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Non giacerai con maschio come con la femmina
Chiariamo subiti quali sono i presupposti teorici (e anti-scientifici, argomento che tratterò più avanti) delle cosiddette “guarigioni”: questi “terapisti” predicano che esiste solo l’eterosessualità e che l’omosessualità è un problema medico e/o la devianza psicologica di un “eterosessuale latente”.
Il background culturale in cui si sono innestate queste organizzazioni è quello della condanna umana e sociale dell’omosessualità, che la Chiesa Cattolica diffonde ogni giorno. Questo terreno fertile affonda le sue radici nella Bibbia, in particolare in un libro dell’Antico Testamento, il Levitico, laddove leggiamo che “non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio” (18,22) e che “se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (20,13). Lo stesso Levitico condanna come abominio i tatuaggi, mangiare i crostacei e radersi; andrebbe infatti letto con spirito critico e capace di calarlo nel tempo in cui stato scritto, con un approccio storico.
Da quelle cinque frasi, la Chiesa Cattolica ha elaborato, nel corso dei secoli, un florilegio di prescrizioni sessuofobiche e dense di stigma sociale verso le persone omosessuali. Posizioni mai disconosciute.
Saverio Tommasi s’è infiltrato in un “gruppo di guarigione” ospitato in un convento e ne ha tratto un’illuminante inchiesta video, disponibile a questo indirizzo. L’inchiesta è stata presentata su Arcoiris TV.
L’Ordine Nazionale degli Psicologi ha condannato le “terapie riparative”, con queste chiare motivazioni scientifiche: “Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri, e quindi nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. E’ evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona“. L’ultimo grassetto è mio.
La posizione dell’Ordine è particolarmente importante ed stata approfondita da un’altra inchiesta di Saverio Tommasi.
In Italia esistono due organizzazioni, appoggiate dal Vaticano, che s’incaricano di “guarire” l’omosessualità dei “pazienti” che si rivolgono loro. Sono Agapo e il Gruppo Lot. Se leggete qualche volontino o altro che ne reclamizza le attività, non esitate a denunciarli, rivolgendovi alle associazioni lgbt a voi più vicine, che potranno contattare, grazie alla vostra testimonianza, l’Ordine regionale degli psicologi.
Anche l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha infatti duramente condannato le “terapie riparative” e, in questa recente occasione, ha realizzato una video-intervista a Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay.
Morale della favola: infinocchiatevi e non fatevi raggirare da chi vuol trasformare una condizione personale che, come tutte le condizioni, regala gioia se vissuta con consapevolezza, in un “peccato”, una “perversione”, una “malattia”.
Il 5×1000 di Dio
Segnalo un post scritto per il mio blog Esilio laico, sul sito del Cassero: Il 5×1000 di Dio. Tema: i tagli del Governo Berlusconi ai fondi per il volontariato, usati per finanziare l’editoria dei partiti politici e le scuole private paritarie.
Sostieni Farug, per un’Uganda inclusiva delle persone lgbt
L’omosessualità in Uganda è un reato punibile con la reclusione dai 10 anni all’ergastolo. Gli omosessuali maschi quindi spesso preferiscono sposarsi e condurre una doppia vita. Le lesbiche sono invece costrette al matrimonio e violentate dai mariti; quando sono visibili possono subire stupri correttivi, pratica incoraggiata dalle stesse famiglie delle vittime, ritenendo che il lesbismo sia dovuto alla mancanza di occasioni di avere relazioni con uomini.
Giovedì 21 ottobre al Cassero, pagando un ingresso di 3 €, potrete partecipare al seguente ricco programma:
19.30 // Apertivo goloso e solidale e opening Bar
21.00 // Documentario “The Kuchus Of Uganda”, della svedese Mathilda Piehl [vedi anticipazione su YouTube].
22.00 // Dibattito con Manuela Fazia, presidente di Pianeta Viola Brescia.
22.30 // Concerto dei MaMaAFRIKA
I MaMaAFRIKA sono una formazione bolognese che propone al pubblico quasi esclusivamente pezzi originali cantati in diverse lingue (spagnolo, inglese, francese, italiano, portoghese, lingala) che spaziano tra i vari ambiti della black music (reggae, ska, funk, latin, hip hop) per arrivare a sonorità più occidentali (punk, rock) dando vita al “trash reggae in lo-fi” che parla di uguaglianza, amore e speranza.
La serata è in collaborazione con: Pianeta Viola Brescia, Gruppo Contatto Modena, Volontari del Cassero.
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Portate le mamme
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Accreditati come blogger al Gender Bender Festival 2010
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Quest’anno, per la prima volta, potrai seguire il Gender Bender Festival, che si svolgerà a Bologna dal 30 ottobre al 6 novembre 2010, e raccontare gli eventi più interessanti, intervistare gli ospiti e aggiornare il tuo blog.
I blogger selezionati possono avere:
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Per partecipare agli appuntamenti a numero chiuso, sarà necessario prenotare presso la segreteria organizzativa.
Fatevi avanti!
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Il programma di Gender Bender 2010 è online: www.genderbender.it!
Il programma di Gender Bender 2010
Questa edizione è dedicata al tema della “popstar”.
Il calendario di eventi cinematografici, musicali, teatrali, di danza e seminariali è ricco e vario quanto mai.
Il festival vi aspetta a Bologna dal 30 ottobre al 6 novembre.
Gender Bender è prodotto e organizzato dall’Arcigay “Il Cassero”.






