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Renault: “Il nostro è uno spot di tolleranza”

RENAULT: NEL NOSTRO SPOT MESSAGGIO DI TOLLERANZA
BOUSQUET A BOLOGNA, GIURA: MAI FATTE CAMPAGNE PROVOCATORIE

DIRE, Bologna, 28 maggio – E’ cauto Jacques Bousquet, direttore generale di Renault Italia, probabilmente conscio di addentrarsi in un campo minato. Difende comunque la campagna pubblicitaria che ha provocato l’indignazione della Curia bolognese e la dura reprimenda del cardinale Carlo Caffarra, secondo il quale lo spot che passa in questi giorni su tutte le tv (incentrato sul tema della famiglia allargata sarebbe “un’esaltazione della poligamia”. Per Bousquet “è un fatto di interpretazione, di lettura della pubblicita’”. Al responsabile per l’Italia della casa francese, però, appare “sorprendente che il messaggio di tolleranza possa essere interpretato come un messaggio negativo e provocatorio”. E, comunque, taglia corto, “il nostro mestiere è comunicare i nostri servizi”. Come a dire che la ‘mission’ di Renault è vendere i propri prodotti, cercando anche di interpretare gli orientamenti sociali. “Non era nostra intenzione fare l’apologia di qualsiasi situazione – specifica Bousquet a margine di un convegno sul mercato dell’auto a Bologna – e poi non abbiamo mai fatto spot provocatori”. Poi, aggiunge, “ognuno ha la capacità di leggere come vuole la pubblicità, che è fatta di creatività, comunicazione e passione”. Sorpreso per la polemica? “Sì e no”, risponde, ricordando anche che lo spot è trasmesso non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Renault New Scenic

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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