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Per la democrazia e contro la disinformazione – Bologna Città Libera rompe il divieto di manifestazione
ROMPIAMO IL DIVIETO DI MANIFESTAZIONE
IMPOSTO DAL PREFETTO E DAL SINDACO”
Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera,
sul sit-in odierno in Piazza Maggiore contro il divieto di manifestazione
“Bologna Città Libera ha violato con un sit-in, oggi pomeriggio, la direttiva del Ministro dell’Interno Maroni (che lede l’articolo 17 della Costituzione sul diritto a manifestare) e l’ordinanza applicativa emanata dal prefetto Tranfaglia (che vieta le manifestazioni in centro a Bologna il sabato pomeriggio e la domenica). Questa ordinanza è stata varata d’intesa con le amministrazioni locali guidate dal Partito Democratico nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine Pubblico. Si tratta di un’ordinanza “abnorme”, secondo giuristi e costituzionalisti, ma che è stata difesa dal PD con un odg approvato dal Consiglio Comunale in cui non si chiede il ritiro del provvedimento“, queste le parole di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera.
Bologna Città Libera invita le cittadine e i cittadini a manifestare per la democrazia e contro la disinformazione e a partecipare ai prossimi sit-in che romperanno ancora il divieto di manifestazione.
In questi giorni la Doxa sta effettuando un sondaggio telefonico a Bologna sulle elezioni amministrative. Chiede a chi risponde se si conoscono i candidati a sindaco e per quale si voterebbe, ma ne “dimentica” due.
“La Doxa ha il dovere morale di rendere noto chi è il committente di questi sondaggi che creano confusione e che producono disinformazione”, chiede con forza Monteventi.
La diretta della manifestazione è stata diffusa dal sito www.bolognacittalibera.org e attraverso lo spazio Twitter www.twitter.com/bocittalibera che Bologna Città Libera, primo movimento politico a Bologna ad averlo fatto, apre oggi per l’occasione e che vuole essere un modo per permettere a chi non ha potuto esserci di aderire e partecipare idealmente a questa battaglia di democrazia.
Bassezze elettorali – La “sinistra” a Bologna
Cosa dovrebbe fare la sinistra ora, dopo questa Caporetto esistenziale, è la domanda che da mesi si pongono in tanti e tante. C’è chi invoca l’unità poi fa altre scissioni, c’è chi riparte dal basso, con fatica, per riallacciare i nodi di una rappresentanza dispersa ma non scomparsa.
C’è un intero ceto politico, logorato dagli anni, che cerca lavoro. Va bene qualunque cosa: un’occasione, un ritaglio di giornale, uno scranno da cui pontificare sulle sorti magnifiche e progressive dell’umanità. Li vedete? Vengono dalle fila del PRC, dei Verdi, della Sinistra Democratica, dei Comunisti Italiani (questi ultimi, bisogna riconoscerglielo, con una tale assenza di senso della vergogna che suscita rispetto per il molto pelo sullo stomaco).
Fino alla vicenda della pseudo-riforma della legge elettorale europea, sembrava possibile una mediazione tra la burocrazia della sinistra e la necessità di ritrovare l’ossigeno necessario a ripartire. La soluzione s’era trovata in una serie di accordi locali col PD, per andare uniti alle elezioni amministrative e vincere dove possibile.
Certo è un bel rospo da mandare giù, quello di cercare un accordo con chi ti ha dato una mano a farti sparire. Ma in politica bisogna saper digerire anche questo, si sa. Fino a che… visti i sondaggi elettorali, che danno il PD in caduta libera, al 23%, Veltroni ha deciso di puntellare la sua vuota leadership con un accordo bipartisan con Berlusconi. Si son detti: “Mettiamo uno sbarramento abbastanza alto da elimare la rappresentanza dei partiti minori a destra e a sinistra, ridiamo fiato alle trombe del voto utile e arginiamo la diaspora”.
Ora, che faranno i reduci della Sinistra Arcobaleno? A livello nazionale già gridano allo scandalo, minacciano ricorsi, preparano sit-in davanti alle sedi del PD. Ma non dicono l’unica cosa che un’organizzazione con un po’, ma giusto un pochetto di dignità, dovrebbe dire: “Nessun accordo elettorale con voi, né locale né nazionale, finché non abbondonate la chimera del bipartitismo”.
Grideranno come polli incattiviti dalla presenza di una faina nel pollaio, poi si risiederanno tranquilli in un angolo, in attesa che il felino divori le uova e la possibilità di un futuro. Perché l’importante è che gli accordi, almeno a livello locale, si facciano. Della cagnara per salvare la faccia e tanta sottomissione programmatica per salvare qualche poltrona.
Cari amici e care amiche, a Bologna andrà così, ci vogliamo scommettere?
Post Scriptum: un’alternativa al PD+rametti-confusi c’è. L’unica realtà che non è disposta a scendere a patti con l’uccisione della rappresentanza e delle possibilità di un’azione di sinistra si chiama Bologna Città Libera. Fine del dispaccio.

Bologna Città Libera – Appello alla cittadinanza
ti scriviamo per farti una proposta.
Come forse sai alle elezioni amministrative che si terranno a Bologna nella prossima primavera presenteremo una lista che si chiama Bologna Città Libera. La parola “libera” significa qui molte cose: naturalmente libera dall’arroganza autoritaria del sindaco che l’ha amministrata nel triste quinquennio passato. Ma non solo: libera dal dogmatismo liberista che ha guidato le scelte delle amministrazioni negli ultimi due decenni, da quando Walter Vitali e Flavio Delbono iniziarono ad avviare le privatizzazioni e a predicare il verbo thatcheriano anche in questa città che non ne aveva bisogno. Libera dall’inquinamento da petrolio da carbonio e da particolato, cioè libera dall’ossessione automobilistica. Libera dall’ingerenza vaticana e dal fondamentalismo di qualsiasi credo religioso.
Noi ci proponiamo di modificare la geografia politica orientando questa campagna elettorale verso la creazione di zone di resistenza umana nella tempesta che si prepara, anzi è già qui. La nostra sarà una campagna culturale sui temi dell’ambiente, del lavoro e della convivenza civile.
Ci scandalizza la povertà dei discorsi e l’aridità delle emozioni comunicate dai due poli che pretendono di occupare la scena, e sono sempre più simili sia dal punto di vista delle enunciazioni che dal punto di vista del comportamento etico. Ma ci scandalizza anche la povertà mentale di chi crede che il compito sia solo quello di moralizzare la vita pubblica, come se il problema fosse quello di rispettare le regole. Le regole stesse sono la causa della corruzione, dell’impoverimento e della barbarie che cresce all’orizzonte. Le regole che hanno dominato la vita sociale negli ultimi decenni, le regole della competizione, dell’accelerazione produttiva, della crescita illimitata, e della privatizzazione generalizzata. L’imposizione di queste regole ha esaltato la disparità economica, ha distrutto il tessuto della solidarietà sociale, ha premiato la corruzione e il cinismo, e alla fine ha portato l’economia globale (e quella cittadina) a un collasso che nessuna buona amministrazione potrà sanare.
Soltanto l’abbandono della via liberista e privatista e un’inversione completa della rotta, permetterà la ricostruzione del tessuto dell’empatia tra esseri sensibili che il fanatismo della competizione ha lacerato dolorosamente. La via della privatizzazione è portatrice di miseria, di violenza e di solitudine. Dopo aver privatizzato i trasporti e i finanziamenti per la scuola, il gas e l’elettricità, la prossima giunta si troverà a dover privatizzare l’acqua. Bologna Città Libera chiederà il voto ai cittadini bolognesi per fermare la follia della privatizzazione, i cui effetti sono evidenti nella catastrofe economica e sociale che il dogma privatista ha già prodotto nella vita dei popoli del mondo. Bologna Città Libera chiederà il voto ai cittadini per avviare un processo di deprivatizzazione di tutto ciò che è essenziale per la comunità. Bologna Città Libera intende avviare una riconversione delle tecnologie per la mobilità e per il riscaldamento, così da garantire l’autosufficienza energetica.
Bologna Città Libera intende offrire residenza e diritto di asilo a tutte le donne che fuggono da paesi in cui la violenza di genere è la norma.
Bologna Città Libera intende cambiare la natura del fenomeno migratorio: non più invasione di maschi giovani e soli, ma afflusso di donne che cercano convivenza tollerante e libera.
Bologna Città Libera intende garantire una risposta al bisogno di alloggio seguendo il principio secondo cui nessuno spazio abitabile deve rimanere inabitato.
Bologna Città Libera intende cancellare le scelte proibizioniste che sono state alla base del governo di questi cinque anni e intende contemperare le esigenze dei cittadini che vogliono dormire con gli stili di vita diversi, attraverso la moltiplicazione degli spazi di espressione differente.
Bologna Città Libera darà spazio e visibilità alle produzioni culturali indipendenti perché cultura non è solo quella delle Istituzioni.
Consapevole della conclusione del ciclo della crescita, Bologna Città Libera intende promuovere un nuovo modo di concepire la ricchezza come godimento, non come acquisizione, intende creare le condizioni per superare il consumo privato favorendo il consumo collettivo.
Per tutte queste ragioni ti chiediamo di partecipare alla nostra campagna elettorale e di contribuire, nelle forme che tu riterrai più utili e più intelligenti, con la parola e con gli atti, a una campagna elettorale che ridisegni il panorama e l’orizzonte, prima di tutto nelle immaginazioni e nelle attese, poi nei progetti e nelle realizzazioni.
Franco Berardi “Bifo”
Primi firmatari
Nanni Balestrini, Piero Sansonetti, Massimo Serafini, Claudio Lolli,
Stefano Bonaga, Sandro Mezzadra, Valerio Evangelisti, Giancarlo Ambrogio Vitali,
Maria Laura Valente, Luisa Vitali, Mario Bovina, Giorgio Tinelli,
Lucia Berardi, Claudia Brighetti, Cinzia Monari, Barbara Gualandi, Elisa Mereghetti,
Antonello Martelli, Marco Trotta, Davide Turrini, Marco Magagnoli,
Oscar Marchisio, Giampiero Moruzzi, Franco Motta, Vincenzo Bazzocchi,
Anna Navetta, Carlo Loiodice, Tiziana Milito, Gianni de Giuli,
Gabriele Bollini, Antonio Faggioli, Alberto Masala, Maria Grazia Negrini,
Gianalberto Cavazza, Giovanni Dursi, Roberto Serra, Maurizio Cecconi, Bruno Giorgini.
Per chi volesse sottoscrivere l’appello inviare le adesioni a
gruppomistobolognacittalibera@comune.bologna.it
bolognacittalibera@gmail.com
www.bolognacittalibera.org



