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MONTEVENTI UNISCE coppie lesbiche, gay ed etero – Rassegna stampa

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Monteventi: sfido Delbono, “sposo” 20 coppie di fatto

Monteventi: sfido Delbono, “sposo” 20 coppie di fatto
Corriere di Bologna, Daniela Corneo, 24 Maggio 2009
Laicità. Sabato prossimo in Piazza dell’Unità. Ci sarà anche Eva Robin’s
Registro delle unioni, gay e non, andrà al candidato PD

All’inizio ci furono i PACS, patti civili di solidarietà. Che diventarono DiCo, diritti e doveri delle persone conviventi. Che a loro volta (dopo l’intervento della senatrice PD Paola Binetti) si trasformarono in DiDoCo, diritti e doveri della coppia. Adesso è la volta dei Monteventi. O meglio, dei Monteventi unisce. Perché alle 17 di sabato 30 maggio il candidato indipendente ed ex PRC Valerio Monteventi, sostenuto nella corsa per Palazzo d’Accursio dalla lista Bologna Città Libera, si trasformerà in un sacerdote laico, indosserà la fascia (multicolore stavolta, quella del movimento omosex) e unirà le coppie di fatto. Omosessuali ed eterosessuali. Cornice dell’evento: Piazza dell’Unità, cuore della Bolognina rossa, scelta non per questioni politiche ma per il nome. Ospite d’onore (qualcuno avrebbe tanto voluto fosse la madrina) Eva Robin’s. Hanno già chiesto di aderire al rito collettivo una ventina di coppie, sia omosessuali che eterosessuali, ma la lista che sostiene Monteventi ne recluterà altre tutta la settimana.

L’ex Prc, che la mattina sarà invece impegnato in un matrimonio vero nella Sala Rossa di Palazzo d’Accursio, li “sposerà” pronunciando una formula studiata per l’occasione: “Queste persone si impegnano simbolicamente a sostenersi reciprocamente”. I novelli “sposi” firmeranno quindi un registro informale che verrà spedito direttamente alla sede elettorale del candidato sindaco del PD, Flavio Delbono. Una scelta con un chiaro intento politico e un messaggio al Partito Democratico, perché, almeno a Bologna, una delle capitali del movimento gay, il centro-sinistra torni a occuparsi dei diritti delle coppie di fatto e degli omosessuali. Per festeggiare le coppie unite da Monteventi verrà regalato un quintale di “tortellini gay” con i nomi dei candidati omosessuali della lista Bologna Città Libera.

“Non è la prima volta che faccio una cosa di questo tipo – racconta Monteventi – : lo feci già nel ’95, quando il Cassero era a Porta Saragozza e con Marcella Di Folco sposai due coppie gay. Il Parlamento Europeo aveva da poco dato l’ok alle unioni civili e speravamo che il Consiglio Comunale arrivasse a una delibera in merito”. Così non fu. E non lo è ancora. Da qui la decisione di spedire il registro che verrà firmato sabato a Delbono. “E’ un modo per sensibilizzare i democratici su una tema sentito da molti bolognesi – continua Monteventi – : se ne parla da 15 anni e per l’interferenza delle correnti cattoliche si è sempre fatta marcia indietro e oggi forse quelle pressioni sono più forti”.

Maurizio Cecconi, consigliere di Arcigay candidato in consiglio per Bologna Città Libera, che sabato si “sposerà” con il suo compagno Tomas, aggiunge: “Nel suo programma Delbono evita di usare parole come gay, lesbica e trans”.

Monteventi torna invece all’attacco delle amministrazioni che si sono succedute da metà degli anni Novanta a oggi: “Il Comune di Bologna in tutti questi anni non ha mai portato a termine la scelta di istituire un registro delle unioni civili”. L’unica possibilità, per chi Io chiede e Io vuole dichiarare, resta il registro dell’anagrafe che riconosce la convivenza per “vincoli affettivi”.

Bologna città nuova, altra, libera, desiderabile?

ArciLesbica Bologna presenta
Bologna città nuova, altra, libera, desiderabile?

Martedì 26 maggio, H 21.00
Cassero – Via Don Minzoni, 18

Incontro pubblico con alcune candidate
alle prossime elezioni amministrative.
Un’occasione di dialogo tra le future
possibili rappresentanti delle Istituzioni
e le donne e le lesbiche.

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Elisabetta CalariPartito Democratico
Fulvia CasagrandeBologna Città Libera
Cathy La TorreSinistra per Bologna
Luki MassaAltra Città

waterfall

L’omo-katekesi di Mika Male Teatro

BOLOGNA. MIKAELA CAPPUCCI E L’OMO-KATEKESI DI SUOR MELODIA
“Vado in scena con una buffa crociata
anti-frocizzazione del mondo”. Stasera al Cassero
Chiara Pilati, Giovedì 23 aprile 2009, “La Repubblica” – Bologna

Si chiama Suor Melodia, prega, canta e si aggira fra i locali della città con un unico scopo: convertire il suo pubblico e riportare all’ovile tutte le pecorelle smarrite. E’ uno dei personaggi di Mikaela Cappucci, classe 1979, attrice abruzzese ma bolognese di adozione fondatrice di Mika Male Teatro, al Cassero questa sera alle 21.30 con lo spettacolo satirico “L’importanza di lavarsi presto. Katekesi di purificazione”, promosso da Arcilesbica. C’è solo un “problema” che si frappone fra Suor Melodia e il suo obbiettivo, la “mosessualità”, come la chiama lei, che non le va giù e che, anzi, la fa andare su tutte le furie. “Suor Melodia – racconta Mikaela – comincia la sua opera di conversione in modo tranquillo invitando il pubblico a pregare con lei, ma quando arriva all’argomento omosessualità perde completamente le staffe, è arrabbiatissima con tutta la comunità lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans). Il problema, secondo lei, non solo esiste ma si vede pure, non sopporta il pensiero che nella scuola pubblica possano esserci insegnanti “mosessuali”, per non parlare dei parrucchieri, che hanno fra le mani le teste delle signore pie”. Fra uno sketch e l’altro, “involontariamente suggeriti dai proliferi giornali di settore”, Suor Melodia canta, con l’aiuto del musicista Luigi Flocco, e in una delle canzoni è contenuto il suo manifesto: “ridarò ai maschietti una vita virile e con una divisa li riunirò”. Al termine, dopo un’ora di battute e musica che chiamano in causa anche il pubblico, la suora prega per depurare la “sozzietà” moderna da tutta questa sporcizia, perché proprio non si può assistere in silenzio alla “frocizzazione” del mondo intero. Ma Suor Melodia non è l’unico personaggio di Mikaela, la cui formazione teatrale passa attraverso la commedia dell’arte e la clownistica. Ce ne sono alcuni ricorrenti come “la Zenni”, lavoratrice precaria di Monzuno, nata nel periodo di discussione dell’articolo 18, o la Contessa, vecchia signora decadente intimista e molto scic, o altri nati per occasioni speciali come la ragazza di “Sola ma non troppo” scritto per il Pride 2008 sui temi della figura femminile in epoca fascista.

DACCELA (la tua preferenza) – Bologna Città Libera

Aperitivo danzante di auto-finanziamento

DACCELA
(la tua preferenza)

Venerdì 03 Aprile 2009
Dalle ore 20.00
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Circolo Arci Vereda*
Via de’ Poeti, 2/F – Bologna
[vedi mappa]

Riscaldamento muscolare con
Baracca Obama
Sudore a catinelle con
Lemp

Saranno presenti i candidati

FULVIA CASAGRANDE

MAURIZIO CECCONI


*Ingresso con tessera Arci/Arcigay/Arcilesbica

In distribuzione il programma omosessuale,
bisessuale, trans e queer di Bologna Città Libera

Bologna Città Libera
Generi e orientamenti sessuali
www.bolognacittalibera.org

DACCELA (la tua preferenza)

La comunicazione del movimento lgbt: come, a chi e con quali scopi

Arcilesbica Nazionale e il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli hanno deciso di organizzare insieme un incontro aperto a tutte le associazioni lgbt italiane sabato 28 marzo 2009 a Roma sul tema della comunicazione del movimento lgbt.

Le due associazioni promotrici, sulla base di esigenze avvertite ciascuna al proprio interno e poi condivise come comuni, hanno deciso di offrire questa occasione per una riflessione e un confronto con le altre realtà lgbt sulle modalità di comunicazione delle varie anime del movimento.

La prima valutazione fatta dalle due associazioni è la constatazione dell’empasse totale che il movimento lgbt nel suo complesso vive attualmente, soprattutto in termini di dialogo interno; da ciò avvertiamo la necessità, per noi improrogabile e indispensabile, di una ripartenza vera, che solo un incontro concreto e senza pregiudiziali di sorta può offrire. Riteniamo che non sia possibile, in questa fase, pensare ad un minimo di futuro per il movimento in quanto tale che si possa sostenere sui comunicati, sulle e-mail o su sporadiche telefonate, ultimamente spesso rari o formali o addirittura inesistenti. Quindi pensiamo che questo appuntamento possa essere da una parte un’opportunità per un vero e reale incontro collettivo, e dall’altra parte un’occasione per riattivare il confronto.
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Englaro: il Governo contro la Costituzione – Martedì 10 Febbraio, fiaccolata in Piazza del Nettuno a Bologna

PER ELUANA E BEPPINO ENGLARO E PER LO STATO DI DIRITTO
Fiaccolata in Piazza del Nettuno, Bologna
Martedì 10 Febbraio 2009, H 17.30

Promossa dalla Consulta di Bioetica in tutta Italia

[Scarica e stampa i manifesti: File 1 | File 2]

Eugenio Scalfari invita a partecipare alle manifestazioni di Roma e di Bologna
“E’ una cosa buona che i cittadini vadano in piazza a difendere la Costituzione”
RepubblicaTV

L’appello di Margherita Hack
madrina del Bologna Pride
“Bisogna reagire”

Ascolta l’invito ad aderire di Antonio Bagnoli
che a nome della Consulta di Bioetica
invita alla partecipazione al sit-in [fonte Radio Città del Capo]

Aderiscono
Bologna Città Libera, Circolo UAAR di Bologna,
Associazione LiberaUscita, Associazione Politica e Classe,
Arcigay, Arcilesbica, Rivista “Lucidamente”, Fuoricampo Lesbian Group,
Scuola e Costituzione – Comitato di Bologna, Associazione Politeia,
Associazione Coscioni, Radicali Italiani, Radicali Adelaide Aglietta,
Verdi Toscana, Fondazione Critica Liberale, Associazione Radicale Certi Diritti,
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, Presente è Futuro, Let’s Queer,
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Agedo Bologna,
Arcilesbica Bologna, A.N.P.I. – Sezione Pianoro, Associazione Vita di Donna
Per le adesioni lasciate un commento

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, all’unanimità, un disegno di legge che interviene sul caso di Eluana Englaro. Un solo articolo che recita: “In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”.

Ora che con l’approvazione del disegno di legge lo stato di diritto è stato sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che l’autonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. Vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.

Eluana, a causa di un incidente, è in stato vegetativo permanente da 17 anni. Eluana aveva esplicitamente detto al padre che mai avrebbe voluto sopravvivere in simili condizioni. Come ha detto, giustamente, Beppino Englaro: “Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto. La cosa più naturale è quella di lasciarla morire, e quindi di sospendere i sostegni vitali perché lei si era espressa in questo senso”. L’alimentazione artificiale ha interrotto il percorso della natura.

Fiduciosi che la vicenda di Eluana si potesse finalmente concludere come Lei stessa avrebbe voluto, non siamo intervenuti prima per ottemperare alle richieste di silenzio della famiglia Englaro. Ora che lo Stato di diritto è sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che l’autonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. E vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.

C’è una sentenza della magistratura, c’è la volontà di Eluana, c’è la battaglia di libertà di un padre. C’è la battaglia di laicità per questo paese.

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Un'immagine di una fiaccolata in piazza a Bologna

Bologna, 200 fiaccole contro ogni criminalizzazione

[Leggi l'articolo completo a pagina 7]

BOLOGNA. VOTO PRO GAY IN CONSIGLIO. E IL POLO SI DIVIDE
D’accordo An, Forza Italia non partecipa.
Applausi delle associazioni omosessuali e poi fiaccolata.

Mercoledì 10 dicembre 2008, La Repubblica – Bologna

Il consiglio comunale sostiene la depenalizzazione del’omosessualità nei paesi islamici, anche col sì di An (Carella e Caracciolo). 21 voti favorevoli, e nessun contrario (più l’applauso finale dei movimenti gay), ma Forza Italia non partecipa al voto in aula, mentre il Pd contesta la posizione del Vaticano. E’ successo ieri a Palazzo d’Accursio dove gli esponenti bolognesi di Arcigay e Arcilesbica hanno inscenato la “protesta del cappio”: una ventina di persone, dopo la presentazione dell’ordine del giorno da parte del consigliere comunale del Pd, Sergio Lo Giudice, si sono alzate in piedi mostrando un cappio legato al collo e un triangolo rosa sul petto, all’altezza del cuore. Nell’odg manca però ogni riferimento alla polemica nata nei giorni scorsi dopo la presa di posizione della Chiesa contraria alla depenalizzazione dell’omosessualità. La ricorda invece la cattolica vicecapogruppo del Pd, Lina Delli Quadri: “Ritengo che il Vaticano avrebbe potuto continuare a difendere il diritto alla vita, come fa in tante altre occasioni”. Intanto Franco Grillini lancia i Comitati nazionali di boicottaggio all’8 per mille nella dichiarazione dei redditi per la Chiesa cattolica. E’ la proposta del leader storico del movimento gay avanzata alla fiaccolata organizzata nel pomeriggio in piazza del Nettuno contro il no del Vaticano alla depenalizzazione internazionale dell’omosessualità. “Tutti i paesi europei l’hanno appoggiata, significa che il Vaticano è fuori dall’Europa e con i diritti non c’entra nulla», ha scandito al megafono di fronte a 200 persone.

Bologna, Fiaccolata: Stop Vatican Attack, Support Homosexuality Decriminalisation – Le foto

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Bologna, rivolta gay anti Vaticano

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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