Articoli marcati con tag ‘Andrea De Maria’
Pronti alla grande ammucchiata?
Io sì, ma solo a letto. Con l’UDC, testa d’ariete della negazione di diritti delle persone lgbt, fiera avversaria della laicità delle Istituzioni, quale programma di governo è possibile immaginare per la città di Bologna?
Dalle parti del Partito Democratico devono pensare (sottovoce): “Ma chi se ne frega della laicità e dei diritti e del programma, qualcosa da scriveremo lo troveremo. Del resto sono anni che riempiamo pagine su pagine di programmi elettorali che nessuno legge”.
E infatti Andrea De Maria, segretario uscente del PD, dichiara: “Ritengo giusto che il centrosinistra sviluppi un confronto sui programmi sia con l’UDC, sia con l’esperienza della lista civica promossa da Giorgio Guazzaloca”.
Intervento di Gianni Sofri alla direzione del Partito Democratico di Bologna
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Altre adesioni al sit-in di Bologna contro l’omofobia
Non si può stare a guardare quello che sta succedendo alla comunità GLBT, per questo sarò con voi domani pomeriggio a Bologna con gratitudine per avere organizzato questo presidio. L’arretramento davvero drammatico di questo paese avrebbe bisogno su questi temi di una politica alta che non c’è, ma non bisogna smettere di pretenderla.
Un abbraccio,
Katia Zanotti.
ZANCA SPRONA L’EMILIA ROMAGNA:
APPROVARE PDL SU PARI OPPORTUNITÀ
E ANNUNCIA: SOCIALISTI AL SIT-IN DI DOMANI A BOLOGNADIRE, Bologna, 3 Settembre – Paolo Zanca, segretario regionale del Partito Socialista e vice-presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna annuncia l’adesione del partito al sit-in contro l’omofobia che si terrà domani alle 18 in piazza Nettuno a Bologna. E coglie l’occasione per sollecitare l’approvazione del progetto di legge sulle pari opportunità e contro le discriminazioni di cui è primo firmatario e che ancora stenta ad essere presentato in aula per il voto. “Mi chiedo che cosa aspettiamo, che altri ragazzi vengano brutalmente offesi, dileggiati e sottoposti a violenza?”, sbotta Zanca alla vigilia della manifestazione organizzata dopo i ripetuti episodi di aggressione alla comunità omosessuale avvenuti nella Capitale. “Credo che il nostro dovere – aggiunge in una nota – debba essere quello di dare a questa Regione e a questo Paese una forte impronta di civiltà, e per fare questo devono essere politica e istituzioni a fare il primo grande passo”. Del resto, ammonisce, “gli atti di natura omofobica compiuti in questo ultimo mese, non solo devono far riflettere con quale bieca realtà devono confrontarsi coloro che vivono una sessualità diversa da quella eterosessuale”, ma soprattutto “spingono a scendere convintamente in piazza a fianco delle associazioni lgtb e di tutti coloro che vorranno manifestare vicinanza e solidarietà a coloro che quotidianamente vengono classificati come cittadini di serie B”. Infine, il consigliere regionale invita a seguire il “modello che ha portato la Spagna socialista di Zapatero a diventare uno dei Paesi più civili e democratici d’Europa, introducendo fra le materie scolastiche lo studio della cittadinanza”. Perché, conclude, “è fondamentale che si parta dall’educazione nelle scuole per fermare i fenomeni di bullismo nei confronti degli omosessuali e transessuali”. | Fonte GayNews
GAY: BOLOGNA, DOMANI SIT-IN IN PIAZZA CONTRO OMOFOBIAAdnkronos, Bologna, 3 Settembre – Un sit-in contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia si terrà domani a Bologna dalle 18 alle 19.30 in piazza Nettuno. All’iniziativa, organizzata dalla comunità lgtb di Bologna, dopo i recenti episodi di violenza contro gli omosessuali, sarà presente anche il segretario provinciale del PD Andrea De Maria, per portare la solidarietà e il sostegno dei Democratici. | Fonte Romagna Oggi
***L’associazione radicale di Bologna Giorgiana Masi aderisce al sit-in contro l’omofobia di venerdì 4 settembre alle ore 18:00 in Piazza Nettuno a Bologna. Dopo le ultime notizie di cronaca sulle aggressioni e indimidazioni ai danni di persone e di gruppi LGBT, è necessario che le istituzioni rispondano sanzionando con maggior rigore e contrastando la diffusione di una cultura intollerante.
Zeno Gobetti
Segr. Ass. radicale “G.Masi”
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Il PRC di Bologna sarà presente al sit-in contro omofobia, lesbofobia e transofobia che si svolgerà oggi a Bologna alle ore 18 in piazza Nettuno. Il susseguirsi di episodi di discriminazione e di violenza confermano che l’omofobia vive una reale escalation, volta ad innescare la paura nelle/negli omosessuali, lesbiche e transessuali italian*. Ci uniamo all’appello dei promotori invitando la città a partecipare e far sentire la propria voce, perché sia chiaro che la reazione di tutte e tutti è esattamente opposta: NOI NON ABBIAMO PAURA. Inoltre, ci associamo alla richiesta al Parlamento italiano di una legge contro l’omofobia, mentre ci impegneremo con il Comune di Bologna nella realizzazione di una campagna contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia nella nostra città, tanto con la nostra presenza istituzionale, quanto con la nostra mobilitazione nelle piazze.
Rossella Giordano – segretaria provinciale PRC Bologna.
GAY BOLOGNA. SINDACO CASTEL MAGGIORE:
OMOFOBIA ALLARMANTE
DA MONESI SOLIDARIETA’ E ADESIONE
AL SIT-IN DI OGGI POMERIGGIODIRE, Bologna, 4 Settembre – “Il ripetersi di aggressioni ai danni di persone gay in diverse parti del nostro paese è allarmante e non può non far pensare, se non a un disegno preordinato, ad un clima generale di intolleranza, di chiusura, di inciviltà e anche di indifferenza che sta avvelenando il nostro paese, allontanandolo dalla cultura europea e dalla mentalità di apertura e rispetto delle differenze che caratterizza i paesi più avanzati”. E’ opinione di Marco Monesi, sindaco di Castel Maggiore, che a nome dell’amministrazione comunale esprime “ferma solidarietà alla comunità gay e adesione alla manifestazione di solidarietà e lotta contro le discriminazioni indetta per oggi alle 18″ a Bologna in piazza Nettuno.

Bologna. Lo Giudice eletto all’unanimità capogruppo PD in Comune
Il Resto del Carlino, 8 Luglio 2009
E’ Sergio Lo Giudice, area DS-Arcigay, il nuovo capogruppo del PD in Comune. E’ stato eletto all’unanimità durante la riunione dei neo consiglieri del PD. Marco Lombardelli, uomo del segretario regionale Salvatore Caronna, si era sfilato dalla gara. Forse per essere più libero di dedicarsi alla stagione dei congressi? Per ora il suo nome è stato abbinato alla carica provinciale, che si rinnova in primavera. Dopo l’elezione di Lo Giudice, il segretario Andrea De Maria ha detto: “Si tratta di una persona di capacità ed esperienza. E’ una scelta di grande qualità di cui sono molto contento. A lui faccio a nome di tutto il PD i migliori auguri di buon lavoro”. Nella riunione, su proposta dello stesso De Maria, il gruppo ha dato mandato a Lo Giudice di presentare alla prima seduta a Palazzo d’Accursio la candidatura di Maurizio Cevenini a presidente del Consiglio comunale.
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Bologna. Lo Giudice capogruppo PD in consiglio? “Non ha la stoffa”
Gara a due per il capogruppo
In pole position due ex Ds: Sergio Lo Giudice e Marco Lombardelli
L’informazione di Bologna, 5 Luglio 2009
Potrebbe essere una corsa a due quella che porta alla scelta del capogruppo PD in consiglio comunale a Bologna. A giocarsi il ruolo sono infatti due ex Ds: Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay e Marco Lombardelli, ex coordinatore cittadino dei Democratici di sinistra a Bologna. Ma in queste ore circolano anche i nomi di Emilio Lonardo, Giuseppe Paruolo, Teresa Marzocchi e Francesca Puglisi. Dal partito però si accredita la tesi che la nomina riguarderà un eletto di area ex Ds, tagliando dunque fuori Paruolo, Marzocchi e Puglisi (queste ultime, tra l’altro, alla prima esperienza in Consiglio Comunale). Lonardo, invece, potrebbe defilarsi per scelta personale. Martedì prossimo la truppa dei consiglieri si riunirà in serata nella sede PD di Via Rivani, insieme al segretario provinciale Andrea De Maria, per fare il punto della situazione. “Non sarà decisiva sulle cariche – prevede però uno dei democratici eletti a Palazzo d’Accursio – perché bisognerà sentire prima anche il sindaco, Flavio Delbono”, con il quale la data della riunione del gruppo “non è stata concordata”. In pole position, comunque, restano Lombardelli e Lo Giudice, anche se dentro il PD e persino tra i dirigenti del partito, qualcuno ritiene che Lo Giudice “non abbia le caratteristiche del leader”. Del resto, si sottolinea nel PD, “questo non sarà un gruppo consigliare facile da gestire, perché composto da forti individualità”. Dunque, serve una guida che “non solo sappia mediare, ma anche imporsi”. Ancora in alto mare, invece, la scelta dei presidenti delle commissioni consiliari, che potrebbe concretizzarsi la prossima settimana.
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Bologna, cattolici e gay nel fritto misto targato PD
Cattolici e gay nel fritto misto targato PD
di Massimo Gagliardi, 13 giugno 2009, Il Resto del Carlino
“Dalle parrocchie sono arrivati tantissimi voti. E, se guardiamo le preferenze, possiamo dire di essere il partito più cattolico di tutti”. Così Andrea De Maria, segretario PD, come riferito da Luca Orsi sul Carlino Bologna di giovedì. I cattolici quindi si sarebbero spostati in massa, anzi in maggioranza, sul candidato PD. Sarà vero? In base a quali calcoli? Delbono ha ottenuto al primo turno il 49% dei consensi. Cazzola e Guazzaloca, per i quali è difficile votino in massa atei o agnostici, assieme hanno fatto il 41. Cosa dovremmo pensare, che son spariti laici, riformisti e comunisti? Difficile crederlo. In realtà De Maria parla di preferenze ottenute dai futuri consiglieri comunali. E sarà pur vero ma ovvio, visto che si parla di un partito che da solo sfiora il 40 per cento. Ma perché il segretario PD ci tiene a farlo sapere e a sottolinearlo? Perché, come teorizzano il PCI dal ’78 e poi Ds e Pd, “senza voto cattolico in Italia nessuno governa”. A questo punto due domande: essere il più grande partito dei cattolici vuoi dire anche essere il partito che sostiene i valori cattolici? Che ne pensano i dirigenti del PD dell’aborto, del divorzio, dell’eutanasia, della legge 40, delle famiglie allargate e delle unioni omosessuali? Questa domanda è sempre rimasta senza risposta, ed è uno dei grandi buchi neri di questa campagna elettorale. Sui PACS, lo ricordiamo, ha fallito il governo Prodi. Seconda domanda: i compagni nati col PCI, o quelli della Cosa, della svolta della Bolognina, quelli che insomma credono a un vero riformismo (magari anche un po’ socialista) sono contenti di quell’affermazione? Come riesce il candidato Delbono a conciliare i diritti gay con i valori cattolici? Ci permettiamo di anticipare un risultato: non ci proverà nemmeno, proverà a tenerli distinti evitando “le buche più dure”. E quindi? Né i cattolici né i gay potranno dire di aver ottenuto reale rappresentanza. In questo senso è stato esemplare (e acceso) il dibattito di pochi giorni fa al Cassero dove Sergio Lo Giudice, rappresentante dei gay nella maggioranza di Cqfferati, è stato duramente attaccato da un omosessuale della lista Monteventi per essere, in sostanza, “un gay di potere”. Il problema, ammettiamolo, non è semplice. Ma è quello che si trovano a dover risolvere tutti coloro che vogliono tenere assieme tutto e il contrario di tutto, in una macedonia colorata ma senza sapore.
Il PD di Bologna sigla un accordo con l’associazione 3D (Democratici per pari Diritti e Dignità delle persone Lgbt)

Nasce 3D, la rete LGBT del PD bolognese

Bologna Pride: i parlamentari del PD snobbano la manifestazione nonostante l’adesione del partito
Corriere di Bologna, Sabato 21 giugno 2008 - Qualcuno non intende passare un sabato di fine giugno in città. Altri ancora non hanno mai partecipato prima e non inizieranno proprio quest'anno. Qualcuno ha la casa al mare e non intende passare un sabato di fine giugno in città. Qualcun altro non aveva l'agenda sotto mano e ieri non se la sentiva di sbilanciarsi in risposte che poi si dovrà rimangiare. Altri ancora non hanno mai partecipato prima, figuriamoci se inizieranno quest'anno solo perché i vertici bolognesi del partito hanno fatto "coming out", aderendo alla manifestazione e invitando amici e compagni a sfilare.
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I valori del Pride convincono i democratici, nessuna frattura fra laici e cattolici
Il PD di Bologna aderisce ai valori del Pride, ma non alla piattaforma e alla manifestazione, e trova unite sia le componenti cattoliche sia quelle di matrice diessina. Prova laicità superata per i democratici bolognesi in vista del grande raduno gay, lesbico e transessuale del prossimo 28 giugno, ma il Comitato Pride accoglie il documento con freddezza: una semplice presa d’atto e la richiesta di atti che diano concretezza alle parole.

