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66 paesi a favore della depenalizzazione dell’omosessualità, 58 contro

E’ finita con 66 paesi che hanno firmato la richiesta di depenalizzazione universale dell’omosessualità. E con 58 paesi che hanno sottoscritto la contro-richiesta della Siria, che afferma che legalizzare l’omosessualità aumenterebbe il fenomeno della pedofilia. Dopo tanto can can, nelle settimane passate, il Vaticano non ha sottoscritto né l’una né l’altra, ma ha ribadito con la voce di Monsignor Migliore che “le categorie di orientamento sessuale e di identità di genere, usate nel testo, non trovano riconoscimento o chiara e condivisa definizione nella legislazione internazionale. Se esse dovessero essere prese in considerazione nella proclamazione e nella traduzione in pratica di diritti fondamentali, sarebbero causa di una seria incertezza giuridica, come pure verrebbero a minare la capacità degli Stati alla partecipazione a e alla messa in atto di nuove o già esistenti convenzioni e standard sui diritti umani”. Dunque, 66 a 58. Una prima netta vittoria per i diritti delle persone omoessuali, bisessuali, transgender e intersessuali. “Oggi il mondo è un po’ migliore”, ha concluso Rama Yame in conferenza stampa, il cui video è disponibile qui sotto.

Grazie alla Francia, che ha la presidenza semestrale dell’Unione Europea, è già online il sito ufficiale della dichiarazione, dove saranno raccolti video, documenti, le versioni tradotte della dichiarazione, per ora disponibile in francese, inglese e spagnolo. Il sito si chiama LGBT TV e ha questo indirizzo web www.droitslgbt2008.fr .

Alcuni attivisti lgbt presenti a New York all’ONU per sostenere la dichiarazione hanno scritto dei resoconti dettagliati e appassionati. Quello di Philippe Colomb lo trovate qui [in francese], che ha anche pubblicato un bel album fotografico. Quello di Björn Van Roozendaal qui [in inglese]. Arcigay, che ha fortemente sostenuto la dichiarazione, ha messo online un esaustivo comunicato stampa disponibile qui [in italiano, of course], in cui leggiamo che “la nostra associazione, attraverso l’importante campagna che ha visto decine di manifestazioni nel paese, 50.000 sostenitori alla “Cause” su Facebook e la costruzione di una rete internazionale di sensibilizzazione, ha contribuito a rafforzare un percorso che sarà ancora lungo, ma che oggi vede realizzato una passo importante nell’affermazione dei diritti e della tutela delle persone LGBT”. La “Cause”, nel frattempo, ha ottenuto il sostegno del governo francese ed è linkata direttamente dall’homepage del sito promosso dal Ministero degli Esteri.

Per chi non s’accontenta delle parole e desidera vedere coi propri occhi ciò che è avvenuto al Palazzo di vetro, ha a disposizione due video, sul sito dell’ONU: qui e qui. Con emozione possiamo ascoltare un ragazzo del Camerun che ci ricorda che “in Africa l’omosessualità esiste”, oppure l’intervento del deputato maoista Sunil Babu Panta, fondatore della Blue Diamond Society, associazione che promuove i diritti delle persone lgbt in Nepal.

Attivisti lgbt alle Nazioni Unite, il 18 dicembre

Un Commento a “66 paesi a favore della depenalizzazione dell’omosessualità, 58 contro”

  • 66 paesi a favore della depenalizzazione dell’omosessualità, 58 contro…

    E’ finita con 66 paesi che hanno firmato la richiesta di depenalizzazione universale dell’omosessualità. E con 58 paesi che hanno sottoscritto la contro-richiesta della Siria, che afferma che legalizzare l’omosessualità aumenterebbe il fenomeno…

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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