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La maggioranza di destra contro le prostitute

Nel giorno in cui l’Associazione Nazionale dei Magistrati, l’ANM, critica pesantemente l’ipotesi d’istituire sia il reato di clandestinità sia di considerare la clandestinità come aggravante, sottolineando in entrambi i casi che si tratta di due ipotesi incostituzionali, in quanto violano il principio di uguaglianza di fronte alla legge, dalla maggioranza di destra al governo sboccia un altro petalo avvelenato, di questo fiore che sembra non seccarsi e partorire, giorno dopo giorno, nuovi e inconcepiti attacchi a una gran quantità e pluralità di soggetti deboli della società. Soggetti che non hanno rappresentanza politica. Nessuno protesterà in nome loro. Il PD fa spallucce sulla questione immigrazione perché teme di perdere ulteriore consenso; la sinistra non esiste più e anch’io, alla tastiera del computer, scrivo usando solo le dita della mano fascista.

Oggi dal governo si leva la voce di chi vorrebbe punire le prostitute clandestine con l’espulsione immediata “in quanto socialmente e moralmente pericolose”, salvo quelle che si vorranno far redimere obtorto collo dai vari Don Mazzi padani. A chiederlo è Isabella Bertolini, del Partito delle Libertà. Famosa, in passato, per aver individuato negli omosessuali i mali di tutto il mondo: “in particolare non possiamo lamentarci delle culle vuote, degli anziani abbandonati dalle famiglie, del bullismo avanzante e di tutti i problemi psicologici e sociali in preoccupante crescita, soprattutto fra i giovani, se gli propiniamo come normali, ed anzi all’avanguardia, modelli di vita che obiettivamente non lo sono”.

Nessuna riflessione sui veri potenti, i clienti delle prostitute. Nessuna considerazione sul traffico schiavista di donne che alimenta la prostituzione. Nessuna analisi e nessuna proposta per rimediare a una violenza che, ben al di là dell’esercizio del libero arbitrio, si consuma ai margini delle strade, nelle periferie, nel fumo dei copertoni bruciati per scaldarsi.

Pia Covre, presidentessa del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, osservava poco tempo fa che “la prostituzione come si presenta nel contesto attuale (non nei secoli passati) è uno degli effetti collaterali dell’economia mondiale al tempo della globalizzazione e di come si è capaci o incapaci di gestirla. Ogni nazione ne porta la responsabilità, specie se fa parte di quei Grandi Otto”.

Anche Daniela Santanchè benedice la marcia contro le prostitute. I prossimi chi saranno?

Un Commento a “La maggioranza di destra contro le prostitute”

  • NON SERVONO LEGGI SPECIALI, NE ASSIMILARE LE PROSTITUTE AI DELINQUENTI. Berselli e Vizzini dovrebbero sapere che stanno riproponendo la norma che era del Codice Rocco, roba fascista degli anni '30. Usata dopo la chiusura dei bordelli per punire le prostitute che la legge Merlin rendeva non punibili. Ci dovrebbero dire dove sta la modernizzazione del Paese che dicono di avere nel programma del Governo se copiano leggi del secolo scorso e prendono la morale come misura, e magari ci dicano anche dove stà la libertà del popolo? La cosa certa è che alimentano un clima di rifiuto sociale e di stigma verso le prostitute, esponendole al rischio di rappresaglie e di maggior sfruttamento. Non si rendono conto che da domani le 70.000 prostitute (il numero è una stima delle ONG) saranno fuorilegge e potrebbero essere in breve sbattute in galera! Una proposta che va a colpire nel mucchio senza alcun distinguo fra sfruttatori e prostitute, stranieri regolari e clandestini, italiani e stranieri. Disoccupate, precarie, studentesse, migranti , madri di famiglia ecc.: tutte candidate alla galera. Da 50 anni in questo Paese si discute di modificare in toto o in parte la legge Merlin ma da posizione talmente ideologiche ed estreme che non si giunge mai ad una soluzione. I signori e le signore che sono stati eletti e vengono pagati profumatamente dovrebbero studiarsi i problemi e trovare ragionevoli soluzioni, che siano applicabili e non solo enunciazioni, non semplificazioni orrende e per di più scopiazzate dai testi medievali. Riprendano in mano la proposta fatta dal precedente Ministro dell'Interno sulla prostituzione, che era il frutto di un accurato lavoro fatto dall' "Osservatorio sulla prostituzione e gli effetti criminali correlati" nel 2007. In quel lavoro associazioni e istituzioni avevano trovato una mediazione per soddisfare il bisogno di sicurezza dei cittadini, la lotta seria alla criminalità e ai trafficanti, la protezione delle vittime della tratta, e la libertà di esistere delle prostitute e dei loro clienti. Non sempre è necessario ripartire da zero, i buoni lavori si debbono tenere in conto e possono anche essere migliorati. Pia Covre, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.

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