dei Conti di Bologna a pagare una multa”.

E a questo proposito, dalla Corte dei Conti, il dottor Ignazio Di Castillo scrive: “La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha condannato un concessionario della riscossione di tributi locali che non ha ottemperato all’ordine della stessa Sezione Giurisdizionale di rendere al Comune i conti giudiziali della propria gestione a pagare una sanzione particolarmente elevata: circa 1.200.000 euro, ed ha ordinato la compilazione dei conti a cura di un commissario ad acta ed a spese del contabile inadempiente”.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
Archivi
I miei cinguettii