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Bologna Pride, la Carfagna dia il patrocinio e partecipi alla manifestazione

AGI, Bologna, 15 giu. - Gli organizzatori del Gay Pride del 28 giugno a Bologna hanno annunciato, presentando la manifestazione, di aver invitato alla manifestazione del prossimo mese nel capoluogo emiliano il neo ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. "In passato le posizioni espresse dall'allora deputata di FI erano a dir poco discutibili - si legge in una nota dei promotori del Gay Pride - ora speriamo che si renda conto del ruolo istituzionale che ricopre e che preso coscienza di ciò cambi decisamente rotta. Questo governo ha affidato proprio a lei il ruolo di tutela verso le discriminazioni e le disparità di trattamento che subiscono donne e uomini in questo Paese, sul posto di lavoro come nei loro atti più quotidiani. Un segnale simbolico di solidarietà e di vicinanza, quale sarebbe il patrocinio ministeriale, allineerebbe questa destra a quella europea".

Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità

Bologna Pride: “Il Governo ci tuteli o sarà protesta di piazza”

DIRE, Roma, 15 mag. - Il nuovo governo non piace per niente al mondo omosessuale italiano. In particolare il nuovo ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna. E, a scanso di equivoci, lancia un avvertimento. "Un Governo ha il dovere di tutelare tutte le minoranze - è l'appello di Marcella Di Folco, portavoce del Gay Pride nazionale - noi non siamo fantasmi: questa volta scendiamo in piazza davvero. E davanti a Palazzo Chigi c'è abbastanza spazio per tutti". Oggi a Bologna, sede del prossimo Gay Pride nazionale, in programma il 28 giugno, il comitato organizzatore della kermesse omosessuale ha presentato la "piattaforma politica di rivendicazione" su cui si basa la manifestazione di quest'anno.

Il pacchetto di richieste è tutto all'indirizzo del Governo, al quale il mondo omosessuale chiede di "non seppellire la commissione Pari opportunità del mondo Lgbt istituita dell'ex ministro Barbara Pollastrini - manda a dire Di Folco - serve un luogo di confronto e dialogo, perché in Parlamento siedono persone che non sanno neanche di cosa si sta parlando quando si tratta dell'omosessualità". Buona parte della preoccupazione degli organizzatori del Gay Pride è legata al nuovo ministro delle Pari opportunità. "Carfagna ha più volte sostenuto che vanno riconosciute solo le coppie che possono procreare, escludendo quelle omosessuali - sottolinea Paola Brandolini, presidente di Arcilesbica Bologna e anche lei portavoce del Pride nazionale - non è una questione di ignoranza, ma una pesante idea sulla libertà personale. Con queste istituzioni - tira le somme Brandolini - non possiamo che avere un confronto imbarazzato".

Paola Brandolini, Portavoce del Bologna Pride 2008

Conferenza stampa di presentazione del Bologna Pride 2008

Copio e incollo alcune agenzie. Per un commento, s’attende domani, dopo aver letto la stampa locale, ma soprattutto quella nazionale.

DIRE, Bologna, 26 mar. - "La città sarà conquistata". Le polemiche non fermano gli organizzatori del prossimo Gay Pride, in programma per il 28 giugno a Bologna. Anzi Marcella Di Folco, presidente del Mit e del comitato Bologna Pride 2008, replica ad ogni accusa. La stoccata più tagliente è per la Curia bolognese. L'ultima volta che il Pride sfilò sotto le Due Torri, racconta Di Folco, "invitai l'arcivescovo Biffi a lasciare anche a noi la possibilità di amare". Sono passati 13 anni: "In tutto il mondo i movimenti lgbt hanno ottenuto passi avanti, solo in Italia ci troviamo ancora davanti un muro omologato". E allora anche il successore di Biffi, Carlo Caffarra, "sarà un obiettivo primario". Questa volta però, precisa Di Folco, "gli dico che deve farsi i fatti suoi, non ha il diritto di dire 'il tuo è un amore di serie A o di serie B". E ancora, tirando in causa il vescovo ausiliario Ernesto Vecchi: "Ha detto bene, non sono omofobi visto che tra loro si vogliono bene". Al fianco di Di Folco siede Milli Virgilio, assessore comunale alle Politiche delle differenze, che sulle affermazioni riguardanti Caffarra si limita ad un "rispetto per l'autonomia" degli organizzatori. Un altro affondo è per Silvia Noè, consigliere regionale dell'Udc e imprenditrice: "Invece che di parlare di depravazione e di degrado - dichiara Di Folco - dovrebbe far pressione sulla sua collega Emma Marcegaglia affinché Confindustria si decida a fare un'azione perché le persone lgbt non abbiano problemi di lavoro". Posizioni come quella di Noè, secondo Di Folco, rappresentano "una invereconda strumentalizzazione di una manifestazione che è soltanto di gioia e di rivendicazione di diritti quotidianamente negati". All'Ascom, invece, Di Folco manda a dire che "se vengono 30.000 persone in città, i soldi che portano non hanno mica colori".

DIRE, Bologna, 26 mar. - Sul piede di guerra contro il Gay Pride è già scesa Forza Nuova. Due anni fa, a Catania, il partito di estrema destra tentò di bloccare fisicamente la sfilata provocando l'intervento delle forze dell'ordine. Ma gli organizzatori del Pride bolognese non si mostrano preoccupati. Un intervento di Fn "non ci creerebbe nessun problema - spiega Di Folco - noi andremmo avanti per la nostra strada". Quelli di Forza Nuova, incalza Franco Grillini (candidato socialista alla poltrona di sindaco di Bologna e presidente onorario di Arcigay), "fanno casino per farsi pubblicità, sono ininfluenti". Se poi "hanno bisogno di un martire - sdrammatizza Di Folco - io mi offro volentieri".

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