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Bologna, matrimonio gay. Omaggio a Caffarra: una copia della Costituzione

Omaggio gay a Caffarra: copia della Costituzione
Dopo il rifiuto di Flavio Delbono la coppia si rivolge ai prossimi candidati sindaci.
L’accusa di Franco Grillini: “Ennesima forte invasione dell’arcivescovo e della Chiesa”
Di Francesco Mura
Il Bologna, 16 Febbraio 2010

Quando il cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, parla di Dico e coppie di fatto è inevitabile che il polverone che solleva sia di quelli per i quali servono giorni se non addirittura settimane per smaltirli e ritrovare la giusta calma e concentrazione. Difficile immaginare una diversa reazione soprattutto da parte di chi ha vissuto una vita improntata alle battaglie civili. “E’ l’ennesima, forte, invasione dell’arcivescovo bolognese e della Chiesa nelle vicende dello Stato – assicura Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e candidato alle regionali per l’IdV – ma vorrei ricordargli che quando il parlamento approva una legge vale per tutti. Arcivescovo Caffarra e Chiesa compresi”. Ieri la polemica è stata alimentata dalle due coppie gay – Maurizio Cecconi e Tomas Kutinjac, Giuseppe Lombardo e Angelo De Battisti – che avevano chiesto al sindaco Delbono di essere uniti in matrimonio. “Quando abbiamo chiesto a Delbono di unirci simbolicamente in matrimonio – scrivono i quattro – siamo rimasti amareggiati per il suo rifiuto di celebrarlo e di incontrarci. Certo si espresse a favore di una legge nazionale, ma noi gli avevamo chiesto un gesto concreto come quello di Chiamparino, sindaco di Torino, e non una dichiarazione di principio. La sua risposta – continuano – ci sembrò contraddittoria e spaventata: cosa significa “Non posso, manca la legge”. Insomma, niente legge niente matrimonio. Nemmeno simbolico. “Se ci fosse la legge – assicurano i quattro – noi coppie gay non avremmo necessità di chiedere ai sindaci di compiere un atto simbolico a sostegno dell’uguaglianza delle persone omosessuali”. Poi, ironicamente, scrivono sulle dimissioni del sindaco. “E’ proprio il caso di notare – ironizzano – che rifiutare di celebrare i matrimoni gay porta sfortuna”. Un intermezzo ironico prima di lanciare il loro monito ai futuri candidati sindaci. “Ora che si profilano all’orizzonte nuove elezioni – scrivono – ai candidati sindaco rivolgeremo la fatidica domanda che rivolgemmo a Delbono: ci sposate?. Li inviteremo a rispondere e a farlo pubblicamente affinché la cittadinanza sia informata della decisione assunta”. L’ultimo pensiero, invece, è per l’arcivescovo bolognese. “Al cardinale Caffarra, invece, inviamo oggi una copia della Costituzione italiana in regalo, con l’articolo 3 sottolineato in grassetto. Una buona lettura è un toccasana prima di dormire”. | Fonte Delbono Sposaci!

Matrimoni gay, parte la campagna “Mille Chiamparino”

GAY.IT lancia la campagna “MILLE CHIAMPARINO”:

Per permettere alle coppie gay di chiedere al prorio sindaco di celebrare le loro nozze. Dopo il Sindaco di Torino, tanti altri possono dare voce ai nostri diritti.

E’ stato aperto anche un minisito, con un modulo di lettera da inviare al sindaco della vostra città:
http://www.gay.it/millechiamparino

Io e Tomas, che abbiamo chiesto al sindaco di Bologna di sposarci simbolicamente, invitiamo le coppie omosessuali a fare altrettanto:

Aderiamo con entusiasmo alla campagna “Mille Chiamparino” lanciata da Gay.it. Come coppia gay che ha scritto al sindaco della nostra città per chiedergli di sposarci, invitiamo tutte le coppie omosessuali a fare altrettanto, seguendo l’invito qui pubblicato. C’è estremo bisogno, in Italia, di una nuova stagione di uguaglianza e di laicità, che veda il movimento lgbt protagonista e in prima linea.

Tra i testimonial, Franco Grillini, Paolo Patanè, Vladimir Luxuria, Sergio Rovasio, Fabio Canino, Alessandro Cecchi Paone.

DIFFONDETE!

Coppie di fatto, Emilia-Romagna. Grillini scrivi a Errani

Caro Errani,

leggo oggi sulla stampa di Bologna che, in seguito all’incontro con il cardinale Caffarra, sarebbe sostanzialmente cambiato l’articolo della finanziaria regionale volto a garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini emiliano-romagnoli nell’accesso ai servizi pubblici.

Questo cambiamento, consisterebbe nell’escludere i cittadini single e le coppie omosessuali dal provvedimento in ossequio ad un concetto di famiglia caro all’ultrareazionario cardinale bolognese ma estraneo ai principi di solidarietà e uguaglianza che dovrebbero caratterizzare l’azione amministrativa di un ente pubblico soprattutto di centro-sinistra.

Nell’esprimerti le mie perplessità sull’idea, per me profondamente errata, che la Costituzione definirebbe famiglia soltanto un uomo e una donna regolarmente sposati e non, invece, qualunque nucleo familiare basato su amore e stabilità, ti chiedo un pronunciamento chiaro sul tema dei diritti delle coppie omosessuali, vale a dire: le “famiglie” lgbt (perché per me sono famiglie) sono comprese o no nella legge regionale?

Sperando in una tua risposta affermativa, che cancelli ogni dubbio in materia, colgo l’occasione per formularti i più cordiali saluti.

Franco Grillini

La Curia attacca il welfare esteso alle coppie di fatto, Rete Laica Bologna risponde

Con una violentissima lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, la Curia bolognese guidata dal Cardinal Caffarra ha attaccato la proposta di estensione del welfare regionale alle coppie di fatto conviventi. Le “parole eversive” del prelato fascista sono state prontamente condannate e smentite dalla Rete Laica Bologna. Nonostante l’attacco isterico, Errani s’è dichiarato disposto a incontrare il Cardinale. Mentre l’Arcigay “Il Cassero” si dichiarava “sconcertato”, Franco Grillini, candidato per l’Italia dei Valori a Bologna, chiedeva al Presidente della Regione “di non genuflettersi”. Paolo Soglia, direttore di Città del Capo – Radio Metropolitana, ha consigliato invece al capo della Chiesa Cattolica in città di farsi un Tavor. Concordo. Anche due. Il dibattito continua.

Franco Grillini verso l’Italia dei Valori e la candidatura alle regionali 2010

REGIONALI. FRANCO GRILLINI VERSO IDV, VOCI SU CANDIDATURA
MA IL FONDATORE DI ARCIGAY FRENA; NANNI: NON NE SO NULLA

DIRE, Bologna, 20 ottobre – “Sì, è vero, sono in una fase di avvicinamento all’Italia dei Valori. Il panorama attuale, del resto, non è che offra molte scelte…”. Ma di una candidatura alle regionali del 2010 “è ancora presto per parlarne”. Franco Grillini, già fondatore dell’Arcigay, iscritto del PCI, del PDS, dei DS, di Sinistra Democratica e del Partito Socialista, sta meditando un nuovo approdo nella sua carriera politica. Che potrebbe persino sfociare in una candidatura per le regionali del 2010, anche se il diretto interessato frena: “E’ ancora presto per parlarne”. E il capogruppo dei dipietristi in Regione, Paolo Nanni, ammette di essere all’oscuro: “Le liste per le elezioni regionali – spiega – vengono composte dall’ufficio di presidenza del partito”. Di certo c’è che Grillini è una “macchina da voti”: “Nel ’94 – racconta lui stesso -, quando mi presentai alle Europee per l’ultima volta col sistema delle preferenze, solo a Bologna ne presi 9 mila. Certo, quelli erano altri tempi…”. Grillini comunque non fa mistero del suo feeling con l’Italia dei Valori, feeling scoccato anche per la posizione tenuta dal partito di Antonio Di Pietro nei confronti dei provvedimenti sull’omofobia. Una questione di coerenza, insomma, “la stessa coerenza che mi ha fatto abbandonare il PD: non posso stare nello stesso partito in cui c’è Paola Binetti”. Da qui a una candidatura per le regionali, però, ce ne passa: “Mica si aderisce a un partito per farsi candidare”, mette le mani avanti Grillini. Anche se la voglia di ricominciare non manca: “Sono ormai due anni che sto fermo…”. Dice di non saperne nulla, invece, Paolo Nanni: “Le liste per le regionali, così come quelle per le politiche – spiega – vengono stilate direttamente dall’Ufficio di Presidenza”.

Bologna, gay e lesbiche al voto – Il podcast

Su CasseroPodcast è disponibile la registrazione dell’incontro Gay e lesbiche al voto. Grazie a Davide Brandimarte per la registrazione e la pubblicazione e a Emanuela Ria per il gustoso aperitivo.

[Scarica il file .mp3 ; 112 MB]

Maurizio Cecconi durante il dibattito

I gay di Monteventi: “Bologna Città Libera è l’unica alternativa”

Qualcuno invocava un confronto politico e c’è stato. Quattro gli sfidanti: Cathy La Torre e Bruno Pompa di Sinistra per Bologna, Sergio Lo Giudice del PD e Maurizio Cecconi (nella foto) per Bologna Città Libera. Il dibattito si è svolto al Cassero perché tutti e quattro i candidati al consiglio comunale sono dichiaratamente omosessuali. Per la precisione tre gay e una lesbica. Quote rosa-arcobaleno? L’atmosfera si scalda subito quando Cecconi si presenta come “l’unica lista in discontinuità con la giunta precedente, voi eravate tutti presenti e non si può criticare quando si rimane con gli stessi”. Lo Giudice, attuale consigliere comunale di maggioranza con Cofferati, si irrigidisce mentre La Torre spavalda ribatte: “Non credo proprio, visto che Sinistra per Bologna è nata a gennaio”. Il moderatore, Franco Grillini, direttore GayNews, tenta di stemperare le tensioni. Per una sintesi della serata, meglio affidarsi all’intervento di un signore del pubblico: “Ne ho piene le scatole di compagni che litigano e non mi piacciono i processi a chi ha provato a fare qualcosa”. Premio simpatia, nonostante tutto, a Lo Giudice, per i profilattici distribuiti con la sua faccia: “Un voto sicuro, usalo”.

Bologna. Gay e lesbiche al voto – Le foto

Finita l’epoca, per il movimento omosessuale, dell’internità al partito unico PCI-PDS-DS-PD e iniziata la stagione della maturità, la vera novità della campagna elettorale per le amministrative bolognesi è la presenza di tanti candidati e tante candidate lgbt in forze politiche diverse. Ieri sera s’è svolto un bel dibattito tra alcuni rappresentati di questa nuova pluralità: io, Bruno Pompa, Sergio Lo Giudice e Cathy La Torre, moderati da un parzialissimo e divertito Franco Grillini. La discussione è stata vivace e interessante; piena la sala. Molti i punti toccati: i finanziamenti alle scuole private approvati dal centro-sinistra al governo della città, gli atti di adesione simbolica alle battaglie del movimento, la discontinuità-continuità con l’amministrazione Cofferati, gli spiccioli che il Comune destina alle politiche per le differenze, a fronte dei milioni che regala alla Curia, le campagne di prevenzione dell’AIDS boicottate dall’assessore alla sanità del PD.

Bologna. Gay e lesbiche al voto

Bologna alle urne. Si rinnova il consiglio comunale. Per la prima volta numerose persone omosessuali, dichiarate e visibili, sono candidate in varie liste. Abbiamo affidato all’attitudine giornalistica di Franco Grillini, direttore di Gaynews, la gestione dell’incontro con quattro di queste candidature, tutte “vicine” al circolo e tutte per il consiglio comunale. Un dibattito per conoscere gli individui, i loro partiti e programmi di riferimento, le istanze di un movimento che agisce localmente, le sfumature che distinguono pratiche ma che accomunano sogni. Ad un anno di distanza da uno dei più grandi e ben riusciti Pride della storia italiana recente, esponenti del mondo lgbt cercheranno di mettere ordine tra le priorità nazionali e i desiderata locali che possono migliorare il nostro grado di cittadinanza, purtroppo ancora confinato alla serie B.

Mercoledì 13 maggio 2009
Arcigay “Il Cassero” – Gay & Lesbian Center
presenta

GAY E LESBICHE AL VOTO
aperitivo e tribuna politica

[Promuovi l'evento su Facebook]

Incontro con

Maurizio CecconiBologna Città Libera
Cathy La TorreSinistra per Bologna
Sergio Lo GiudicePartito Democratico
Bruno PompaSinistra per Bologna

Modera

Franco Grillini – Direttore GayNews

Aperitivo H 20.00
Inizio dibattito H 21.00

Ingresso gratuito e senza obbligo di tessera

[Scarica l'invito in alta risoluzione]

Gay e lesbiche al voto

Buona la prima. Delbono sulle unioni civili

Flavio Delbono, cattolico e candidato a sindaco per il Partito Democratico, ha dichiarato che conserverà lo Sportello LGBT anti-discriminazioni, lamentando inoltre l’assenza di una legge nazionale sulle coppie di fatto. Questa la sua dichiarazione, come riportata dalle agenzie di stampa:

GAY BOLOGNA. DELBONO: TERRO’ UFFICIO ANTI-DISCRIMINAZIONI. “MA MANCA LEGGE NAZIONALE PER DIFENDERE LE COPPIE DI FATTO”

DIRE, Bologna, 11 Feb. – Se sarà eletto sindaco, il cattolico Flavio Delbono manterrà l’ufficio anti-discriminazioni per gay e lesbiche aperto negli anni della giunta Cofferati. Lo ha annunciato questa mattina dai microfoni di Radio Città del Capo, lamentando anche l’assenza di una legge nazionale a favore delle coppie di fatto. “Va confermato perché si è rivelato utile – spiega il candidato – poi è chiaro che il Comune non legifera, ma sicuramente quel servizio è un buon punto di partenza, per questo sono per confermarlo e valorizzarlo”. E poi “penso che comunque – aggiunge il vice-presidente della Regione – la legge regionale sulle coppie di fatto vedrà la luce entro la legislatura”. Ma “quello che manca è una legge nazionale. Non abbiamo una legge nazionale che garantisca i diritti delle coppie gay”.

A seguire, è intervenuto Franco Grillini, giustamente domandando cosa ne pensano di questo tema anche gli altri candidati alla carica di primo cittadino della città. E altre proposte da altre formazioni e coalizioni politiche arriveranno.

Vale ora la pena fare un paio di considerazioni. Parto da una vicenda tematicamente lontana: le multe e le relative chiusure di alcune osterie al Pratello. Anche in questo caso, protagonista di alcune dichiarazioni ondivaghe è stato Delbono. Prima ha affermato che il provvedimento gli sembrava “sproporzionato”, lasciando intendere che una volta eletto quella decisione sarebbe stata rivista. Poi, sommerso dalle critiche interne al PD per aver morbidamente contestato l’operato di Sergio Cofferati, è tornato sui suoi passi per confermare che come s’era comportata l’amministrazione comunale “andava bene”. Al che, alcuni autorevoli esponenti del PD, per difendere il candidato dalle accuse di neo-proibizionismo hanno affermato che “è la prima dichiarazione quella che vale”. Tra l’altro fatta davanti e a dei giornalisti, come quella che sto per illustrare.

Delbono non è la prima volta che interviene sulle coppie di fatto. La prima volta lo fece tre settimane fa, con un’intervista al Resto del Carlino. In quell’occasione affermò che “l’attuale trattamento di queste unioni, per come sono previste nella legislazione nazionale e regionale, è adeguato”. Come commenta cantando Vasco: va bene così.

Ecco la prima considerazione, che virtualmente rivolgo agli esponenti del PD intervenuti in occasione della disputa sul Pratello. Anche questa volte vale la prima dichiarazione? O stavolta vale la seconda e alla prossima occasione la terza? E’ importante saperlo, per regolarci efficacemente su quando ascoltare Delbono.

La seconda considerazione. Nei palazzi del potere, quando un politico non desidera esporsi su di un argomento, perché infastidirebbe gli uni e vuol tenersi “buonini e calmini” gli altri, adotta questa strategia: invoca l’intervento di un’istituzione superiore. Quando si parlava di regolare l’immigrazione e integrare i migranti, i ministri del Governo Prodi invocavano l’Europa. Oggi Delbono invoca il Parlamento nazionale per l’identica ragione: gli permetterà di fare così poco per i diritti di cittadinanza delle persone omosessuali, bisessuali e trans che le trasformerà in formichine felici per le briciole raccolte.

Flavio Delbono

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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