Articoli marcati con tag ‘Adozioni’
Le adozioni di don Andrea Agostini, prete pedofilo
Questa settimana ci sono stati due sviluppi degni di nota nella vicenda che vede coinvolto don Andrea Agostini, il sacerdote condannato a 6 anni e 10 mesi per aver molestato delle bambine nell’asilo parrocchiale da lui diretto.
La prima: è stato “ridotto allo stato laicale”, ovvero non è più prete. Rete Laica Bologna ha commentato questa notizia, definendo il provvedimento come “tardivo e insufficiente” e chiedendo al Cardinal Caffarra di porgere le scuse della Curia alle famiglie delle bambine vittime di violenza.
La seconda: Rete Laica Bologna ha reso pubblica una testimonianza che porta alla luce un fatto finora sconosciuto. Don Andrea Agostini si occupava di adozioni internazionali a distanza, raccoglieva soldi da una trentina di famiglie e li “consegnava personalmente” in Brasile. Ha continuato a raccoglierli e a riceverli anche dopo la condanna in primo grado.
Intervista a Radio Città Fujiko su matrimoni gay e adozioni
Questa settimana si terrà l’incontro del Comitato “Sì, lo voglio” a Milano e il convegno “Bambini e bambine con genitori omosessuali” a Bologna.
Radio Città Fujiko mi ha intervistato sui temi del matrimonio gay e delle adozioni. Ecco l’audio.
Emilia-Romagna, Vasco Errani contrario alle adozioni gay
Adozioni per le coppie gay? “Ho molti dubbi. Non credo di essere favorevole”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ospite di E’TV.
Le regioni non hanno nessuna competenza in materia di diritto di famiglia. Non possono cambiare la legge nazionale in merito alle adozioni, così come non possono modificare quella sul matrimonio. Possono estendere i servizi che offrono e questa è la linea intrapresa con l’approvazione dei “DiCo all’emiliana”, che garantiscono l’accesso al welfare anche alle coppie di fatto. Questa decisione, contenuta nella Finanziaria 2010 della Regione Emilia-Romagna, seppur non sia una rivoluzione sociale, è un timido segnale che ha lasciato l’amaro in bocca al Cardinal Caffarra, intervenuto per condannarla durissamamente.
Alla vigilia delle elezioni regionali di fine marzo, ospite della televisione E’TV (vicinissima alla Curia bolognese), per ricucire lo strappo di due mesi fa, Errani non trova argomento migliore dei diritti gay, per far intendere alle gerarchie ecclesiastiche che lui è moderato. Con una dichiarazione di puro principio (la regione non ha competenze in materia, repetita iuvant), il candidato presidente del Partito Democratico e del centro-sinistra dubita della sua “approvazione in materia di adozioni gay”.
Bene, grazie per averci messo al corrente dei suoi dubbi, presidente Errani. Ora vorrei metterLa al corrente delle mie certezze.
Certezza numero uno. Basta dare spazio ai politici che usano pretestuosamente i diritti delle persone – già riconosciuti o rivendicati – per questioni di potere e di poltrone. L’internità a qualunque forza politica è secondaria rispetto alla causa, ovvero alle richieste di noi froci, lesbiche, trans, bisessuali.
Certezza numero due. Non sentirò nessuna persona omosessuale militante nel Partito Democratico criticarLa seriamente.
Certezza numero tre. Non sentirò il presidente Errani condannare moralmente il comportamento del suo ex vice-presidente, Delbono, per aver girato il mondo in compagnia delle sue molte fidanzate a spese della regione. In compenso, ha trovato il tempo per dichiararsi contrario alle adozioni gay. La doppia, tripla ipocrita morale del Partito-Democratico-Di-Governo-Costi-Quel-Che-Costi è insopportabile.
Certezza numero quattro. Votare laico.
Storia di ordinario trasformismo di un gay di potere

L’alta sintesi di Bersani

La ex moglie: niente figlia, è gay. Il giudice: è un buon padre
Importante sentenza del Tribunale di Bologna
che sancisce l'uguaglianza dei dirittiDopo otto anni di matrimonio e con una figlia si scopre omosessuale, ne parla con la moglie e insieme, senza particolari traumi, decidono per la separazione. I problemi sono sorti quest’anno, quando la donna, a giudizio dell’ex marito, contravviene agli accordi e ostacola la frequentazione tra i due. Contestualmente, impedisce all’uomo di portare la bambina in vacanza in un villaggio turistico di un’isola greca. L’ex moglie teme che la piccola possa assistere a manifestazioni di affettività omosessuale. Lo scorso maggio il padre si rivolge al tribunale per ottenere l’affido condiviso. I giudici gli danno ragione: l’ex marito è un buon padre, il fatto di essere gay non lo rende "inadeguato" al suo ruolo e il problema è all’interno della coppia che ora dovrà, aiutata da esperti, trovare la via migliore per rendere consapevole la bambina delle nuove scelte di vita del padre. "L’importanza della sentenza è politica - spiega Rita Rossi, legale dell’uomo - il diritto alla genitorialità viene così riconosciuto anche nel caso di un genitore dichiaratamente omosessuale". Positive le reazioni delle associazioni omosessuali: "Una piccola ma significativa vittoria, che fa ben sperare per il futuro" e ancora "una sentenza assolutamente condivisibile" che "si prefigura come un altro segno di civiltà giuridica, in un paese dove è solo la politica che non fa il suo dovere". Esultano l’Arcigay, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma e l'Associazione Matrimonialisti Italiani il cui presidente, Gian Ettore Grassani, osserva che si tratta di "una sentenza con pochi precedenti in Italia ma che è in linea con lo spirito delle attuali leggi che mirano ad eliminare ogni discriminazione di sorta nel rapporto tra genitori e figli".
Bologna, affidamento della figlia minore anche al padre gay
ANSA, Bologna, 22 luglio - Il tribunale di Bologna ha deciso l'affidamento condiviso di una figlia minorenne ad una coppia separata nella quale il padre è dichiaratamente omosessuale. Si tratta di uno dei primi provvedimenti del genere in Italia. In un primo momento, dopo la separazione, la bambina era stata affidata alla madre, con la facoltà per il padre di vederla quando lo desiderava previo accordo con la madre. In seguito però, visti gli ostacoli della donna a consentire al padre di vederla, ne è nata una contesa legale conclusa con la decisione del Tribunale di un affidamento ad entrambi i genitori. Nella loro decisione i giudici, pur mantenendo la residenza abituale della bambina presso la casa della madre, hanno fissato una regolamentazione precisa dei tempi nei quali sarà il padre a stare con la figlia, che prevedono fra l'altro un week end a settimane alterne, tre settimane durante l'estate, sei giorni durante il periodo natalizio e tre per la settimana di Pasqua.


