Il movimento lgbt non riconosca come sua la legge contro l’omofobia
Questi i fatti nudi e crudi.
Il movimento lgbt da anni è impegnato a chiedere qualcos’altro in merito alla lotta all’omofobia, ovvero l’estensione della legge Mancino. Per chi non lo sapesse o non avesse chiari i termini della vicenda, riepilogo qui brevemente perché preferiamo questa soluzione.
La legge Mancino è nata per punire i crimini a sfondo religioso, come quelli contro gli ebrei, poi estesa ai crimini a sfondo razziale, come quelli contro i migranti. Estendere la legge Mancino ai crimini d’odio contro le persone omosessuali e transessuali significa dotare il sistema giuridico italiano di un reato specifico, che punisca severamente chi li commette.
Al contrario, la legge Concia contro l’omofobia non istituisce nessun reato, prevedendo solo “un’aggravante”. Tradotto in parole semplici: se sei incensurato e mi picchi in quanto frocio, non ti succederà nulla: niente carcere. Se m’insulti, mi diffami pubblicamente in quanto lesbica, non ti succederà alcunché, perché non è previsto che si possano punire gli atti omofobi verbali (e così mettiamo al riparo la Chiesa cattolica e le sue offese quotidiane verso gay e lesbiche e trans da qualsiasi conseguenza. Ergo: insultateci pure, a noi ci piace moltissimo).
Dopo l’approvazione, specialmente da parte dei gay e delle lesbiche iscritti al PD – lo stesso partito della Concia – sono partite raffiche di dichiarazioni, con l’intento evidente di creare un fragile muro di consenso attorno alla legge che andrà il 12 ottobre in discussione alla Camera.
Tutte opinioni rispettabilissime le loro. E anche volgari, sia chiaro. Perché è volgare, per ragioni di partito, dimenticare che siamo prima di tutto froci, lesbiche e trans. Perché è bieco mettere oggi in discussione la richiesta del movimento di estensione della legge Mancino, che sta alla base della manifestazione “Uguali” del 10 ottobre prossimo a Roma. Significa delegittimare l’azione di tutto il movimento e le sue rivendicazioni. Perché è puramente masochista dire oggi “Grazie Concia” e con l’altra mano (quella libera dalle tessere di partito) attaccare l’IDV, sostenendo che la loro battaglia a favore delle NOSTRE richieste è massimalista.
Se è massimalismo chiedere l’estensione della legge Mancino, allora tutto il movimento lgbt è massimalista nel rivendicare l’uguaglianza. Se ne facciano prontamente una ragione o si limitino a parlare nei forum alle feste dell’unità. Di sicuro non parlano a nome del movimento.
Arcigay, nello specifico, che è anche la mia associazione, ha scelto al congresso di quasi tre anni fa di tenere separati i piani della rivendicazione del movimento da quelli della mediazione parlamentare. E’ bene che si continui su questa strada che, occorre esser sinceri fino in fondo, abbiamo percorso contraddittoriamente, con la speranza che prima o poi tutto cambiasse e noi si potesse tornare a ciucciare dall’ombelico dei DS/PD.
Il movimento lgbt non è isolato, come sento spesso ripetere (guarda caso da chi lo vorrebbe maggiormente legato a questa o a quest’altra forza politica). Siamo autonomi e indipendenti, ed esserlo sempre più è la sola nostra forza e speranza, in questo paese scoppiettante.
Noi chiediamo l’uguaglianza come cittadini davanti alla legge e quindi anche il matrimonio civile per le persone omosessuali. Cosa faremo quando verrà presentata in Parlamento un’altra schifezza come i DiDoRe o equivalenti? Diremo “Grazie Brunetta”?


Il movimento lgbt non riconosca come sua la legge contro l’omofobia…
Ieri la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato il testo base della legge contro l’omofobia, avente come relatrice l’onorevole Anna Paola Concia. Il testo ha avuto il voto favorevole di PD e PDL e Lega Nord e quello contrario d…
Ciao Maurizio, non ci conosciamo ma ti riporto qui il mio pensiero sull’articolo di De Giorgi! Un punto d’equilibrio intelligente tra il suo e il tuo!
Condivido.
Ad onor del vero la prima proposta della Concia era di estendere la legge Mancino…
@Andrea Contieri: Poi ha cambiato idea.
Poi non essendo in maggioranza si è ritrovata per le mani un testo diverso dicendo che è solo un primo passo e chiamando tutti a raccolta per insistere sull’identità di genere che è del tutto assente. La legge sarà, senza molti dubbi, pessima ma critichiamo la legge non chi l’aveva proposta e non avendo una maggioranza non poteva licenziarla da sola. (Poi magari critichiamo pure la Concia ma nel merito non sulla base di desideri mancati).
Condivido. In effetti ho il timore che l’approvazione di questa legge blanda e parziale (in quanto non include i trans) serva poi da scusante per non parlare più dell’argomento. Quello che dovremmo fare è andare ad intervistare uno ad uno quelli che sono contrari all’estensione della legga Mancino e farci dire in faccia il perché picchiare un ebreo per il solo fatto di essere ebreo è un fatto grave mentre picchiare un gay per il solo fatto di essere gay è un gesto simpaticamente goliardico.
Il lato divertente è che in tutta questa faccenda l’unica cosa che sembra importare alla gente del PD è di parlare male dell’Italia dei Valori, quando non di altre “correnti” del PD. La Concia sul suo blog scrive “IDV e UDC, con il loro voto contrario, dimostrano di essere i più conservatori del Parlamento”! Io non voto per IDV (né per il PD) ma mi pare che mettere in un unico fascio le ragioni del rifiuto dell’UDC e quelle dell’IDV sia una vigliaccata.
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[...] associazioni Gay-Lesbo-Bissesuali-Transgender, erano critiche infatti sulla legge Concia. Maurizio Cecconi, Consigliere nazionale Arcigay, ci spiega che la loro richiesta è da sempre [...]
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