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Pronti alla grande ammucchiata?
Io sì, ma solo a letto. Con l’UDC, testa d’ariete della negazione di diritti delle persone lgbt, fiera avversaria della laicità delle Istituzioni, quale programma di governo è possibile immaginare per la città di Bologna?
Dalle parti del Partito Democratico devono pensare (sottovoce): “Ma chi se ne frega della laicità e dei diritti e del programma, qualcosa da scriveremo lo troveremo. Del resto sono anni che riempiamo pagine su pagine di programmi elettorali che nessuno legge”.
E infatti Andrea De Maria, segretario uscente del PD, dichiara: “Ritengo giusto che il centrosinistra sviluppi un confronto sui programmi sia con l’UDC, sia con l’esperienza della lista civica promossa da Giorgio Guazzaloca”.
La ciclabile c’è ma non si vede
Una settimana fa ho scritto delle piste ciclabili a Bologna. Radio Città del Capo ha svolto una video-inchiesta, che vi segnalo e che conferma lo stato pietoso della nostra mobilità sostenibile.
La casa, un problema che a Bologna non esiste
A Bologna esiste una “emergenza graffiti”, una “emergenza buche stradali”, una “emergenza pedoni con birre in mano per strada”. Ad ognuna di queste “emergenze”, tutti i quotidiani locali, nessuno escluso, dedicano pagine e pagine di inchieste, commenti, reportage, petizioni a far di più e di meglio. Delle persone e delle famiglie senza casa, perché sfrattati e senza reddito, invece si parla solo se queste occupano il piazzale antistante il Municipio: qualche trafiletto per qualche giorno. La politica, di destra e “sinistra”, di pari passo, ama dedicarsi agli argomenti futili, piuttosto che confrontarsi coi problemi drammatici delle nuove povertà (a cui, se interrogata, non saprebbe cosa rispondere). Tornerò nei prossimi a commentare più approfonditamente i dati relativi al problema della casa a Bologna. Oggi mi limito a segnalare due meritorie video-inchieste del Popolo Viola Bologna. La prima relativa agli occupanti di un immobile sfitto in Via Legnano a Borgo Panigale, di proprietà dell’amministrazione comunale. La seconda dedicata alla tendopoli allestita dalle RDB e da ASIA in Piazza Liber Paradisus. Gli sfrattati chiedevano “un nuovo piano-casa che rimetta al centro le politiche per gli alloggi popolari”. Il Commissario Cancellieri ha risposto facendoli sgomberare: Cofferati docet, Merighi proseguiva, Cancellieri persevera.
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Hera e il business del caro estinto
Il servizio di onoranze funebri e di trasporto del Comune di Bologna è stato affidato in concessione alla società Hera Spa, che gestisce questa attività per mezzo della società Hera Servizi Funerari. La società opera sia nel caso di persone decedute nel territorio del Comune di Bologna, sia nel caso di persone decedute al di fuori del territorio comunale, occupandosi di ogni aspetto amministrativo ed organizzativo legato alla effettuazione del servizio funebre. Gli eventuali interessati devono rivolgersi a Hera Servizi Funerari per concordare orari e modalità di svolgimento del funerale, compresi il tipo di cassa e le prestazioni accessorie (fiori, necrologie, memorie, e così via).
Troppo mamma per l’assessorato
Piste ciclabili? Fatto
“Gimkane tra cassonetti e pensiline dell’autobus come in via Stalingrado, rischiose curve cieche come in via Azzurra, strettoie pericolose come in alcuni punti di via delle Moline o via Marx. E ancora: segnaletica spesso assente, spazi ristretti per bici e pedoni separati da semplici righe bianche, ostacoli ingombranti di tutti i tipi. Non sono vere e proprie piste. E tutta la rete della città è fatta da pezzi scollegati e poco fruibili”.
Nel 2009, passano tre mesi dall’insediamento della Giunta Delbono e va in scena la farsa (degno epilogo d’una tragedia): il presidente della Commissione Mobilità, Paolo Natali (PD), propone di usare i portici anche per le biciclette. Immaginate: biciclette contromano, slalom tra i pedoni, vecchiette in preda al panico, commercianti inferociti perché molestano lo shopping. Di fronte al ridicolo che monta, Claudio Merighi, vice-sindaco, fece una mezza marcia indietro: “Stiamo valutando”.
Scomettiamo che nel prossimo programma del centrosinistra compariranno le piste ciclabili e che non le vedremo per i prossimi vent’anni?
PS: Bologna è al 32° posto nella classifica delle città italiane che favoriscono la mobilità in biciletta (la peggiore in Emilia-Romagna). Ma si sa: i politici si muovono i autoblu. Che gliene frega a loro della bicicletta?





