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Omofobo sarai tu

OMOFOBO SARAI TU
Di Maurizio Cecconi
(Articolo per la rivista calabrese “Il Pensiero”)

Si parla e si scrive troppo di “omofobia in Italia” in questo periodo. Spesso lo si fa senza cognizione di causa. Niente di cui sorprendersi, sia chiaro: c’è tanta ignoranza attorno al tema delle sessualità, delle omosessualità e delle identità di genere. Basti pensare che ancor oggi c’è chi confonde travestito con transessuale, oppure chi crede che essere un maschio omosessuale equivalga ad essere sessualmente passivi. Naturale quindi che anche i “discorsi” attorno al fenomeno dell’omofobia subiscano gli effetti del pressapochismo italiota che, se causa dispiacere per le persone poco informate, diventa vera e propria indignazione per la disinformazione prodotta dai mass-media. Per questo ho accolto con piacere la possibilità di scrivere un articolo e ringrazio la rivista per lo spazio concessomi.

Per omofobia s’intende “la paura e l’avversione irrazionale nei confronti delle omosessualità”, ovvero la paura nei confronti dei gay e delle lesbiche. Nel caso della paura per le persone transessuali, è preferibile parlare di “transfobia”.

Secondo Erich Fromm, famoso psicologo tedesco, l’omofobia è correlata al timore di essere considerati omosessuali. Questo timore, afferma Fromm, è più frequente negli uomini che nelle donne, perché dal punto di vista culturale il maschio omosessuale viene considerato una “femminuccia” o un “mezzo maschio”, e nel pensiero sessista dominante “se un ragazzo viene definito “femminuccia”, si sente bollato e umiliato dal gruppo. Se una ragazza è invece definita un “maschiaccio”, a ciò non si accompagna uguale disapprovazione, anzi, spesso diventa motivo di orgoglio [...] Così la “femminuccia” è un codardo, un mammone, mentre la “maschiaccia” è una ragazza coraggiosa, capace di tener testa a un ragazzo. Probabilmente questi giudizi di valore vengono sussunti nell’atteggiamento che in seguito si sviluppa nei confronti dell’omosessualità nei due sessi” [fonte Wikipedia Italia].

Questo passaggio di Fromm è importante. Ci fa comprendere che non odiamo le persone omosessuali e i/le transessuali in quanto tali, ma perché la loro sola esistenza mette in discussione il modello di eterosessualità castrante che è stato imposto nei secoli dalla morale giudaico-cristiana. Mario Mieli – mamma del movimento di liberazione gay e autore del fondamentale “Elementi di critica omosessuale” [leggilo gratis] – la definiva “edu-castrazione”: vedeva nell’eterosessualità vigente la costruzione di un modello ottenuto per sola sottrazione (non sono questo, non voglio quest’altro, etc…) invece che il risultato di un confronto e di un nomadismo sessuale.

Il movimento gay/lesbico/bisessuale/trans è da tempo impegnato in tutta Italia in azioni di informazione e di lotta all’omofobia. Facciamo molto, senza dubbio, ma non facciamo ancora abbastanza. Ogni volta che sento la notizia di una violenza su una persona omosessuale o trans, mi si stringe il cuore e penso: “Cazzo! Non abbiamo fatto in tempo ad arrivare lì”. Certo, non è colpa del movimento: scrivo “abbiamo” e intendo tutta la società italiana.

Ed proprio quest’ultimo punto, quel “noi” che rappresenta l’Italia, il punto dolente di tutte le vicende riguardanti le violenze omofobiche. Non esiste nella nostra legislazione una legge che tuteli le persone omosessuali e transessuali dagli atti violenti compiuti nei loro confronti.

Questa assenza è ancor più grave se pensiamo che molti stati europei la possiedono da tempo e che contemporaneamente alle persone gay italiane non è riconosciuto nessun diritto di cittadinanza previsto per le persone eterosessuali, in primis il matrimonio e i benefici legali ed economici che ne derivano. Cornuti e mazziati!

Il movimento gay chiede in particolare l’estensione della legge Mancino, il testo che punisce le violenze compiute in base all’etnia o alla religione. Ci sembra che includere nella legge Mancino anche le violenze compiute contro le persone omosessuali e transessuali sia il modo migliore per tutelarle e per rendere l’Italia un paese appena più civile.

Quando lo approveranno? Nessuno lo sa, ma chi l’ha dura la vince (e non è un proverbio della Lega Nord).

2 Commenti a “Omofobo sarai tu”

  • OMOFOBO SARAI TU…

    OMOFOBO SARAI TU
    Di Maurizio Cecconi
    (Articolo per la rivista calabrese “Il Pensiero”)
    Si parla e si scrive troppo di “omofobia in Italia” in questo periodo. Spesso lo si fa senza cognizione di causa. Niente di cui sorprendersi, sia chiaro: c’è tanta i…

  • salutidavenezia:

    secondo me i gay si fanno già tanto male da soli o tra di loro, scaricare tutto sulla presunta omofobia degli eterosessuali è offensivo per chi non gliene può importare di meno e di certo non perde il suo tempo a odiare i gay

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