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Archivi per la categoria ‘Pride’

Rassegna stampa sull’outing cialtrone, ovvero fotografia d’un disastro

L'Unita del 24-09-2011

Rassegna stampa odierna sullo svelamento cialtrone e all’italiana, ovvero senza prove e anonimo.

I giornali che ho recuperato li potete scorrere il questa gallery o scaricare in formato zip.

Resta da chiedersi: chi paga per questa operazione che ha come raziocinio la volontà d’apparire di un singolo e non l’interesse comune?

Risposta: paga tutto il movimento lgbt.

Soluzione: isolare isolare isolare.

Un laico “antipasto” a Radio Città Fujiko

Radio“L’antipasto”, trasmissione di approfondimento di Radio Città Fujiko, mi ha intervistato e ha reso disponibile il file audio.

S’è parlato di Europride Roma 2011, dell’omofobia e di come contrastarla, del referendum sui finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole private cattoliche, del registro dei testamenti biologici.

Buon ascolto!

Quel nostro bisogno di lobby

Una comoda poltrona rossa

Una comoda poltrona rossa

Sono tempi di lobby. Abbiamo la P2 poi diventata P3, abbiamo “Il Giornale”, che si muove con la stessa eleganza e deontologia professionale della National Rifle Association, sebbene rispetto a quest’ultima, al posto delle pallottole preferisca usare la fanghiglia, per colpire tutti i nemici di Berlusconi. Ultima arrivata, dopo anni di felice connubio col premier, Emma Marcegaglia, a capo di un’altra potente lobby: la Confindustria. Non desidero entrare nel merito della deriva panamense della politica italiota, bensì riflettere sulle lobby.

Ripartendo, prima di tutto, da cos’è una lobby. Secondo Pier Luigi Petrillo1 “il fenomeno lobbistico si inquadra in un contesto de-ideologizzato, pertanto l’adesione o la presa di contatto con un gruppo di interesse non implica di per sé coincidenza a una generalizzata, o ideologica, visione del mondo ma si concretizza in un supporto a singole e specifiche negoziazioni con le istituzioni” [il grassetto è mio]. Dunque, in altre parole, una lobby è un gruppo di pressione interessato a far sì che specifiche problematiche trovino una (per la lobby) soddisfacente soluzione legislativa.

Ecco che qui la mia riflessione diverge rispetto a quella della maggior parte del movimento lgbt italiano, dove “lobby” è una parola sacra, portatrice di virtù taumaturgiche, invocata ad ogni congresso di tante importanti associazioni. E’ notizia di questi giorni che è nata l’ennesima lobby lgbt, che vorrebbe persino coinvolgere la Chiesa Cattolica nella battaglia per i diritti civili (per la serie, “m’è cresciuta questa idea favolosaaaaaaa! l’intendenza con l’avversario: che ne pensi? non è super? yuhhhhh”).

Le nostre rivendicazioni politiche non possono essere assimilate a delle “singole e specifiche negoziazioni”. Al contrario, le nostre proposte all’Italia sono di carattere generale: investono infatti l’idea che la società ha di se stessa. Necessitano dunque, per diventare realtà, di un movimento che sovverta alla radice gli schemi culturali di lettura. Necessitano di una critica demolitrice delle idee di “minoranza” e di “tolleranza” e di “identità sessuale data”. Necessitano di creare consenso attorno alla convinzione che solo il pieno riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e della dignità delle persone lgbt può sanare la ferita inferta al principio di uguaglianza, sociale e giuridica, posto alla base della nostra Costituzione repubblicana.

Serve un lungo lavoro ai fianchi della società, in grande parte già compiuto (pensiamo alle differenze enormi tra l’Italia del boom e la visibilità lgbt odierna). Lavoro che abbiamo però assai affievolito in questi ultimi dieci anni, che abbiamo drenato di risorse intellettive, convinti che la formazione ideale è quella a “testa d’ariete” dentro i partiti, dentro le istituzioni.

Non è così. Temo che questa convinzione mascheri l’assenza di un progetto politico, di un’idea d’Italia che, pur nella sua parzialità, miri a concorrere per cambiare fisionomia al nostro essere sociale collettivo.

Dobbiamo riprendere in mano le leve dell’ambizione, del mirar alto, dell’aggredire l’assenza dei diritti civili puntando al meglio: rendere gli italiani contenti del sapersi parte di un paese più equo, più gentile, più ricco perché attraversato da mille differenze.

Noi siamo qualcuna di quelle differenze.

Cominciamo a parlare con le altre e diamo l’assalto al cielo.

  1. In “Gruppi di Pressione e AIR”, Rassegna parlamentare, n. 2/2010.

Napoli Pride 2010 – Il mio videodiario

Ospite del mio amico Jusie Love, ho partecipato alla festa dei collettivi, (S)Queer Think. Suonavano Vozla, Lady Maru & Cascao e Le tette biscottate. Mi sono svegliato all’alba e passeggiato per la città, lungo un isolato di notevole architettura fascista. Ho partecipato al seminario sul matrimonio gay organizzato dal Comitato “Sì, lo voglio!”. Pranzato con una pizzetta e manifestato “alla luce del sole”. Durante il concentramento in Piazza Cavour, ho assistito alla contestazione antifascista a Paola Concia, onorevole del Partito Democratico. Ne ho scritto qui, pubblicando anche il video. E’ stata una splendida manifestazione. La città ha risposto sorridendo e, curiosa di questa marea assortita di persone, ha partecipato, mai con scherno o rifiuto. A causa del mio piede in via di guarigione, ho passato la maggior parte del tempo sul carro del Cassero/Arteria. 6 Km 6 di percorso per il centro: neanche alla Love Parade lo disegnano così impegnativo! L’arrivo in Piazza del Plebiscito ha coinciso col momento di smontare armi e bagagli e prendere il pullman, per tornare a Bologna. Se non s’è ancora capito: GRAZIE NAPOLI!

Il videodiario su Vimeo e su Facebook.

Napoli Pride 2010, contestazione a Paola Concia – Il video

Passeggiavo dalle parti della testa del corteo, prima che questo partisse da Piazza Cavour. Ho assistito (e ripreso) alla contestazione “popolare” di Paola Concia, onorevole del Partito Democratico. I manifestanti non hanno dimenticato le sue aperture di credito a Casa Pound Italia e l’incontro a cui la deputata ha partecipato nella sede romana dell’associazione. Le hanno gridato, più volte, “Via! Via! Via! Via! Non ti vogliamo qui!”.

Casa Pound Italia è considerata, dalla maggior parte dei democratici (nel senso di attenti alla democrazia, non di iscritti al PD), un’associazione fascista. I riferimenti politici dei “casapoundisti” sono infatti direttamente legati all’ideologia fascista, con particolare attenzione al “Manifesto di Verona”, alla “Carta del Lavoro” e alla legislazione sociale del Fascismo. Per approfondimenti, si veda la scheda di Wikipedia.

Napoli Pride 2010. La mia diretta su Twitter

Se avrò voglia, se sarò sobrio, se non sarò distratto, potrete seguire la diretta del Napoli Pride 2010 dal mio account su Twitter. Qui.

Matrimonio gay. Un seminario del Comitato “Sì, lo voglio!” al Napoli Pride 2010

Comitato "Sì, lo voglio!"In occasione del Napoli Pride 2010, sabato 26 Giugno, dalle ore 10.00, presso la Fondazione SUD (Corso Umberto I, 35 – 3° piano) (vedi mappa) si riunirà il Comitato “Sì, lo voglio!”, nato in seguito alla campagna di “Affermazione Civile” per raggiungere l’obiettivo del matrimonio civile per le coppie gay.

Il seminario è aperto a tutti e tutte e sono stati invitati a relazionare importanti giuristi.

Partecipate e passate parola.

Lo spot del Roma Pride 2010

E qui il sito.

Milano Pride 2010 – I video

In una Lombardia occupata dalle truppe clericali di Formigoni e di Comunione e Liberazione, il segretario nazionale di Arcigay, Luca Trentini, ha ricordato che “senza laicità non ci sono diritti”.

Molto partecipato il Pride, anche in seguito ai recenti episodi di violenza omofobica, che sono avvenuti nel capoluogo lombardo e a Padova.

Lo spot del Napoli Pride 2010

Non mancherò!

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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