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Ogni anno is better

Rainbow on NettunoIl Cassero ha annunciato che proporrà il Pride nazionale a Bologna nel 2012.

E’ una bella notizia, anche senza l’aggettivo “nazionale”: alle persone lgbt bolognesi bisogna dare un pride ogni anno, a prescindere dalla “nazionalità” dell’evento.

Ne sono sempre stato convinto e non ho ancora trovato ragioni valide che mi convincano del contrario.

Emilia-Romagna, una clericale verso la presidenza della Commissione Pari Opportunità

Silvia Noè

Silvia Noè

Indiscrezioni giornalistiche danno Silvia Noè dell’UDC in prima fila per la presidenza della Commissione Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna. La candidatura fa parte della strategia del PD per allargare il campo delle alleanze politiche; non avendo potuto includere direttamente gli integralisti dell’UDC nella coalizione che ha vinto le recenti elezioni regionali, a posteriori offrono loro una poltrona.

E che poltrona! Importante per i diritti delle donne e delle persone lgbt, tematiche su cui, è noto ai più, il partito di Casini può vantare posizioni avanguardistiche in tema di diritti civili.

La Rete Laica Bologna ha ricapitolato con un comunicato stampa le posizioni in materia di Noè: è contraria al rinoscimento dell’omogenitorialità e delle coppie omosessuali, è contraria all’aborto e sulla pillola RU486 ha una posizione diametralmente opposta a quella della Regione, ha definito il Bologna Pride una manifestazione “di depravazione e di degrado”, è contraria al testamento biologico. I laici emiliani ne traggono dunque le dovute conseguenze:

Se diventerà presidente della Commissione Pari Opportunità, tanto vale che la Banda Bassotti venga nominata al Bilancio. Con questa ipotesi di alleanza/desistenza con l’UDC, si prospettano tempi ancor più bui, nella nostra regione, per la laicità.

Recentemente la Noè andata a protestare contro uno spettacolo teatrale, come ci ha mirabilmente raccontato Vincenzo Branà, perché conteneva una scena in cui Gesù dava un bacio a una donna devota. In quell’occasione, la barricadera Noè, dimentica della libertà d’espressione (anche artistica) sancita dalla nostra Costituzione, con slancio da crociata dichiarava: “Perchè non prendono di mira Allah?”. E infatti pochi giorni dopo, di mira Allah l’hanno preso, dando fuoco al Centro di Cultura Islamica. Certamente non è stata la prodigiosa Noè e altrettanto certamente le sue parole denotano un razzismo e un’intolleranza religiosa degna del più oscuro medioevo, che alimentano la paura e istigano ad azioni violente.

Katia Zanotti, da anni protagonista del movimento delle donne in città e presidente dell’Associazione per la Sinistra, saputa la notizia della candidatura della casiniana, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera alla redazione di Repubblica.

Nessuno scambio politico sulle libertà delle donne, sui diritti delle persone omosessuali, sulle libere scelte procreative è tollerabile in questa regione, per la storia importante di emancipazione, di liberazione, di difesa intransigente della laicità delle tante donne dell’Emilia Romagna. Le posizioni al riguado di Silvia Noè sono note e sono inconciliabili con questa storia. Le prove di alleanze allargate del PD, se in tale contesto dovesse stare l’indicazione di una esponente dell’UDC alla Commissione Pari Opportunità, sarebbero l’ennesima esibizione di un tatticismo del Partito Democratico emiliano e bolognese che risponde al vuoto evidentissimo di politica di questo Partito.

Da segnalare l’analisi di Fausto Anderlini, sociologo, vicino al PD, che lancia un allarme: con questa mossa (e altre simili) i voti del partito diminuiranno significativamente.

L’offerta alla Noè Silvia, la nota pulzella casiniana, delle “Pari Opportunità” regionali, con il nobile intento di allargare al centro il perimetro del centrosinistra, sembra essere una di quelle mosse che più controverse non si potrebbe. Un’Alea che rischia di lasciare al di qua del Rubicone una parte delle truppe. Come non bastassero quelle già disperse, ammuntinate, contumaci o disertate. Prendi un voto (forse) ne perdi due (sicuri).

I “laici” del PD sono “non pervenuti”: quando c’è da prendere una posizione diversa dagli ordini di scuderia, come per magia si fan di nebbia e aspettano che passi la burrasca. Che dire? Grazie mille, molto utili.

Franco Grillini, provocatoriamente attaccato da Noè per la sua strenua difesa dei diritti civili, replica serafico che “non sarà mai eletta coi voti dell’Italia dei Valori” e che quella poltrona dovrebbe essere occupata da una “donna laica, libertaria, di sinistra”.

Concordo in pieno con l’amico Franco.

Gay bolognesi e emiliani, brevi istruzioni per il suicidio

1. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi concede qualcosa purché rinunciate alla pubblica rivendicazione delle vostre richieste, fatelo.

2. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi finanzia il Pride con 1.500 euro e poi sgancia 2 milioni di euro all’anno alla Curia, ringraziatelo: siete pur sempre nei suoi pensieri.

3. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi promette una legge regionale contro le discriminazioni e poi in cinque anni non riesce ad approvarla a causa dei veti dei cattolici, plaudite l’escamotage d’inserire un articolo nella finanziaria emiliano-romagnola: ottenere qualcosa è sempre meglio che lottare con dignità.

4. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza difende il crocefisso dalla assurde richieste di laicità che provengono dall’Europa, complimentatevi con voi stessi per aver votato democristiano.

5. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza prende le distanze dai festival culturali che organizzate e afferma di non aver approvato i finanziamenti, riunitevi in preghiera: è solo un brutto momento, passerà.

6. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza sostiene che offendete la Santa Romana Chiesa, per buona educazione distogliete lo sguardo dalla sua lunga sottana nera.

7. Quando chiedete una campagna informativa contro le malattie a trasmissione sessuale e l’assessore del partito di centro-sinistra e di maggioranza vi risponde che non si può mostrare un preservativo, esclamate “Mea culpa”. Lo sanno tutti che i bambini li porta la cicogna.

8. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza elegge contemporaneamente un discepolo dell’Opus Dei e una persona omosessuale, fingete che quest’ultima conti qualcosa.

9. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi regala una briciola, sentitevi sazi come Lucio Licinio Locullo dopo una cena in compagnia di Cicerone e Pompeo.

10. Quando il masochismo non sarà più una piacevolissima pratica sessuale ma politica, avrete raggiunto il vostro obiettivo. Amen.

MONTEVENTI UNISCE coppie gay, lesbiche, etero. La cerimonia in Piazza dell’Unità

BOLOGNA. MONTEVENTI CELEBRA NOZZE GAY, POI REGISTRO AL PD
BCL CERCA COPPIE (ANCHE ETERO), LA ‘CERIMONIA’ IN PIAZZA UNITA’

DIRE, Bologna, 20 maggio – Nozze gay in Piazza dell’Unità per il gran finale della campagna elettorale. Le celebrerà, con fascia arcobaleno (i colori del movimento omosessuale), il candidato sindaco di Bologna Città Libera, Valerio Monteventi. Gli organizzatori stanno cercando proprio in questi giorni le coppie da unire nel rito collettivo: siano esse gay, lesbiche o eterosessuali. “Non vuole essere uno scimmiottamento di matrimonio o di unioni civili”, avverte il candidato consigliere di BCL Maurizio Cecconi. Proprio per questo per l’evento è stato scelto un nome (“Monteventi unisce”) e un luogo (appunto Piazza dell’Unità) che richiamino un più ampio concetto di solidarietà sociale. Questo non impedisce che, alle 17 del prossimo 30 maggio, venga inscenato un vero e proprio “rito civile”. Il celebrante Monteventi pronuncerà anche una formula, attestando “che quelle persone si impegnano simbolicamente a sostenersi reciprocamente”, come anticipa lo stesso Cecconi. Il quale, in quell’occasione, si unirà col suo compagno “che è croato e si chiama Tomas”. Per farsi “sposare”, fanno sapere gli organizzatori, basterà chiederlo. Durante l’evento in Piazza dell’Unità verranno regalati “tortellini gay”, coi nomi dei candidati gay e lesbiche di Bologna Città Libera. Ma soprattutto verrà compilato “un registro informale dove le coppie che partecipano danno la loro adesione. Lo invieremo alla sede elettorale di Flavio Delbono”. Bologna, ricorda infatti Cecconi, “è una delle capitali del movimento gay, qui c’è stato il Pride nazionale lo scorso anno e il candidato del centrosinistra evita di usare parole come gay, lesbica e trans”. Ma la cerimonia non è comunque una novità assoluta. “Celebrai delle nozze gay già 6 o 7 anni fa al Cassero, con Marcella Di Folco”, ricorda Monteventi.

Per comunicare la tua presenza come coppia
scrivi a maurizio@puta.it
oppure telefona al 3498084899

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Unioni civili

Omosessualità e sport – L’inchiesta de La7

Bologna, giornata contro l’omofobia. Cecconi: “Meno banner e più fatti”

Bologna Città Libera
Comunicato stampa, 15 Maggio 2009

GIORNATA CONTRO L’OMOFOBIA.
CECCONI: “MENO BANNER PIU’ FATTI”

Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per BCL, sulle nuove pagine web del sito del Comune di Bologna dedicate alle politiche delle differenze e annunciate oggi dall’Assessora Virgilio.

“Da parte di un Comune che ha aderito alla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, impegnandosi ad “organizzare una giornata tematica contro l’omofobia e la transfobia” e ad attivare un tavolo di confronto tra il Comune di Bologna e le associazioni gay, lesbiche, bisessuali e trans presenti sul territorio e che non ha realizzato nessuno dei due impegni presi, la pubblicazione sulle pagine web del Comune di Bologna di informazioni relative alle attività autonomamente realizzate dalle associazioni per il 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, ha il sapore di un gesto simbolico privo di ricadute concrete”, così Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per Bologna Città Libera, che continua: “Per dirla con uno slogan: Meno banner e più fatti. Solo su questi si misura la coerenza di un’amministrazione. Fatti che finora son stati di gran lunga insufficienti.” Conclude Cecconi: “Ne ricordo uno su tutti: l’anno scorso abbiamo organizzato un Pride nazionale, con 50 eventi culturali, tra cui iniziative contro l’omofobia e il contributo totale del Comune è stato di 1.500 euro: pochi spiccioli per poter dire “io c’ero”".

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009

L’editoriale del nuovo numero di Cassero Magazine, a cura del Consiglio Direttivo, dedicato al bilancio della Giunta Cofferati e alle elezioni amministrative di Bologna.

A Bologna ci vorrebbe un sindaco gay. Come Wowereit a Berlino e Delanoë a Parigi. Omosessuale dichiarato e laico convinto, proprio come loro due. Bologna se lo meriterebbe proprio a questo punto, quanto meno per invertire il flusso di cervelli (creativi in testa) che da questa città si è mosso – in fuga – verso la Mittel Europa. E seppure non siamo tra quelli che sostengono l’esistenza di un fattore “gay” portatore automatico di successo (o forse ne siamo intimamente convinti, ma non ne facciamo una dottrina), dobbiamo arrenderci davanti all’evidenza che dinanzi alla deriva in cui è finita la nostra città, neanche Cristiano Malgioglio – la chìra meno vocata alla fascia tricolore – potrebbe essere in fondo una catastrofe. Quindi, perché non provare…

Invece anche per questa volta niente banana ossigenata, nessun colpo di scena. Per la chiamata alle urne che ci apprestiamo ad onorare ci dobbiamo accontentare dell’ordinario, seppure in dose decisamente abbondante. Sì perché a Bologna, a questo giro, tutti vogliono fare il sindaco, perfino un prete negazionista mandato a spendere perfino da Caffarra e Beppe Maniglia, che nel caso si sposterebbe solo di qualche metro. E si litiga questo giro, e alla grande, quasi si arriva alle mani. Poi si fa a gara a chi ha i trigliceridi più bassi, a chi infila più lettere anonime sotto le porte, a chi si cala di più l’onorario per sostenere le foche orfane dell’isola di Pantelleria. Povere. Noi da questo baillame vorremmo un po’ prendere le distanze, senza voltare le spalle però, perché a votare bisogna andarci: è un diritto e un dovere. Nelle pagine che seguono quindi tenteremo di offrirvi una mappa rainbow per orientarvi nella giungla di questa campagna elettorale. Una mappa non neutrale, anzi disegnata con un preciso orientamento, frutto di una discussione che si è articolata nei diversi momenti partecipativi del nostro circolo. Solo per le europee indichiamo nettamente una preferenza, quella per Alessandro Zan in corsa nelle fila di Sinistra e Libertà. Per le comunali invece il Cassero a Bologna non esprime indicazioni di voto legate a una particolare forza politica bensì sostiene tutti e cinque i candidati glbt al Consiglio comunale, quale che sia il simbolo che colora la loro scesa in campo. Tre di loro in particolare – Bruno Pompa, Maurizio Cecconi e Sergio Lo Giudice – sono espressioni dirette della nostra storia associativa che ancora oggi si intreccia con la loro militanza. Stesso ragionamento per il Quartiere Porto, quello all’interno del quale il Cassero si trova: due candidati glbt corrono per la carica di consigliere, entrambi godono della nostra totale fiducia. Per i candidati sindaci, invece, questo Consiglio Direttivo ha scelto di non dare indicazioni bensì di aprire un confronto diretto con tre dei tanti aspiranti alla fascia tricolore, cioè Flavio Delbono, Giorgio Guazzaloca e Valerio Monteventi. Anche di questa scelta, e delle conseguenti esclusioni, troverete più avanti le motivazioni. Con la speranza che le risposte all’intervista che gentilmente ci hanno concesso siano per voi di qualche utilità per sciogliere le ultime incertezze sul voto. Infine un’incursione nelle comunali di Ferrara dove è candidato Flavio Romani. Flavio è un nostro caro amico, un attivista di prima linea, una delle persone che ha contribuito a rendere grande il Pride di Bologna. Non abbiamo perciò alcun dubbio nell’indicare agli amici di Ferrara il nome di Flavio per la carica di consigliere comunale.

Le ultime parole le spendiamo per Cofferati, il sindaco di Bologna, quello che se ne va. Il peggiore mai passato da queste parti, questa è l’unica cosa su cui attualmente sembrano convergere sia la destra sia la sinistra. E noi, innanzitutto. La nostra liason col sindaco sindacalista è una favola breve che intitoleremmo “la piazza”: inizia a Roma, coi milioni di manifestanti ai piedi dell’allora leader della Cgil. Quella piazza allora ci fece sognare. Poi però arrivò piazza Maggiore, negata a Miss Alternative, il nostro defilée che ogni anno ricorda alla città che bisogna lottare contro l’Aids, e concessa poi a ogni corsa, volata, tiro a canestro. Perfino all’expò dei cazzi di cioccolata, tutti regolarmente senza preservativo. E con l’ultimo capitolo, poi, chiuderemmo parlando di un giardino. Quello che la Giunta ha scelto proprio poche settimane fa di intitolare a Stefano Casagrande, dando risposta alla richiesta che facemmo in occasione del Gay Pride. Chiaramente quel fazzoletto di verde, per quanto piccolo e nascosto, per noi è già un cortile di Versailles. E il “grazie” dinanzi a un dono, a una concessione, è un costume dal quale non ci sottraiamo. Ma se a qualcuno, ai tempi del Bologna Pride, era parso di aver sentito Cofferati parlare di una “via” sappia che non si era sbagliato. Magari poi già allora intendeva giardino, vai a sapere. Oppure più semplicemente si è confuso. Fortuna che a Genova – dove appena trasferito ci vedrà arrivare per il Gay Pride – sono quasi tutti vicoli e stradine: una mappa più semplice che gli eviterà in futuro qualunque incomprensione.

[Scarica Cassero Magazine ; 5 MB]

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009 - Copertina

Bologna. Gay e lesbiche al voto

Bologna alle urne. Si rinnova il consiglio comunale. Per la prima volta numerose persone omosessuali, dichiarate e visibili, sono candidate in varie liste. Abbiamo affidato all’attitudine giornalistica di Franco Grillini, direttore di Gaynews, la gestione dell’incontro con quattro di queste candidature, tutte “vicine” al circolo e tutte per il consiglio comunale. Un dibattito per conoscere gli individui, i loro partiti e programmi di riferimento, le istanze di un movimento che agisce localmente, le sfumature che distinguono pratiche ma che accomunano sogni. Ad un anno di distanza da uno dei più grandi e ben riusciti Pride della storia italiana recente, esponenti del mondo lgbt cercheranno di mettere ordine tra le priorità nazionali e i desiderata locali che possono migliorare il nostro grado di cittadinanza, purtroppo ancora confinato alla serie B.

Mercoledì 13 maggio 2009
Arcigay “Il Cassero” – Gay & Lesbian Center
presenta

GAY E LESBICHE AL VOTO
aperitivo e tribuna politica

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Incontro con

Maurizio CecconiBologna Città Libera
Cathy La TorreSinistra per Bologna
Sergio Lo GiudicePartito Democratico
Bruno PompaSinistra per Bologna

Modera

Franco Grillini – Direttore GayNews

Aperitivo H 20.00
Inizio dibattito H 21.00

Ingresso gratuito e senza obbligo di tessera

[Scarica l'invito in alta risoluzione]

Gay e lesbiche al voto

Bologna, “Il Cassero”: lo stop alle manifestazioni è proibizionismo

In una città che quotidianamente consolida il suo ruolo di teatro di violenza lo “stop” alle manifestazioni durante il week-end imposto dalla prefettura con l’accordo di Comune e Provincia – e argomentato con l’obiettivo assolutamente discutibile di “migliorare la vivibilità del centro storico nelle giornate di sabato e domenica” – ha i connotati di un provvedimento irresponsabile e unilaterale, che in nome di una non meglio specificata vivibilità, chiude le porte del centro cittadino alle libere espressioni dei suoi abitanti. “Il Cassero” di Bologna esprime un dissenso forte rispetto a questa scelta e chiama gli amministratori locali – Cofferati e Draghetti, entrambi presenti all’incontro in prefettura – ad assumersi responsabilità rispetto alla deriva del cuore cittadino, senza ulteriormente caricare di questi problemi la cittadinanza, i suoi fermenti, le sue espressioni. In cinque anni di mandato Provincia e Comune di Bologna hanno messo in campo un’imbarazzante sequenza di divieti che hanno profondamente interrotto la vivacità di fruizione degli spazi cittadini. Ne soffrono gli albergatori, i commercianti, e i cittadini tutti, costretti a muoversi in una città divenuta a tutti gli effetti vuota e pericolosa. Cortei, happening, flash mob sono la linfa e l’anima di un tessuto urbano, canali di scambio e confronto di opinioni. Censurarli vuol dire sottoscrivere la deriva di questa città, percorso di sofferenza rispetto al quale gli amministratori del centrosinistra bolognese non si sono mostrati per niente all’altezza, latitando sulle proposte e inflazionando la cultura e del divieto e del proibizionismo, che non è legalità bensì soltanto uno stile anacronistico e povero (di risorse e di idee) per affrontare problemi. Il Bologna Pride dello scorso anno, così come il Crossing Kisses che abbiamo messo in atto per il giorno di San Valentino, sono dimostrazioni di come il pensiero, l’opinione, il movimento possano essere ingredienti pacifici e sereni di confronto e pluralismo. Draghetti, Cofferati per convincerci dell’opportunità di questo loro ulteriore atto di forza, dovranno prima smentire questa considerazione e dichiarare chiusa, dall’alto del loro colore politico e delle proprie storie – l’era dell’espressione del pensiero per lasciar spazio a quella dello shopping.

Protest!

Englaro: il Governo contro la Costituzione – Martedì 10 Febbraio, fiaccolata in Piazza del Nettuno a Bologna

PER ELUANA E BEPPINO ENGLARO E PER LO STATO DI DIRITTO
Fiaccolata in Piazza del Nettuno, Bologna
Martedì 10 Febbraio 2009, H 17.30

Promossa dalla Consulta di Bioetica in tutta Italia

[Scarica e stampa i manifesti: File 1 | File 2]

Eugenio Scalfari invita a partecipare alle manifestazioni di Roma e di Bologna
“E’ una cosa buona che i cittadini vadano in piazza a difendere la Costituzione”
RepubblicaTV

L’appello di Margherita Hack
madrina del Bologna Pride
“Bisogna reagire”

Ascolta l’invito ad aderire di Antonio Bagnoli
che a nome della Consulta di Bioetica
invita alla partecipazione al sit-in [fonte Radio Città del Capo]

Aderiscono
Bologna Città Libera, Circolo UAAR di Bologna,
Associazione LiberaUscita, Associazione Politica e Classe,
Arcigay, Arcilesbica, Rivista “Lucidamente”, Fuoricampo Lesbian Group,
Scuola e Costituzione – Comitato di Bologna, Associazione Politeia,
Associazione Coscioni, Radicali Italiani, Radicali Adelaide Aglietta,
Verdi Toscana, Fondazione Critica Liberale, Associazione Radicale Certi Diritti,
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, Presente è Futuro, Let’s Queer,
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Agedo Bologna,
Arcilesbica Bologna, A.N.P.I. – Sezione Pianoro, Associazione Vita di Donna
Per le adesioni lasciate un commento

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, all’unanimità, un disegno di legge che interviene sul caso di Eluana Englaro. Un solo articolo che recita: “In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”.

Ora che con l’approvazione del disegno di legge lo stato di diritto è stato sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che l’autonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. Vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.

Eluana, a causa di un incidente, è in stato vegetativo permanente da 17 anni. Eluana aveva esplicitamente detto al padre che mai avrebbe voluto sopravvivere in simili condizioni. Come ha detto, giustamente, Beppino Englaro: “Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto. La cosa più naturale è quella di lasciarla morire, e quindi di sospendere i sostegni vitali perché lei si era espressa in questo senso”. L’alimentazione artificiale ha interrotto il percorso della natura.

Fiduciosi che la vicenda di Eluana si potesse finalmente concludere come Lei stessa avrebbe voluto, non siamo intervenuti prima per ottemperare alle richieste di silenzio della famiglia Englaro. Ora che lo Stato di diritto è sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che l’autonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. E vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.

C’è una sentenza della magistratura, c’è la volontà di Eluana, c’è la battaglia di libertà di un padre. C’è la battaglia di laicità per questo paese.

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[Scarica e stampa i manifesti: File 1 | File 2]

Un'immagine di una fiaccolata in piazza a Bologna

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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