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Parlano i muri di Bologna

Il muro è un vero e proprio “spazio espositivo di comunicazione sociale”. Oltre alla funzione architettonica, si fa portavoce di messaggi testuali o iconici, firmati o anonimi, autorizzati o clandestini. Il primo atto della giunta Delbono sarà di cancellare tutto. Nel frattempo, il nostro più famoso writer, Blu, espone le sue opere alla Tate Modern a Londra. A Bologna sarà dimenticato grazie a una mano di vernice.

Il graffito di Blu, writer bolognese, sulla parete esterna della Tate Modern a Londra

3 Commenti a “Parlano i muri di Bologna”

  • Si sa, a molti politici di questa generazione fa paura tutto quello che non ha il bollino. Per carità, niente di male. Ma il confine tra la sicurezza e la spocchia di chi vuole solo proprie creature è che chi tiene alla sicurezza può anche decidere di accettare ufficialmente ciò che è nato al di fuori del suo ambito se ha l’oggettività di riconoscere che è buono, chi invece ne fa una questione “di bandierine” non è interessato…

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  • [...] MAMbo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna, si presta a un’operazione come quella della cancellazione dei graffiti, abdicando alla neutralità politica delle istituzioni [...]

  • [...] al 24° posto della classifica. Le soluzioni populiste del probizionismo anti-alcolico e della guerra ai graffiti non hanno dato i risultati [...]

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Maurizio Cecconi
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