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Fascio e martello. Viaggio per le città del Duce

Fascio e martello
Viaggio per le città del Duce
Di Antonio Pennacchi, Laterza

Pennacchi scrive per la rivista di geopolitica Limes. Dopo aver letto il suo romanzo “Palude”, il direttore Caracciolo gli propose: “Ahò, Pennacchi! Perché non trasporti questo tuo amore per l’architettura e per la tua terra, l’agro pontino, in una serie di saggi dedicati alle città fondate dal fascismo?”. Pennacchi rispose “Sì”, bofonchiando, alla sua maniera burbera. Partì così per un viaggio che lo stesso autore ammette di non sapere dove l’avrebbe portato e quali scoperte gli avrebbe fatto compiere. Una ad una, emergono dall’oblio le città fondate dal Duce. Quelle famose delle bonifiche: Littoria (poi Latina), Aprilia, Pomezia, Sabaudia, Carbonia. Pennacchi le esamina con sguardo scientifico, attento ai dettami dell’urbanistica e dell’architettura razionalista e soprattutto le legge come segni della lotta di classe: da una parte i fondiari espropriati dalle terre, dall’altra i coloni contadini appena insediati. Nelle mani di Pennacchi si sfalda la prospettiva storico-mitologica nata dalla Resistenza (secondo cui tutto ciò che produsse il fascismo fu il Male assoluto) ed emerge una realtà più complessa e articolata. Secondo Pennacchi, nella sua opera di ripopolamento dell’Italia assediata dalla malaria, il fascismo si schierò (certo non compatto, ma Mussolini insistette) dalla parte dei poveri e di chi non possedeva nulla se non le sue braccia, procedendo ad una redistribuzione socialista delle terre (rivoluzione che fu poi annullata dalla contro-riforma voluta dalla Democrazia Cristiana). Ma il viaggio di Pennacchi – ex militante di Lotta Continua mai pentito – non si ferma qui; dopo aver svelato il lato marxista del fascismo, prosegue le sue peregrinazioni sù e giù, dalle Alpi alla Puglia (Segezia), senza dimenticare la Sardegna, la Sicilia e l’Istria, dove riscopre la bellissima città di Arsia. Prima dei saggi di Pennacchi raccolti in questo volume, la storiografia ufficiale attribuiva al fascismo la fondazione di 12 città. Pennacchi ne documenta in tutto 147 e non ha ancora concluso il suo viaggio. Il libro è corredato da un apparato bibliografico e da note di approfondimento che testimoniano l’estrema accuratezza della ricerca condotta dall’autore. Un appunto lo dedico infine allo stile della scrittura: franco, diretto, scarno, da brontolone attento alla verità fattuale: uno sberleffo continuo al mondo dell’Accademia. Tutto da gustare. | Fonte Corpo12

Quisquilia

Non capisco la mania di definirci e di farci definire “popolo” – in quanto uomini e donne lgbt – . “La parola popolo indica l’insieme delle persone fisiche che sono in rapporto di cittadinanza con uno stato”. Non siamo un popolo. Siamo delle comunità di persone gay/lesbiche/bisex/trans in relazione tra loro. Parrebbe una quisquilia, ma vi ricordate chi è che “difende il popolo”?

Popolo d'Italia alle armi!

Bologna Pride: In Italia sono tutti maschi – Doppio appuntamento: libro + mostra

In Italia sono tutti maschi
Di Luca De Santis e Sara Colaone
presentazione del libro e incontro con gli autori

Martedì 24 Giugno, H 18.00
Libreria Melbookstore
Via Rizzoli 18 – Bologna

In Italia sono tutti maschi è l’ultima attesa graphic novel di Luca De Santis e Sara Colaone in uscita per Kappa Edizioni, che nei giorni del Pride nazionale di Bologna ci propone un viaggio nella memoria, attraverso fascismo, ipocrisia, amicizia e scandali dimenticati. Le leggi razziali dell’Italia fascista non menzionavano provvedimenti contro gli omosessuali: non ce n’era bisogno, disse Mussolini, poiché in Italia gli uomini non potevano essere che maschi, attivi e virili. La realtà fu ben altra. Dal 1938 al 1943 molti omosessuali italiani furono mandati al confino nelle isole. Quasi trecento giovani femminielli, arrusi, buchi furono così sradicati dalla propria vita, bollati ufficialmente come nemici della Patria. Cinquant’anni dopo, il documentarista Rocco si mette sulle tracce dell’ex confinato Antonio, per riportare alla luce quella storia dimenticata, ma si trova a fare i conti con tutto il dolore che i ricordi possono provocare.

L’introduzione al volume è firmata da Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti, autori del saggio La città e l’isola. Omosessuali al confino nell’Italia fascista. In appendice, intervista a Giuseppe B., omosessuale confinato nel periodo fascista, a cura di Giovanni Dall’Orto, giornalista, scrittore e storico direttore del mensile Pride.

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In Italia sono tutti maschi
Il confino degli omosessuali italiani durante il fascismo in una mostra di tavole e disegni dal libro a fumetti di Luca de Santis e Sara Colaone

Vernice inaugurale Giovedì 26 Giugno, H 18.30
Istituto Storico Parri Emilia-Romagna
Via Sant’Isaia, 18 – Bologna

La mostra sarà visitabile nei seguenti orari
Dal 26 Giugno al 26 Luglio 2008
Dal Lunedì al Venerdì
Dalle 16.00 alle 19.00
Sabato dalle 10.00 alle 13.00

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La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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