Articoli marcati con tag ‘ACLI’
Il PD e la rincorsa al conservatorismo cattolico

Elezioni 2009. A Bologna scoppia il dibattito su “cos’è una famiglia”
I titoli dei giornali di oggi:
- Daremo vantaggi alle coppie sposate (Cazzola)
- E’ scontro sulla famiglia (ACLI)
- Appoggio ai candidati coerenti con la fede (ACLI)
- Cattolici PD, l’affondo di Vecchi: “Rispettate il pensiero del Cardinale” (Curia)
- Critiche a Caffarra, gli ex DC contestano l’assessore Paruolo (PD)
- Adesso tutti si rifugiano nella famiglia
PD, il welfare per famiglie e gay fa insorgere le ACLI – L’Unità
Le proposte illustrate dalle democratiche: sono rivolte a nuclei “al di là del matrimonio”
No a un assessorato ad hoc, meglio la fusione con quello che si occupa di sociale
di Adriana Comaschi, L’Unità Bologna, 31 Maggio 2008
Gli obiettivi: azzeramento delle liste dei nidi; più attenzione agli adolescenti con nuovi spazi, sostegno al volontariato sportivo e scuole aperte al pomeriggio; potenziamento della family card; album delle badanti.
II binomio famiglia/famiglie ancora al centro del dibattito politico. Il PD presenta le sue proposte di welfare con tre parlamentari (Rita Ghedini, Donata Lenzi, Sandra Zampa) e l’aspirante consigliera comunale Francesca Puglisi, responsabile consulta per l’infanzia di Bologna e mamma “pasionaria” delle Longhena. Donne che condividono il “no” del candidato Delbono a un assessorato alla famiglia. “Meglio – suggerisce Lenzi – una delega alle politiche sociali e familiari, per non duplicare competenze e costi”. Quanto al target, “la famiglia si misura dalla presenza di figli”, quindi le politiche “sono rivolte anche ai non sposati, questo è il mondo di oggi” ribadisce Ghedini. Più netta Puglisi che la fonda “sull’affettività”.
Il candidato di BCL Monteventi sposa in Piazza dell’Unità alcune coppie gay, Zampa lo liquida come “folklore che fa male anche a loro“. “A Bologna ci sono i registri delle unioni civili, ci dobbiamo basare su quello – aggiunge Puglisi – occorre partire dai bisogni” e in quest’ottica “i diritti degli omosessuali devono essere uguali”. Una replica all’assessore designato alla famiglia di Cazzola, Battistini, che vorrebbe riservare il sostegno del Comune alla famiglia fondata sul matrimonio. Immediate le reazioni delle ACLI: il presidente Francesco Murru avverte Delbono (“Così allontanano dal PD il voto cattolico e popolare”) e invita i cattolici a non votare “chi nega il valore della famiglia fondata sul matrimonio”. Apprezzamento invece per Cazzola. Che coglie la palla al balzo per contestare a Delbono che “la Carta non si ferma all’articolo 3″ (che nega ogni discriminazione, ndr)”.
Tra le priorità del PD quella di fronteggiare gli effeti del taglio di 57 sezioni a tempo pieno nel bolognese. Poi più attenzione agli adolescenti, con “scuole aperte anche al pomeriggio” e sostegno al volontariato sportivo; azzeramento delle liste d’attesa per i nidi; potenziamento della family card per le famiglie numerose; album delle badanti in ogni quartiere

Bologna, scritte contro Paola Binetti sui muri delle ACLI
“Binetti vergogna” scritto per terra con la vernice rossa.
Esattamente come successe nell’aprile dello scorso anno
quando la vittima degli imbrattatori era monsignor Bagnasco.
Bologna, 6 novembre 2008 – Di nuovo scritte di protesta davanti alla sede delle Acli di Bologna. Nell’aprile del 2007 il “bersaglio” fu il Cardinal Angelo Bagnasco, numero uno della Cei, mentre quelle trovate oggi prendono di mira la parlamentare del Pd Paola Binetti. Dalle Acli fanno infatti sapere di aver trovato oggi, davanti alla sede di via Lame, la targa dell’associazione colorata con vernice di colore rossastro e per terra la scritta “Binetti vergogna”.
Esattamente come accadde per Bagnasco. Era l’11 aprile del 2007 quando comparve la scritta “Bagnasco vergogna” sul pavimento del portico di fronte alla sede delle Acli a Bologna. Gli autori imbrattarono con spray color porpora anche la targa sulla porta dell’associazione. Binetti è da alcuni giorni al centro di accese polemiche per un suo commento al documento presentato dal Vaticano che vieta il sacerdozio agli omosessuali.

Il cardinale Caffarra di Bologna: i rapporti omosessuali sono un pericolo sociale
"I GAY TRADISCONO LA VERA SESSUALITA'", "RAPPORTI OMOSEX. PERICOLO SOCIALE". L'ARCIVESCOVO CAFFARRA AL SEMINARIO DEI MEDICI CATTOLICI.Il Resto del Carlino, Lunedì 23 Giugno 2008, di Giovanni Panettiere - A una settimana dal Gay Pride, l'arcivescovo Carlo Caffarra, intervenendo sabato al seminario dei medici cattolici di Brescia, s'interroga sull'origine della sessualità maschile e femminile e chiude le porte alle relazioni omosessuali. Una lezione sintetizzata dallo stesso cardinale sulla prima pagina di Bologna 7 di ieri. Per Caffarra l'orientamento sessuale, maschile o femminile, non è, a dispetto della teoria gender, "frutto della libertà che, nel progettare questa configurazione, non ha alcun referente naturale" e nemmeno il risultato della sola natura perché in questo modo "l'io é ridotto all'insieme dei processi biologici e psicologici". Da dove derivano allora l'orientamento sessuale maschile e femminile, se la spiegazione non la si può trovare nel divario tra "natura o cultura", tra "realtà o scelta"? "Quando parliamo di mascolinità e femminilità — risponde il cardinale — parliamo di un corpo, di una fisiologia e di una psiche che sono maschili e femminili. In una parola di natura maschile e femminile". Ma la natura non basta a spiegare il nostro essere uomo o donna, la nostra attrazione per l'altro sesso, sia questo maschile o femminile. Nel tempo il genere umano ha elaborato "una comprensione della propria mascolinità e femminilità" producendo "codici etici riguardanti il modo di viverla propria". Sono allora la natura e la cultura, la realtà e la scelta a determinare la sessualità. Dalle parole del cardinale è chiaro che è solo l’eterosessualità ad essere naturale. Per la Chiesa l'omosessualità resta "intrinsecamente disordinata" (Dichiarazione della Congregazione per la dottrina della fede, 1986), anche se, in un intervento del 1975, la stessa Dottrina Fidei ammette la possibilità di "omosessuali definitivamente tali per una specie di istinto innato". Secondo Caffarra "il significato veicolato dalla mascolinità/femminilità della persona è un significato sponsale: l'essere costituiti per una relazione con l'altro". Ecco allora il duro monito contro le unioni omosessuali che tradiscono "il significato originario della sessualità": sono relazioni di identici, "cioè alla fine con sé stessi".

Leggi il resto di questo articolo »
Bologna Pride: i parlamentari del PD snobbano la manifestazione nonostante l’adesione del partito
Corriere di Bologna, Sabato 21 giugno 2008 - Qualcuno non intende passare un sabato di fine giugno in città. Altri ancora non hanno mai partecipato prima e non inizieranno proprio quest'anno. Qualcuno ha la casa al mare e non intende passare un sabato di fine giugno in città. Qualcun altro non aveva l'agenda sotto mano e ieri non se la sentiva di sbilanciarsi in risposte che poi si dovrà rimangiare. Altri ancora non hanno mai partecipato prima, figuriamoci se inizieranno quest'anno solo perché i vertici bolognesi del partito hanno fatto "coming out", aderendo alla manifestazione e invitando amici e compagni a sfilare.
Leggi il resto di questo articolo »
Il Bologna Pride invita le ACLI, che declinano
GAY PRIDE. ORGANIZZATORI INVITANO ACLI,
MA MURRU NON CI VA. OFFERTA DIALOGO DOPO POLEMICHE,
SERVONO OCCASIONI DI CONFRONTO.DIRE, Bologna - Lo avevano invitato in segno di "dialogo" e per superare le polemiche ma lui ha declinato l'invito facendo sapere di avere già altri "impegni concomitanti". Così Francesco Murru, presidente delle ACLI di Bologna, ha fatto sapere agli organizzatori del Gay Pride che non potrà partecipare al convegno dal titolo Omosessualità e cristianesimo, che si terrà all'Arcigay di Bologna. Organizzato dal movimento cristiano "Noi siamo chiesa" di Giampaolo Spettoli. L'invito, che riguarda anche l'ex presidente delle ACLI Roberto Landini, è stato mosso, dicono in una nota gli organizzatori, per "non chiudere le porte al dialogo" nonostante le polemiche dei giorni scorsi e le "critiche mosse dalle ACLI bolognesi all'adesione del PD al Pride". L'offerta, per il momento, ha già incassato un rifiuto. Al convegno, spiegava nei giorni scorsi una nota di Spettoli, si parlerà di "superamento di ogni discriminazione" nell'ottica che tutti, anche gay, lesbiche e trans, "meritano di essere inserite a pieno titolo nella Chiesa, accolte all'interno del popolo di Dio". Al convegno parteciperà don Franco Barbero della Comunità cristiana di base di Pinerolo e Gianni Geraci del gruppo omosessuali credenti "Il guado" di Milano.
Per Merighi del PD sarà meglio quando non ci sarà più bisogno dei Pride
MERIGHI (PD): MEGLIO QUANDO NON CI SARA' PIU'.
"PROVOCHERA', MA SERVE PER AFFERMARE DIRITTI ANCORA NEGATI"DIRE, Bologna, 19 giu. - "Il giorno più bello per il mondo gay, lesbico e transessuale, sarà quello in cui del Gay Pride non ci sarà più bisogno. In una società matura non dovrebbe esserci". Alla vigilia del Gay Pride a Bologna, in scena il prossimo 28 giugno, è il capogruppo PD a Palazzo D'Accursio Claudio Merighi, a spiegare il significato della manifestazione, ricordando anche episodi di discriminazioni e violenze subite dagli omossessuali. Sarebbe meglio che non ce ne fosse bisogno, ma fino a quando non sarà così, è il ragionamento di Merighi, è giusto manifestare. Sotto le due torri, aggiunge il capogruppo su Radio Tau, il Gay Pride "sarà colorato come sempre, forse anche provocatorio. Ma per affermare un diritto, non per violarlo". Nei giorni scorsi l'uscita di un documento pro-Pride da parte dell'esecutivo democratico ha scatenato il mal di pancia delle ACLI e di una parte dei cattolici.

Merighi si spende molto con questa dichiarazione a favore degli scopi del Pride. E c’è da ringraziarlo (eppoi è anche un bell’uomo; se viene alla manifestazione, aumentiamo il quoziente dei “papabili”). I Pride, però, li faremo anche quando avremo ottenuto la parità di diritti. Saranno ancora più grandi e colorati, ancora più gioiosi e densi di significati. La questione omosessuale contiene la rivendicazione di una società più giusta ed equa, ma non s’esaurisce qui, giacché la critica alla società eterosessuale ne prefigura un’altra, di là da venire.
Cattolici alla prova del Bologna Pride
L’ex presidente delle ACLI
"bacchetta" i suoi successori: no alle crociate
Roberto Landini: "Hanno sbagliato a criticare il PD per l'adesione ai principi della manifestazione.
Le coppie di fatto?
Sì ai diritti civili tranne il matrimonio"
Di Luca Molinari, Il Domani di Bologna, 18.06.2008"Trovo davvero eccessivo usare solo toni di condanna verso una manifestazione di cui si può anche non condividere il fine, ma che resta legittima e degna di rispetto". Roberto Landini, ex presidente delle ACLI, storico dirigente della Democrazia Cristiana bolognese e da anni impegnato nell’associazionismo cittadino, rompe il silenzio. No, all'anziano dirigente politico e aclista cresciuto nel clima del Concilio Vaticano II, nell'aria riformatrice del centro-sinistra (quello di Fanfani e Nenni, tanto per intendersi) proprio non piace il clima da crociata che le "sue ACLI" hanno intrapreso, uniche tra le associazioni di stampo cattolico o tra i politici "bianchi" schierati nel centro-sinistra, verso il Gay Pride che la prossima settimana percorrerà le strade di Bologna.
Presidente Landini, il suo successore Francesco Murru è stato chiaro: appoggiando i valori che ispirano il Pride, il PD allontana i cattolici. Che ne pensa?
"Che sbaglia. Nel merito e nel metodo: il PD ha realizzato un documento molto equilibrato e intelligente che è un vero esempio di pluralismo. Si difendono dei diritti senza negarne altri. Un chiaro esempio di laicità. Quello che non capisco è questo voler attaccare il Pride e una decisione come quella del PD che mi sembra molto equilibrata". In ballo, spiegano gli avversari del dialogo, ci sono dei valori. Quelli non negoziabili, tanto per intendersi... "Nessuno mette in dubbio i valori di nessuno. Il tema è un altro: vogliamo o no il confronto su cose importanti? Il documenti del PD dice di sì. E per me è giusto".

Leggi il resto di questo articolo »


