Bologna, omofobia sì oppure omofobia no?
La stampa si chiedeva (ieri, domenica 13 settembre) se l’episodio di violenza ai danni di un giovane gay avvenuto allo Chalet dei Giardini Margherita fosse veramente una vicenda dai “tratti omofobici”. Oggi (lunedì 14 settembre) la stampa locale è sicura: “non si tratta di violenza omofobica”. A ribadirlo, tutte le maggiori testate: Il Resto del Carlino, La Repubblica di Bologna, Il Bologna, etc. Il direttore di Repubblica Bologna, Aldo Balzanelli, che è persona accorta nell’uso delle parole, arriva a scrivere che “così si fa male alla causa gay”. Perché? Perché non essendoci stati insulti omofobi durante l’aggressione non si può parlare di omofobia. Ne arguisco che quando una donna viene picchiata da un uomo, possiamo parlare di maschilismo solo in presenza di un insulto, tipo “sporca puttana”. Questo modo di leggere la realtà, a mio avviso, non è minimamente convincente. Gli insulti sono solo la didascalia della violenza; come una fotografia, la violenza resta leggibile anche in sua assenza. La fotografia è questa: quattro uomini eterosessuali, presenti a una serata frocia, attendo e aggrediscono un ragazzo gay all’uscita. Ai giornalisti chiedo: come lo chiamate? Disguido?


