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	<title>PUTA. A QUEER INVADER</title>
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	<description>arm aber sexy</description>
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		<title>Fortunato</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 09:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Roberto, capelli lunghi e striati di bianco, mi viene a prendere in auto all&#8217;aeroporto di Denpasar, evitandomi di ripetere in balinese una lunghissima frase, per spiegare dove vivono lui ed Elena e la piccola creatura. E&#8217; mezzanotte quando arrivo, dopo 18 ore tra voli e attese di coincidenze. La villa è a Legian, protetta da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto, capelli lunghi e striati di bianco, mi viene a prendere in auto all&#8217;aeroporto di Denpasar, evitandomi di ripetere in balinese una lunghissima frase, per spiegare dove vivono lui ed Elena e la piccola creatura. E&#8217; mezzanotte quando arrivo, dopo 18 ore tra voli e attese di coincidenze. La villa è a Legian, protetta da un alto muro di recinzione, come usa a Bali, perché dentro al recinto le case sono aperte. Uno spettacolo: entri dal cancello e sei immerso in una selva tropicale di palme e piante grasse, con un viottolo di sassi che si biforca, da una parte porta al cottage indipendente dove temporaneamente alloggio e che è la camera degli ospiti, dall&#8217;altra alla dimora principale, il cui salotto senza una parete s&#8217;apre sulla piscina in giardino. Beviamo una birra, chiacchieriamo del mio viaggio e di quest&#8217;isola. Ci diamo la buonanotte, mi spoglio, metto il costume e mi immergo nell&#8217;acqua tiepida della piscina. Faccio il morto a pancia in sù e guardo il cielo stellato, inquadrato tra le linee geometriche del palmizio. Mi viene in mente Jovanotti e la canzone &#8220;Sono un ragazzo fortunato&#8221;. Non sono più un ragazzo da un bel pezzo, ma stanotte penso, con piacere, che la vita mi sorride. In camera, dove ora scrivo, sento gemere un geco, così forte che controllo i muri, per essere sicuro che non sia dentro. I gechi gemono così: &#8220;Ghe oooh ghe ooo ghe ooo&#8221;, baritonali. Non c&#8217;è nulla da temere, si nutre di zanzare, le zanzare si nutrono del mio sangue, dunque il geco è mio amico. Sul tetto del cottage sento zampettare un felino. Grazie al fuso orario, quest&#8217;anno il mio compleanno, tra Asia e Italia, durerà 31 ore; più tempo uguale più festa. Buonanotte (e buongiorno).
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		<title>Lui dice che repetita iuvant</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cecconi]]></category>
		<category><![CDATA[Polis]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Lui m&#8217;abbraccia Io stringo in tasca i pugni Lui si siede Io mi siedo Lui mi tocca il ginocchio Io accavallo le gambe La sua mano s&#8217;incastra Lui dice che è stato bello Io stringo i denti Lui dice che l&#8217;amore non è peccato Io mi sporco per l&#8217;eternità Lui mi offre un succo Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/priest-children.jpg"><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/priest-children-810x1024.jpg" alt="" title="" width="600" class="aligncenter size-large wp-image-9241" height="759"/></a></p>
<p>Lui m&#8217;abbraccia<br />
Io stringo in tasca i pugni<br />
Lui si siede<br />
Io mi siedo<br />
Lui mi tocca il ginocchio<br />
Io accavallo le gambe<br />
La sua mano s&#8217;incastra<br />
Lui dice che è stato bello<br />
Io stringo i denti<br />
Lui dice che l&#8217;amore non è peccato<br />
Io mi sporco per l&#8217;eternità<br />
Lui mi offre un succo<br />
Io lo chiedo di pera<br />
Che meglio cancella il sapore del suo bianco succo<br />
Lui beve un caffè<br />
Io fatico a deglutire<br />
Lui mi dice non dirlo ad anima viva<br />
Per me sono tutti morti<br />
E resto in silenzio<br />
Lui dice che i miei genitori non capirebbero<br />
Lui dice che sono bravi cattolici<br />
Io concordo<br />
Chi non vuol vedere non vede<br />
Lui dice che mi vuole ancora<br />
Dice che repetita iuvant<br />
Dice che una mano lava l&#8217;altra<br />
Dice che non c&#8217;è nessuno come me<br />
Io so che ne esistono molti altri<br />
Sporchi, paralizzati, muti come me<br />
Lui dice che possiamo studiare assieme<br />
Dice che m&#8217;aiuterà<br />
Dice che faremo i compiti di latino<br />
Lui mi tocca il petto da bambino<br />
Lui dice che repetita iuvant<br />
Lui sorride di sorrisi neri<br />
Come la sua veste<br />
Lui mi sporca la bocca di bianco succo<br />
Come il suo collare<br />
Lui dice che non ha paura né di Dio né di Gesù<br />
Lui dice che sono suoi amici<br />
Per questo indossa il crocifisso mentre lo facciamo<br />
Dice che lavora per loro<br />
Dice che se io lavoro per lui<br />
Dice che è come se amassi loro, trini e invisibili<br />
Lui dice che repetita iuvant<br />
E m&#8217;accompagna la mano sul suo coso<br />
Io chiudo gli occhi<br />
Io sprofondo<br />
Io mi ripeto che prima o poi finirà.</p>
<p>© 2012, Maurizio Cecconi</p>
<p><em>(Dedicata alle piccole e ai piccoli vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti)</em>
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		<title>Passeri</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 03:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maurizio Cecconi]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Contare distrae dal tedio del presente. Così ho imparato, nei viaggi tra casa e casa, tra la dimora quotidiana e quella vacanziera, estiva e domenicale. Avevo sette o forse dieci o meglio tredici anni. Viaggiavamo tutti e sei in una station wagon usata, color verde oliva. A salvarci dall&#8217;epiteto “un carro funebre” era quel pastello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2012/02/passeri.jpg" alt="passeri" title="passeri" width="600" height="325" class="aligncenter size-full wp-image-9232" /></p>
<p>	Contare distrae dal tedio del presente. Così ho imparato, nei viaggi tra casa e casa, tra la dimora quotidiana e quella vacanziera, estiva e domenicale. Avevo sette o forse dieci o meglio tredici anni. Viaggiavamo tutti e sei in una station wagon usata, color verde oliva. A salvarci dall&#8217;epiteto “un carro funebre” era quel pastello militare; “uno”, perché quando si muore, si muore soli, sebbene qualcuno immagini un coro d&#8217;angeli di trombette dotati, pronti ad accoglierlo tra nuvole bianche e fondali di lapislazzuli.</p>
<p>	– “Conta i passeri”, esclamava il genitore, se interrompevo le trasmissioni radiofoniche calcistiche, quel novantesimo minuto che per me pallone-ignorante non arrivava mai. Così contavo i passeri: “Uno, due, tre, quattro, dieci, venti, cento”. Cercavo d&#8217;agguantare in fretta quel cento, numero tondo, cifra perfetta, riassunto scalare di pil e ricchezza, e guadagnarmi una nuova scusa per interrompere la radiocronaca, uguale a se stessa, domenica dopo domenica, inizio estate dopo fine agosto, quando a inseguire la sfera, con l&#8217;ultimo abbacinante caldo, erano gli sfigati della seria b. Questo particolare l&#8217;avevo immediatamente compreso: i campioni giocano d&#8217;inverno; le mezze calzette sono carne da macello, sparate in avanguardia solare.</p>
<p>	I passeri sostavano sui tralicci tra un palo della luce elettrica e il successivo. La schiera di pennuti era tanto maggiore quanto s&#8217;avvicinava l&#8217;ora del tramonto che, coincidenza calcistica e automobilistica, era il momento in cui rincasavamo dopo il fine settimana sui monti. L&#8217;auto correva lungo l&#8217;autostrada, noi correvamo dentro di essa verso una mèta numerica indefinita: una cifra sbagliata di reti della squadra del cuore, un numero non perseguibile di volatili per un bambino affaticato.</p>
<p>	La passione numerologica non m&#8217;ha più abbandonato. Conto i passi camminando, conto gli amanti prima e dopo una scopata – qui il numero m&#8217;appare povero e accusatorio, nonostante aumenti impercettibilmente di volta in volta –, conto gli anni in cui t&#8217;ho creduto, conto i giorni che mi separano dallo stipendio, conto le settimane che mi separano dalle vacanze, conto i minuti che s&#8217;accorciano tra me e un appuntamento, nuovo ed eccitante come una promessa da realizzare, conto i capelli che mi restano e che come i passeri mi stancano alla cifra di cento, conto i centimetri del mio cazzo perché me li domandano un giorno sì e il seguente pure e non sia mai che la mia risposta possa essere meno che precisa, conto le dita ma non conto le mani, perché una non la riconosco più mia, la destra con cui firmo cambiali, conto gli occhi e mi fermo a due, numero primo purché azzurro, freddo e oceanico, dove mi perdo e smarrisco la ragione. Tu. La matematica tradisce, da quando uno più uno fa due e non più una sola entità. Conto i miei anni, per scaramanzia, per non perderne nessuno dentro un fosso di campagna, tra un campo di barbabietole e uno di granoturco. Conto fino a trentasette, conto su di me.
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		<title>Esiste al mondo un piccolo posto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 06:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cecconi]]></category>
		<category><![CDATA[Polis]]></category>
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		<description><![CDATA[Esiste al mondo un piccolo posto, così piccino che sugli atlanti è indicato da un punto nero. Alla voce economia recita &#8220;terziario avanzato&#8221;. Esiste al mondo un piccolo posto e seduto sulla cima del piccolo posto c&#8217;è un uomo solo che non sbaglia mai. Esiste al mondo un piccolo posto dove un uomo solo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/punto-nero.jpg" alt="Punto nero" title="Punto nero" width="600" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-9227" /></p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto, così piccino che sugli atlanti è indicato da un punto nero. Alla voce economia recita &#8220;terziario avanzato&#8221;.</p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto e seduto sulla cima del piccolo posto c&#8217;è un uomo solo che non sbaglia mai.</p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto dove un uomo solo è attorniato da uomini che si dicono sui amici, ma che nascostamente lo canzonano per il suo vezzo di vestire griffato.</p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto dove gli uomini indossano lunghe gonne di cangianti colori e condannano l&#8217;omosessualità.</p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto dove non si pagano le tasse e le bollette dell&#8217;acqua e della luce te la paga il vicino, anche se sta messo peggio del piccolo posto.</p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto che è così bello, pulito, sontuoso, che quasi diresti che il Paradiso è in terra.</p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto dove le donne servono gli uomini e questi comandano. Quando gli chiedono &#8220;Perché?&#8221;, rispondono che &#8220;la donna è nata dall&#8217;uomo&#8221;. Anche se l&#8217;uomo non può generare.</p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto dove ai cittadini è vietato sposarsi e a tutti è vietato divorziare. In quel piccolo posto non esiste né piacere né amore.</p>
<p>Esiste al mondo un piccolo posto che come Atlantide scomparirà: il Vaticano.
<div style="" ><g:plusone  position="append" size="medium" count="true" href="http://www.puta.it/blog/2012/01/29/polis/esiste-al-mondo-un-piccolo-posto/" text="Esiste al mondo un piccolo posto" ></g:plusone></div>
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		<title>Madurai, Meenakshi Sundareswarar Temple</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[India]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Meenakshi Temple è una tale esplosione di forme attorcigliate una sull&#8217;altra, che si elevano in alte torri piramidali: uomini da sei mani, donne con gambe e braccia innaturalmente snodate, buoi, elefanti, vacche, soldati e suonatori, armi e gioielli, dèi e umani; un trionfo di azzurro lapislazzulo, di rosso cardinale, di giallo girasole; luce e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/madurai-meenakshi-temple.jpg" alt="Madurai - Meenakshi Sundareswarar Temple" title="Madurai - Meenakshi Sundareswarar Temple" width="600" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-9223" /></p>
<p>Il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Meenakshi_Amman_Temple" target="_blank">Meenakshi Temple</a> è una tale esplosione di forme attorcigliate una sull&#8217;altra, che si elevano in alte torri piramidali: uomini da sei mani, donne con gambe e braccia innaturalmente snodate, buoi, elefanti, vacche, soldati e suonatori, armi e gioielli, dèi e umani; un trionfo di azzurro lapislazzulo, di rosso cardinale, di giallo girasole; luce e buio s&#8217;alternano aprendo e chiudendo gli spazi, talvolta alti e ariosi, talvolta bassi, cupi, umidi, cavernosi. Una fantasticheria super-meravigliosissima.
<div style="" ><g:plusone  position="append" size="medium" count="true" href="http://www.puta.it/blog/2012/01/27/arti-figurative/madurai-meenakshi-sundareswarar-temple/" text="Madurai, Meenakshi Sundareswarar Temple" ></g:plusone></div>
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		<title>Kanyakumari, finis terrae</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 19:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Treno, destinazione Kanyakumari, gli ultimi 90 km e sarò arrivato alla punta estrema meridionale di quella grande vulva triangolare che i confini geografici e statuali disegnano. Vulva macroscopica e geopolitica e vulva votiva, che m&#8217;apparirà in spiaggia, nelle sembianze di Kanya, la dea vergine, uno degli avatar di Devi, la Grande Dea Madre. Il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/kanyakumari.jpg" alt="Kanyakumari" title="Kanyakumari" width="600" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-9217" /></p>
<p>Treno, destinazione Kanyakumari, gli ultimi 90 km e sarò arrivato alla punta estrema meridionale di quella grande vulva triangolare che i confini geografici e statuali disegnano. Vulva macroscopica e geopolitica e vulva votiva, che m&#8217;apparirà in spiaggia, nelle sembianze di Kanya, la dea vergine, uno degli avatar di Devi, la Grande Dea Madre. Il suo tempio è eretto sulla sabbia, di fronte al mare. Mare, mari, plurale: lo straordinario (che per alcuni si tramuta in sacro) è reso dall&#8217;eccezionalità dell&#8217;incontro tra tre masse d&#8217;acqua: il Mare Arabico, l&#8217;Oceano Indiano, il Mare del Bengala. Sento che me la sono guadagnata questa estremità, dopo tanto scarpinare; sono emozionato: a &#8220;finis terrae&#8221; potrò assistere sia al sorgere del sole dall&#8217;orizzonte marino a est che al tramonto dentro l&#8217;orizzonte marino occidentale. Gli indiani credevano (e alcuni ancora credono) che arrivando a Kanyakumari (che si pronuncia alla francese, con l&#8217;accento sulla i finale) e prendendo il largo in barca, automaticamente abbandonavi la tua religione, la tua casta, la tua vita continentale; una tragedia sociale irrimediabile (ma per alcuni il migliore degli esiti). Gandhi, anche in questa occasione controcorrente, dopo aver predicato per la neonata India l&#8217;abolizione delle caste, chiese che, una volta morto, le sue ceneri fossero disperse lì dove i tre mari si affastellano uno sull&#8217;altro. Così gli amici e i compagni di molte battaglie fecero, quando fu ucciso da un estremista hindu. Un pugno di quelle ceneri sono conservate e deposte nel memoriale a lui dedicato. Sacro e profano sulla stessa spiaggia, religioni e politica s&#8217;affrontano per il dominio dei mari e dei popoli: lo scontro epocale, visto dall&#8217;Europa, sembra volgere decisamente a favore delle prime; osservato da qui, da un paese in movimento, dove si respira l&#8217;energia di moltitudini di persone che tribolano per un futuro concretamente migliore, l&#8217;esito della lotta sembra finalmente sorridere alla politica. Resterò a Kanyakumari fino al 26 gennaio, festa nazionale della Repubblica, per depositare un fiore bianco come il suo &#8220;dohti&#8221; sulla tomba del Mahatma, Grande Anima &#8211; soprannome celebrativo e un filino ironico che Rabindranath Tagore diede al suo amico Gandhi. Entrambi avversari delle caste, Tagore gli rimproverava una paura della modernità e il suo bigottismo sessuale, che lo condusse all&#8217;astinenza. Mi piace l&#8217;ironia affettuosa di Tagore, un razionale impedimento ad elevare al rango di eroe un uomo come tanti, che come pochi seppe indirizzare una nazione immensa verso l&#8217;indipendenza e la democrazia. Leggo spesso che &#8220;gli Stati Uniti sono la più grande democrazia del mondo&#8221;. Cazzate. E&#8217; qui, è l&#8217;India. Un fiore bianco.
<div style="" ><g:plusone  position="append" size="medium" count="true" href="http://www.puta.it/blog/2012/01/24/polis/kanyakumari-finis-terrae/" text="Kanyakumari, finis terrae" ></g:plusone></div>
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		<title>Riflessione discografica balneare</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 12:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fernanda Pivano]]></category>
		<category><![CDATA[Goa]]></category>
		<category><![CDATA[Nick Cave]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Piovani]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/riflessione-discografica-balneare.jpg" alt="Riflessione discografica balneare" title="Riflessione discografica balneare" width="600" height="607" class="aligncenter size-full wp-image-9209" /></p>
<p>Con &#8220;Murder Ballads&#8221;, Nick Cave &#038; The Bad Seeds composero un disco idealmente figlio della &#8220;Antologia di Spoon River&#8221;, che delle poesie di Edgar Lee Masters continuò l&#8217;indagine sulle felicità, sulle irriverenze e sui dolori (soprattutto questi ultimi, dal tragico della violenza pubblica al macabro di quella privata) della povera gente, attingendo al repertorio della tradizione folk insulare, figlia delle storie dei coloni e galeotti inglesi. A mio avviso, uno dei migliori dischi di indie rock mai pubblicati. In Italia &#8211; e ben prima del cantante australiano &#8211; il seme di Masters fu magistralmente raccolto da Fabrizio De Andrè che, con &#8220;Né all&#8217;amore né al denaro né al cielo&#8221;, selezionò alcuni dei testi più evocativi, per adattarli liberamente al concept album che la stessa Fernanda Pivano (traduttrice di Masters) onorò di una quarta di copertina del 33 giri, in cui lodò il disco di De Andrè  per la &#8220;imprevedibile, patetica inventiva nelle rime e nelle assonanze, proprio come nelle poesie dell&#8217;antica tradizione popolare&#8221;. Gli arrangiamenti di Nicola Piovani suonano psicadelici e istrionici.</p>
<p>(Riflessione balneare, figlia delle mie playlist).
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		<title>Zaino</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 09:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cecconi]]></category>
		<category><![CDATA[Vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[1 telo da mare 1 asciugamano 1 cerata anti-pioggia 1 lenzuolo di lino 1 paio di sandali in corda per passeggiare 1 paio di sandali in plastica per la doccia 1 paio di scarpe leggere 1 contenitore conserva vivande (grazie Cinzia) 1 confezione di caffè (arabica) 2 libri (1 romanzo, 1 saggio) 2 guide lonely [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/zaino.jpg" alt="" title="" width="600" class="aligncenter size-full wp-image-9202" height="386"/></p>
<p>1 telo da mare<br />
1 asciugamano<br />
1 cerata anti-pioggia<br />
1 lenzuolo di lino<br />
1 paio di sandali in corda per passeggiare<br />
1 paio di sandali in plastica per la doccia<br />
1 paio di scarpe leggere<br />
1 contenitore conserva vivande (grazie Cinzia)<br />
1 confezione di caffè (arabica)<br />
2 libri (1 romanzo, 1 saggio)<br />
2 guide lonely planet<br />
1 grammatica d&#8217;inglese<br />
1 mini dizionario italiano-inglese e inglese-italiano<br />
1 moleskine (grazie Tomas)<br />
1 sacco a pelo di seta<br />
1 cuscino gonfiabile<br />
1 zanzariera da letto (grazie Rete Laica Bologna)<br />
1 kit medico da far invidia a una Ong (grazie Angela)<br />
1 cappellino<br />
3 calzini fantasmini, 1 calza invernale<br />
4 boxer<br />
1 costume da mare<br />
6 t-shirt, 1 canottiera<br />
2 pantoloncini corti<br />
1 jeans lungo<br />
1 maglione leggero<br />
1 binocolo<br />
1 torcia<br />
1 coltellino multiuso<br />
2 lucchetti<br />
1 kit per l&#8217;igiene personale<br />
1 chiavetta per internet<br />
1 caricabatterie<br />
4 pile ricaricabile<br />
1 adattatore elettrico multistandard<br />
1 reflex digitale<br />
1 computer portatile<br />
1 iphone<br />
1 mini hard disk<br />
2 pacchetti di tabacco
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		<title>Dialettica e laicità in India</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 08:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Polis]]></category>
		<category><![CDATA[Amartya Sen]]></category>
		<category><![CDATA[L'altra India]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;India contemporanea il laicismo, cui la Costituzione della Repubblica indiana indipendente ha dato una formulazione legislativa, è fortemente influenzato dalla storia intellettuale del paese, dalla sua difesa del pluralismo culturale. Una delle conseguenze di questa continuità storica è che il laicismo indiano si differenzia, sia nella forma sia nelle rivendicazioni, dalle versioni occidentali più rigide, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/amartya-sen.jpg"><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/amartya-sen.jpg" alt="Amartya Sen" title="Amartya Sen" width="600" height="399" class="aligncenter size-full wp-image-9197" /></a></p>
<p>Nell&#8217;India contemporanea il laicismo, cui la Costituzione della Repubblica indiana indipendente ha dato una formulazione legislativa, è fortemente influenzato dalla storia intellettuale del paese, dalla sua difesa del pluralismo culturale. Una delle conseguenze di questa continuità storica è che il laicismo indiano si differenzia, sia nella forma sia nelle rivendicazioni, dalle versioni occidentali più rigide, come quella francese, che vieta l&#8217;esibizione di consuetudini o simboli religiosi nelle attività delle istituzioni pubbliche. In effetti ci sono due approcci principali al laicismo: uno mette in primo piano la <em>neutralità</em> fra le diverse religioni, l&#8217;altro la <em>proibizione</em> di ogni associazione religiosa nell&#8217;attività dello Stato. La versione indiana tende a sottolineare la neutralità specifica, non la proibizione generale.</p>
<p><em>L&#8217;altra India</em><br />
La tradizione razionalista e scettica alle radici della cultura indiana<br />
<strong>Amartya Sen</strong></p>
<p>[Due recensioni: <a href="http://www.uaar.it/ateismo/opere/115.html" target="_blank">Uaar</a> | <a href="http://www.filosofiprecari.it/wordpress/?p=623" target="_blank">Filosofi precari</a>]
<div style="" ><g:plusone  position="append" size="medium" count="true" href="http://www.puta.it/blog/2011/11/25/polis/dialettica-e-laicita-in-india/" text="Dialettica e laicità in India" ></g:plusone></div>
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		<title>Bologna, finalmente attivo, sebbene depotenziato, il registro dei biotestamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 17:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cattive notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Cecconi]]></category>
		<category><![CDATA[Polis]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Laica Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Testamento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Parto con questa bella notizia nello zaino: una battaglia che ho portato avanti da tre anni, arriva alla sua positiva conclusione. Finalmente la nostra città avrà il suo registro dei testamenti biologici (Sì, lo so: il comunicato della Giunta dice che tutto nasce da un&#8217;iniziativa del Pd, sebbene non sia vero &#8211; ma sapete anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/spezzare-catene.jpg"><img src="http://www.puta.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/spezzare-catene.jpg" alt="spezzare-catene" title="spezzare-catene" width="600" class="aligncenter size-full wp-image-9192" height="414"/></a></p>
<p>Parto con questa <a href="http://radio.rcdc.it/archives/a-dicembre-partira-il-registro-del-testamento-biologico-91003/" target="_blank">bella notizia</a> nello zaino: una battaglia che ho portato avanti da tre anni, arriva alla sua positiva conclusione.</p>
<p><strong>Finalmente la nostra città avrà il suo registro dei testamenti biologici</strong> (Sì, lo so: il comunicato della Giunta dice che tutto nasce da un&#8217;iniziativa del Pd, sebbene non sia vero &#8211; ma sapete anche voi come son fatti questi partiti&#8230; si attribuiscono spesso dei meriti che hanno invece solo parzialmente e si &#8220;dimenticano&#8221; degli altri, di chi ha fatto il lavoro duro; non è simile alla proposta della <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com" target="_blank">Rete Laica</a>, però nel frattempo è intervenuta quella pessima circolare della fascista Roccella a complicare le cose. Meglio questo di niente e avevamo atteso fin troppo. Ora c&#8217;è e cittadini potranno usarlo). </p>
<p><strong>Ciò detto, queste son soddisfazioni!</strong></p>
<p>[Qui il mio pezzo per <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/23/registro-biotestamenti-soluzione-deludente/172605/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a>].
<div style="" ><g:plusone  position="append" size="medium" count="true" href="http://www.puta.it/blog/2011/11/23/polis/bologna-finalmente-attivo-sebbene-depotenziato-il-registro-dei-biotestamenti/" text="Bologna, finalmente attivo, sebbene depotenziato, il registro dei biotestamenti" ></g:plusone></div>
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