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La sigla di Gender Bender 2011

Gender Bender 2011 - Sigla video

Il bellissimo video della sigla di quest’anno. Il merito è tutto di Fabio Fiandrini.

L’uomo giusto

Nichi Vendola alla manifestazione di Sel in Piazza Navona, 01.10.2011

Grazie a Elena Tagliani, che ha pubblicato il discorso integrale sul suo canale YouTube, ho potuto rivedere l’intervento di Nichi Vendola alla manifestazione organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà in Piazza Navona.

Ascoltatelo, perché lui è l’uomo giusto di cui questo Paese ha bisogno come Presidente del Consiglio. Capace di scegliere e non mediare al ribasso tra le spinte clericali vaticane e quelle, altrettanto poderose, dei paraculo confindustriali.

Italian guy and his trip to Malta

Italian guy and his trip to Malta

Tre simpaticissimi video sulle peripezie che possono succedere a un viaggiatore italiano in quel di Malta…

Biotestamento: prima che sia troppo tardi

Testamento biologico. Liberi di scegliereIl 5 luglio (a meno che non ci siano ulteriori slittamenti) la legge crudele e liberticida contro il testamento biologico tornerà all’esame della Camera dei Deputati.

In previsione e quasi in concomitanza con la discussione parlamentare la UAAR – Unione deli Atei e degli Agnostici Razionalisti lancia la campagna Liberi di scegliere.

La campagna è così sinteticamente presentata:

“La Chiesa Cattolica, il Popolo della Libertà, la Lega Nord, l’UDC, l’API, i Popolari del Partito Democratico vogliono una legge che nega valore alla volontà dei cittadini e ai loro testamenti biologici. E prima che sia troppo tardi, prima che l’ennesima calendarizzazione parlamentare del ddl Calabrò si possa concludere con la sua conversione in legge, l’UAAR invita tutti coloro che non sono d’accordo a diffondere il video” di protesta e a scrivere ai gruppi parlamentari.

Dunque, bambine mie, condividete il video e scrivete le vostre email di protesta (le info su come fare son qui).

[Invita gli amici con l'evento su Facebook]

Bioetestamento: “Io non costringo, curo”

Io non costringo, curoParte la controffensiva della Cgil sul biotestamento, a poche settimane dall’approdo in aula alla Camera, il prossimo 21 febbraio, della legge voluta dalla maggioranza per regolare il tema. Un testo contro cui, da oggi, girerà un appello del sindacato per tentare di “bloccarne” l’approvazione.

“Io non costringo, curo”: è lo slogan scelto dalla Fp-Cgil e dalla Fp-Cgil Medici per promuovere l’iniziativa, presentata oggi a Roma insieme al senatore Pd, nonché noto chirurgo specializzato in trapianti, Ignazio Marino che, con l’oncologo Umberto Veronesi, è stato uno dei primi dieci firmatari. Fra gli altri, Amato De Monte, responsabile della equipe medica che due anni fa ha interrotto alimentazione e idratazione ad Eluana Englaro, la neurologa Daniela Tarquini, Pierino Di Silverio, presidente della Federspecializzandi.

“Faremo iniziative negli ospedali e nelle università per promuovere l’appello” – ha detto Rossana Dettori, segretario generale della Fp-Cgil. “Poi lo gireremo a tutti i parlamentari, chiederemo ai gruppi politici un incontro. Questa legge è sbagliata, bisogna dire stop all’attacco ai diritti e alle libertà dei cittadini. Vogliamo che i medici facciano sentire la loro voce contro questo accanimento terapeutico”.

Il disegno di legge prevede che l’interruzione di idratazione e alimentazione non possano essere oggetto di testamento biologico. “Ma il 77% degli specialisti è già pronto a disobbedire e il 78% dei cittadini dice che vuole libertà di scelta” – ha detto Marino. “Il punto non è se si è credenti o meno, ma se si vuole riconoscere alle persone il diritto di esprimere un consenso rispetto alle terapie che gli verranno somministrate. Purtroppo la politica tratta questi temi come se i cittadini fossero sudditi e non elettori. Spero che in Parlamento ci sia un ripensamento”.

L’appello è chiaro e si apre così: “I medici e gli operatori sanitari non vogliono una legge che costringa a mantenere in vita con tecnologie straordinarie o sproporzionate chi ha deciso di rifiutarle in modo consapevole”. Il testo ricorda che la legge che si voterà in Parlamento viola “la Costituzione e la deontologia professionale che garantiscono il rispetto della volontà dell’individuo sulle terapie da effettuare”. | Fonte DIRE

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I promotori dell’appello ha realizzato anche due bellissimi spot, che v’invito a condividere.

Italia, a che punto siamo con la fecondazione medicalmente assistita?

Per il mio blog Esilio laico sul sito del Cassero ho scritto un post che aggiorna i lettori sulla situazione italiana in merito alla fecondazione medicalmente assistita.

Approfitto di questa segnalazione per ricordare che anche CurrentTV Italia ha dedicato all’argomento un’interessante inchiesta.

Un canto d’amore

Fotogramma da "Un chant d'amour" di Jean GenetSiamo nel pieno delle feste natalizie e dunque desidero regalare qualcosa di bello e di raro ai miei cinque lettori.

Grazie alla rete, è possibile godersi per intero (dura circa 25 minuti) l’unico film di Jean Genet: Un chant d’amour.

Colpito più volte da forti tagli censori, perché tacciato di pornografia, e circolato solo in proiezioni private od alternative, è uno dei capisaldi del cinema gay.

Dalla recensione di Vincenzo Patanè per CulturaGay:

Muto ed in bianco e nero, il film è stato girato in economia e con discrezione (gli stessi nomi dei personaggi e degli attori sono particolarmente vaghi). Il fatto che sia ambientato in una prigione lo rende più che mai autobiografico (come del resto tutta la sua opera), una lirica e sensuale proiezione dell’immaginario fantastico di Genet. Ma è altresì il trionfo visivo di ogni immaginario omosessuale, in cui amore e violenza, sesso e poesia si mescolano potentemente, in un insieme di immagini riunite analogicamente (e talvolta alogicamente) con grande libertà, quasi un universo simbolico a sé stante. E’ un amore lirico nel sogno del tunisino, la sua fuga nei campi con il suo oggetto del desiderio, o i fiori di melo finalmente ghermiti; ma è un amore che si confronta con la violenza – il secondino che frusta e forse violenta il tunisino – e con il sesso, mai esplicito ma evidente in tanti simboli (la pistola nella bocca o la cannuccia con il fumo alludono ad una fellatio) e nella nudità dei personaggi, i cui corpi sono sfolgoranti di sensualità. Il film si realizza in realtà soprattutto sul piano delle immagini e degli sguardi: immagini di corpi avvinghiati in marcati controluce, che ricordano le foto di Platt Lynes, e di sguardi rubati all’intimità dei prigionieri che lo spettatore, più voyeur dello stesso secondino, riesce a spiare.

Con questi dirigenti non vinceremo mai

Un profetico Nanni Moretti, da riascoltare dopo l’omicidio delle primarie da parte della dirigenza del Partito Democratico.

Per la cittadinanza onoraria della città di Bologna a Beppino Englaro

Un momento dell'incontro con Englaro

Un momento dell'incontro con Englaro

La Rete Laica Bologna ha proposto alle forze politiche e a tutta la popolazione del capoluogo di sostenere e approvare la proposta di cittadinanza onoraria della città di Bologna a Beppino Englaro.

Nel documento presentato leggiamo che

In questi anni Beppino Englaro è divenuto un simbolo, forse suo malgrado. Il simbolo migliore di un Paese che fatica a ritrovare il senso dello stato di diritto; il simbolo chiaro di un Paese che soffre eppure non si arrende; il simbolo dell’Italia che crede alla laicità, alla libertà, all’autodeterminazione degli individui. Beppino Englaro è divenuto il simbolo di un Paese che crede al rispetto e che disprezza l’arroganza dei potenti sui deboli, sugli ultimi, sui semplici cittadini. [...] Proponiamo la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro perché, attraverso questo atto prestigioso, si possa sostenere con maggior forza l’articolo 32 della Costituzione, laddove i padri e le madri costituenti hanno voluto scrivere inequivocabilmente che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Durante l’incontro organizzato in città con Beppino Englaro per discutere di testamento biologico, la proposta è stata resa pubblica. Di seguito il servizio del TG3 Emilia-Romagna e di Radio Città Fujiko, che ringrazio.

Non giacerai con maschio come con la femmina

Una vignetta di Altan

Una vignetta di Altan

Questo post parla delle “terapie riparative” e delle organizzazioni contigue alla Chiesa Cattolica che le promuovono.

Chiariamo subiti quali sono i presupposti teorici (e anti-scientifici, argomento che tratterò più avanti) delle cosiddette “guarigioni”: questi “terapisti” predicano che esiste solo l’eterosessualità e che l’omosessualità è un problema medico e/o la devianza psicologica di un “eterosessuale latente”.

Il background culturale in cui si sono innestate queste organizzazioni è quello della condanna umana e sociale dell’omosessualità, che la Chiesa Cattolica diffonde ogni giorno. Questo terreno fertile affonda le sue radici nella Bibbia, in particolare in un libro dell’Antico Testamento, il Levitico, laddove leggiamo che “non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio” (18,22) e che “se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (20,13). Lo stesso Levitico condanna come abominio i tatuaggi, mangiare i crostacei e radersi; andrebbe infatti letto con spirito critico e capace di calarlo nel tempo in cui stato scritto, con un approccio storico.

Da quelle cinque frasi, la Chiesa Cattolica ha elaborato, nel corso dei secoli, un florilegio di prescrizioni sessuofobiche e dense di stigma sociale verso le persone omosessuali. Posizioni mai disconosciute.

Saverio Tommasi s’è infiltrato in un “gruppo di guarigione” ospitato in un convento e ne ha tratto un’illuminante inchiesta video, disponibile a questo indirizzo. L’inchiesta è stata presentata su Arcoiris TV.

L’Ordine Nazionale degli Psicologi ha condannato le “terapie riparative”, con queste chiare motivazioni scientifiche: “Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri, e quindi nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. E’ evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona“. L’ultimo grassetto è mio.

La posizione dell’Ordine è particolarmente importante ed stata approfondita da un’altra inchiesta di Saverio Tommasi.

In Italia esistono due organizzazioni, appoggiate dal Vaticano, che s’incaricano di “guarire” l’omosessualità dei “pazienti” che si rivolgono loro. Sono Agapo e il Gruppo Lot. Se leggete qualche volontino o altro che ne reclamizza le attività, non esitate a denunciarli, rivolgendovi alle associazioni lgbt a voi più vicine, che potranno contattare, grazie alla vostra testimonianza, l’Ordine regionale degli psicologi.

Anche l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha infatti duramente condannato le “terapie riparative” e, in questa recente occasione, ha realizzato una video-intervista a Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay.

Morale della favola: infinocchiatevi e non fatevi raggirare da chi vuol trasformare una condizione personale che, come tutte le condizioni, regala gioia se vissuta con consapevolezza, in un “peccato”, una “perversione”, una “malattia”.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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