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Bologna, divieto di piercing: la ASL offre una mano alla Giunta Cofferati

Ci eravamo lasciati con la buona notizia che il Consiglio Comunale di Bologna aveva approvato il nuovo regolamento comunale per estetisti, parrucchieri e tatuatori e contestualmente, su proposta del consigliere del PD Sergio Lo Giudice, una richiesta di modifica delle linee guida regionali. Ordine del giorno che purtroppo s’è rivelato inutile.

Le linee guida regionali infatti impongono il divieto di effettuare piercing nelle parti intime a meno di non rivolgersi ad operatori sanitari autorizzati; allo stato attuale, non esiste un solo operatore sanitario autorizzato. Di fatto, il regolamento non potrebbe essere più restrittivo.

Il regolamento comunale invece non vieta esplicitamente alcuna pratica. Rimanda alle decisioni della ASL, che ora sono arrivate e danno man forte alle politiche repressive delle due Giunte, regionale e comunale.

Sotto le Due Torri sono vietati i piercing ai genitali, ai capezzoli e alle palpebre, ma anche i tatuaggi estesi a tutto il corpo. Lo stabilisce l’Ausl di Bologna che ha prodotto le schede tecniche divenute parte integrante del nuovo regolamento comunale per le attività di acconciatore, estetista, tatuaggio e piercing.

Il rimpallo di responsabilità tra le due amministrazioni e la delega alla ASL in merito a decisioni politiche hanno prodotto quanto avevamo maggiormente temuto: l’approvazione di un regolamento bigotto e codino, che limita le libertà individuali e tratta i cittadini maggiorenni come bambini sotto tutela dello regione/comune-padre/autoritario.

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Maurizio Cecconi
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