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L’asso di briscola

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Un momento del Pride a Roma

Il momento storico è grave e incombe sul movimento lgbt e sulle sue maggiori associazioni il rischio di una sconfitta catastrofica.

Che piaccia o non piaccia il ddl Cirinnà, qualora fosse approvato dal Senato in una versione ulteriormente monca, e in particolare senza un primo riconoscimento dell’omogenitorialità e delle adozioni coparentali, la partita si chiuderebbe per almeno dieci anni – tanti ne servirebbero per modificare l’eventuale legge attraverso le aule dei tribunali.

Ed è inutile sperare in un cambiamento della legge alla Camera; dovrebbe comunque passare nuovamente attraverso le forche caudine del Senato.

Di tutto ciò occorre avere consapevolezza.

Prima di disperarci, dobbiamo però chiederci se abbiamo fatto tutto il possibile per incassare una vittoria su un punto per noi dirimente: i diritti non possono essere parcellizzati, sì alle coppie, ma no ai bambini e via frantumando.

A mio avviso, non abbiamo ancora giocato tutte le carte che come movimento lgbt e come laiche e laici italiani abbiamo a disposizione.

La battaglia politica non la si fa con un hashtag su Twitter o con l’inutile indignazione su Facebook o coi comunicati stampa; questi sono strumenti per la comunicazione.

La battaglia politica la si fa in piazza, mostrando le nostre vite, le nostre facce, la nostra dignità e la nostra volontà di ottenere quanto ci spetta.

Prima che si arrivi a quel voto, abbiamo ancora modo di calare l’asso di briscola – e il calendario ci viene in aiuto.

Sabato 13 febbraio (il giorno prima di san Valentino) e domenica 14 febbraio (san Valentino) sono date perfette per una manifestazione straordinaria nazionale a Roma.

Le piazze del 23 gennaio scorso hanno dimostrato quanto la società italiana sia attenta e trasversalmente pronta a mobilitarsi per l’estensione dei diritti e per l’uguaglianza.

Non sprechiamo questa occasione per timori, convenienze partitiche, giocando solo di rimessa e di melina.
E’ necessario andare all’attacco, introdurre fatti nuovi nel dibattito.

Ognuno/a si faccia sentire dentro le associazioni a cui è iscritto o a cui è vicino.

La vittoria non è sicura, ma ancor peggio della sconfitta è brutto pentirsi a posteriori di non aver compiuto il possibile e l’impossibile per vincere.

Il momento è ora.

Aggiornamento del 17/02/2016: sostituite 13 o 14 febbraio con un’altra data a vostra scelta, purché prima che lo scempio si compia, e il ragionamento non cambia.

3 Commenti a “L’asso di briscola”

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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