uccelli

Il mio Bologna Pride

Pubblico le mie righe sul Pride di Bologna che saranno leggibili insieme a quelle di molti altri/e sul prossimo numero di Cassero Magazine, interamente dedicato al 28 giugno bolognese. Appena edita, pubblicherò anche la rivista in .pdf per il download.

Il mio primo Pride è stato a Roma nel 1999. Dieci anni fa, avevo 23 anni e Bruno Pompa parlò dal palco e poco dopo cantò Corona. I due fatti mi son rimasti impressi e a tutt'oggi trovo un'analogia segreta tra le treccine della cantante afro e la parrucca bionda, ignara dei lavaggi, del direttore artistico del Cassero. Ho fatto molti Pride. Uno memorabile, con Coq'O'Nuz e Samuele, due amici, a Vienna. Finii a mimare d'esser frustato mentre ballavo "Human Nature" di Madonna. Quest'anno è stato bello e diverso. Diverso perché non ho potuto essere la "soubrette del popolo" e arrampicarmi su qualunque protuberanza (bicipite, muretto, carro) che potesse fungere da "cubo" e darmi la possibilità di esibirmi indisturbato nella danza. Bello perché l'ho passato con la mia famiglia, col moroso, coi genitori, con la sorellina, coi colleghi di lavoro e gli amici e le amiche di una vita. Speciale perché, senza il clamore di una rivoluzione urlata, l'universo dei miei sentimenti s'è riversato in piazza per chiedere una società più giusta, più dolce, più gentile, più equa. Il mio augurio è che Bologna continui ad organizzare un Pride cittadino ogni anno, dando alle persone lgbtq che abitano questa città la possibilità di celebrare la giornata dell’orgoglio lesbico, gay, bisessuale, trans e queer ogni giugno a venire.

Maurizio Cecconi

PS: alla notte, al party, ho ballato. Eccome.

Un Commento a “Il mio Bologna Pride”

  • Raffaello:

    Leggendo il tuo di commento, lascio il mio il ricordo di una giornata che nessuno di noi potrà dimenticare e non per le polemiche, ma per la festa che ognuno delle oltre 250.000 persone e della città di Bologna ha vissuto dentro di sé. Cosa ricorderò io personalmente di questo Pride, al di là della stupenda manifestazione, ricorderò per sempre il lavoro che dirigenti e volontari del Cassero hanno fatto in tutti questi mesi per arrivare al giorno fatidico, al loro entusiasmo alle loro iniziative che di giorno in giorno potevi seguire tra le numerose e-mails facendoti sentire partecipe di questa grande festa. Il loro entusiasmo e loro iniziative mi hanno coinvolto fin dai primi giorni, cosa che non mi era mai successa con altri pride nazionali. A loro e ai dirigenti e collaboratori del Cassero devo il mio più cordiale affettuoso riconoscimento, perché ogni volta che sono stato a Bologna mi hanno accolto con gentilezza gioia ed entusiasmo, sono riusciti coinvolgermi nel loro lavoro, nella loro felicità. Questo è quello che porterò sempre dentro di me di questo Pride: la loro amicizia, la cordialità della gente di Bologna durante il grande evento facendoci sentire non degli extra-terrestri ma delle persone come tutte con gli stessi diritti. Grazie RAGAZZI Grazie CASSERO Grazie BOLOGNA, sarete sempre dentro di me e spero che un filo simbolico ci possa tenere uniti Raffaello Milano :smile:

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