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Articoli marcati con tag ‘2008’

Regione Emilia-Romagna. I matrimoni civili sorpassano quelli religiosi, aumentano le coppie di fatto

Scambio degli anelli nuzialiLa Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i dati – a cura dell’ufficio statistiche – relativi ai matrimoni nel 2008.

Si delinea il quadro di una società ampiamente secolarizzata: i matrimoni civili sorpassano quelli religiosi e aumentano le coppie di fatto.

La politica ha recentemente fatto fronte ai cambiamenti della società emiliano-romagnola, estendendo l’accesso ai servizi sociali anche le coppie di fatto.

Su questo tema (e alla luce di questi dati) è importante far di più e di meglio. Per esempio, essendo la Regione, in base al Titolo V della Costituzione, responsabile dell’organizzazione sanitaria, potrebbe da subito sancire che le porte degli ospedali siano aperte ai partner conviventi. E’, questa, una misura di umanità che rientra nel “minimo sindacale”.

La proposta, lanciata dal democratico Sergio Lo Giudice e dalla Rete Laica Bologna, dovrebbe essere raccolta dalle associazioni lgbt, fatta propria e presentata al nuovo Assessore alla Sanità, Carlo Lusenti.

Obama docet.

Roma Pride 2008 – Il reportage di Pasquale Quaranta

Miss Alternative 2008 – I video

Video By Alex Zanini

“Difendi la tua lucciola di quartiere”. In piazza contro il ministro Carfagna – Rassegna stampa e foto

“Difendi la tua lucciola di quartiere”
In piazza contro il ministro Carfagna.
La Repubblica, 14.12.2008

A Roma manifestazione contro il ddl
sulla prostituzione della ministra Carfagna

RaiNews24, 13.12.2008

SexWorkers: prostitute, suore, operatori sociali
tutti in piazza contro il ddl Carfagna

L’Unità, 14.12.2008

Trans e prostitute: “Anche noi in crisi”
In piazza a Roma contro le leggi più restrittive
La Stampa, 14.12.2008

Prostituzione: ombrelli rossi contro il ddl Carfagna
Praitano cita S.Paolo: “Il peccato è l’ipocrisia”
Omoios, 15.12.2008

Foto su La Repubblica e su Facebook

Una foto della manifestazione "Adeschiamo diritti"

Adeschiamo diritti – Roma, 13 dicembre 2008

Grazie

Bologna città libera – Come sarà il mondo tra poco?

Il 4 novembre il popolo americano sceglierà un nuovo presidente. Potrà essere McCain, e in quel caso non ci resta che preparare l’ombrello perché pioverà fitto su un mondo che sarà sempre più povero, sempre più buio. Ma è più probabile che vinca Barak Obama. Troverà le casse vuote, le tasse del futuro già ipotecate, una sconfitta strategica della potenza militare americana. Non possiamo sapere cosa sarà in grado di fare, ma possiamo attenderci che il suo nome, il suo volto, la sua voce suscitino un’onda di speranza.

Il 6 novembre, in via Zampieri 12 alle ore 21 [aggiungi l'appuntamento al tuo calendario e invita i tuoi amici e le tue amiche a partecipare], ci vediamo per fare il punto sul mondo, per ragionare sulle prospettive che si stanno aprendo.

Quella che si apre alla società italiana – nel quadro della crisi globale che è precipitata negli ultimi due mesi – è una prospettiva drammatica: i licenziamenti stanno già colpendo i lavoratori precari, quelli che tanto chi se ne frega manco li avevamo conteggiati. Poi sarà la volta dei lavoratori che credono di essere garantiti. I tagli che devastano la scuola saranno estesi poi anche alla sanità (il Presidente del Consiglio lo ha già annunciato). Dopo un periodo (che potrà essere lungo o breve, ma che sarà certamente doloroso e violento) è probabile che la gente riprenderà a pensare con la propria testa. Allora dovremo disporre di strumenti per la comprensione, di una mappa capace di indicarci la dislocazione delle forze sociali, le contrapposizioni e le potenziali alleanze, le linee di una possibile ricomposizione. Dopo il crollo elettorale di aprile la sinistra ha tentato di mettere insieme i cocci, ma finora non ha saputo intrecciare la dimensione politica con quella sociale, non ha saputo sintonizzarsi sulle prospettive di ricomposizione sociale. Invece di attorcigliarsi sulle identità passate, occorre ragionare sulle possibilità future di ricomposizione di un corpo sociale oggi disgregato.

Il maschio del futuro è marcio come quello del passato

Grassi, grossi e pelosi
un documentario di Alberto D’Onofrio

Orsi, lupi, cacciatori. Tutti esponenti di una cultura gay dove gli orsi sono uomini pelosi, dalla corporatura robusta e dall’aspetto spiccatamente mascolino mentre il lupo è molto peloso, ma di stazza più asciutta. I cacciatori infine sono gli uomini attratti dagli orsi. Un documentario che racconta il mondo poco conosciuto della comunità ursina, dove gli stereotipi dell’immaginario gay vengono rielaborati e spesso rovesciati oltre i limiti e le convenzioni dell’immaginario comune.

Sinossi

Si vedono tre orsi seduti sui gradini di San Petronio a Bologna, giubbotto e occhiali da sole e testa rasata. L’immagine trasmette un déjà vu: sembrano fascistelli di borgata. Non è un bel vedere.

Fin qui ci può stare. De gustibus. Io sono per la solarità e la liberazione; se qualcuno si vuol rappresentare cupo e vagamente minaccioso sono affari suoi, finché questa minaccia immaginata non si trasforma in realtà.

Stacco nel documentario. Si passeggia. A parlare sono Nicola e Sauro. Il documentario alterna frasi di uno e dell’altro. Eccole (non ho preso appunti, vado a memoria):
“Essere orsi significa accettare il proprio corpo, etc…”
“Essere orsi è un modo di essere maschile. Spendiamo tempo assieme in modo maschile. Non ci piacciono quei gay effeminati che scheccano. Etc…”. Segue delirio contro le checche.

Sono idee nuove? Sono idee di liberazione delle omosessualità? Sono idee che s’inseriscono nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità?

Ha fatto bene Gender Bender, che quest’anno s’interroga sul maschio del futuro, a mettere in programma questo documentario. Si scopre che il maschio del futuro è marcio come quello del passato.

Sono tutte cose che si sapevano già.

Quello che non sapevo e che mi chiedo è: cosa c’azzecca il movimento di liberazione delle omosessualità col maschilismo e la violenza patriarcale? Ha diritto, il maschilismo, a una rappresentanza politica interna al movimento?

Inaugurazione Gender Bender 2008 – Aperitivo con Paolo Poli

Martedì 28 Ottobre, ore 18.30
Via Don Minzoni 18 – Ingresso gratuito

Cassero – Gay Lesbian Center
in collaborazione con il Teatro Consorziale di Budrio presenta

APERITIVO CON PAOLO POLI
incontro col pubblico e con la stampa

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La nuova edizione di Gender Bender dà inizio ai lavori con un brindisi inaugurale e un padrino d’eccezione: Paolo Poli, ospite straordinario del festival, incontra il pubblico presentando una selezione dei suoi sketch più brillanti e raccontando, tra una chiacchierata e l’altra, il suo nuovo spettacolo, Sillabari, ispirato ai racconti di Goffredo Parise.

Attore e drammaturgo, regista teatrale e cantante, Paolo Poli – “Quasi centenario” come ama definirsi, “ma dall’infantilismo congenito” – è uno dei grandi protagonisti del teatro contemporaneo, dalla prosa arguta, raffinata e graffiante.

Sillabari andrà in scena al Teatro di Budrio l’ 1 e il 2 Novembre. Per i possessori della Gender Bender Card sarà possibile assistere allo spettacolo “Sillabari” di Paolo Poli nella giornata di Domenica 2 Novembre, usufruendo dello sconto Under30. Per maggiori informazioni: http://www.teatrodibudrio.com

***

I Sillabari sono come piccoli poemi in prosa. Scritti alla metà del secolo scorso ci sorprendono oggi con la loro freschezza, per l’immediatezza quasi infantile del racconto, per la magia umile ed alta dei personaggi. Vediamo bambini stupiti in un mondo ambiguo, vecchietti arrabbiati in una società allo sbaraglio, donne sole dal quieto bovarismo periferico e uomini ancora ingenui nella lotta per la sopravvivenza. Era l’Italia che cambiava velocemente nelle maglie di una lunga guerra e dava origine all’attuale bel paese.

Gender Bender 2008 – Il programma

E’ disponibile in download [.pdf 1,8 MB] il programma di Gender Bender 2008. Qualche appunto su cosa contiene lo trovate qui.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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