Articoli marcati con tag ‘Barack Obama’
Gay nell’esercito, queste sì che son conquiste
Non sono uno di quelli che pensa che siccome l’esercito vieta ai gay dichiarati di far parte delle forze armate, allora, per lottare contro le discriminazioni, dobbiamo rivendicare un equo accesso all’esercito anche per le persone omosessuali e trans. Ne ho parlato qui e confermo quanto scritto.
Grazie all’abolizione del DADT, da oggi le persone omosessuali dichiarate (quelle velate lo fanno già da sempre) potranno partecipare alle prossime illegali invasioni imperiali, dopo quella dell’Iraq. Potranno sparare sui civili in Afganistan. Potranno partecipare alle “guerre preventive”. Potranno partecipare alla destituzione dei governi democratici invisi a Washington, quali per esempio quelli del Cile, del Vitnam, del Guatemala e del Nicaragua. Potranno usare le armi proibite dalla Convenzione di Ginevra e da quella di Ottawa, tanto al Pentagono se ne infischiano del diritto internazionale e della vita umana.
Questo è l’elenco degli interventi armati degli USA negli ultimi sessant’anni:
Cina 1945-6
Corea 1950-3 (Guerra di Corea)
Guatemala 1954
Indonesia 1958
Cuba 1959-61
Guatemala 1960
Vietnam 1961-73
Congo 1964
Laos 1964-73
Perù 1965
Cambogia 1969-70
Guatemala 1967-69
Grenada 1983
Libano 1983-84
Libia 1986
El Salvador anni ’80
Nicaragua anni ’80
Iran 1987
Panama 1989
Iraq 1991-2002
Kuwait 1991
Somalia 1993
Bosnia 1994-5
Sudan 1998
Afghanistan 1998
Jugoslavia 1999
Afghanistan 2001-
I prossimi scriveteli voi.
Queste sì che son conquiste di cui esser fieri.
Regione Emilia-Romagna. I matrimoni civili sorpassano quelli religiosi, aumentano le coppie di fatto
La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i dati – a cura dell’ufficio statistiche – relativi ai matrimoni nel 2008.
Si delinea il quadro di una società ampiamente secolarizzata: i matrimoni civili sorpassano quelli religiosi e aumentano le coppie di fatto.
La politica ha recentemente fatto fronte ai cambiamenti della società emiliano-romagnola, estendendo l’accesso ai servizi sociali anche le coppie di fatto.
Su questo tema (e alla luce di questi dati) è importante far di più e di meglio. Per esempio, essendo la Regione, in base al Titolo V della Costituzione, responsabile dell’organizzazione sanitaria, potrebbe da subito sancire che le porte degli ospedali siano aperte ai partner conviventi. E’, questa, una misura di umanità che rientra nel “minimo sindacale”.
La proposta, lanciata dal democratico Sergio Lo Giudice e dalla Rete Laica Bologna, dovrebbe essere raccolta dalle associazioni lgbt, fatta propria e presentata al nuovo Assessore alla Sanità, Carlo Lusenti.
Obama docet.
Divise gay? No, grazie
Le stellette militari, la paccottiglia nazionalista e patriottica, la retorica della forza e del dominio dell’uomo sull’uomo, i guerrafondai della realpolitik, mi disgustano assai. L’unica divisa che apprezzo è quella da hostess (o da stewart).
Non sono uno di quelli che pensa che siccome l’esercito vieta ai gay dichiarati di far parte delle forze armate, allora, per lottare contro le discriminazioni, dobbiamo rivendicare un equo accesso all’esercito anche per le persone omosessuali e trans.
La questione, così posta, parrebbe simile alla nostra richiesta di accesso al matrimonio civile per le coppie dello stesso sesso: se lo Stato prevede un istituto, non può riservarlo ad alcuni (gli eterosessuali) ed escluderlo per altri (le persone omosessuali). Se lo Stato istituisce il matrimonio, questo deve poter essere utilizzato da chiunque ne faccia richiesta, pena il venir meno del principio di uguaglianza di fronte alle legge. In questo senso, anche le persone che non credono all’istituzione del matrimonio possono e debbono sostenerne l’estensione alle coppie gay: è in gioco la parità dei diritti.
Lo stesso, volendo, si potrebbe affermare (e molti lo affermano) per quanto concerne l’esclusione delle persone lgbt dall’esercito: laddove c’è un’esplicita discriminazione, questa va combattuta chiedendone la rimozione, a prescindere da considerazioni di merito, ovvero se siamo o non siamo favorevoli all’esercizio della forza armata.
Credo che il problema, così posto, sia fuorviante e mistificatorio. L’esercito non è “una Istituzione qualsiasi”. L’esercito è il frutto del dominio maschile sulla società, l’esito logico della teorizzazione della forza bruta quale migliore strumento per la risoluzione dei conflitti fra le società e nelle società. L’esercito è Maschio, e tale resterà, nonostante la spruzzatina di modernismo data dall’introduzione delle donne fra i suoi ranghi. L’esercito è Maschio perché è il prodotto dall’ideologia del Maschio dominatore, violento, misogino, omofobo.
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Haiti, partiamo dal cancellarne il debito estero
Le varie nazioni che farneticano da giorni su come aiutare le popolazioni dopo il terremoto, potrebbero partire da qui: azzerare i loro crediti verso Haiti e permettere allo stato d’investire nella ricostruzione e nel miglioramento delle condizioni di vita delle persone.
Certo bisogna evitare con gli aiuti finanziari di risollevare le sorti della dittatura; per evitarlo, sarebbe sufficiente che Obama s’impegnasse a non considerare Haiti un bantustan degli USA.
Perché anche la solidarietà, quando maschera aiuti sotto forma di prestiti, diventa un nuovo cappio con cui soffocare ancor più il futuro di un povero paese travolto dalla tragedia.
Elezioni a Bologna. “Vota Antonio”, su Facebook campagna elettorale non si ferma
ANCHE OGGI APPELLI, MANIFESTINI, PAROLE IN LIBERTA’ DEI CANDIDATI
DIRE, Bologna, 6 giugno – Silenzio elettorale o no, su Facebook la campagna elettorale continua fino all’ultimo momento. C’è il candidato che pubblica il link con il proprio ultimo appello al voto, chi ringrazia i fan per l’appoggio, chi semplicemente racconta l’attesa di quel giorno del giudizio che per ogni politico è il giorno del voto. Di fatto, mentre su altri mezzi la campagna elettorale per Bologna si è spenta, sul celebre social network i candidati continuano a essere ben presenti. In gran parte, c’è da dire, si tratta di poco noti “peones”, candidati dalle tantissime liste presenti in Consiglio o in quartiere. Ma non mancano nomi più noti. Come il vicesindaco in carica, Giuseppe Paruolo (PD), che questa mattina attorno alle 9.20 pubblicava i suoi manifesti (compreso quello simil-Obama che spopola sul web), il proprio invito al voto e uno “status” in cui si dichiara a “disposizione con l’orgoglio dei risultati ottenuti”. Sul fronte politico opposto invece il capogruppo uscente di Forza Italia, Daniele Carella, ha cessato di comunicare coi fan alle prime ore del mattino, direttamente dalla sua edicola. “Al Comune di Bologna occorre barrare il simbolo del PDL e scrivere accanto Carella”. Nella giornata di oggi su Facebook risuonano diversi appelli al voto. C’è quello del monteventiano Maurizio Cecconi (Bologna Città Libera) e quello del democratico Sergio Lo Giudice, entrambi esponenti del movimento gay. Nel secondo caso il candidato “si gode il primo giorno post campagna elettorale”, ma attorno alle 12.30 linka anche il proprio messaggio agli elettori. Si limita invece ai ringraziamenti un altro democratico, il consigliere comunale uscente Francesco Critelli. “Ci siamo, è stata una campagna elettorale massacrante ma bellissima. Grazie a tutti, e’ stata un’emozione continua”. Il “vota Antonio” è ancora più intenso tra i candidati per i nove consigli di quartiere della città. “Oggi e domani, sulla scheda rosa per il Quartiere Saragozza, votate e fate votare Di Stasi per il centrosinistra”, scrive un esponente del centrosinistra in quel quartiere. “Per il quartiere Porto vota e fai votare Carmine Casella”, esclama un altro. Ma non ci sono solo i social network: la caccia all’ultimo voto corre anche via sms, che diversi esponenti politici dei due schieramenti stanno inviando in queste ore.

Bologna città libera – Come sarà il mondo tra poco?
Il 6 novembre, in via Zampieri 12 alle ore 21 [aggiungi l'appuntamento al tuo calendario e invita i tuoi amici e le tue amiche a partecipare], ci vediamo per fare il punto sul mondo, per ragionare sulle prospettive che si stanno aprendo.
Quella che si apre alla società italiana – nel quadro della crisi globale che è precipitata negli ultimi due mesi – è una prospettiva drammatica: i licenziamenti stanno già colpendo i lavoratori precari, quelli che tanto chi se ne frega manco li avevamo conteggiati. Poi sarà la volta dei lavoratori che credono di essere garantiti. I tagli che devastano la scuola saranno estesi poi anche alla sanità (il Presidente del Consiglio lo ha già annunciato). Dopo un periodo (che potrà essere lungo o breve, ma che sarà certamente doloroso e violento) è probabile che la gente riprenderà a pensare con la propria testa. Allora dovremo disporre di strumenti per la comprensione, di una mappa capace di indicarci la dislocazione delle forze sociali, le contrapposizioni e le potenziali alleanze, le linee di una possibile ricomposizione. Dopo il crollo elettorale di aprile la sinistra ha tentato di mettere insieme i cocci, ma finora non ha saputo intrecciare la dimensione politica con quella sociale, non ha saputo sintonizzarsi sulle prospettive di ricomposizione sociale. Invece di attorcigliarsi sulle identità passate, occorre ragionare sulle possibilità future di ricomposizione di un corpo sociale oggi disgregato.

Barack Obama: sì ai matrimoni gay – Notizie da un altro Partito Democratico
USA, 14 giu. - Obama ha ribadito il suo sostegno alle leggi sull'aborto e al riconoscimento in tutti gli Stati del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Lo ha fatto nei giorni scorsi usando parole "molto caute" in un incontro a porte chiuse con pastori protestanti provenienti da tutto il Paese. [...] Ma allo stesso tempo, il candidato ha detto di parlare come leader della società civile, e in quanto tale è favorevole al matrimonio fra persone dello stesso sesso, come "un diritto che deve essere offerto" ai gay. | Fonte Clandestinoweb.



