Archivi per la categoria ‘Letteratura’
I treni di Bombay
Asad bin Saif lavora in un istituto per la laicità, muovendosi instancabilmente da uno slum all’altro, catalogando innumerevoli risse e tumulti comunalisti, testimone diretto della lenta distruzione del tessuto sociale della città. Asad è di Bhagalpur, in Bihar, dove si sono avuti non solo alcuni dei più violenti scontri comunalisti del paese, ma anche un incidente oscenamente sanguinoso in cui la polizia ha accecato un gruppo di piccoli criminali con ferri da calza e acido. Se c’è uno che ha visto l’umanità al suo peggio, quello è Asad. Gli domando se è pessimista sulla specie umana.
- Niente affatto, – risponde . – Basta guardare le mani dai treni.
Se siete in ritardo per il lavoro, la mattina a Bombay, e arrivate alla stazione proprio quando il treno sta ripartendo, potete correre a fianco dei vagoni gremiti e vedrete molte mani che si allungano per aiutarvi a salire, protendendosi dal treno come petali. Mentre correte lungo la banchina, sarete presi sù e sull’orlo della porta aperta verrà fatto un minuscolo spazio per i vostri piedi. Il resto sta a voi. Dovrete probabilmente aggrapparvi agli stipiti della porta, stando attenti a non sporgere troppo per evitare di essere decapitati da un palo piazzato troppo vicino ai binari. Ma pensate a cos’è accaduto. I vostri compagni di viaggio, già ammassati più di quanto si possa legalmente ammassare il bestiame, con le camicie già impregnate di sudore nello scompartimento mal ventilato, da ore in quella precaria posizione, sono ancora capaci di solidarietà, sanno che il vostro capo potrebbe rimproverarvi o ridurvi la paga se perdete il treno e vi fanno spazio là dove sembra impossibile che ci stia qualcun altro. E al momento del contatto, non sanno se la mano che si allunga verso di loro appartiene a un indù, a un musulmano o a un cristiano, a un brahmino o a un intoccabile; non sanno se siete nato in questa città o appena arrivato; se vivete a Malabar Hill, a New York o a Jogeshwari; se siete di Bombay o Mumbai o New York. Sanno solo che state cercando di raggiungere la città dell’oro, e tanto basta. Sali a bordo, dicono. Ci stringiamo.
Maximum City
Bombay città degli eccessi
Suketu Mehta
15 agosto 1947
Durante la prima ora del 15 agosto 1947 – tra mezzanotte e l’una – entro le frontiere del neonato stato sovrano dell’India videro la luce non meno di milleuno bambini. Questo in sè non è un fatto insolito (anche se il numero ha risonanze curiosamente letterarie) – a quell’epoca nella nostra parte del mondo l’eccedenza dei nati sui morti era di circa seicentottantasette all’ora. Ciò che rese l’avvenimento degno di nota fu la natura di questi bambini, ognuno dei quali, per qualche bizzarria biologica, o forse a causa di qualche potere sovrannaturale del momento, o anche ipoteticamente per mera coincidenza, era dotato di caratteristiche, talenti o facoltà, che si possono definire soltanto miracolosi. Come se la storia, arrivando a un punto di altissima rilevanza e di enormi promesse, avesse voluto gettare, in quell’istante, il seme di un futuro che sarebbe stato realmente diverso da tutto ciò che il mondo aveva visto sino allora.
I figli della mezzanotte
Salman Rushdie
I figli di Bombay

Ecco che cosa vedo: la città che si crogiola come una sanguisuga nel calore estivo. La nostra Bombay: assomiglia a una mano, ma in realtà è una bocca, sempre aperta, sempre affamata, che inghiotte cibo e talenti da ogni altro luogo dell’India. Un’affascinante mignatta, che non produce nulla se non film, sahariane, pesci.
I figli della mezzanotte
Salman Rushdie
Tutto il programma di Gender Bender 2011
E’ disponibile il programma completo di Gender Bender 2011. Per scaricarlo, un bel clik qui è sufficiente [file .pdf ; 2 MB].
(Sì, sarà presente anche François Sagat, prima in celluloide e poi in carne e ossa e muscoli).
1861 > 2011 – Il canto italiano di Gender Bender
Dieci sfrontati cantanti, dieci omaggi alle dive della canzone italiana. La Jukebox Competition – intitolata Sorelle d’Italia – andrà in scena domenica 30 ottobre, alle ore 20.30 presso “La Scuderia” [vedi mappa]. Giovani band e musicisti avranno la possibilità di reinterpretare dal vivo i cavalli di battaglia delle protagoniste femminili della canzone italiana, contendendosi un premio di 1.000 euro [un calcio in culo alla miseria!].
Un inizio spumeggiante, per celebrare – a nostro modo – il 150° anniversario dell’Unità. Il “percorso italiano” prosegue con le fiabe crudeli di Grimmless della Compagnia Ricci/Forte, raccontate per anestetizzare il nostro oggi quotidiano e precario con le bolle di sapone di un magico lieto fine; con la bellezza e la fragilità dei corpi non più giovani di sei donne over 60 messe in scena dalla giovane coreografa Silvia Gribaudi nello spettacolo Non è mai troppo tardi; coi romanzi di Walter Siti: una finestra spalancata su Pasolini, fiction TV, marchette palestrate e storie d’amore gay; coi Piccoli uomini di Lidia Ravera, un ritratto degli uomini della nostra classe politica in ordine alfabetico, da Alemanno fino a Zaia, raccontati con lo stesso sguardo a cui gli uomini sottopongono le donne e giudicati sulla base della bellezza, dell’età e del sex appeal; col nuovo libro a cuore aperto di Michela Marzano, una delle menti più lucide e brillanti oggi in Italia; con lo sguardo dell’artista visiva Marta Dell’Angelo, che si interroga sulla relazione tra corpo e codici sociali e che le permette di giocare in leggerezza con la rappresentazione del corpo femminile carico di tabù e stereotipi; coi vecchi e nuovi tradimenti del cuore narrati da Mario Fortunato in Allegra Street.
Per illustrare questa Italia, Gender Bender vi accompagna in un viaggio ideale che lega insieme più generazioni e che spazia dalla memoria storica di Lucy, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti e all’Italia fascista e diventata donna negli anni del boom economico, protagonista del documentario Essere Lucy di Gabriella Romano, ai bambini delle Famiglie Arcobaleno, figli e figlie di genitori gay e lesbiche, raccontati nel documentario Il lupo in calzoncini corti di Nadia Dalle Vedove e Lucia Stano.
Gender Bender 2011 travia la Norma

Il manifesto ufficiale 2011 di Gender Bender è un doppio sontuoso omaggio, così descritto da Daniele Del Pozzo, ideatore e direttore del festival:
La nona edizione porta il titolo de La Traviata Norma in ricordo dell’omonimo spettacolo messo in scena 35 anni fa da Mario Mieli – teorico e protagonista del movimento di liberazione gay degli anni ’70 – ed una chiave di lettura dell’Italia di oggi, un Paese continuamente in bilico tra melodramma di accatto e figure illuminate. Un luogo surreale in cui le contraddizioni e gli ossimori sono il pane quotidiano; un Paese esitante tra slanci verso la modernità e repentine fughe verso i lidi sicuri del consenso. La Traviata Norma, perché a volte solo tradendo le regole e le stanche consuetudini è possibile trovare delle risposte alle domande che ci vengono poste dal nuovo che avanza.
Per l’occasione, mi fa piacere condividere con voi l’articolo Mario Mieli dinamite frocia contro la Norma, apparso su Liberazione nel 2008, in cui Francesco Paolo Del Re ripercorre le tappe della vita e del pensiero di uno dei maggiori protagonisti del movimento queer italiano.
Presto online anche il programma definitivo di quest’anno. Stay in touch!
Tutti gli uomini sono bugiardi
Tutti gli uomini sono bugiardi
Alberto Manguel
Feltrinelli, 2010
Portate le mamme
Tra i tanti ospiti: Aldo Busi!
Tra i tanti appuntamenti:
Musica • THROBBING GRISTLE LIVE
Cinema • ANNIE LEIBOVITZ. A LIFE THROUGH LENS
Conversazioni • ALDO BUSI
Danza • OLIVIER DUBOIS
Cinema • DAVID LACHAPELLE
Danza • VIRGINIE BRUNELLE
Conversazioni • JOUMANA HADDAD
Cinema • WILLIAM S. BURROUGHS: A MAN WITHIN
Danza • MOR SHANI E ROM AMIT
Danza • LIAT WAYSBORT
Cinema • LOUISE BOURGEOIS
Musica • GENDER JUKEBOX COMPETITION
Cinema • CONTRACORRIENTE di Javier Fuentes-León
Danza • SILVIA GRIBAUDI
Musica • DUSTY KID
Musica • MARASCIA
Cinema • GIRLS AND BOYS: SEX AND BRITISH POP
Cinema • L’ARBRE ET LA FORET di Olivier Ducastel e Jacques Martineau
Musica • TOBIAS BERNSTRUP live
Cinema • PATTI SMITH: LONG FOR THE CITY
Cinema • DZI CROQUETTES
Portate le mamme.








