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Sulla grottesca caccia ai Radicali

Manifesti elettoriali

S’è consumata la messa in scena dell’ennesimo sostegno posticcio al Governo Berlusconi. Bersani per una volta ci ha azzeccato: “di fiducia si muore” ha sintetizzato. Al netto delle votazioni, i deputati che sostengono la maggioranza di centrodestra sono diminuiti e, come ha subito notato Termometro Politico, se togliamo i voti dei ministri, che possono partecipare solo saltuariamente alle votazioni, di fatto Pdl e Lega Nord sono congenitamente in minoranza, anche in Parlamento e non solo nelle intenzioni di voto. Una coalizione con questi numeri può reggersi giorni, al massimo settimane e noi di sinistra dovremmo saperne qualcosa (Do you remember Romano Prodi II?).

Ce ne sarebbe abbastanza per prepararsi a succedere al peggior governo di sempre, invece in casa Democratica hanno deciso di lanciarsi in una grottesca caccia alle streghe, accusando i sei deputati Radicali d’essere “inaffidabili” e “stronzi”, in quanto, una volta raggiunto il numero legale1, sono entrati e hanno votato contro la fiducia a Berlusconi.

A partire da dichiarazioni infondate e falsificanti rilasciate da numerosi esponenti del Partito Democratico, s’è aperta una caccia alle streghe, che evidentemente coagula nella sua inconsistenza fattuale la rabbia, la delusione e le aspettative di una larga fetta d’Italia che non ne può più della destra e del satrapo di Arcore.

Resta da chiedersi, per i pochi e poche che ancora riescono e vogliono ragionare con la testa e non con gambe e mani, perché dalle parti dei caminetti democratici s’è scelta questa strada pericolosa.

Infatti non si ha memoria che la virginale e neo-barricadera Rosy Bindi abbia mai definito “stronzi” i catto-fondamentalisti del Pd, tra cui la Binetti (altra vergine consacrata alla politica), che si rifiutarono di votare la fiducia al Governo Prodi, in seguito alla proposta dei Dico, né che nei loro confronti sia mai stato posto un problema di “affidabilità” (quanti pesi, quanti sistemi di misurazione, quante morali: una per ogni occasione).

Attenzione però, una spiegazione esiste. Chi racconta balle a proposito d’un presunto collateralismo dei Radicali sostiene altresì la linea centrista del Pd e vorrebbe un accordo con la filo-clericale Udc, in funzione del quale i pannelliani debbono essere necessariamente eliminati, in quanto laici. In più, attaccare i Radicali oggi significa attaccare Veltroni, con cui s’accordarono tre anni fa. In altre parole è tutta una battaglia interna, come al solito, tra d’alemiani/bersaniani e veltroniani; roba misera, come i tempi che viviamo.

Riassumendo: oggi il Pd ha dimostrato d’esser parte del problema di questo ventennio berlusconiano (e d’averne in parte mutuato i modi e le gesta) e che non ne sarà la soluzione.

  1. Uffici Camera: Numero legale è a quota 265. Il servizio Assemblea di Montecitorio rende noto infatti che oggi i deputati in missione sono 50. L’articolo 46 del Regolamento della Camera stabilisce che i deputati in missione sono “computati come presenti per fissare il numero legale”. Da quota 316 va quindi sottratto il numero di 50 più il Presidente Fini che non vota. Il primo deputato radicale che ha votato era il numero 298.

Welfare Bologna, Zani: “Macché sussidiarietà, è opa ostile”

Mauro Zani

Non s’è fatta attendere la voce di Mauro Zani, il segretario dei Ds chiamato a risolvere il disastro della vittoria nel 1999 di Guazzaloca e da sempre politico molto acuto e stimato in città, sulla questione della sussidiarietà. Il dibattito è ufficialmente aperto, dopo l’omelia filo-cielle del cardinale Caffarra e i pronti “sì” ricevuti in risposta dal sindaco Virginio Merola, dal governatore Vasco Errani e dal segretario provinciale del Pd Raffaele Donini.

Zani intitola il suo ragionamento “Ideologie”, per esplicitare quanto la sussidiarietà sia figlia, politicamente, del liberismo. L’agenzia Dire l’ha ripreso e così sintetizzato:

COMUNE BOLOGNA. ZANI: MACCHE’ SUSSIDIARIETA’, E’ OPA OSTILE. “ANCHE QUESTA E’ IDEOLOGIA, E FA MOLTO COMODO ALLA CHIESA”

DIRE, Bologna, 13 ott. – “Si approfitta della difficoltà degli enti locali per lanciare una vera e propria Opa ostile al sistema pubblico sotto forma di sussidiarietà”. Va controcorrente Mauro Zani, ex segretario dei Ds di Bologna ed europarlamentare. Con un intervento apparso oggi sul suo blog, Zani ironizza sulla presa di posizione nei confronti dei “passatisti” da parte del segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini (“Sembra reduce da una dieta a base di bistecche di leone”), e denuncia quella che a suo giudizio è a sua volta una “ideologia”, appunto quella della sussidiarietà. “Se si vuol andar oltre le ideologie – scrive – bisogna ammettere che in Italia, storicamente, quel tanto di sussidiarietà tra pubblico e privato che s’è introdotto nella gestione dei pubblici servizi è risultato soprattutto utile alla costruzione di veri e propri sistemi di potere. Privati naturalmente. E spesso d’ordine confessionale”. Comunione e Liberazione, “tanto per parlare di qualcosa di noto e conosciuto – annota ancora Zani – non potrebbe essere quella potenza anche economica che in effetti ancor oggi è senza quel continuo drenaggio di soldi pubblici di cui s’è dimostrata capace”.

C’è anche una citazione, nel post di Zani, per un esempio di società mista pubblico-privata che funziona, come Seribo, l’azienda che sforna le pappe per le scuole bolognesi. “Se in altri campi, magari non ancora esplorati, qualche privato può e vuole associarsi al pubblico fornendo oltre ad un servizio di qualità concordata anche un utile di gestione al Comune ben venga. Se invece, com’è spesso accaduto in questi anni sull’onda del “privato è bello”, ci si vuol appropriare di funzioni pubbliche per meri ed esclusivi scopi di profitto privato, allora rientriamo nel campo della sussidiarietà ideologica e malandrina del San Raffaele”. Ma questo, conclude Zani, “solo per chiarire che in verità l’ideologia della sussidiarietà viene usata dalla destra (e molto spesso dalla Chiesa) come un grimaldello politico per aprire la cassa pubblica ai privati e non per supplire generosamente alle indubbie difficoltà e/o carenze del sistema pubblico”.

Sull’argomento segnalo anche il comunicato stampa del Circolo UAAR di Bologna e il mio articolo di approfondimento su Il Fatto Quotidiano online.

Caro Nichi, “solo” un appunto

Nichi Vendola

Caro Nichi,

hai fatto un gran discorso, riassumendo in 60 minuti il programma di governo della sinistra. Hai detto tutto bene. Quasi, “solo” un appunto.

Il tuo uso delle parole “laicista” e “anti-clericale” urta i nervi ed io rabbrividisco nell’ascoltarlo.

Perché? Perché un politico che è in grado di ribaltare il senso comune di vent’anni di berlusconesimo, non dovrebbe poi introiettare strumentalmente due millenni di dominazione confessionale. Specialmente tu, Vendola, che affermi d’essere contro i “calcoli politici” alla D’Alema… Detto altrimenti: che facciamo, lottiamo contro il dogma liberista e teniamo quello clericale, che devasta le nostre vite e inibisce l’estensione dei diritti civili e individuali?

Al netto di questa fondamentale precisazione, sei il nostro uomo, l’uomo giusto.

Ci vediamo alle primarie, dove tanti e tante ti sosterranno. Laicamente.

Ciao,
Maurizio Cecconi.

Rassegna stampa sull’outing cialtrone, ovvero fotografia d’un disastro

L'Unita del 24-09-2011

Rassegna stampa odierna sullo svelamento cialtrone e all’italiana, ovvero senza prove e anonimo.

I giornali che ho recuperato li potete scorrere il questa gallery o scaricare in formato zip.

Resta da chiedersi: chi paga per questa operazione che ha come raziocinio la volontà d’apparire di un singolo e non l’interesse comune?

Risposta: paga tutto il movimento lgbt.

Soluzione: isolare isolare isolare.

Generatore automatico di liste di outing

Lista outing

In ossequio alla moda berlusconiana di sconfiggere gli avversari gettando fango nelle macchine della comunicazione mass-mediatica, produco una nuova lista di omofobi repressi e di criptochecche fasciste.

Tanto quanto quella più famosa, si tratta di un elenco di dieci nomi e nulla più. Una lista della spesa che ha meno valore della carta su cui è vergata. Ma a tanti sembrerà un atto rivoluzionario, sufficiente senza dubbio a soddisfare la sete di diritti e di giustizia.

Dunque, bando alle ciance e si dia inizio alla gogna.

LA MIA LISTA

  1. Khnumhotep e Niankhkhnum, professione prima coppia gay della storia (Antico Egitto)
  2. Socrate, professione filosofo
  3. Alessandro Magno detto Il Grande, professione conquistatore di popoli
  4. Publio Elio Traiano Adriano detto Adriano, professione imperatore di Roma
  5. Benvenuto Cellini, professione scultore
  6. Michelangelo, professione pittore
  7. Rolandino Roncaglia, professione vittima della Santa Inquisizione
  8. Virgilio, professione poeta
  9. Giovanni Maria Ciocchi Del Monte detto Papa Giulio III, professione pontefice
  10. Maurizio Cecconi, professione bibliotecario

Ps: se avete dei nomi da aggiungere, lasciate un commento.

LA LISTA DI GIANMARIO

  1. Modest Petrovic Musorgskij, professione compositore russo
  2. Francesco Algarotti, professione filosofo
  3. Rosi Bindi, professione presidente del Partito Democratico
  4. Leonardo Da Vinci, professione genio
  5. Sergio e Bacco, professione Santi cattolici e omosessuali
  6. Virgina Wolf, professione scrittrice
  7. Gus & Valdo, professione pinguini

LA LISTA DI SERGIO

  1. Robin di Batman, professione supereroe
  2. Gustav von Aschenbach, professione compositore innamorato
  3. Eleanore Roosevelt, professione first lady
  4. Cristiano Malgioglio, professione autore
  5. Imma Battaglia, professione lesbica
  6. Giovan Battista Montini, professione pontefice
  7. Teletubbies, professione divi TV
  8. Jóhanna Sigurðardóttir, professione premier
  9. Zeus, professione dio
  10. Priscilla, professione regina del deserto

LA LISTA DI PAOLO

  1. Paperoga
  2. La dea Kalì
  3. Pollon
  4. Franco Grillini
  5. Wallis Simpson
  6. Platinette
  7. La signora Carmelina mia vicina di casa
  8. Elsa Maxwell
  9. Pippo (ma forse è bisex)
  10. Boy George

LA LISTA DI MASSIMILIANO

  1. Quattrocchi, professione puffo
  2. Marguerite Yourcenar, professione scrittrice
  3. Joerg Heider, professione politico di ultradestra
  4. Big Jim, professione pupazzo della Mattel
  5. Francis Bacon, professione pittore
  6. Pier Vittorio Tondelli, professione scrittore
  7. Gianna Nannini, professione rockstar
  8. Franco Quadri, professione critico teatrale
  9. Arthur Rimbaud, professione poeta
  10. Rock Hudson, professione attore

LA LISTA DI PAOLO

  1. Dario Bellezza, professione poeta
  2. Francesco Caracciolo, professione attore
  3. Anselmo Cadelli, attivista
  4. Karl Heinrich Ulrichs, professione giurista
  5. Vinicio Diamanti, professione attore
  6. Peter Boom, professione attore e cantante
  7. Bernardino Del Boca, professione scrittore
  8. Terry Helbing, professione scrittore
  9. Reinaldo Arenas, professione scrittore
  10. Doriano Galli, attivista

LA LISTA DI MORIS

  1. Patty Bouvier, professione cognata di Homer Simpson
  2. Claudette Colbert, professione attrice
  3. Cookie, l’anatra del mio vicino
  4. Ernesto Luigi d’Assia, granduca d’Assia dal 1862 al 1918
  5. Kelly McGillis, professione attrice
  6. Isabella di Borbone Parma e la cognata Maria Cristina d’Austria
  7. Midori Hayakawa, amica di Mimì Ayuhara
  8. Harvey Milk, militante per i diritti civili
  9. Mickey Mouse, la velata della Disney
  10. Moris Ronchetti, assistente contabile

LA LISTA EGO-OUTING DI STEFANO

  1. Stefano Bolognini
  2. Stefano Bolognini
  3. Stefano Bolognini
  4. Stefano Bolognini
  5. Stefano Bolognini
  6. Stefano Bolognini
  7. Stefano Bolognini
  8. Stefano Bolognini
  9. Stefano Bolognini
  10. Stefano Bolognini

LA LISTA DI AMBRA

  1. Wonder Woman
  2. La mamma di Wonder Woman
  3. Qui
  4. Quo (bisex)
  5. Giuni Russo
  6. Gianni Sperti
  7. Ida Maria (cantante norvegese)
  8. Jonsi (cantante islandese)
  9. Nilla Pizzi
  10. Il panettiere sotto casa mia

Non è outing, è immondizia

no_sexism_racism_homophobia

Fa discutere l’annuncio d’un programmato outing di massa da parte d’un “gruppo di anonimi”.

Premetto che non ho nulla contro l’outing come pratica politica: se un’associazione LGBT può dimostrare pubblicamente che una persona omofoba è omosessuale e trans, per me fa bene a rivelarlo, per denunciarne l’ipocrisia.

Ciò che non digerisco è che un’azione di questo tipo – importante e con possibili serie conseguenze – avvenga anonimamente.

Fare politica significa metterci la faccia, essere consapevoli che talvolta si corrono dei rischi e affrontarli a testa alta.

Tirare il sasso e poi nascondersi dietro un gruppo di sedicenti omosessuali incazzati, pronti ad agire dietro la protezione di server dislocati all’estero, è tutto fuorché l’outing di qualche criptochecca fascista.

E’ immondizia, è vigliaccheria, è merda tirata a badilate.

I protagonisti di questa vicenda hanno dimostrato di che pasta sono fatti e quanto grande sia l’abisso scavato tra l’intelligenza del movimento e la loro smodata ambizione di potere.

Attorno a costoro è urgente stendere un cordone sanitario di sicurezza e impedirgli di nuocere ulteriormente.

PS: Arcigay poteva risparmiarsi la critica all’outing in sé, perché sostenere che la sessualità è un fatto privato significa far propria la posizione delle destre e della Chiesa Cattolica, sempre pronte a nascondere la testa sotto il tappeto. La iper-produzione di comunicati stampa ogni tanto fa perder la testa…

Come salvarsi dalla Dalemite purulenta cronica?

Massimo D'Alema

Il Baffino delle Puglie ha sentenziato che “i diritti per le persone LGBT non sono una priorità” del futuro Governo, che c’è necessità di un’ampia coalizione che contenga l’Udc e che “nessuna seria associazione LGBT chiede l’accesso al matrimonio civile per le coppie omosessuali”.

Siccome questa è la linea D’Alema, è – nonostante i prossimi prevedibili “distinguo” – anche la linea della segreteria Bersani e di tutto il Pd.

Come salvarsi, dunque, dalla Dalemite purulenta cronica?

Primo: non votare Pd, perché un voto a loro nuoce gravemente alla salute nostra e all’Italia tutta.

Secondo: iniettare dosi massicce di laicità nel corpo esangue del nostro Paese.

Scuole private, Comunione e Liberazione conquista il Consiglio comunale

Ancora tanti soldi alla Chiesa cattolica

1. Vi segnalo il mio articolo per Il Fatto Quotidiano online.

2. Lunedì 12 settembre il referendum sui finanziamenti alle scuole private va in trasferta alla Festa dell’Unità di Bologna. Non mancate!

L’arca di Noè affonda sul monte Ararat

Roberta Mori (Pd), nuova Presidente della Commissione Pari Opportunità

Scaricata dal centro-sinistra – grazie alla mobilitazione delle donne, delle persone lgbt e dei laici – Silvia Noè (Udc) affonda sul monte Ararat, a un passo dalla Presidenza della Commissione regionale per Pari Opportunità.

Al suo posto è stata eletta la consigliera Roberta Mori (Pd), a cui auguriamo buon lavoro.

[Scarica la rassegna stampa del 26 Luglio 2011]

[Scarica la rassegna stampa del 27 Luglio 2011]

[Il mio pezzo per Il Fatto Quotidiano online]

Una stanza tutta per me

"Marlene" by Dragana Gavrilovic

Ho terminato i lavori di ristrutturazione della mia vecchia/nuova camera.

Che fatica e che soddisfazione.

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