Archivi per la categoria ‘Sergio Lo Giudice’
Generatore automatico di liste di outing

In ossequio alla moda berlusconiana di sconfiggere gli avversari gettando fango nelle macchine della comunicazione mass-mediatica, produco una nuova lista di omofobi repressi e di criptochecche fasciste.
Tanto quanto quella più famosa, si tratta di un elenco di dieci nomi e nulla più. Una lista della spesa che ha meno valore della carta su cui è vergata. Ma a tanti sembrerà un atto rivoluzionario, sufficiente senza dubbio a soddisfare la sete di diritti e di giustizia.
Dunque, bando alle ciance e si dia inizio alla gogna.
LA MIA LISTA
- Khnumhotep e Niankhkhnum, professione prima coppia gay della storia (Antico Egitto)
- Socrate, professione filosofo
- Alessandro Magno detto Il Grande, professione conquistatore di popoli
- Publio Elio Traiano Adriano detto Adriano, professione imperatore di Roma
- Benvenuto Cellini, professione scultore
- Michelangelo, professione pittore
- Rolandino Roncaglia, professione vittima della Santa Inquisizione
- Virgilio, professione poeta
- Giovanni Maria Ciocchi Del Monte detto Papa Giulio III, professione pontefice
- Maurizio Cecconi, professione bibliotecario
Ps: se avete dei nomi da aggiungere, lasciate un commento.
LA LISTA DI GIANMARIO
- Modest Petrovic Musorgskij, professione compositore russo
- Francesco Algarotti, professione filosofo
- Rosi Bindi, professione presidente del Partito Democratico
- Leonardo Da Vinci, professione genio
- Sergio e Bacco, professione Santi cattolici e omosessuali
- Virgina Wolf, professione scrittrice
- Gus & Valdo, professione pinguini
LA LISTA DI SERGIO
- Robin di Batman, professione supereroe
- Gustav von Aschenbach, professione compositore innamorato
- Eleanore Roosevelt, professione first lady
- Cristiano Malgioglio, professione autore
- Imma Battaglia, professione lesbica
- Giovan Battista Montini, professione pontefice
- Teletubbies, professione divi TV
- Jóhanna Sigurðardóttir, professione premier
- Zeus, professione dio
- Priscilla, professione regina del deserto
LA LISTA DI PAOLO
- Paperoga
- La dea Kalì
- Pollon
- Franco Grillini
- Wallis Simpson
- Platinette
- La signora Carmelina mia vicina di casa
- Elsa Maxwell
- Pippo (ma forse è bisex)
- Boy George
LA LISTA DI MASSIMILIANO
- Quattrocchi, professione puffo
- Marguerite Yourcenar, professione scrittrice
- Joerg Heider, professione politico di ultradestra
- Big Jim, professione pupazzo della Mattel
- Francis Bacon, professione pittore
- Pier Vittorio Tondelli, professione scrittore
- Gianna Nannini, professione rockstar
- Franco Quadri, professione critico teatrale
- Arthur Rimbaud, professione poeta
- Rock Hudson, professione attore
LA LISTA DI PAOLO
- Dario Bellezza, professione poeta
- Francesco Caracciolo, professione attore
- Anselmo Cadelli, attivista
- Karl Heinrich Ulrichs, professione giurista
- Vinicio Diamanti, professione attore
- Peter Boom, professione attore e cantante
- Bernardino Del Boca, professione scrittore
- Terry Helbing, professione scrittore
- Reinaldo Arenas, professione scrittore
- Doriano Galli, attivista
LA LISTA DI MORIS
- Patty Bouvier, professione cognata di Homer Simpson
- Claudette Colbert, professione attrice
- Cookie, l’anatra del mio vicino
- Ernesto Luigi d’Assia, granduca d’Assia dal 1862 al 1918
- Kelly McGillis, professione attrice
- Isabella di Borbone Parma e la cognata Maria Cristina d’Austria
- Midori Hayakawa, amica di Mimì Ayuhara
- Harvey Milk, militante per i diritti civili
- Mickey Mouse, la velata della Disney
- Moris Ronchetti, assistente contabile
LA LISTA EGO-OUTING DI STEFANO
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
- Stefano Bolognini
LA LISTA DI AMBRA
- Wonder Woman
- La mamma di Wonder Woman
- Qui
- Quo (bisex)
- Giuni Russo
- Gianni Sperti
- Ida Maria (cantante norvegese)
- Jonsi (cantante islandese)
- Nilla Pizzi
- Il panettiere sotto casa mia
Non giacerai con maschio come con la femmina
Chiariamo subiti quali sono i presupposti teorici (e anti-scientifici, argomento che tratterò più avanti) delle cosiddette “guarigioni”: questi “terapisti” predicano che esiste solo l’eterosessualità e che l’omosessualità è un problema medico e/o la devianza psicologica di un “eterosessuale latente”.
Il background culturale in cui si sono innestate queste organizzazioni è quello della condanna umana e sociale dell’omosessualità, che la Chiesa Cattolica diffonde ogni giorno. Questo terreno fertile affonda le sue radici nella Bibbia, in particolare in un libro dell’Antico Testamento, il Levitico, laddove leggiamo che “non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio” (18,22) e che “se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (20,13). Lo stesso Levitico condanna come abominio i tatuaggi, mangiare i crostacei e radersi; andrebbe infatti letto con spirito critico e capace di calarlo nel tempo in cui stato scritto, con un approccio storico.
Da quelle cinque frasi, la Chiesa Cattolica ha elaborato, nel corso dei secoli, un florilegio di prescrizioni sessuofobiche e dense di stigma sociale verso le persone omosessuali. Posizioni mai disconosciute.
Saverio Tommasi s’è infiltrato in un “gruppo di guarigione” ospitato in un convento e ne ha tratto un’illuminante inchiesta video, disponibile a questo indirizzo. L’inchiesta è stata presentata su Arcoiris TV.
L’Ordine Nazionale degli Psicologi ha condannato le “terapie riparative”, con queste chiare motivazioni scientifiche: “Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri, e quindi nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. E’ evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona“. L’ultimo grassetto è mio.
La posizione dell’Ordine è particolarmente importante ed stata approfondita da un’altra inchiesta di Saverio Tommasi.
In Italia esistono due organizzazioni, appoggiate dal Vaticano, che s’incaricano di “guarire” l’omosessualità dei “pazienti” che si rivolgono loro. Sono Agapo e il Gruppo Lot. Se leggete qualche volontino o altro che ne reclamizza le attività, non esitate a denunciarli, rivolgendovi alle associazioni lgbt a voi più vicine, che potranno contattare, grazie alla vostra testimonianza, l’Ordine regionale degli psicologi.
Anche l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha infatti duramente condannato le “terapie riparative” e, in questa recente occasione, ha realizzato una video-intervista a Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay.
Morale della favola: infinocchiatevi e non fatevi raggirare da chi vuol trasformare una condizione personale che, come tutte le condizioni, regala gioia se vissuta con consapevolezza, in un “peccato”, una “perversione”, una “malattia”.
28 Giugno 1982. Amarcord
Lunedì 28 Giugno scorso era il 28° compleanno del Cassero.
Il 28 Giugno 1982 infatti il Comune di Bologna assegnò al “Circolo XVIII Giugno” (poi divenuto “Il Cassero”) i locali di Porta Saragozza. Era la prima volta in Italia che un’amministrazione pubblica riconosceva e sosteneva un’associazione omosessuale. I gay e le lesbiche, i/le trans e i/le bisessuali ne entrarono in possesso dopo un pacifico corteo per le vie della città.
Una televisione olandese realizzò un bel servizio, intervistando l’allora sindaco Renzo Imbeni e Beppe Ramina, attivista del “Circolo XVIII Giugno”. Il servizio proseguiva con un’intervista a un’attivista, che spiegava “l’essere trans”.
Visto che sono in vena di ricordi, pubblico anche il servizio del TG3 Emilia-Romagna del 20 Dicembre 1999, quando l’ingresso Cassero a Porta Saragozza fu murato nella notte e trovammo la simpatica scritta: “Si entra da dietro”. Il commento politico dell’evento fu affidato a Sergio Lo Giudice e a Franco Grillini.
Afferma un amico che i primi due video testimoniano “l’arte di sapersi raccontare. L’unica vera pratica efficace in politica, quella che forse abbiamo perso, precludendoci tante conquiste”.
Guardiamoli e riprendiamo a raccontarci.
(Grazie al Centro di Documentazione dell’Arcigay “Il Cassero”)
Regione Emilia-Romagna. I matrimoni civili sorpassano quelli religiosi, aumentano le coppie di fatto
La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i dati – a cura dell’ufficio statistiche – relativi ai matrimoni nel 2008.
Si delinea il quadro di una società ampiamente secolarizzata: i matrimoni civili sorpassano quelli religiosi e aumentano le coppie di fatto.
La politica ha recentemente fatto fronte ai cambiamenti della società emiliano-romagnola, estendendo l’accesso ai servizi sociali anche le coppie di fatto.
Su questo tema (e alla luce di questi dati) è importante far di più e di meglio. Per esempio, essendo la Regione, in base al Titolo V della Costituzione, responsabile dell’organizzazione sanitaria, potrebbe da subito sancire che le porte degli ospedali siano aperte ai partner conviventi. E’, questa, una misura di umanità che rientra nel “minimo sindacale”.
La proposta, lanciata dal democratico Sergio Lo Giudice e dalla Rete Laica Bologna, dovrebbe essere raccolta dalle associazioni lgbt, fatta propria e presentata al nuovo Assessore alla Sanità, Carlo Lusenti.
Obama docet.
Bologna, accordo PD-UDC in vista

Berlusconi, Bologna, il PD e il testamento biologico

Bologna. Lo Giudice eletto all’unanimità capogruppo PD in Comune
Il Resto del Carlino, 8 Luglio 2009
E’ Sergio Lo Giudice, area DS-Arcigay, il nuovo capogruppo del PD in Comune. E’ stato eletto all’unanimità durante la riunione dei neo consiglieri del PD. Marco Lombardelli, uomo del segretario regionale Salvatore Caronna, si era sfilato dalla gara. Forse per essere più libero di dedicarsi alla stagione dei congressi? Per ora il suo nome è stato abbinato alla carica provinciale, che si rinnova in primavera. Dopo l’elezione di Lo Giudice, il segretario Andrea De Maria ha detto: “Si tratta di una persona di capacità ed esperienza. E’ una scelta di grande qualità di cui sono molto contento. A lui faccio a nome di tutto il PD i migliori auguri di buon lavoro”. Nella riunione, su proposta dello stesso De Maria, il gruppo ha dato mandato a Lo Giudice di presentare alla prima seduta a Palazzo d’Accursio la candidatura di Maurizio Cevenini a presidente del Consiglio comunale.
[Scarica la rassegna stampa]

Bologna. Capogruppo PD, veto dei cattolici su Lo Giudice
Silvia Bignami, La Repubblica, 07 Luglio 2009
Tra le proteste degli esclusi dalla giunta e il malumore dei cattolici si apre stasera in via Rivani la corsa alla poltrona di capogruppo del PD a Palazzo D’Accursio. Con gli ex Margherita pronti a mettere in campo un loro nome – si parla di Paolo Natali – per bilanciare lo strapotere degli ex Ds in giunta. E scongiurare l’ipotesi che a spuntarla sia Sergio Lo Giudice, ex presidente Arcigay che, secondo gli ex DI, potrebbe difficilmente sintetizzare le posizioni di un gruppo con ben 8 cattolici su 24. “Mi aspetto che si scelga una persona adatta a un ruolo così delicato” dice l’ex DI Lina Delli Quadri. “Il capogruppo deve essere capace di mediare tra le anime del gruppo” sottolinea Teresa Marzocchi. Mentre Daniela Turci, pure lei ex Dl, si sofferma “sullo sbilanciamento della giunta a favore dell’area ex Ds”. E, riferendosi all’altro uomo in pole, Marco Lombardelli (fedelissimo di Salvatore Caronna) chiede “una discussione vera, senza decisioni già prese, altrimenti non c’è democrazia”. Amarezza anche da Giuseppe Paruolo. L’ex assessore senza più incarichi assicura che non si candiderà a capogruppo, ma si sfoga suo blog, pubblicando le lettere di chi lo avrebbe voluto in giunta: “Il merito di chi ha lavorato bene – è il commento di Paruolo – ha un peso decisamente inferiore ad altre logiche interne al mondo politico”. Più di lui fa Giuseppe Pinelli che ieri ha consegnato il suo curriculum a Flavio Delbono autocandidandosi assessore alla Sanità. Mentre l’opposizione punta il dito contro lo staff del nuovo sindaco, dal capo di gabinetto Giuseppe Cremonesi al portavoce Luca Molinari: “Sono “estranei”. Lavorano a Palazzo D’Accursio anche se non hanno ancora il contratto. A che titolo?” chiede Lorenzo Tomassini del PDL.
[Scarica l'articolo]

Bologna. Lo Giudice capogruppo PD in consiglio? “Non ha la stoffa”
Gara a due per il capogruppo
In pole position due ex Ds: Sergio Lo Giudice e Marco Lombardelli
L’informazione di Bologna, 5 Luglio 2009
Potrebbe essere una corsa a due quella che porta alla scelta del capogruppo PD in consiglio comunale a Bologna. A giocarsi il ruolo sono infatti due ex Ds: Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay e Marco Lombardelli, ex coordinatore cittadino dei Democratici di sinistra a Bologna. Ma in queste ore circolano anche i nomi di Emilio Lonardo, Giuseppe Paruolo, Teresa Marzocchi e Francesca Puglisi. Dal partito però si accredita la tesi che la nomina riguarderà un eletto di area ex Ds, tagliando dunque fuori Paruolo, Marzocchi e Puglisi (queste ultime, tra l’altro, alla prima esperienza in Consiglio Comunale). Lonardo, invece, potrebbe defilarsi per scelta personale. Martedì prossimo la truppa dei consiglieri si riunirà in serata nella sede PD di Via Rivani, insieme al segretario provinciale Andrea De Maria, per fare il punto della situazione. “Non sarà decisiva sulle cariche – prevede però uno dei democratici eletti a Palazzo d’Accursio – perché bisognerà sentire prima anche il sindaco, Flavio Delbono”, con il quale la data della riunione del gruppo “non è stata concordata”. In pole position, comunque, restano Lombardelli e Lo Giudice, anche se dentro il PD e persino tra i dirigenti del partito, qualcuno ritiene che Lo Giudice “non abbia le caratteristiche del leader”. Del resto, si sottolinea nel PD, “questo non sarà un gruppo consigliare facile da gestire, perché composto da forti individualità”. Dunque, serve una guida che “non solo sappia mediare, ma anche imporsi”. Ancora in alto mare, invece, la scelta dei presidenti delle commissioni consiliari, che potrebbe concretizzarsi la prossima settimana.
[Scarica la rassegna stampa]

Cassero Magazine Luglio / Agosto 2009
L’analisi del voto delle recenti elezioni amministrative tenutesi in città è affidata a Bruno Pompa, con un editoriale confuso, che identifica nella pluralità di candidati/e lgbt un difetto piuttosto che una ricchezza. L’analisi proposta è palesemente lontana dalla realtà quando afferma che la pluralità di candidati gay e lesbiche “non ha portato a risultati migliori in termini di visibilità dei nostri temi”. Evidentemente, Pompa non legge i giornali né s’informa in rete (e cito solo un’iniziativa; ce ne sono state molte altre durante la campagna elettorale che mi ha visto tra i candidati gay più attivi e presenti). Resta dunque un mistero la scelta di affidare a chi ignora il dibattito cittadino il compito di esprimere il punto di vista dell’associazione. Un punto di vista vecchio come il mondo: mettersi all’ombra del potere politico, laddove, imbrigliati dalle logiche di partito, si parla di tutto fuorché dei diritti delle persone omosessuali. Lo ammetto: sono molto deluso. Da quella che è anche la mia associazione, mi aspettavo un riconoscimento della generosità e dell’impegno con cui in diversi abbiamo sostenuto le nostre battaglie di laicità e di civiltà. Mala tempora currunt.
[Scarica Cassero Magazine ; 74 MB]



