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Gmail is down

Gmail

Anni ’70, Cortina d’Ampezzo. Entro in una banca, devo versare dei soldi. Tanti soldi, blocchetti di banconote, alte e larghe, paiono buoni del tesoro ingialliti. Mi accorgo che le donne che vi lavorano sono divise in due categorie: quelle belle stanno alle casse, a contatto col pubblico; quelle brutte negli uffici retrostanti; le seconde comandano. Capigliature odorose di lacca, completi compassati, colori pastello. Improvvisamente constato che ciò che osservo è un “déjà vu”, che quella sensazione di estraniamento era dovuta all’immersione in un tempo passato. Mi ritrovo ancora negli stessi locali, nella stessa banca, trent’anni dopo. Attorno a me mobili diversi, nuove impiegate, ancora separate dall’estetica. Non dico nulla, non faccio nulla, non so perché sono lì, nella filiale della banca, sulle Alpi. Esco. Cammino sotto un portico, file di negozi di lusso, altoparlanti agli angoli delle volte del soffitto. Mi sorpassano signore con barboncini, uomini allampanati, lampadati, pelle nocciola. Dalle casse acustiche esce la voce – blesa, inceppata, carica di disprezzo – del sindaco/badessa. Dice: “Gmail is down… Si avvisa che Gmail is down”. So perché lo so, senza spiegazioni, che siamo di fronte a un evento catastrofico, che avrà ripercussioni in ogni angolo del pianeta: password rubate, conti correnti svaligiati, economie abbattute, famiglie sul lastrico, governi in esilio, colpi di stato per proteggere l’unità della nazione. Quale nazione. La voce del sindaco/badessa continua monotona, senza preoccupazione; per questi abitanti c’è sempre una via di salvezza. So perché lo so, senza spiegazioni, che un gruppo di hacker russi ha sequestrato, torturato e ucciso un importante programmatore del software che permette il funzionamento delle mail di mezzo mondo. Gli hanno carpito la parola chiave per accedere al sistema. Sulla pagina d’accesso fanno bella mostra di sé immagini pornografiche di pochi byte. Non stupiscono per la loro oscenità, quanto piuttosto per la bassa risoluzione. Sembrano rimandare a un secolo che non c’è più, oscenità rivoluzionaria del Novecento. Cortina d’Ampezzo non è più Cortina d’Ampezzo ma è sempre montagna, trasfigurata in Monteacuto Ragazza, borgo contadino di Grizzana Morandi, casa mia, casa di mia madre, casa dei miei nonni e, prima di loro, dei miei bisnonni e bis-bisnonni. Il tempo si distende. Continua il pericolo, la minaccia da collettiva è diventata personale. Sono inseguito. Chi è inseguito scappa. Fuggo. A inseguirmi è un vecchio amico, abbiamo passato assieme decine di lunghe, tormentate, noiose estati. L’impossibilità di usare la propria mail trasforma gli utenti in dannati, zombie. Se mi prende mi divorerà, non esistono dubbi. Non voglio ucciderlo. So perché lo so, senza spiegazioni, che sarà sufficiente accecarlo, impedirgli di visualizzarmi. Recupero un cacciavite, mi faccio coraggio, lo attendo nascosto. Gli cavo gli occhi, tirandogli la testa all’indietro come se dovessi sgozzarlo. I bulbi oculari rotolano via con un burp liquido, due fili di sangue come lacrime rosse scorrono sulle sue guance. Lo ammiro, inginocchiato sull’asfalto, e penso: “C’è della poesia in ciò che ho fatto”. Mi sveglio. Controllo la email. Cancello lo spam. La banca m’avvisa che il mio più recente estratto conto è disponibile online.

Malta, le app del viaggiatore

Malta, le app per iPhone / iPad / iPod Touch

Possedete un iPhone o un iPad o un iPod Touch? Ecco le applicazioni che non dovrebbero mancare dal dispositivo del viaggiatore in visita a Malta.

Visit Malta è invece la app ufficiale del Ministero del Turismo, che offre una descrizione delle varie zone dell’isola e delle città, un “libro dei fatti”, una guida alle attività possibili, una mappa con oltre 1.000 punti d’interesse. La si può usare anche senza essere connessi a internet.

Infine non potete non installare la app Valletta Map & Walking Tours, che mette a disposizione vari itinerari da seguire passo dopo passo nella capitale: una passeggiata per “i palazzi storici”, una per “le architetture classiche”, una per i “luoghi di riferimento de La Valletta”, una per le chiese e i luoghi di culto, una per i musei, una per lo shopping, una per i divertimenti serali. Il tutto corredato di mappe e della funzione di rintracciamento via GPS.

Sono scaricabili gratuitamente.

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Se non avete o non volute usare l’iPhone, almeno la (mia preferita) guida prendetela.

Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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