Header image courtesy of The Italian Miss Alternative

Articoli marcati con tag ‘Beatrice Draghetti’

Bologna, Caffarra chiede soldi per le scuole cattoliche. Il PD annuisce

Per l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra la libertà di scelta significa soldi alle scuole cattoliche. La richesta è arrivata chiara e diretta in apertura del convegno “Materna day”. Ad ascoltarlo in platea c’erano il sindaco Flavio Delbono e la presidente della Provincia Beatrice Draghetti.

“Che la scelta sia libera, cioè soldi – ha scandito Caffarra – sennò si limita la libertà di scelta a una dichiarazione di principio” ha detto Caffarra, mentre stava presentando principi della sua “Carta formativa della scuola cattolica dell’infanzia”.

Caffarra si fa portavoce della federazione delle scuole private, che chiede di aumentare i finanziamenti e di abolire la quota attualmente a carico delle famiglie, utilizzando fondi comunali o statali.

Per la presidente della Provincia Beatrice Draghetti “è tempo di fare patti”. Per l’assessora alla scuola del Comune di Bologna, Simona Lembi, “con le scuole cattoliche si può fare un ragionamento”. Il PD, al governo di Comune e Provincia, non discute se dare o non dare i finanziamenti, ma di quanto aumentarli.

Pochi giorni fa, l’assemblea dei genitori e dei docenti ha accusato il Comune di Bologna, prossimo a rinnovare la convenzione con le scuole private in scadenza nel 2010, di “collaborazionismo col Governo” nel processo di smantellamento della scuola pubblica.

Il Comune di Bologna spende attualmente circa 1 milione e 200 mila euro all’anno in finanziamenti alle scuole private, in maggior parte cattoliche. E son soldi nostri, di tutti i contribuenti.

Delbono chierichetto

Contro il divieto di manifestazione, Sabato 21 Marzo 2009 – Le foto

Bologna, divieto di manifestazione. Monteventi: “Non ci fermeremo”

BOLOGNA. MONTEVENTI: NON CI FERMEREMO, DIRETTIVA VA RITIRATA

DIRE, Bologna, 13 Mar. – “Questa è una battaglia di civiltà, contro la privazione di un diritto. Non stiamo scherzando e non è una denuncia che ci fa paura, continueremo a lottare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi fino a quando questa direttiva non verrà ritirata”. Valerio Monteventi, candidato sindaco nella lista Bologna Città Libera, difende la scelta di violare il divieto di manifestare nel weekend in alcune vie e piazze del centro storico di Bologna. Stamattina lui e altri quattro attivisti di Bologna Città Libera hanno incassato una denuncia per manifestazione non autorizzata, ma Monteventi non intende fermarsi. “La direttiva del Ministro Maroni viola il diritto di manifestare sancito dalla Costituzione – afferma Monteventi – e la sua interpretazione bolognese, poi, è anche peggio, perché le limitazioni previste dal Prefetto Angelo Tranfaglia non si sono viste in nessun altra città. Nei prossimi giorni faremo una capillare campagna di comunicazione per pubblicizzarla, vogliamo che la gente capisca che questo provvedimento colpisce tutti”. Monteventi non risparmia critiche al PD, che “non ha avuto nulla da ridire su questa ordinanza. A Bologna è stata approvata con l’assenso di Beatrice Draghetti e Sergio Cofferati”. Sergio Spina, capogruppo di Terre Libere in Provincia a Bologna, esprime solidarietà ai denunciati e contesta “l’ennesima declinazione delle politiche securitarie bolognesi”.

Protest!

Bologna, divieto di manifestazione. Bifo denunciato: “Sarò in piazza”

DIRE, Bologna, 13 Mar. – Franco Berardi “Bifo”, in una lettera, ha già annunciato che domani sarà in piazza. “Mi hanno denunciato per un reato che non è un reato, abbiamo violato una direttiva che a sua volta viola l’articolo 17 della Costituzione – scrive l’ex leader del ’77 bolognese – domani io intendo manifestare contro la denuncia che mi ha colpito, e intendo parlare pubblicamente per spiegare ai cittadini che vorranno ascoltarmi che la minaccia (insita nel divieto di manifestare, ndr) è rivolta non contro di me, ma contro di loro, contro tutti i lavoratori, i precari, gli studenti“. Loreti invece spiega che: “l’ordinanza del prefetto è ancora più restrittiva della direttiva del Ministro Roberto Maroni”. Se la direttiva di Maroni indicava genericamente limiti alle manifestazioni, “Tranfaglia ha scelto di vietare tutto il quadrilatero per due intere giornate, sabato e domenica. Non a caso l’ordinanza ha ricevuto l’approvazione del PD per voce di Beatrice Draghetti e Sergio Cofferati: per noi è un provvedimento frutto anche delle politiche sicuritarie portati avanti dal sindaco in questi cinque anni di mandato”.

Franco Berardi "Bifo"

Per la democrazia e contro la disinformazione – Il video

Per la democrazia e contro la disinformazione – Bologna Città Libera rompe il divieto di manifestazione

“PER LA DEMOCRAZIA E CONTRO LA DISINFORMAZIONE
ROMPIAMO IL DIVIETO DI MANIFESTAZIONE
IMPOSTO DAL PREFETTO E DAL SINDACO”

Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera,
sul sit-in odierno in Piazza Maggiore contro il divieto di manifestazione

“Bologna Città Libera ha violato con un sit-in, oggi pomeriggio, la direttiva del Ministro dell’Interno Maroni (che lede l’articolo 17 della Costituzione sul diritto a manifestare) e l’ordinanza applicativa emanata dal prefetto Tranfaglia (che vieta le manifestazioni in centro a Bologna il sabato pomeriggio e la domenica). Questa ordinanza è stata varata d’intesa con le amministrazioni locali guidate dal Partito Democratico nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine Pubblico. Si tratta di un’ordinanza “abnorme”, secondo giuristi e costituzionalisti, ma che è stata difesa dal PD con un odg approvato dal Consiglio Comunale in cui non si chiede il ritiro del provvedimento“, queste le parole di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera.

Bologna Città Libera invita le cittadine e i cittadini a manifestare per la democrazia e contro la disinformazione e a partecipare ai prossimi sit-in che romperanno ancora il divieto di manifestazione.

In questi giorni la Doxa sta effettuando un sondaggio telefonico a Bologna sulle elezioni amministrative. Chiede a chi risponde se si conoscono i candidati a sindaco e per quale si voterebbe, ma ne “dimentica” due.

“La Doxa ha il dovere morale di rendere noto chi è il committente di questi sondaggi che creano confusione e che producono disinformazione”, chiede con forza Monteventi.

La diretta della manifestazione è stata diffusa dal sito www.bolognacittalibera.org e attraverso lo spazio Twitter www.twitter.com/bocittalibera che Bologna Città Libera, primo movimento politico a Bologna ad averlo fatto, apre oggi per l’occasione e che vuole essere un modo per permettere a chi non ha potuto esserci di aderire e partecipare idealmente a questa battaglia di democrazia.

Divieto di manifestare. Bologna Città Libera: “Bisogna disobbedire”

Pioggia di critiche sul provvedimento che impedisce
manifestazioni politiche in piazza nei week-end
“Bisogna disobbedire a questa decisione”
Dura presa di posizione di Monteventi e Rdb. E anche Arcigay si dice contrario
Il Domani di Bologna, 19 Febbraio 2009

[Scarica la rassegna stampa completa]

Il leader no global Valerio Monteventi, candidato sindaco con la lista civica Bologna Città Libera, annuncia battaglia contro la decisione delle autorità di vietare le manifestazioni nelle piazze del centro durante i week-end. “Bisogna disobbedire – dice Monteventi – l’ho già detto al capo della Digos, non chiederò più l’autorizzazione per fare le manifestazioni. Chi pensa di avere affrontato i problemi, li vedrà triplicati; se lo mettano in testa. Sulla libertà sono pronto a giocarmi tutto”. Parole che arrivano dopo un contatto telefonico con la Questura, fatto anche di battute di spirito (“per lei è un prepensionamento”, sarebbe stato fatto osservare a Monteventi, promotore di innumerevoli cortei e iniziative di piazza). Ma il candidato non ha intenzione di adeguarsi al nuovo regime sulle manifestazioni. “Questa direttiva – spiega il consigliere – ha tutte le caratteristiche di un provvedimento fascista, perché limitala libertà di espressione delle persone. È un iniziativa del Governo, ma ha avuto qui un’applicazione molto grave, praticamente alla lettera”. Le manifestazioni, ricorda Monteventi, “si fanno al sabato perché la gente non lavora ed è più facile organizzarle anche dal punto di vista tecnico”. E poi “l’altra cosa paradossale che questo provvedimento di una gravità estrema, che dal ’68 non c’era mai stato, non ho sentito prese di posizione chiare, a parte Cobas e Rdb”. Il sindaco Sergio Cofferati, tra l’altro “era presente al comitato per l’ordine pubblico che l’ha deciso: ci dicono di fare argine contro la destra, ma anche parte del Pd l’ha condiviso”. Duro il commento di Arcigay “Il Cassero”: “In una città che quotidianamente consolida il suo ruolo di teatro di violenza lo “stop” alle manifestazioni durante il weekend imposto dalla Prefettura con l’accordo di Comune e Provicia, e argomentato con l’obiettivo assolutamente discutibile di “migliorare la vivibilità” del centro storico nelle giornate di sabato e domenica, ha i connotati di un provvedimento irresponsabile e unilaterale”. Arcigay poi prosegue: “In nome di una non meglio specificata vivibilità, si chiude le porte del centro cittadino alle libere espressioni dei suoi abitanti” e dunque il Cassero esprime “un dissenso forte” invitando sindaco e presidente della Provincia “ad assumersi responsabilità rispetto alla deriva del cuore cittadino, senza ulteriormente caricare di questi problemi la cittadinanza, i suoi fermenti, le sue espressioni”. Per il Cassero il provvedimento sulle manifestazioni è la classica goccia che fa traboccare il vaso dopo che “in cinque anni di mandato Provincia e Comune hanno messo in campo un’imbarazzante sequenza di divieti che hanno profondamente interrotto la vivacità di fruizione degli spazi cittadini”.

Non vogliamo essere cavie dei vostri errori

Il leader di Bologna Città Libera: “Disubbidiamo, l’ho detto alla Digos”
Cortei? Non di sabato. Monteventi non ci sta
Il Bologna, 19 Febbraio 2009

Disobbediamo! Così Valerio Monteventi reagisce alla decisione delle Autorità di vietare le manifestazioni nelle piazze del centro durante i week-end. “L’ho già detto al capo della Digos – dice Monteventi – non chiederò più l’autorizzazione per fare le manifestazioni. Chi pensa di avere affrontato i problemi, li vedrà triplicati; se lo mettano in testa. Sulla libertà sono pronto a giocarmi tutto”. Monteventi parla dopo aver avuto un colloquio telefonico con la Questura, un colloquio infarcito di ironia. “La prepensioniamo” si è sentito dire Monteventi che nella sua lunga militanza politica non si fatto mancare nulla: cortei, manifestazioni, iniziative di lotta in piazza, presidi, ecc. “Questa direttiva – spiega il candidato sindaco di Bologna Città Libera – ha le caratteristiche di un provvedimento fascista, di fatto limita la libertà di espressione delle persone. E’ un’iniziativa del Governo, ma se le norme vanno interpretate, qui la cosa più grave è che si è deciso di applicarla praticamente alla lettera”. Continua: “Le manifestazioni si fanno al sabato perché la gente non lavora ed è più facile organizzarle anche dal punto di vista tecnico”. Infine una critica a Cofferati: “Era presente al comitato per l’ordine pubblico che ha preso la decisione, dobbiamo fare argine contro la destra, ma anche parte del PD l’ha condiviso”.

Bologna Città Libera sul divieto di manifestazione: “Da Incredibili a Intoccabili”

In merito alla notizia della chiusura del centro storico nei giorni di sabato e domenica e del divieto di manifestare davanti ai luoghi di culto e ad altri “obiettivi sensibili”, Bologna Città Libera dichiara: “E’ inaccettabile che tutti i movimenti, che sono il sale dell’innovazione della vita politica, culturale e sociale della città, siano trattati come potenziali terroristi. Così facendo si induce la cittadinanza a confondere democrazia con sicurezza, sacrificando la prima in nome della seconda. La nostra carta costituzionale garantisce il diritto alla manifestazione e all’espressione dei propri convincimenti, anche quando contrari a quelli di vari poteri: Confindustria, Vaticano, Governo”.

“Bologna Città Libera è determinata ad opporsi nei fatti e non solo a parole contro la marea di divieti che soffocano la vita cittadina e restringono gli spazi di libertà delle persone e la libera circolazione delle idee. Cosa succederà alle persone omosessuali, bisessuali e trans quando vorranno manifestare pacificamente contro l’omofobia delle gerarchie cattoliche davanti a una chiesa, come è successo due anni fa a Bologna? Verranno arrestate? Disperse con la forza? Verrà proibito di manifestare contro chi alimenta lo stigma e il pregiudizio? Cosa succederà alle donne che vorranno manifestare contro chi le espropria del diritto all’auto-determinazione? E’ questa la democrazia per la quale lottarono i nostri partigiani?.

Infine vogliamo rivolgere un appello ai tanti amici e alle tante amiche di sinistra a non cadere nel tranello del cosiddetto “fronte delle sinistre” per fermare l’avanzata della destra a Bologna. Che senso avrebbe questa unità se i divieti anti-democratici sono concordati coi massimi esponenti delle amministrazioni targate PD (Cofferati e Draghetti)?

Bologna Città Libera supporta fin d’ora i sit-in di protesta contro il divieto di manifestazione che saranno organizzati nel centro di Bologna“.

Protest!

Bologna, “Il Cassero”: lo stop alle manifestazioni è proibizionismo

In una città che quotidianamente consolida il suo ruolo di teatro di violenza lo “stop” alle manifestazioni durante il week-end imposto dalla prefettura con l’accordo di Comune e Provincia – e argomentato con l’obiettivo assolutamente discutibile di “migliorare la vivibilità del centro storico nelle giornate di sabato e domenica” – ha i connotati di un provvedimento irresponsabile e unilaterale, che in nome di una non meglio specificata vivibilità, chiude le porte del centro cittadino alle libere espressioni dei suoi abitanti. “Il Cassero” di Bologna esprime un dissenso forte rispetto a questa scelta e chiama gli amministratori locali – Cofferati e Draghetti, entrambi presenti all’incontro in prefettura – ad assumersi responsabilità rispetto alla deriva del cuore cittadino, senza ulteriormente caricare di questi problemi la cittadinanza, i suoi fermenti, le sue espressioni. In cinque anni di mandato Provincia e Comune di Bologna hanno messo in campo un’imbarazzante sequenza di divieti che hanno profondamente interrotto la vivacità di fruizione degli spazi cittadini. Ne soffrono gli albergatori, i commercianti, e i cittadini tutti, costretti a muoversi in una città divenuta a tutti gli effetti vuota e pericolosa. Cortei, happening, flash mob sono la linfa e l’anima di un tessuto urbano, canali di scambio e confronto di opinioni. Censurarli vuol dire sottoscrivere la deriva di questa città, percorso di sofferenza rispetto al quale gli amministratori del centrosinistra bolognese non si sono mostrati per niente all’altezza, latitando sulle proposte e inflazionando la cultura e del divieto e del proibizionismo, che non è legalità bensì soltanto uno stile anacronistico e povero (di risorse e di idee) per affrontare problemi. Il Bologna Pride dello scorso anno, così come il Crossing Kisses che abbiamo messo in atto per il giorno di San Valentino, sono dimostrazioni di come il pensiero, l’opinione, il movimento possano essere ingredienti pacifici e sereni di confronto e pluralismo. Draghetti, Cofferati per convincerci dell’opportunità di questo loro ulteriore atto di forza, dovranno prima smentire questa considerazione e dichiarare chiusa, dall’alto del loro colore politico e delle proprie storie – l’era dell’espressione del pensiero per lasciar spazio a quella dello shopping.

Protest!

Bologna, vietato manifestare in centro durante il fine settimana

Vietate le manifestazioni politiche, il sabato pomeriggo e la domenica, in quattro piazze del centro: Piazza Maggiore, Nettuno, Re Enzo e Santo Stefano. Stop ai cortei politici anche in via Ugo Bassi e altre vie del centro cittadino. Salve le cerimonie e le feste più importanti. Questa la decisione del prefetto che ha tradotto in salsa bolognese il decreto Maroni sulla limitazione dei cortei nei centri delle città. Il provvedimento sarà firmato oggi e avrà una durata sperimentale. Si potrà, quindi, fare marcia indietro e apportare delle modifiche se qualcosa non funziona. La decisione è stata condivisa anche dal sindaco Cofferati e dal presidente della Provincia Draghetti che ieri hanno partecipato al vertice in prefettura. Insomma neanche i gazebo di propaganda politica potranno essere montati nel centro storico durante il week-end. Per le elezioni però le regole saranno diverse e frutto di riunioni specifiche.

Il Bologna, 18 Febbraio 2009

Roberto Maroni e Sergio Cofferati

Facebook Community
Login with Facebook:
Last visitors
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Rete Laica Bologna
Gender Bender International Festival
Comitato "Sì, lo voglio!"
Archivi