Articoli marcati con tag ‘Ambiente’
La ciclabile c’è ma non si vede
Una settimana fa ho scritto delle piste ciclabili a Bologna. Radio Città del Capo ha svolto una video-inchiesta, che vi segnalo e che conferma lo stato pietoso della nostra mobilità sostenibile.
Piste ciclabili? Fatto
“Gimkane tra cassonetti e pensiline dell’autobus come in via Stalingrado, rischiose curve cieche come in via Azzurra, strettoie pericolose come in alcuni punti di via delle Moline o via Marx. E ancora: segnaletica spesso assente, spazi ristretti per bici e pedoni separati da semplici righe bianche, ostacoli ingombranti di tutti i tipi. Non sono vere e proprie piste. E tutta la rete della città è fatta da pezzi scollegati e poco fruibili”.
Nel 2009, passano tre mesi dall’insediamento della Giunta Delbono e va in scena la farsa (degno epilogo d’una tragedia): il presidente della Commissione Mobilità, Paolo Natali (PD), propone di usare i portici anche per le biciclette. Immaginate: biciclette contromano, slalom tra i pedoni, vecchiette in preda al panico, commercianti inferociti perché molestano lo shopping. Di fronte al ridicolo che monta, Claudio Merighi, vice-sindaco, fece una mezza marcia indietro: “Stiamo valutando”.
Scomettiamo che nel prossimo programma del centrosinistra compariranno le piste ciclabili e che non le vedremo per i prossimi vent’anni?
PS: Bologna è al 32° posto nella classifica delle città italiane che favoriscono la mobilità in biciletta (la peggiore in Emilia-Romagna). Ma si sa: i politici si muovono i autoblu. Che gliene frega a loro della bicicletta?
I debiti di Delbono e la crisi

Watermap. Roma, nel web 2.0 l’acqua è un bene pubblico

Traffico a Bologna, Verdi e SD contro Delbono
GUERRA-NALDI: SIRIO NON SI TOCCA; PANZACCHI: NON FATE L’ACCORDO
DIRE, Bologna, 3 Mar. – Su “Sirio e Rita indietro non si torna”. Anzi, “bisogna continuare ad espandere il telecontrollo delle corsie preferenziali per realizzare un vero salto di qualità nell’offerta pubblica di mobilita’”. I distinguo di Flavio Delbono su Sirio fanno arrabbiare i Verdi ed SD, che piantano ben saldi i loro paletti sul programma per le amministrative di giugno. “Crediamo che le tecnologie come Sirio e Rita – scrivono in una nota congiunta il segretario provinciale Daniela Guerra (Verdi) e la capogruppo in Comune Milena Naldi (SD) – non possano essere messe in discussione vista la loro assoluta utilità nella regolamentazione degli accessi al centro storico”, i cui “benefici sono evidenti”. Le formazioni della sinistra chiedono dunque chiarezza al candidato. “Bisogna al più presto avviare incontri tra le forze politiche e il candidato sindaco, così da potersi confrontare a fondo sulle strategie e le proposte di merito”, chiedono Guerra e Naldi. Ritenendo “non utili i botta e risposta fatti sui giornali – scrivono ancora – che denunciano la mancanza di un progetto complessivo e la rincorsa degli interessati consensi di chi da sempre si oppone ad una seria pedonalizzazione del centro storico”. Ma intanto Bologna Città Libera prova a scavare la fossa che si è aperta tra gli ambientalisti e il candidato. “Mi fa piacere che i Verdi abbiano già criticato Delbono, spero siano altrettanto severi nel valutare se appoggiarlo”, auspica Roberto Panzacchi, ex capogruppo del Verdi a Palazzo d’Accursio e oggi al fianco di Valerio Monteventi. “Delbono – attacca Panzacchi – si sta qualificando come il candidato meno attento ai temi ambientali. Raramente ne parla e, se ne parla, sembra scimmiottare Guazzaloca”. Per l’ex del Sole che Ride, che non ha rinnovato la tessera del suo partito, la verifica su Sirio e Rita promessa dal democratico “è allucinante, quella è stata una battaglia del centrosinistra per il 2004. Invece Delbono parla solo di parcheggi e di commercio, mai di ambiente e salute”. Valutazioni che si traducono in un invito in extremis perché gli ex compagni del Sole che Ride non firmino l’intesa elettorale con il candidato PD. “Non riesco a capire, penso sia imbarazzante appoggiare Delbono”.

Traffico a Bologna, Monteventi difende Sirio e Rita

Indagine annuale sulla sostenibilità urbana – Bologna in discesa
The green ring è il nostro obiettivo minimo per Bologna.
Dobbiamo ri-approppriarci dell’alimentazione: quella energetica elettrica e quella dei carboidrati e delle proteine, vegetali naturalmente. Alimentare corpo e mente, grassi vegetali e plug-in virtuali. Non ci basta la tracciabilità sulle etichette, dobbiamo risalire la catena del valore e governare l’alimentazione. Alimentare nasce dalla stessa radice di alunno, infatti “alumnus”, “allievo” è il participio passivo di “alere” “allevare”. Ritroviamo nella nostra etimologia, i percorsi dei nostri programmi di azione: siamo “alunni” di un nuova forma di alimentazione.
I “giardini verticali” che abbattono il calore e fanno ridurre il costo del “conditioning”, visto che il cambiamento climatico per un po’ lo sentiremo acutamente. Dobbiamo liberare “territori” dalla dipendenza dal petrolio e dalla chimica, questo è il programma di minima per la sopravvivenza.
Dunque la strategia è da subito: energie rinnovabili e bio-agricoltura. Energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico, idro, biomasse mini) e bio-agricoltura ma non lontano da noi, a Km 0, altrimenti si perde in trasporto quello che guadagnano in energia. Quindi il tema della nostra “azione diretta” è la nuova forma della città. Questa è la dimensione del nostro operare, nostro operare che si deve “articolare a geometria variabile” per la lotta di liberazione dal petrolio.
In questo contesto le elezioni amministrative sono un accidente utile ma sicuramente piccola cosa rispetto alla lotta a geometria variabile che deve liberare i territori dal comando suicida dei petrolieri e dei chimici. L’anello verde attorno a Bologna è il simbolo di un percorso che mette insieme:
- azioni immediate di innovazione sulle rinnovabili;
- azioni immediate di occupazione e sviluppo della bio-agricoltura con mercatini bio e nuovi orti urbani;
- programmi di medio periodo sui regolamenti edilizi e sull’innovazione ed efficienza dei “componenti” energetici;
- programmi a medio termine sulla progettazione dello “smontaggio” dei prodotti come vera sfida di ridisegno della città e del modello di consumo energivoro attuale;
- laboratori sui comportamenti e sull’attacco alla pubblicità sul modello casseur de pub francesi;
- laboratori sulla progettazione del veicolo ecocompatibile per aprire uno spazio alla mobilità positiva e all’industria di Bologna;
- progetti da subito del giardino-città come programma della fabbrica dell’ossigeno e della progressiva riduzione dell’asfalto.
Questo terreno diventa un sistema a geometria variabile rivolto a smontare il potere dell’asse auto-petrolio come cerniera della nostra deserta urbanità, dobbiamo rimettere nella bloccata città il ciclo delle stagioni come semplice e complesso parametro che rompe la linearità presunta del progresso cui sono attaccati destra e sinistra, tutti irrimediabilmente progressisti. Si è rotto il giocattolo.
Treni ad alta velocità, Formula Uno, Aerbus 380, aerei sempre più grandi e veloci, le performance dell’ultimo chip sono tutte metafore di un ciclo che si è rotto, perché dentro quel ciclo la valorizzazione capitalistica si va spegnendo. Al limite: è una matematica inutile, giochiamo con la “catastrofe” come via di uscita.
Sopravvivenza sì, ma con eleganza.



