Miss Alternative 2008 a Cofferati: il Comune intitoli una piazza a Stefano Casagrande
Stefano Casagrande (Roma 1960 – Bologna 2000), animatore della scena culturale gay italiana degli anni '80 e '90, ideatore di eventi, copy, scrittore di aforismi fulminanti, cultural-trainer, "assegnatore" implacabile di soprannomi, design, scenografo, arredatore di interni e di esterni, divulgatore di mode e modi di dire, scultore, collagista, sarta. La sua prima formazione artistica avvenne all'interno dell'esperienza, tutta italiana, dei campeggi gay, che negli anni '80 funzionarono da veri e propri laboratori cultuali e politici per l’intera comunità gay, allora ancora molto disgregata e svagatamente nomade. Dopo un primo vagabondaggio-apprendistato nelle comunità gay di Londra, Berlino e Milano approdò nell'83 a Bologna in concomitanza con l’apertura del Cassero e per 15 anni ne fu l'incontrastato, inesauribile, indimenticabile art-director, in gergo-camp si direbbe: assoluta regina.
Espresse la sua vulcanica creatività e le sue indomite capacità organizzative realizzando contenitori culturali e rassegne teatrali che fecero del Cassero una delle realtà associative più vivaci sulla scena bolognese e del suo palcoscenico (2mt x 3mt) una ribalta incandescente per trasgressività delle proposte, coraggio degli attori e osmosi dionisiaca tra spettatori e artisti. In particolare si ricordano le rassegne: "Perversailles", estate 1989, in occasione del 200° anniversario della Rivoluzione francese; "Condom club", estate 1990, in aperto contrasto con le allora inesistenti, quando non dannose, politiche anti-aids governative; "Bologna russa", settembre 1992, in spavalda polemica con la rassegna "Bologna sogna" organizzata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Bologna.
Ideologo, costumista, scenografo e feroce manager del KGB&B (Kassero Gay Band & Ballett), una pattuglia teatrale en-travesti che imperversò a Bologna e in Emilia Romagna dall'83 al '90. Con il gruppo mise in scena: Anatema su di voi, 1983; Sodomiadi, 1984, in omaggio alle Olimpiadi che si stavano svolgendo a Los Angeles; Laida, 1985, sul mondo del melodramma; Fascistissima, 1987, sulla sciatteria retorica e guerrafondaia del ventennio. Negli anni '80 e '90 la scena culturale e politica bolognese è dominata dal protagonismo delle associazioni che, oltre a costruire una rete-culturale-off, alternativa al circuito istituzionale per quantità e qualità delle proposte, riuscirono a rappresentare, in modo collettivo, un'autorevole e propositiva voce di dissenso. Tra le esperienze particolarmente significative di quegli anni i due cartelli di associazioni: "Oltre il danno la legge", 1990, in opposizione all’approvazione della Legge Iervolino-Vassali sulle tossicodipendenze e "Fermiamoli!",1991, in occasione della prima invasione Usa dell'Iraq. Stefano Casagrande fu l'animatore culturale dei due coordinamenti e organizzatore di varie iniziative che coinvolsero la cittadinanza, divenendo una delle figure di riferimento per tutto il movimento associazionistico bolognese.
Nel '94 lancia The Italian Miss Alternative, che lo fece conoscere anche in abito nazionale. Nel '99 apre l'atelier "Avantiq" dove realizza ed espone tutta la sua produzione creativa. Sul suo lavoro artistico amava dire "non invento nulla ma copio benissimo". Non cercò mai un impiego fisso. Ebbe una vita bellissima. (Marco Barbieri. Da "Gay, la guida italiana in 150 voci" di Daniele Del Pozzo e Luca Scarlini, Mondadori).



[...] richiesta della Maison du Casserau, produttrice di The Italian Miss Alternative, d’intitolare una piazza all’ideatore della più blasonata ed eccentrica sfilata di beneficienza italiana. Ogni anno [...]