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#IoVaccino

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io vaccinoMartedì 18 luglio gli e le anti-vaccininisti/e manifesteranno davanti al Parlamento “per la libertà di scelta vaccinale”.

Viviamo in una democrazia, per quanto malandata, ed ogni manifestazione della libertà di pensiero (eccetto il sostenere il fascismo e il nazismo) è la benvenuta. Ci mancherebbe altro.

Tra loro ci saranno molti genitori e a loro, soprattutto, voglio ricordare che l’obiettivo della manifestazione è inutile. Sì, inutile.

L’articolo 32 della Costituzione – che potrebbero leggere, non fa male e ti vaccina dall’ignoranza – chiaramente recita:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

La Costituzione pone due cardini. Il primo: l’individuo non può essere costretto a una cura medica. Il secondo: la Repubblica deve tener presente quando la salute diventa un problema della collettività, ovvero di tutti. E’ il caso delle malattie che i vaccini debellano e dell’immunità di gregge che viene a mancare quando la soglia di bambini vaccinati scende sotto il 95%.

Qui abbiamo un chiaro caso di interesse collettivo, di tutti noi e specialmente di quei bambini che, per cause mediche, non possono essere vaccinati e che possono essere protetti se e solo se gli altri bambini sono vaccinati.

Entriamo ora nel merito della legge che in questo momento, così come è stata in più parti emendata, è in discussione in Parlamento.

Gli e le anti-vaccinisti/e sostengono che legge è incostituzionale in quanto lede il diritto all’istruzione, nel momento in cui fissa l’obbligo delle vaccinazioni per quanti vorranno iscriversi alle scuole pubbliche.

E’ una falsa motivazione. L’asilo e le materne non sono scuole e pertanto non ricadono sotto la protezione dell’articolo 33 e 34 della Costituzione.

La Repubblica ha il diritto di stabilire che per accedere a questi servizi alla persona i vaccini siano indispensabili ai fini dell’iscrizione.

Il discorso cambia quando si passa a ragionare di scuola dell’obbligo, ovvero elementari e medie inferiori e superiori.

Qualora la legge stabilisse l’obbligo dei vaccini per iscriversi ai tre gradi della scuola dell’obbligo, sarebbe palesemente una violazione costituzionale. Non è così: i bambini e le bambine non vaccinati potranno iscriversi alla scuola dell’obbligo. Non siamo in presenza d’una lesione del diritto costituzionale all’istruzione.

In chiusura: ciò che chiedono gli e le anti-vaccinisti/e è di fregarsene dell’interesse collettivo alla salute pubblica, stabilendo una, questa sì, incostituzionale preminenza della scelta soggettiva.

A tutti loro possiamo ricordare che la nostra bella Costituzione garantisce anche il diritto a fondare scuole private. Possono fondarne una, i cui costi sosterranno loro, in cui iscrivere solo bambini non vaccinati. Se credono veramente che i vaccini siano dannosi, non avranno paura a mischiare i loro bambini ad altri bambini non vaccinati.

Auspici: che la legge sia approvata e, se necessario, che dal Governo sia posta la fiducia.



Un adolescente dalle spalle robuste

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Homepage di www.cassero.it

Quindici anni fa 1, proprio in questi giorni, si teneva la campagna elettorale che portò Berlusconi di nuovo al governo.

In quei giorni, il sito gay.it decise di pubblicare sul portale dei banner pubblicitari che invitavano a votare il biscione.

Allora Il Cassero non era dotato di un proprio dominio internet.

gay.it, che s’era proposto come portale della comunità lgbt italiana, ospitava le pagine di vari circoli, tra cui il nostro.

Quando apparvero i banner di Berlusconi, a noi parve un atto inaccettabile, non tanto per la scelta, discutibile e legittima, quanto per il venir meno di quel patto che legava l’associazionismo al portale, patto che doveva necessariamente rispettare le scelte dei circoli e non sovradeterminarle, usando gli utenti che i circoli portavano al portale stesso per fini non precedentemente dichiarati.

Decidemmo pertanto di acquistare un nostro dominio e da allora non ci facciamo metter cappelli altrui sulla nostra vetusta testa.

Questa insopportabile ambiguità m’è tornata in mente in questi giorni, osservando il frenetico attivismo della redazione di gay.it, il continuo confondere i piani tra le posizioni, discutibili e legittime, del proprietario del sito – prima berlusconiano, poi montiano e ora renziano – e l’autoproclamata volontà di rappresentare la variegata comunità lgbt italiana.

In conclusione, buon quindicesimo compleanno a www.cassero.it, un adolescente dalle spalle robuste.

  1. Ho cercato tra le mie scartoffie e non ho trovato il testo del comunicato che inviammo alla mailing-list queer-it per annunciare la nostra scelta. Ho cercato pure in vari archivi online e anche lì non ne ho trovato traccia. Se qualcuno lo possiede, per favore me lo invii, ché vorrei aggiungerlo alla carpetta “Ben fatto”.


Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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