Articoli marcati con tag ‘2009’
Intervento di Gianni Sofri alla direzione del Partito Democratico di Bologna
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Armi italiane, un business senza crisi contro i diritti umani e civili
L’industria militare italiana fa il botto. Ammontano infatti a 4,9 miliardi di euro le autorizzazioni all’esportazione di armamenti rilasciate dal Governo nel 2009 alle aziende del settore con un incremento di ordinativi internazionali (il 61%) sconosciuto ad altri settori dell’industria nazionale. Ed hanno superato quota 2,2 miliardi di euro le effettive consegne di materiali militari. Un duplice record che annovera il Bel Paese tra i big player in quello che il “Rapporto della Presidenza del Consiglio sull’esportazione di materiali militari” pubblicato ieri definisce il “mercato globale” degli armamenti.
La nostra principale acquirente è l’Arabia Saudita, dove: 1) c’è la pena di morte per le donne adultere e gli omosessuali; 2) si traffica in esseri umani; 3) le organizzazioni sindacali e politiche sono proibite.
Non mi dispiacerebbe leggere una dura presa di posizione delle associazioni lgbtq contro il Governo Berlusconi, senza la cui autorizzazione non si darebbero questi commerci.
Anteprima: Wikio, la classifica dei blog LGBT di Dicembre 2009
Die Linke, Gut!

The Italian Miss Alternative 2009. Paura!
THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE
PAURA!
XVI Edizione
Giovedì 9 Luglio – H 21.30
Cortile della Cineteca
Via Azzo Gardino 65 – Bologna [vedi mappa]
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Prevendite
Poltronissima prima fila – Sostenitori
50 euro al Cassero – 52 euro online
Posti a sedere numerati
18 euro al Cassero – 19 euro online
Biglietto senza posto numerato 12 euro
L’intero ricavato sarà devoluto alle associazioni bolognesi
di lotta all’AIDS: IDA – MIT – LILA – CASSERO SALUTE

Cassero Magazine Luglio / Agosto 2009
L’analisi del voto delle recenti elezioni amministrative tenutesi in città è affidata a Bruno Pompa, con un editoriale confuso, che identifica nella pluralità di candidati/e lgbt un difetto piuttosto che una ricchezza. L’analisi proposta è palesemente lontana dalla realtà quando afferma che la pluralità di candidati gay e lesbiche “non ha portato a risultati migliori in termini di visibilità dei nostri temi”. Evidentemente, Pompa non legge i giornali né s’informa in rete (e cito solo un’iniziativa; ce ne sono state molte altre durante la campagna elettorale che mi ha visto tra i candidati gay più attivi e presenti). Resta dunque un mistero la scelta di affidare a chi ignora il dibattito cittadino il compito di esprimere il punto di vista dell’associazione. Un punto di vista vecchio come il mondo: mettersi all’ombra del potere politico, laddove, imbrigliati dalle logiche di partito, si parla di tutto fuorché dei diritti delle persone omosessuali. Lo ammetto: sono molto deluso. Da quella che è anche la mia associazione, mi aspettavo un riconoscimento della generosità e dell’impegno con cui in diversi abbiamo sostenuto le nostre battaglie di laicità e di civiltà. Mala tempora currunt.
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