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L’icona Harvey Milk

Il film Milk è, dal punto di vista cinematografico, un bel film indipendente, girato con sapienza. Gus Van Sant è un maestro e non mi aspettavo niente di meno che una bella pellicola. Si sente la sua partecipazione emotiva e ideale alla vicenda narrata: la vita di Harvey Milk come prisma per leggere l’incipit del movimento omosessuale a San Francisco. Ciò che non convince è l’epurazione. Epurazione nel senso di rendere puro, senza sbavature, trasparente, un essere umano imperfetto, contraddittorio, luminoso e misterioso come tutte le persone. Van Sant non gira un film biografico, non ci presenta un uomo, un militante. Ci consegna un’icona. Un’immagine della realtà bidimensionale. Peccato. Non è qui, nell’illusione di essere stati ieri come vorremmo essere oggi, la forza dei movimenti di liberazione sessuale.

Post Scriptum: Sean Penn è uno dei pochi attori eterosessuali oggi attivi che possa interpretare credibilmente il ruolo di un frocio. Un altro è Philip Seymour Hoffman. Personalmente, credo che l’unico Oscar che il film si merita sia come Miglior attore protagonista. Leggete anche la recensione di Vincenzo Branà e di Noir Pink.

The Office of Harvey Milk

Un Commento a “L’icona Harvey Milk”

  • L’icona Harvey Milk…

    Il film Milk è, dal punto di vista cinematografico, un bel film indipendente, girato con sapienza. Gus Van Sant è un maestro e non mi aspettavo niente di meno che una bella pellicola. Si sente la sua partecipazione emotiva e ideale alla vicenda narra…

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