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Bologna Pride, il 28 giugno manifesteremo anche a sostegno della legge 194

Il 28 giugno saremo in piazza anche in difesa della 194. Sarà una grande manifestazione per la dignità dell’individuo e per la laicità delle istituzioni

Paola Brandolini, Portavoce del Pride Nazionale e componente della segreteria di Arcilesbica, ricorda il trentennale dalla depenalizzazione dell’aborto e ribadisce con fermezza la difesa della legge: “Ricorrono 30 anni da quando la lotta delle donne per affermare, in modo inequivocabile, il loro diritto all’autodeterminazione e a poter scegliere una procreazione cosciente e responsabile, ha portato ad una legge che ha alla base la tutela della vita e della libertà femminile.

L’ormai palese attacco alla legge 194, perpetrato dapprima tentando di svuotarla limitandone l’applicabilità, ha avuto riverberi allarmanti: qualcuno ha pensato di fare partito mirando alla sua abrogazione (pur chiamandola moratoria), poi i fatti di Napoli. Ora, gli inviti ripetuti, provenienti soprattutto da parte del mondo dell’associazionismo cattolico, ad una cancellazione di questa legge parlano di un tentativo di strumentalizzare una legge che mette al centro la libertà e la scelta, sempre dolorosa, della donne.

Invece di restituire dignità e strumenti di intervento ai malfinanziati consultori e difenderne la laicità ed escogitare dispositivi di difesa di una legge voluta dal 70% degli italiani, mirano ad offendere e condannare le donne. C’è addirittura qualcuno – dotato di fervida fantasia – che addossa alla 194 la causa della denatalità italiana.

La 194 ha contribuito a diminuire il numero degli aborti. Dal 1982 – anno in cui hanno avuto luogo il maggior numero di aborti – si è assistito ad una calo del 45,9%. Quello che è mancato in questi anni è una corretta informazione rispetto alla contraccezione, che prevenga a molte donne il dramma di questo gesto.

La manifestazione del 28 giugno a Bologna testimonierà anche questo. Noi vogliamo guardare lontano, vogliamo guardare ad una società laica e rispettosa, alla libertà delle donne di decidere ciò che è meglio per loro, a decidere una maternità in modo cosciente e consapevole, ad accedere ai contraccettivi d’emergenza. Vogliamo che ci si occupi finalmente di contraccezione in strutture pubbliche qualificate, dove sia sempre garantita l’esecuzione del servizio nonostante i medici obiettori. Teniamo alta la guardia affinché le donne non siano ricacciate in una pericolosa clandestinità che ogni ostacolo induce”.

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Maurizio Cecconi
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