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Articoli marcati con tag ‘10 Ottobre 2009’

Manifestazione contro l’omofobia. Le associazioni ascoltino le voci della piazza

Sabato 10 Ottobre s’è tenuta a Roma una manifestazione nazionale contro l’omofobia e per l’uguaglianza dei cittadini lgbt di fronte alla legge. Era un azzardo. Preceduta da due mesi intensi di mobilitazioni in tutta Italia contro gli episodi di violenza omofoba e anticipata dalla delusione per un testo di legge Concia contro l’omofobia che, per dirla con le parole di Beppe Ramina, è utile quanto “una maionese allo yogurt”, c’era il rischio concreto che poche persone trovassero le ragioni e la voglia di partecipare.

Se a questo aggiungiamo l’auto-lesionismo delle associazioni lgbt nel concedere incontri ai ministri del Governo Berlusconi proprio a due giorni dalla “prova della piazza”, si comprende che i timori che le assenze pesassero erano concreti. Anestetizzare le rivendicazioni e i conflitti è una tattica di ogni potere esecutivo. Stupisce vedere 50enni scafati da trentanni di militanza politica attiva abboccare ancora all’amo delle promesse mai mantenute. Un “Grazie Ministra Carfagna per la richiesta d’incontro, preferiremmo vederci dopo il 10 Ottobre” ci stava tutto. Peccato non averlo sentito.
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Famiglie Arcobaleno: “Legge contro omofobia è insulto alle richieste del movimento”

Ancora una volta quello che riesce a proporci questo Stato e questo Governo è una legge al ribasso, una legge inutile, una legge che si prende beffa di noi, cittadini LGBT.

La legge sull’omofobia discussa questi giorni in commissione Giustizia non tiene conto né degli insulti alle persone (nostro pane quotidiano), né delle discriminazioni vissute giorno per giorno, né contempla le persone transessuali che sono purtroppo le più fragili vittime della violenza urbana. Gli emendamenti migliorativi proposti dai radicali sono stati tutti bocciati.

Questa legge, cosi come viene presentata alle camere, è un’ulteriore insulto alla nostra intelligenza e alle nostre richieste. Ma il movimento LGBT è sempre più maturo e sempre più convinto della giustezza delle proprie rivendicazioni. La piazza non si fermerà, la nostra azione decisa andrà avanti e continueremo a ribadire con forza le nostre richieste finché verremmo davvero sentiti.

Ribadiremo al Ministro Carfagna l’iniquità di una tale legge. Lo ribadiremo con forza, con la nostra presenza, sabato 10 ottobre alla manifestazione nazionale UGUALI. UGUALI come dovremmo essere di fronte alle leggi di questo paese.

Giuseppina La Delfa
Associazione Genitori Omosessuali
www.famigliearcobaleno.org

Arcilesbica: “Legge contro l’omofobia è specchietto per le allodole”

Adnkronos, Roma, 7 Ottobre – “Con sbalordimento apprendiamo che la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ieri 6 ottobre ha licenziato il testo definitivo del provvedimento contro l’omofobia e ha ritenuto di non integrare nel testo i reati contro le persone transgenere, che restano così escluse dalla proposta di legge”. Lo dichiara Francesca Polo, presidente nazionale di Arcilesbica. “Le associazioni lesbiche gay e transgender – prosegue Polo – hanno una piattaforma unitaria e non accettano di essere messe l’una contro l’altra. La politica italiana è cieca e sorda di fronte alle istanze di civiltà ed uguaglianza del movimento lgbt; le presunte aperture della maggioranza di governo si rivelano, come sempre, distorti specchietti per le allodole, destinati a brillare per qualche attimo senza portare reali trasformazioni”. “Al ministro Carfagna l’8 ottobre chiederemo una campagna di rispetto per i diritti sessuali di tutte e di tutti e questo ribadiremo in piazza a Roma il 10 ottobre alla manifestazione Uguali, dove – conclude – diamo appuntamento a tutte le persone che lottano contro ogni discriminazione e violenza e che non desistono”. | Fonte Libero News

Legge contro l’omofobia. E’ tempo della piazza

Prosegue la turbolenta vicenda della legge Concia contro l’omofobia.

Oggi alla commissione giustizia della Camera sono stati bocciati tutti gli emendamenti migliorativi presentati. All’elaborazione degli emendamenti avevano contribuito sia Arcigay sia Certi Diritti sia Rete Lenford.

Subito è scoppiata una feroce polemica tra i deputati radicali eletti nel PD e i deputati del PD stesso, coi primi ad accusare i secondi di aver votato contro. Pronta la risposta della Concia che li ha definiti “bugiardi”, per poi presentare le proprie scuse in tarda serata, dopo un chiarimento coi Radicali.

Polemica chiusa a parte, di sicuro per adesso si sa – quando sarà disponibile il verbale della Commissione Giustizia poi vedremo esattamente come si sono svolti i fatti – che alcuni deputati del PD si sono astenuti sugli emendamenti migliorativi alla legge contro l’omofobia e che la stessa Concia ha chiesto alla deputata radicale Bernardini di ritirare l’emendamento che chiedeva l’approvazione del piano nazionale contro le discriminazioni. Dopo il rifiuto della Bernardini di ritirarlo, Concia ha votato a favore ma l’emendamento è stato ugualmente bocciato.

Il testo base approvato venerdì, che esclude i/le trans e che non permette di citare in giudizio chi insulta e diffama le persone lgbt, andrà alla votazione di tutta la Camera così come è stato approvato la settimana scorsa.

I radicali hanno promesso di ripresentare i propri emendamenti migliorativi. Le possibilità che siano approvati sono pressoché nulle.

Così come è del tutto improbabile che la legge possa essere migliorata. Anzi c’è da temere che il passaggio al Senato la peggiori ulteriormente.

Per questi motivi, è importante che la manifestazione di sabato 10 ottobre “Uguali” sia partecipata e rivendicativa, mettendo in primo piano quali sono le reali richieste del movimento lgbt. Stanno scritte nero su bianco nella piattaforma della manifestazione: estensione della legge Mancino e parità di diritti di fronte alle legge. Le nostre richieste sono quanto di più lontano ci sia dalle pessime mediazioni al ribasso. Dobbiamo essere noi i primi e le prime a non avere timori nel sostenerle.

Da Bologna, potete ancora prenotare i pullman rivolgendovi al Cassero; per chi arriva da altre parti d’Italia, potete consultare il sito web della manifestazione.

Infine, almeno una buona notizia c’è. Il Comune di Bologna invierà il gonfalone e l’assessora alle Pari Opportunità Simona Lembi in rappresentanza della città alla manifestazione nazionale contro l’omofobia. Lo stesso faranno altri comuni: Torino, Firenze, Pisa e Livorno. Bene.

Il gonfalone di Bologna alla manifestazione contro l’omofobia

GAY. SINDACO BOLOGNA MANDA GONFALONE A ROMA PER 10 OTTOBRE
ASSESSORE LEMBI E VIGILI ALLA MANIFESTAZIONE ANTI-OMOFOBA

DIRE, Bologna, 5 ottobre – Il sindaco Flavio Delbono invia una spedizione bolognese a Roma per la manifestazione contro l’omofobia del 10 ottobre. A manifestare accanto al movimento gay-lesbico ci sarà anche l’assessore comunale alle Pari opportunità, Simona Lembi, responsabile anche dell’Istruzione nell’esecutivo comunale. Nella capitale per la giornata contro l’omofobia, fa sapere l’amministrazione, ci saranno anche i vigili col gonfalone della città.

La comunità omossesuale si ribella. Cecconi: “E’ ora di reagire a questa violenza”

Grazie a Davide Matteo Scorza.

Numerosi episodi di violenza sono stati commessi ai danni di esponenti della comunità omosessuale negli ultimi tempi in varie parti d’Italia e anche Bologna non è rimasta immune. Contro questa ondata omofobica è nato un movimento spontaneo di protesta, che ha organizzato il sit-in di Piazza Maggiore dello scorso 4 settembre e ora, in vista della manifestazione di Roma del 10 ottobre, sta mettendo in atto in questi giorni un’iniziativa di raccolta fondi per poter arrivare nella capitale muniti di bandiere arcobaleno, simbolo del movimento lgbt. Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori del movimento, Maurizio Cecconi.

Di cosa si tratta e cos’è più nel dettaglio questa iniziativa?

È nata da un gruppo informale creato su Facebook (Bologna contro omofobia, lesbofobia e transfobia) che ha organizzato il sit-in di Piazza del Nettuno del 4 settembre, che ha visto la partecipazione di 500 persone. In quell’occasione, ci siamo resi conto che molte persone non avevano con sé la bandiera arcobaleno, nonostante avessimo chiesto di portarla. Volendo mantenere questa modalità di manifestare esclusivamente sotto l’egida della bandiera arcobaleno, anziché di simboli di partito e associativi, abbiamo pensato di fare una colletta per raccogliere 400 euro, che sono la cifra minima per acquistare uno stock di bandiere, e, qualora riuscissimo a superare questa soglia, anche un megafono, che è mancato alla manifestazione del 4 settembre, al punto che molte persone non sono riuscite a sentire quanto si è detto. Si può andare da Melbookstore, in via Rizzoli 18, e lasciare una quota di 10 euro.

Queste manifestazioni sono sorte in risposta ai recenti episodi di omofobia. Pensi che il problema sia cresciuto in termini numerici o sono solo i media che gli danno maggiore visibilità?

Non si può sapere se i casi di omofobia siano in aumento in termini statistici; saranno gli studi a darci una risposta. Quello che si può dire è che una destra becera nei toni e nelle motivazioni ideali apre le porte a una violenza maschilista diffusa in tutta Italia e che in posti come Roma trova una concentrazione maggiore. C’è da dire anche che, come nel caso della violenza sulle donne, rispetto al passato è aumentata la protesta contro la violenza. Non c’è un allarme quindi omofobia in senso stretto. Ciò che sta succedendo è che le persone gay, lesbiche e trans stanno alzando la testa.

Cosa si può fare per sensibilizzare al problema le nuove generazioni ed evitare una deriva ancora più violenta in futuro?

Non credo che la sensibilizzazione sia la priorità; la questione va affrontata a più livelli. Il primo riguarda la vita quotidiana delle persone gay, lesbiche e trans, che devono scendere in piazza e dimostrare che a loro non va bene questa situazione. La seconda risposta dev’essere di tipo legislativo: la legge italiana non prevede nessuna aggravante in caso di violenze dovute all’identità di genere o all’orientamento sessuale. Per questo abbiamo chiesto di estendere in questo senso la legge Mancino in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Infine viene un’opera di sensibilizzazione da parte delle istituzioni: siamo scesi in piazza il 4 settembre anche per chiedere al Comune di fare una campagna contro l’omofobia e la transfobia. Il Comune di Bologna ha aderito alla rete nazionale degli enti locali contro le discriminazioni, si è impegnato a fare questa campagna e ha ribadito questa volontà approvando due volte degli ordini del giorno ad hoc. I tempi quindi sono maturi affinché anche Bologna faccia un’opera di informazione.

Quindi necessità di procedere sul piano legislativo. Da oltre un anno si aspetta di mettere in calendario in Parlamento una proposta di legge contro l’omofobia e quasi tutte le forze parlamentari si dichiarono d’accordo nel discutere questa proposta. Pensi che i limiti culturali e politici possano essere superati per giungere all’approvazione a larga maggioranza di questa legge?

A me sembra che la destra, attraverso i suoi apparati culturali e politici stia cercando di minimizzare il problema omofobia, il che è propedeutico a un insabbiamento dell’approvazione della legge. La proposta di legge di Paola Concia a noi piace, ma le preferiamo l’estensione della Legge Mancino, in quanto più forte dal punto di vista legislativo. Non bisogna però dimenticare che questa proposta faceva originariamente parte della legge contro lo stalking e la destra ha deciso di stralciarla. L’ostruzionismo da parte della destra quindi c’è già stato, vedremo se ora intendano continuare a percorrere questa strada oppure, in maniera ancora più pericolosa, “fare melina” su questo tema.

Quali sono le vostre iniziative future per continuare questa battaglia?

L’evento più vicino è la partecipazione alla manifestazione nazionale contro l’omofobia del 10 ottobre a Roma. Ci siamo poi posti l’obiettivo di essere una sorta di gruppo di “pronto intervento” nei casi di episodi di violenza che colpiscono le persone gay, lesbiche e trans. Stiamo anche pensando a altre iniziative, come un altro sit-in o altre azioni più performativa ma comunque forti dal punto di vista politico. In generale vorremmo aumentare la nostra presenza sui social network per creare gruppi informali di persone sensibili sul tema dei diritti civili, ad esempio invitando a iscriversi al nostro gruppo di Facebook, dove si possono proporre nuove iniziative da mettere in atto.

Ascolta l’intervista | Download [10 MB]

Maurizio Cecconi

Bologna, acquista la tua bandiera arcobaleno

Ci siamo accorti che, chiedendo alle persone di venire in piazza col simbolo del movimento gay/lesbico/bisex/trans, la maggior parte non possiede una bandiera arcobaleno.

Per questo vogliamo acquistare 100 bandiere rainbow, con cui partecipare alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Roma contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia. 100 majorettes polisex e colorate a Roma!

Il preventivo più basso è di circa 400 euro.
Con una quota di 10 euro a testa ce la faremo.

ATTENZIONE: la bandiera arcobaleno non viene consegnata al momento del versamento della quota, in quanto prima è necessario raccogliere l’intera somma e pagare il fornitore. Al momento del versamento della quota, vi chiediamo di lasciare nome e cognome, cellulare ed e-mail, così da potervi avvisare appena arrivate :-)

***

Marino Buzzi ha dato la sua disponibilità a raccogliere le quote, presso la libreria in cui lavora, Melbookstore, in centro città, in Via Rizzoli 18.

Potete andare da lui in questi orari e giornate:

Lunedì 14 settembre: dalle 9.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Martedì 15 settembre: dalle 9.00 alle 15.00
Mercoledì 16 settembre: dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00
Giovedì 17 settembre: dalle 9.00 alle 14.00
Venerdì 18 settembre: dalle 9.00 alle 14.00

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[Iscriviti al gruppo contro l'omofobia di Bologna su Facebook]

La bandiera rainbow

Compriamo delle bandiere arcobaleno?

Sabato 10 Ottobre a Roma si terrà la manifestazione nazionale contro l’omofobia. Siccome abbiamo constatato che pochi hanno una bandiera rainbow (e quindi diventa vano chiedere che partecipino solo con quella), abbiamo pensato di fare una colletta, chiedere un preventivo e acquistare uno stock di bandiere arcobaleno. Chi è interessato ed è iscritto a Facebook, può lasciare la sua disponibilità sul gruppo di Bologna, oppure lasciando un commento a questo post.
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