Articoli marcati con tag ‘Angelo Bagnasco’
Fratelli nel nome dell’esenzione e del privilegio

Rosy Bindi è la presidente del Pd; Pierferdinando Casini è il leader dell’Udc.
Bindi era iscritta alla Democrazia Cristiana; anche Casini era iscritto alla Dc.
Bindi è vergine, non è sposata ma una volta, tanto tempo fa, ha avuto un fidanzato. Casini non s’è negato le gioie d’un paio di matrimoni, grazie al favore concessogli dal Tribunale della Sacra Rota, che ha annullato il primo e salvaguardato la sua ortodossia religiosa.
Bindi vuole Bersani premier, Bersani vuole se stesso Primo Ministro ma il suo gran elettore D’Alema pensa che sia meglio che Casini diventi Presidente del Consiglio, per salvarlo dal matrimonio con la destra. Casini sa che qualunque alleanza stipuli, con la destra e la sinistra, comunque vincerà. E insieme a lui trionferà la Chiesa Cattolica; non tutta per la precisione, ma l’ala più guerrigliera, legata a doppio filo a Ruini, a Bagnasco, alla Cei e alle immense ricchezze di quest’ultima – Casini infatti non gode delle simpatie di Bertone, segretario di stato del Vaticano.
In questi tempi di crisi economica e finanziaria, verrebbe naturale rimettere in discussione i privilegi fiscali di cui gode la Chiesa, ma né Bindi né Casini intendono mettere mano a questo capitolo. Entrambi intendono proteggere l’intoccabilità dei tesori cattolici, costruiti coi soldi dei contribuenti. Entrambi sostengono che i contributi pubblici finanziano attività sociali, ma è una menzogna: più dell’80% dell’8×1000 viene speso per il mantenimento del clero e delle gerarchie.
Per questo tipo di bugie la Chiesa dispensa ringraziamenti e non richiede confessioni.
Fratelli nel nome dell’esenzione e del privilegio.
I bus atei a Bologna? Forse sì
Il Bologna, 15.01.2009

Arcigay, da Genova a Roma la protesta contro il Vaticano
Nella città che ospiterà il Pride nazionale nel giugno 2009, è partita la settimana di protesta contro le prese di posizione vaticane all’ONU. Nei prossimi giorni in altre città, da Milano a Bologna, da Firenze a Catania esterneremo il nostro sdegno e cercheremo anche un dialogo con i cattolici, che, come dimostrano tutti i sondaggi di questi giorni, non sono d’accordo con la presa di posizione vaticana.
Le nostre iniziative culmineranno con il sit-in previsto a Roma davanti a San Pietro sabato 6 dicembre alle ore 17.

Bologna, scritte contro Paola Binetti sui muri delle ACLI
“Binetti vergogna” scritto per terra con la vernice rossa.
Esattamente come successe nell’aprile dello scorso anno
quando la vittima degli imbrattatori era monsignor Bagnasco.
Bologna, 6 novembre 2008 – Di nuovo scritte di protesta davanti alla sede delle Acli di Bologna. Nell’aprile del 2007 il “bersaglio” fu il Cardinal Angelo Bagnasco, numero uno della Cei, mentre quelle trovate oggi prendono di mira la parlamentare del Pd Paola Binetti. Dalle Acli fanno infatti sapere di aver trovato oggi, davanti alla sede di via Lame, la targa dell’associazione colorata con vernice di colore rossastro e per terra la scritta “Binetti vergogna”.
Esattamente come accadde per Bagnasco. Era l’11 aprile del 2007 quando comparve la scritta “Bagnasco vergogna” sul pavimento del portico di fronte alla sede delle Acli a Bologna. Gli autori imbrattarono con spray color porpora anche la targa sulla porta dell’associazione. Binetti è da alcuni giorni al centro di accese polemiche per un suo commento al documento presentato dal Vaticano che vieta il sacerdozio agli omosessuali.

La Chiesa italiana, la CEI e la politica della mistificazione
Adnkronos, Città del Vaticano, 30 mag. - La Chiesa non corre il rischio di essere una religione asservita al Trono, cioè al potere. E' quanto ha sottolineato questa mattina il cardinale Angelo Bagnasco rispondendo ai giornalisti al termine dell'assemblea generale della CEI. In merito al fatto che una religione civile, con interesse solo politici o particolari, possa prevalere, il porporato ha risposto: "Non c'è li pericolo di una religione civile. La religione ha una ricaduta sul piano sociale e pubblico come ho ricordato, ma ciò non significa la creazione di una religione civile al servizio del Trono".
Adnkronos, Città del Vaticano, 30 mag. - L'auspicio dei vescovi italiani è che il nuovo Parlamento nel suo complesso si ispiri nella sua azione e nelle sue decisioni ai valori di solidarietà e fraternità. E' quanto ha detto questa mattina il presidente della CEI, cardinale Angelo Bagnasco, nel corso della conferenza stampa conclusiva dell'assemblea dei vescovi italiani. "Il nostro auspicio -ha detto il porporato- è che tutto il nuovo Parlamento si ispiri ad una concezione antropologica in cui solidarietà e fraternità siano la sorgente ispirativa della cultura e quindi delle decisioni".

In chiusura dell’assemblea dei vescovi italiani, il presidente della CEI, il cardinale Angelo Bagnasco rinverdisce con un colpo di coda magistrale i fasti della politica della mistificazione. Che, come si sa, obbedisce a un unico e semplicissimo principio: negare sempre e comunque l’evidenza, negare sempre e comunque i propri obiettivi.
Nell’affermare che la Chiesa italiana non mira ad asservirsi al potere – il cardinale lo chiama Trono, denotando anche una scarsa conoscenza delle istituzioni repubblicane – ribadisce una verità innegabile. La Chiesa mira, infatti, a sostituirsi alle istituzioni, a prenderne le redini, con o senza intermediari politici. Meglio se con intermediari politici, affinché li si possa un giorno scaricare e sconfessare, come è successo alla cattolica ex ministro Rosi Bindi, rea di essersi distinta per autonomia di giudizio e aver presentato il disegno di legge sui DiCo e, quindi, durissimamente contestata dalle gerarchie vaticane.
Ieri aveva somministrato la pena della scomunica per tutti i vescovi che ordineranno delle sacerdotesse, riconfermando il dominio maschile sulla donna, lì dove comanda solo la Chiesa e nessuno può interferire. Oggi il cardinale Bagnasco dedica le sue attenzioni al Parlamento, ammonendo gli onorevoli a legiferare secondo “solidarietà e fraternità”. Belle parole, ma in bocca a chi?
Il Parlamento è tenuto a legiferare nel rispetto della Costituzione che, all’articolo 3, sancisce la parità dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini di fronte alla legge. Il Parlamento legiferi in base al principio di uguaglianza posto a cardine dei valori repubblicani e dia finalmente all’Italia i diritti civili che le persone omosessuali, bisessuali e transessuali domandano da oltre vent’anni.
E il cardinal Bagnaco se lo scordi: la Chiesa non sarà mai un’Istituzione.

