L’omofobia di Buttiglione e la futura alleanza PD-UDC
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La proposta del Baffino Nazionale è di rivedere in senso “tedesco” la legge elettorale: un ritorno al proporzionale con un’alta soglia di sbarramento. Una legge elettorale siffatta aprirebbe la strada a una ridefinizione del peso politico dei partiti presenti in Parlamento e di quelli che si (ri)candideranno ad entrarci.
Il cambiamento della legge elettorale permetterà ai centro cattolico rappresentato dall’UDC di trovare una sua collocazione al centro degli schieramenti (oggi è schiacciata dal maggioritario e senza l’aiuto concreto del Vaticano alle ultime elezioni non avrebbe superato la soglia di sbarramento, restando priva di una rappresentanza).
D’Alema/Bersani intendono quindi garantire una sopravvivenza-senza-patemi al cattolicesimo conservatore e ipotizzare il rientro in Parlamento di una sinistra, nel frattempo divenuta marginale, anche grazie al contributo determinante delle leggi elettorali e dei correttivi approvati in Parlamento col voto favorevole del Partito Democratico.
La loro visione è: un PD che si fa centro di un’alleanza per il governo che va dall’UDC a una sinistra debolissima. Sono convinti che il peso elettorale del PD sarà in grado di garantire un equilibrio tra le diverse anime che si propongono di unire in un nuovo centro-centro-sinistra (un’ulteriore involuzione del precedente e già debolissimo centro-sinistra). In questo quadro, la voce della sinistra, se ci sarà, sarà paragonabile al cinguettio di un passerotto.
Torniamo a noi. Cosa c’azzeccano quindi i froci, le lesbiche, i/le bisessuali e i/le trans con la futura alleanza PD-UDC?
A una domanda (anche se retorica) è maleducazione rispondere con un’altra domanda. Faccio il maleducato a fin di bene, perché chi legge è importante che arrivi a comprendere questi sviluppi da solo/a.
Secondo voi, quale sarà il punto di mediazione su cui si stringerà l’accordo PD-UDC? [Siete pregati di rispondere lasciando un commento/opinione]
Vi scrivo come la vedo io. Così: si scambieranno qualche poltrona e qualche centro di potere (naturalmente) e sul piano politico l’accordo si farà sull’insabbiamento sine die della riforma del diritto di famiglia, sui veti nei confronti dell’estensione dei diritti individuali – gli unici argomenti elettorali a cui è interessata l’Unione di Centro – . I diritti civili (coppie gay, adozioni, divorzio breve, testamento biologico, riforma della legge sulla fecondazione assistita), i diritti della persona e quelli collettivi, saranno il terreno della rinuncia del Partito Democratico per i prossimi vent’anni.
E’ il prezzo che hanno deciso di pagare per tornare al governo del paese. E’ un prezzo che in realtà paghiamo e pagheremo noi, uomini e donne, di qualunque orientamento sessuale e in particolare le persone omosessuali a cui oggi non è riconosciuto nessun diritto.
Risponderà qualcuno: “Fantapolitica!” oppure “Pessimista!” oppure “Bugiardo!” o più pericolosamente “Vedrete che andrà diversamente, ce la faremo a convincere l’UDC a votare a favore delle coppie gay e di una legge sull’omofobia!”.
Ribatto: cari amici/amiche del PD, non siete riusciti a far votare nemmeno i vostri di deputati e senatori a favore dei diritti civili e pensate di convincerci/prendere-in-giro facendo credere che gestirete “progressivamente” l’alleanza con cattolicesimo conservatore? Suvvia! I loro sono “valori non negoziabili”: ve l’hanno detto in tutti i modi possibili.
Così andrà la storia se non interverranno fattori diversi a farle cambiar percorso. Uno di questi potrebbe essere il movimento gay/lesbico/bisessuale/trans e la sua capacità di rapportarsi trasversalmente con la società civile italiana.
Fin da oggi è prioritario che le associazioni e i soggetti della galassia arcobaleno prendano pubblicamente le distanze da questo compromesso. Ognuno col suo tono e ognuno con la sua voce, ma col comune obiettivo di smetterla di essere merce di scambio per il gioco delle alleanze tra i partiti e con l’inemendabile richiesta di uguaglianza.
Non ci risponderanno “Sì”, anzi ci attaccheranno pesantemente, emarginandoci dalla comunicazione politica ancor più di adesso (avete notato che i Pride sono diventati notizie da quinta pagina, vero? E che i più attenti a considerarci “poco significatici” sono i quotidiani di centro-sinistra?).
Per questo dobbiamo aprire una stagione (vera e non solo a parole) di mobilitazione, in ogni città. Dobbiamo reagire prontamente ogni qual volta succederà un fatto che ci riguarda. Dobbiamo programmare per tempo almeno un paio di grandi manifestazioni sul tema della “parità di diritti”. Questo sarà un anno importante che aprirà o chiuderà i giochi per tanti anni a venire. E l’oggetto del contendere siamo noi e le nostre vite. Non restiamo inermi.
Ce la faremo? Chissà.



Intanto, una cosa la possiamo fare. Muoverci a favore della mozione Marino e portare anche le vecchie zie a votare Marino alle primarie del Pd. Non voglio fare i conti senza l’oste, e soprattutto senza aver combattuto. Non sappiamo più farlo e rinunciamo in partenza?
L’omofobia di Buttiglione e la futura alleanza PD-UDC…
La contrarietà di Rocco Buttiglione – presidente dell’Unione di Centro (prossima a cambiar nome in Partito della Nazione) – a una legge sull’omofobia rende plasticamente indispensabile una presa di posizione delle associazioni lgbt in merito a…
@Sam: Sostenere la mozione Marino è cosa che riguarda solo gli elettori del PD.
Alle primarie del PD votano tutti e tutte, non solo gli iscritti al partito.
@Bruno Pompa: Scrivi una cosa inesatta. Dal regolamento per le primarie del PD: “Possono partecipare al voto per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, tutte le elettrici e gli elettori che, al momento del voto, rientrano nei requisiti di cui all’art. 2, comma 3, dello Statuto, ovvero le elettrici e gli elettori che sono registrati nell’Albo degli elettori e delle elettrici del Partito Democratico, o che, prima di esprimere il proprio voto, dichiarino e sottoscrivano la richiesta di registrazione”.
@Bruno Pompa e @Sam: vedo che il destino di questo partito lo porterà a confliggere con le nostre battaglie di civiltà. Non reputo interessante per il movimento lgbt contribuire all’elezione di nessun candidato segretario del PD.
[...] Di Maurizio Cecconi, pubblicato il 12/09/09 Ho aperto su Facebook un gruppo utile ad avviare una riflessione libertaria sui prossimi sviluppi della situazione politica italiana, con un occhio di riguardo per i diritti civili e le persone gay/lesbiche/bisex/trans. [...]
[...] perché sono contrari a una legge contro l’omofobia (sono gli stessi, ricordo, con cui il PD vorrebbe tessere un’alleanza per il prossimo governo) e per l’IDV perché il testo approvato è “inutile” in quanto, non prevedendo il [...]
[...] sì, ma solo a letto. Con l’UDC, testa d’ariete della negazione di diritti delle persone lgbt, fiera avversaria della [...]