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Articoli marcati con tag ‘Beppe Ramina’

Buone notizie: il PD risponde ai blogger

Mauro Zani

Mauro Zani

Mauro Zani, ultimo segretario della più grande federazione comunista occidentale e già commissario dei DS, quando persero la guida della città a favore del centrodestra guidato da Guazzaloca, ha aperto, un anno fa, un suo blog.

Zani è un blogger atipico, che si può permettere di non rispettare le regole base di una pubblicazione nella blogosfera: non troverete mai neanche un link, i suoi post hanno la forma dell’editoriale e non della conversazione che s’intreccia con altri dialoghi presenti in rete. Non usa i tags (il web semantico), la grafica è quanto di più scarno ed essenziale ci sia, ho dovuto chiedergli di cancellare il sottotitolo di default su wordpress e, per fortuna, Beppe Ramina gli ha suggerito di non scrivere i suoi lunghi articoli come un unico ininterrotto paragrafo, ma di spezzarli ogni tanto con un “a capo”, per facilitare la lettura. Ciò nonostante, Zani è giustamente un blogger molto seguito e se il successo si misura dalla quantità e dalla qualità dei commenti che riceve, rientra sicuramente fra i netcitizen più importanti di Bologna. I suoi articoli analizzano spesso le diverse vicissitudine politiche del capoluogo felsineo; non disdegna argomenti di interesse internazionale e, a mio giudizio, i suoi articoli sull’Afghanistan e sul Kosovo sono tra i migliori che potrete leggere su queste questioni poco dibattute quanto attuali.

Come ogni cittadino dotato di una connessione a internet, Zani usa questo spazio immenso e libero che è il www per pubblicare le sue riflessioni e condividerle con quanti vorranno leggerle. Le sue analisi politiche sono intelligenti, acute, ironiche, ed è già successo che fossero riprese e citate dalla stampa, che evidentemente lo segue. Niente di strano, anzi. Succede lo stesso per i blog di Ivan Scalfarotto o di Beppe Grillo, tanto per fare due esempi, con la differenza che loro fanno politica attiva, Zani si “limita” a ragionare per iscritto.

Il suo ultimo post, dedicato all’apertura del PD nei confronti di Giorgio Guazzaloca, ex avversario ora possibile alleato e/o candidato sindaco per una “coalizione dei migliori”, è stato rirpreso dalle agenzie di stampa e, immagino, oggi sarà sui giornali. Zani preconizza che “alla fine in un modo o nell’altro passerà la nottata delle elezioni. Ci sarà senz’altro un sindaco a Bologna. Si tratta però di vedere cosa resterà del PD. Forse poco. Meno di quanto ci si aspetti”.

Per Zani, il PD bolognese dovrebbe “aderire alla particolare situazione locale suscitando e mettendosi alla testa di un movimento di rinascita civica. Un civismo saldamente ancorato (per ideali e cultura) a sinistra, con le radici affondate in un senso comune che ancora esiste a Bologna, fatto di socialità e solidarietà, di tolleranza e buon senso, di volontà di confrontarsi con un futuro incerto, sempre più difficile. Un appello disinteressato ma non depoliticizzato, alla cooperazione e collaborazione. La costruzione di una trasversalità d’intenti. Alla luce del sole. Un patto per Bologna che rompesse, senza mezze misure e tatticismi deteriori con una progettualità, tanto casuale, quanto sedimentata nell’inerzia e nell’impotenza della politica. Naturalmente bisognava ammettere d’aver sbagliato”.

Quest’ultima considerazione, unita alla precedente – la definitiva e irreversibile trasformazione del Partito Democratico nella Democrazia Cristiana d’altri tempi -, deve avere scatenato allarme nelle accaldate stanze di Via Rivani, dove ha sede, a Bologna, il PD. E non è bastata l’ironia – “la gente già lo sa, e magari apprezzerebbe un’aperta ammissione di colpevolezza. Anche nei tribunali c’è lo sconto di pena per questo” – a far soprassedere i dirigenti locali, pronti alla severa replica, al “chiarimento” ad uso e consumo delle masse.

Ed è la replica la parte più curiosa di questa vicenda. Con un comunicato stampa, il PD Bolognese fa sapere di “non aver perso la bussola”, che loro parlano con tutti, ma non coi finiani che sono “un’altra cosa” (forse intendono di destra?), che se Guazzaloca è interessato al loro progetto per la città (quale non è specificato) ben venga. In altre parole, non smentiscono il fatto alla base dell’analisi di Zani e non scrivono cos’hanno in mente per Bologna. Non potrebbe esserci, dunque, conferma più autorevole. Scambiano per “consigli” indesiderati le opinioni, per quanto di spessore, espresse da un signore, per quanto importante, sul suo blog e a quelle riflessioni rispondono denunciando con vigore che “ogni giorno non mancano consigli su come il PD dovrebbe muoversi da qui alle elezioni amministrative, conditi dalla previsione di nefaste conseguenze se il partito non agisse come gli viene suggerito”. Ringraziano “sentitamente”, ma “la linea del partito è chiara”.

Giornalisticamente parlando, la vera notizia non è che esistono persone addentro alla politica che reputano le molteplici svolte centriste del PD come la fine, a sinistra, del più grande partito di massa. Infatti, lo credono in molti e Zani non è né il primo né l’ultimo. La vera e buona notizia è che il PD risponde ai blogger, almeno a quelli bolognesi. Ci seguono, ci leggono, ci studiano, discutono tra di loro di ciò che scriviamo, elaborano risposte che poi inviano in forma di comunicati stampa ai mass-media.

Quindi, amici miei netcitizen, armatevi di tastiera e continuate a produrre i vostri pensieri. Non passeranno inosservati.

28 Giugno 1982. Amarcord

Lunedì 28 Giugno scorso era il 28° compleanno del Cassero.

Il 28 Giugno 1982 infatti il Comune di Bologna assegnò al “Circolo XVIII Giugno” (poi divenuto “Il Cassero”) i locali di Porta Saragozza. Era la prima volta in Italia che un’amministrazione pubblica riconosceva e sosteneva un’associazione omosessuale. I gay e le lesbiche, i/le trans e i/le bisessuali ne entrarono in possesso dopo un pacifico corteo per le vie della città.

Una televisione olandese realizzò un bel servizio, intervistando l’allora sindaco Renzo Imbeni e Beppe Ramina, attivista del “Circolo XVIII Giugno”. Il servizio proseguiva con un’intervista a un’attivista, che spiegava “l’essere trans”.

Visto che sono in vena di ricordi, pubblico anche il servizio del TG3 Emilia-Romagna del 20 Dicembre 1999, quando l’ingresso Cassero a Porta Saragozza fu murato nella notte e trovammo la simpatica scritta: “Si entra da dietro”. Il commento politico dell’evento fu affidato a Sergio Lo Giudice e a Franco Grillini.

Afferma un amico che i primi due video testimoniano “l’arte di sapersi raccontare. L’unica vera pratica efficace in politica, quella che forse abbiamo perso, precludendoci tante conquiste”.

Guardiamoli e riprendiamo a raccontarci.

(Grazie al Centro di Documentazione dell’Arcigay “Il Cassero”)

Esilio laico

Ohi belle, brutti e farabutti, andatevi a godere il restyling – grafico e concettuale e di contenuti – del sito del Il Cassero. C’è il mio nuovo blog, Esilio laico, e quello di Beppe Ramina, di Sergio Lo Giudice, di Bruno Pompa e di molti altri.

www.cassero.it

Pannella dichiara: “Non sono frocio”

Chiacchierando con Beppe Ramina e Felix Cossolo su Facebook, in merito al coming out di Marco Pannella, che ha dichiarato di aver amato tre o quattro uomini nella sua vita, le due zie prima citate si sono ricordate di una finta intervista al leader radicale, apparsa un po’ per gioco e un po’ per scherzo sul numero 10 di Lambda, nel 1978 (invece io mi sono ricordato che uno di questi “tre o quattro uomini” potrebbe essere Francesco Rutelli).

Lambda, antesignana delle riviste gay italiane, gravitava attorno al F.U.O.R.I. (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), che a sua volta faceva parte della galassia radicale. L’intervista immaginaria a Pannella causò l’allontanamento della rivista dall’orbita del partito.

Poi fiorirono “cento collettivi gay” in tutta Italia e Lambda divenne presto la loro voce e quella del movimento di liberazione omosessuale italiano. Rileggiamo quell’intervista che causò tanto rumore.

PANNELLA DICHIARA: “NON SONO FROCIO”
Dal nostro inviato speciale Felix Cossolo
Lambda, N. 10, Anno III, 1978

Con stupore e sorpresa abbiamo appreso che Pannella in una intervista a Sabina Ciuffini (ve la ricordate?) apparsa su “Stampa Sera” e “Sorrisi e canzoni TV”, ha dichiarato ufficialmente di essere iscritto al F.U.O.R.I., ma poi per consolare la valletta, l’ha invitata a cena. I giornali sopra citati precisano che hanno mangiato spaghetti cucinati dallo stesso Pannella e serviti a tavola da una deliziosa ragazza, la nuova conquista del deputato radicale. Sabina Ciuffini ha tirato un sospiro di sollievo dopo aver conosciuto il partner femminile dell’intervistato. In redazione sono arrivate numerose telefonate di omosessuali preoccupati per aver perso il loro protettore. “Se Pannella non è frocio, chi ci difende”, ci hanno chiesto numerosi lettori di Lambda e fans pannelliani. La direzione di Lambda per garantire il diritto all’informazione, ha inviato un giornalista a Roma ad intervistare il parlamentare radicale. L’appuntamento è stato fissato il 31.12.1977 (vigilia) in un ristorante della capitale nei pressi di Montecitorio.

LAMBDA – Onorevole, come mai ci sono numerosi curiosi che ci osservano?

ON. M. PANNELLA – Ho pensato che tu come “condirettore” di Lambda avresti potuto pubblicare dei “falsi” sul tuo giornale e allora ho preferito invitare anche altri giornalisti per rendere pubblico il nostro pranzo qui a Montecitorio.

LAMBDA – Onorevole…

ON.M. PANNELLA – E smettila di chiamarmi onorevole!

LAMBDA – Ok. Cosa pensi dell’intervista di Sabina Ciuffini?

MARCO – Ha finalmente chiarito a tutti i lettori il mio vero comportamento sessuale. Non sono frocio e lo dico liberamente anche se nel Partito Radicale sono in minoranza. Non siamo forse il partito dei diversi?

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Bertone vergognati! – Le foto

Matrimoni gay, sentenza rinviata a dopo il 12 Aprile. Il fuoco amico di Bersani e le reazioni del movimento

Cronaca delle giornate del 24 e del 25 Marzo. ATTENZIONE! Si leggono dall’ultimo al primo, in ordine inverso rispetto alla pubblicazione.

Matrimoni gay, Cristina Gramolini (Arcilesbica): “Bersani fornisce motivi per non votare PD” http://bit.ly/czRIrm

Arcigay cerca coppie che stiano assieme da almeno cinque anni per nuova campagna fotografica a favore dei matrimoni gay http://bit.ly/cSoUnf

Matrimoni gay, Comitato Napoli Pride 2010: “Inaccettabili le esternazioni di Bersani” http://bit.ly/aZHhCw

Sergio Rovasio, una voce di “Certi Diritti” per i cittadini lgbtq http://bit.ly/ck053x

“Il Manifesto”: “Sei più a destra della destra. Bersani litiga con l’Arcigay” http://bit.ly/bYvBIf

Italiani contrari o favorevoli ai matrimoni gay? Rispondi ai sondaggi http://bit.ly/bPKexK

Matrimoni gay, Ostilia Mulas (Arcilesbica): “Onorevole Bersani, non stiamo giocando” http://bit.ly/cszXVA

Matrimoni gay, Emma Bonino (Radicali): “Ciò che dirà la Corte rappresenterà un vincolo per tutti” http://bit.ly/bWFtxi

Beppe Ramina: “Bersani contrario matrimoni gay. Doveva aggiungere: democrazia, diritto, uguaglianza, Costituzione impongono di accettarli”.

Matrimoni gay, Paolo Patané (Arcigay) a Repubblica TV: “Rinvio sentenza è segnale di attenzione della Consulta” http://bit.ly/93zQ0N

Bersani sul matrimonio gay conferma ciò che penso dalla nascita del PD: il problema non è/era la Binetti, ma l’assenza di un profilo laico.

“Il Tempo”: “I gay divorziano dal PD” http://bit.ly/a1oZrk

Matrimoni gay, Tibaldi (SEL): “Sì alla nozze. Dare a tutti gli stessi diritti” http://bit.ly/bK2UXR

“La Gazzetta del Sud”: “Unioni di fatto, quella voglia matta di famiglia” http://bit.ly/9ukDqk

“Il Riformista “: “Nozze gay, la consulta decide il 12 aprile” http://bit.ly/cNN4NW

“Il Messaggero”: “Matrimoni gay, bufera su Bersani” http://bit.ly/9zJRRc

Matrimonio gay, cardinale Rylko: “Chi non lo vuole non è retrogrado” http://bit.ly/aAH8MJ

Matrimoni gay e unioni civili, la situazione in Europa http://bit.ly/b4xLmd

Matrimoni gay, “Il Giornale”: “Retroscena: la Consulta verso il no alle nozze gay” http://bit.ly/8YQeIJ

Matrimoni gay, “Il Tempo”: “Bersani fa l’ambiguo e i gay lo mollano” http://bit.ly/9jAvId

Matrimoni gay, Bersani (PD) fa marcia indietro: “Attendiamo orientamento Consulta” http://bit.ly/azQ3ZN

Matrimoni gay, Barbara Pollastrini (PD): “Coi DiCo avevamo individuato una soluzione saggia” http://bit.ly/bpURZQ

Matrimoni gay, Enrico Oliari (GayLib): “Bersani taccia e aspetti la sentenza” http://bit.ly/bPJl1k

Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del PD, si è iscritto a all’Associazione radicale Certi Diritti per il 2010 http://bit.ly/dooD8Z

Matrimoni gay, Paolo Patané (Arcigay): “Il PD a destra della destra europea?” http://bit.ly/9eqQL2

Matrimoni gay, Ivan Scalfarotto (PD): Monito a Bersani, “parola va lasciata a Consulta” http://bit.ly/8ZesQi

Matrimoni gay, Rossana Praitano (Mario Mieli): “Bersani imprudente” http://bit.ly/c619ex

Matrimoni gay, Cristiana Alicata (PD): “Avanti nonostante Bersani” http://bit.ly/b7v9Fz

Matrimoni gay, Paola Concia a Bersani: “Dichiarazione inopportuna” http://bit.ly/9tTjuI

Matrimonio gay, Franco Grillini: “Bersani faccia autocritica” http://bit.ly/c9v5P6

E Ber Sani sorride pensando al CEI Pride [Matteo Moder].

Matrimonio gay, Santacroce (3D): “Bersani aspetti la sentenza della Consulta e apra un dibattito dentro il partito” http://bit.ly/91SsaU

Matrimonio gay, Certi Diritti: “Rinvio sentenza ci fa ben sperare” http://bit.ly/dcMagk

Matrimonio gay, Certi Diritti: “Rispettiamo Corte Costituzionale, non come Giovanardi” http://bit.ly/b3jAE6

Il PD ha scritto nel suo statuto che la bussola del partito è l’uguaglianza, ma Bersani si dice contrario ai matrimoni gay.

Arcigay: “Scritta una pagina storica del diritto. In ogni caso motivazioni sentenza daranno spunto per proseguire” http://bit.ly/bBT79Q

Imma Battaglia: “Dopo Pasqua ci sarà risurrezione diritti civili. Positivo rinvio della sentenza” http://bit.ly/9EtgKd

Bossi: “Berlusconi ha salvato l’Italia dalla pedofilia e dai matrimoni gay” http://bit.ly/961faU

Lottiamo per l’uguaglianza di fronte alla legge e ci troviamo il fuoco amico del PD. Bersani amico di Comunione e Liberazione!

Bersani: “Regolare unioni gay in forma diversa dal matrimonio” http://bit.ly/c0eHkA

Matrimoni gay, Comitato “Sì, lo voglio”: “Attendiamo con fiducia la sentenza della Consulta”.

“La nuova Venezia”, quotidiano della città di una delle coppie ricorrenti, scrive di una “spaccatura fra i giudici” http://bit.ly/daeCGz

Reuters: “Consulta ha più scelte davanti. Dare ragione o torto ai ricorrenti o richiedere un intervento del Parlamento” http://bit.ly/aKVudj

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale, Ansa: “L’esame della Consulta non è nemmeno iniziato” http://bit.ly/9stWY4

Valuto positivamente lo slittamento della sentenza della Consulta, per evitare che i matrimoni gay diventino oggetto di scontro elettorale.

L’ufficio stampa della Corte Costituzionale avvisa che la discussione sul matrimonio gay è aggiornata alla settimana dopo il 12 Aprile.

Papa Benedetto XVI: “Matrimonio è unione tra uomo e donna” http://bit.ly/an4aVY

Italy, Constitutional Court Opens Same-Sex Marriage Hearings http://bit.ly/c3iHmo

Matrimoni gay, sit-in davanti a Montecitorio di martedì 23 Marzo 2010 – Le foto http://bit.ly/chfJHj

Matrimoni gay: “Dialogo fra le corti”, relazione di Marco Gattuso, presente nel volume regalato ai giudici della Consulta http://bit.ly/bCmgis

Matrimoni gay: Comitato “Sì, lo voglio”, attendiamo fiduciosi decisione Corte Costituzionale http://bit.ly/bLbi6L

ILGA Europe: “Europe is busy with LGBT families issues” http://bit.ly/dhHHYc

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale. Considerazioni di Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico http://bit.ly/aPgrX3

Matrimoni gay, Cristiana Alicata ed Ernesto Ruffini oggi sull’Unità http://bit.ly/9TjZa7

RaiTV, attesa per il matrimonio gay: intervista a Enzo Cucco e Imma Battaglia del Comitato “Sì, lo voglio” http://bit.ly/aFmVx1

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale: 8 giudici su 14 sono nati in Campania (acuta osservazione di una volontaria del Cassero). Forse è il caso di fare una telefonata a Bassolino.

Matrimoni gay, la rassegna stampa di Mercoledì 24 Marzo 2010 http://bit.ly/bNwt5I

Matrimoni gay, il servizio di Repubblica TV http://bit.ly/9WzRRG

Matrimoni gay, la situazione nel mondo http://bit.ly/9sz2Om

Omofobia. Beppe Ramina: “Quando il gioco si fa duro…”

Beppe Ramina, socio fondatore del Cassero e di Arcigay, ha pubblicato queste considerazioni che qui riporto e che mi hanno conquistato per la loro pacatezza, tenacia, umanità.

Leggo su Facebook, su altri social network, in alcune mailling-list, gli sfoghi di chi, come me gay, esasperato dall’ennesima pusilannime e vergognosa prova del Parlamento italiano vagheggia fughe all’estero, dove si starebbe meglio.

Eppure i problemi ci sono anche dove il movimento lgbt e le lobby sono forti. Diamo un’occhiata a questo video. E’ successo a New York e lì c’è l’aggravante che in Italia non c’è (“aggravated assault as a hate crime”, aggravante per un crimine motivato dall’odio, scrive l’Huffington Post). Ma altrettanto, di subire violenze, accade a tante donne, a uomini a causa del colore della pelle, a bambini indifesi, a civili in zone di guerra, a chi si oppone alla mafia… e ci sono gay razzisti, così come migranti razzisti; e ci sono donne che detestano gli omosessuali, come ci sono omosessuali maschi misogini che detestano le donne…

Ci sono milioni di persone in Centrafrica colpite dall’AIDS e senza neppure un’aspirina da mandare giù (spesso senza neppure l’acqua per mandare giù l’ipotetica aspirina). Ci sono intere popolazioni senza cibo, che fanno la fame. Il mondo è una complicata lotteria, e per la gran parte degli oltre sei miliardi di persone che lo abitano vivere è quasi un atto di eroismo, per certo, una gran fatica.

Molti subiscono umiliazioni sul posto di lavoro, molti lo perdono e, in Italia, e non solo, dopo i 40/50 anni faticano a trovarne un altro e diventano un problema, diventano invisibili, persone che nessuno guarda, un peso per sé e per i loro cari anziché una risorsa (a proposito, nell’avanzata Spagna, dove in tanti vorrebbero andare a vivere, il tasso di disoccupazione è sopra il 14%, in Italia al 7,4%, in Emilia-Romagna al 4.4%).

La taglio qui: se l’Italia è un posto difficile per vivere, come vi pare che sia il resto del mondo?

Un tempo si sarebbe detto: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare (Bues Brothers). Senza pensarmi troppo duro, mi ritengo fortunato di poter lottare con dignità e senza fuggire, senza abbassare la testa o lo sguardo.

E se non ce la si fa ad ottenere risultati dalle istituzioni, ci avremo provato, ne sarà valsa la pena, nel cammino che faremo assieme saremo cresciuti e avremo lasciato il nostro segno.

Dopo la manifestazione di Bologna contro l’omofobia e dopo quelle delle altre città ho scritto che magari non sappiamo in che direzione stiamo andando, ma ci stiamo muovendo, stiamo reagendo. Va bene così.

Manifestazione contro l’omofobia. Le associazioni ascoltino le voci della piazza

Sabato 10 Ottobre s’è tenuta a Roma una manifestazione nazionale contro l’omofobia e per l’uguaglianza dei cittadini lgbt di fronte alla legge. Era un azzardo. Preceduta da due mesi intensi di mobilitazioni in tutta Italia contro gli episodi di violenza omofoba e anticipata dalla delusione per un testo di legge Concia contro l’omofobia che, per dirla con le parole di Beppe Ramina, è utile quanto “una maionese allo yogurt”, c’era il rischio concreto che poche persone trovassero le ragioni e la voglia di partecipare.

Se a questo aggiungiamo l’auto-lesionismo delle associazioni lgbt nel concedere incontri ai ministri del Governo Berlusconi proprio a due giorni dalla “prova della piazza”, si comprende che i timori che le assenze pesassero erano concreti. Anestetizzare le rivendicazioni e i conflitti è una tattica di ogni potere esecutivo. Stupisce vedere 50enni scafati da trentanni di militanza politica attiva abboccare ancora all’amo delle promesse mai mantenute. Un “Grazie Ministra Carfagna per la richiesta d’incontro, preferiremmo vederci dopo il 10 Ottobre” ci stava tutto. Peccato non averlo sentito.
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Magnifica India

Sul numero di AUT di agosto 2009, appena uscito, trovato un mio articolo dedicato alla vittoria delle associazioni lgbt indiane per la depenalizzazione dell’omosessualità. Se volete, potete scaricarlo anche in pdf.
MAGNIFICA INDIA

Il 2 luglio scorso, l’Alta Corte di Nuova Delhi ha reso noto l’atteso verdetto in merito alla richiesta avanzata dalle associazioni lgbt indiane (e in particolare dalla Naz Foundation) di depenalizzare l’omosessualità, almeno per le persone adulte e consenzienti. Il famigerato art. 377 del codice penale indiano – non ci stancheremo di ripetere che si tratta di un’eredità del defunto Impero Brittanico – è stato modificato, permettendo così da quel giorno a 50 milioni di persone omosessuali, bisessuali e trans indiani di vivere liberamente la propria sessualità, senza la paura dell’arresto.

L’India, la più grande democrazia delle terra, con oltre un miliardo di abitanti e attraversata da conflitti inter-etnici, consegna all’umanità una sentenza storica che lascerà il segno, dimostrando che un regime democratico è in grado di governare una complessità culturale. Il testo del verdetto è chiaro: “l’omosessualità non è un disordine mentale” e nel commentare la sentenza, il capo del Dipartimento di Giustizia dell’Alta Corte, A. P. Shah, ha usato le parole del padre/fondatore, insieme a Gandhi, dell’India moderna, Jawahrlal Nehru: “l’India sarà una società inclusiva. Il fatto che una parte della popolazione non ami un’altra parte, non è una ragione sufficiente per criminalizzarla”.

Secondo il quotidiano online Huffington Post “la depenalizzazione dell’omosessualità in India, per le sue immaginabili conseguenze, sarà paragonata alla rivolta di Stonewall del 28 giugno 1969, quando nacque il movimento lgbt mondiale”. Con meno afflato epico e con più concretezza, Vikram Doctor – attivista gay e giornalista, di cui su AUT di Febbraio 2009 presentai un’intervista -, stanco e felice, manda a dire che “è una notizia meravigliosa, l’incredibile conclusione di otto anni di lotta e l’inizio di un nuovo ciclo di battaglie”.

Quali battaglie? Prima di tutto la difesa della sentenza dai già annunciati ricorsi che presenteranno le autorità religiose induiste, islamiche e cattoliche. Queste ultime avevavo fatto sapere attraverso il Vaticano che non si opponevano alla depenalizzazione dell’omosessualità, ma solo all’estensione di alcuni diritti, come il matrimonio, alle persone gay. Dopo il verdetto, si sono prontamente rimangiati quanto in precedenza affermato e hanno iniziato le loro pressioni sul Governo federale, formando una “santa alleanza religiosa” insieme alle confessioni maggioritarie in India. Il reverendo Stephen Alatara, del concilio vescovile del Kerala ha detto che “il Governo ha assicurato che l’omosessualità non verrà legalizzata” e ha annunciato un ricorso alla Suprema Corte assieme ad altri gruppi cattolici. Alcuni ministri del governo di centro-sinistra si sono riuniti per esaminare la questione. Non hanno trovato un accordo. E c’è da credere che non lo troveranno per ancora un po’ di tempo, almeno fin quando le acque non si saranno calmate.

Per Beppe Ramina, giornalista, tra i fondatori di Arcigay e del Cassero e che da anni tesse stretti rapporti con le associazioni lgbt indiane, “è immaginabile che la larga riconferma del Congresso (il partito del Mahatma Gandhi e di Jawaharlal Nehru) abbia rafforzato una decisione che l’Alta Corte aveva molto probabilmente preso già all’inizio del 2009, quando il dibattimento, dopo anni di stop and go, si era finalmente concluso. L’eccitazione tra gli attivisti delle associazioni gay, dei diritti umani e di lotta all’aids è ora altissima. Nei giorni scorsi era stato celebrato il Pride in quattro grandi città: Bombay, Delhi, Chennai e Bangalore, un evento che dà l’idea di come il movimento trovi forza e si stia espandendo rapidamente“.

Alle amiche e agli amici di AUT e del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli lancio una proposta (e per farlo, uso lo spazio che con generosità mi concedono per raccontarvi di come va il movimento fuori dall’Italia). Nel 2011, quando a Roma ci sarà l’importantissimo Euro Pride, proviamo ad avere tra i partecipanti una delegazione dall’India e ad organizzare una tavola rotonda. Tema: “come si combatte per i diritti delle persone lgbt nel mondo”. La mia convinzione è che sarà utile per svecchiare e internazionalizzare un movimento italiano asfittico e sempre più alle prese con questioni “di bottega” piuttosto che con le reali necessità della lotta.

Anche noi abbiamo un gran bisogno di magnifiche notizie come quelle giunte in questi giorni dalla lontana eppur vicina India.

[Scarica l'articolo in .pdf]

Magnifica India di Maurizio Cecconi - AUT, agosto 2009

Ramina: “Arcigay alla deriva”

Vincenzo Branà ha pubblicato una bellissima intervista a Beppe Ramina, tra i fondatori di Arcigay e primo presidente dell’associazione. Assolutamente da leggere.

Beppe Ramina - Fotografia di Maurizio Cecconi

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