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Bocciata la legge Concia contro l’omofobia

BOLOGNA, 14 OTTOBRE – La legge contro l’omofobia, fortemente voluta dalla parlamentare PD Anna Paola Concia, dichiaratamente lesbica, è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha infatti votato l’incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sulla possibilità di mantenerlo in Commissione giustizia per una serie di “limature al testo”, come chiesto, in particolare, dall’UDC.

La “legge Concia”, che prevedeva l’aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali, era passata al vaglio della Camera dopo che era stata licenziata in Commissione giustizia con i soli voti contrari dell’UDC e dell’IDV, i quali avevano votato contro per motivi opposti: l’UDC perché contraria ad una legge contro l’omofobia, l’IDV perché la considerava, così com’è, inutile, non prevedendo un reato specifico ma solo un’aggravante.

Molte associazioni Gay-Lesbo-Bissesuali-Transgender, erano critiche infatti sulla legge Concia. Maurizio Cecconi, Consigliere nazionale Arcigay, ci spiega che la loro richiesta è da sempre quella di ampliare la legge Mancino, nata per punire i crimini a sfondo religioso (come quelli contro gli ebrei) e stata poi estesa ai crimini a sfondo razziale. “Estendere la legge Mancino ai crimini d’odio contro le persone omosessuali e transessuali – spiega Cecconi – significa dotare il sistema giuridico italiano di un reato specifico, che punisca severamente chi li commette”.

La posizione delle associazioni omosessuali è, quindi, molto più vicina a quella dell’IDV che a quella del PD e anche la Rete Lenfort, la rete d’avvocatura dei movimenti omosessuali, aveva tacciato la legge Concia come “inidonea”.

Tuttavia, la linea che è passata alla Camera dei Deputati, è stata quella espressa dall’UDC – cui si sono allineati PDL e Lega – che, nella pregiudiziale d’incostituzionalità, aveva spiegato come, vista la difficoltà di accertare i “moventi dell’animo” che spingono alla violenza, un’aggravante a favore di persone omosessuali creerebbe un’ingiustificata ineguaglianza di trattamento, contravvenendo a quanto sancito dall’art.3 della Costituzione. Inoltre, la legge Concia, violerebbe “il principio di “tassatività della fattispecie penale” contravvenendo all’art. 25. In altre parole, l’aleatorietà del termine “orientamento sessuale” sancirebbe un’aggravante per ogni “tendenza sessuale” compreso “incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, masochismo e qualsiasi altro genere di scelta sessuale, che nulla ha a che vedere con l’omosessualità”.

Il vero movente che avrebbe però spinto Lega e PDL ad allinearsi alle posizioni espresse dall’UDC, sarebbe da rinvenire nel testo congiunto firmato da otto deputati PDL, il quale parlava dell’introduzione di un’aggravante legata allo status di omosessuale come di una possibile apertura legislativa al riconoscimento di coppie di fatto e alla possibilità di adozioni o inseminazione artificiale per le coppie omosessuali.

La bocciatura di una legge necessaria a fronte di un continuo aumento di atti di violenza, ritenuta addirittura troppo leggera dalle associazioni GLBT ma affossata dalla Camera per paura di aprire la strada a nuovi diritti, fa sorgere spontanea una domanda: e se l’omofobia si annidasse proprio tra i banchi del Parlamento? | Di Stefano Spillare | Fonte BolognaNotizie

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