Carfagna: “Gay Pride, niente patrocinio”
La Carfagna getta quindi la sua maschera pelosa, che sembrava offrire alle persone omosessuali, bisessuali e transessuali una sponda governativa per la lotta contro le discriminazioni e svela la vera natura di questa compagine governativa di destra illiberale e incivile, tanto attenta a fomentare l’odio verso gli immigrati, quanto a inventarsi presunte e già compiute integrazioni dei gay dentro la società. L’avevamo detto con largo anticipo quattro giorni fa: Mara Carfagna è il nuovo Ministro della Fantascienza.

Perché il ministro valletta non concede il patrocinio? La risposta è degna di nota: “penso che l’unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d’accordo”. Il ministro pensa che manifestiamo per chiedere il diritto a sposarci e un nuovo istituto giuridico che riconosca le unioni civili. Caro Ministro, ma dove vive? Sono tre anni, dal Torino Pride 2006, che queste due richieste sono alla base della piattaforma politica dei Pride. Certo che li chiediamo! La prossima settimana, immagino, ci dirà che la ruota è stata inventata dai sumeri ma che Lei la preferiva quadrata…
Lei non è d’accordo. Lei è il Ministro delle Impari Opportunità.
SkyTG24







Replica
Roma, 19 mag. - Carfagna/ CONCIA: On. Anna Paola Conca (PD): CARA MINISTRA CARFAGNA, COSI' NON CI SIAMO, RISPETTI CHI VIVE IN COPPIA PER AMORE!"Il Ministro Carfagna dice falsità a proposito degli omosessuali". E' quanto afferma l'on. Anna Paola Concia, parlamentare PD, a margine delle dichiarazioni sugli omosessuali della Ministra Carfagna, riportate oggi dal Corriere della Sera.
E' vero - dice la Concia - che la società italiana ha un approccio di maggiore apertura verso gli omosessuali e questo è dovuto al lavoro svolto negli ultimi vent'anni dal movimento omosessuale italiano: ma è tristemente vero che la politica si rifiuta di registrare questo cambiamento.
La Carfagna è consigliata male - continua la Concia - probabilmente dai suoi cinque amici omosessuali ricchi, che vivono in un contesto sociale protetto.
Anche io - ammette la Concia - vivo una condizione privilegiata: il mio status di parlamentare mi consente di godere di diritti e benefici non riconosciuti ai comuni cittadini omosessuali; ma faccio politica per occuparmi di chi non ha questi privilegi.
Il Ministro si confronti con la società vera - incalza la Concia - si confronti con quegli omosessuali che vivono in coppia per amore e che non hanno il diritto di lasciare l'eredità al partner di una vita o godere della pensione di reversibilità di questi; si confronti con i problemi di chi non può succedere di diritto nel contratto di affitto, di prendere decisioni sulla salute del proprio partner, di chi non può assistere il proprio partner malato.
La Carfagna ha deciso di non andare al gaypride? Significa - continua la Concia - che il ministro si rifiuta di conoscere da vicino i problemi gravi di una parte della società italiana.
Cara ministra Carfagna - conclude la Concia - così non ci siamo proprio: negare il problema, negare l'evidenza, non è la maniera migliore per avviare il dialogo sul tema dei diritti civili in Italia.
CARFAGNA. MANCUSO (ARCIGAY): COME LA MATRIGNA DI CENERENTOLACome comunità omosessuale avremmo tanto bisogno di un Ministro delle Pari Opportunità che sia al corrente del ruolo che ricopre. Che abbia perlomeno dato una lettura, anche veloce, dei Trattati e delle Direttive europee. Invece, dalle prime uscite ufficiali come ministro di Mara Carfagna abbiamo sempre più l'impressione che non sappia dove si trova. Ci chiediamo come faccia a sostenere il ministro che non esistono discriminazioni sui luoghi di lavoro per le persone omosessuali? Saremmo tanto curiosi di sapere quali sono i gay che la Carfagna dice di conoscere e in quale mondo ella vive, perché ci pare che abbia una percezione della realtà del tutto distorta. Le persone lgbt in carne ed ossa soffrono e lottano molto più delle persone etero per portare avanti il loro amore e a volte sono costrette e nascondere il loro orientamento sessuale, in famiglia, a scuola, al proprio datore di lavoro. E' disumano affermare che non si voglia alcun tipo di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali: evidentemente la Carfagna non sa quante siano i drammi vissuti in questi anni dalle persone che non possono dare una prospettiva, una dignità ai loro rapporti d'amore. Se a questo assommiamo la fiera negazione del patrocinio al Pride nazionale di Bologna del 28 giugno, la Carfagna invece che un ministro della Repubblica, sembra aver assunto il ruolo della matrigna di Cenerentola.
Un ministro non si occupa dei singoli casi di discriminazione, per questo ci sono gli avvocati e gli ottimi sportelli della Cgil che da anni collaborano con Arcigay e le altre associazioni lgbt. A lei chiediamo di assumersi il compito e la responsabilità di scrivere una legge perché tutte le discriminazioni, quindi anche quelle contro le donne, siano evitate. Quando il ministro avrà tempo potrà, in questo senso, leggersi gli atti parlamentari della scorsa legislatura ed apprendere che proposte del genere erano state avanzate dal precedente governo ed erano in discussione nelle competenti commissioni.
Ristabiliamo, infine, la verità: sono 14 gli omicidi di persone lgbt e in due anni sono 50 sono gli atti gravi di violenza denunciati. Migliaia inoltre sono gli episodi di discriminazione subiti dalle persone lgbt, che non emergono perché milioni di gay e lesbiche sono costretti alla clandestinità sociale, in assenza di quelle leggi di tutela e di riconoscimento ormai in vigore in tutta Europa.
Siccome ci teniamo che il ministro Mara Carfagna possa emanciparsi dal ruolo di matrigna, le chiediamo ufficialmente di incontrarci affinché possa distaccarsi dal mondo delle favole e ritornare tra i comuni mortali, che hanno bisogno di risposte concrete, non di consunte e provocatorie esternazioni sui giornali. Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay
Onore al merito
La prossima volta ricordiamocelo, ok?). Magari è solo una caso di coincidenza di idee… Il comunicato del Mario Mieli di Roma. Leggetelo, non è male.
Il Circolo Mario Mieli riprende il titolo del mio commento di venerdì scorso alle dichiarazioni del Ministro Carfagna e lo usa per aprire il suo comunicato stampa a proposito del rifiuto del patrocinio al Pride. E’ un vero piacere (anche se potevano chiederlo… in fondo al sito c’è scritto bene in evidenza Some rights reserved e se ci si clikka sopra, si scopre che si possono usare tranquillamente i contenuti che qui pubblico, a patto di citarne la paternità
Il comunicato stampa del Bologna Pride.
GAY PRIDE: DICHIARAZIONI AI LIMITI DELLA FANTASCIENZA, PERICOLOSA STRATEGIA NEGAZIONISTA. In un articolo appena pubblicato da il Corriere della Sera, Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità, dichiara che "il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono, i Gay Pride". Dopo aver affermato che per "le istituzioni governative non possono esistere discriminazioni", con un volo pindarico degno di nota oggi afferma che "per il governo gli omosessuali non sono discriminati". Dichiarazioni - quelle del Ministro - al limite della fantascienza. La cui ragion d'essere - è a questo punto evidente- non è una disarmante ingenuità, quanto piuttosto la pericolosa strategia politica di questa destra, e di cui Mara Carfagna è la semplice portavoce. Non potendo affermare apertamente la contrarietà alla concessione di diritti, e dire chiaramente di non voler lottare contro una discriminazione sociale che spinge migliaia di persone al silenzio, perché tutto ciò sarebbe intollerabile per un paese che vuole stare a pieno titolo nell'unione europea, si nega l'esistenza della questione stessa, la si aggira, la si depotenzia. Questa ostinata negazione è un argomento allarmante. Predicando l'educazione civica e il rispetto si tenta di mettere un bavaglio censorio ad una manifestazione di cui proprio queste posizioni dimostrano l'urgenza. I partiti del centro-destra al governo, con dichiarazioni xenofobe, alimentano giorno dopo giorno una qualche caccia alle streghe: immigrati, donne che abortiscono, omosessuali sono i bersagli preferiti su cui soffiano i venti di odio alimentati dalle nostre destre incivili ed eversive. E' forse questo il senso civico di cui ci dovremmo appropriare? C'è bisogno di rispetto e di educazione civica; e soprattutto c'è necessità di una legge che difenda le persone omosessuali, bisessuali e trans dalle violenze che subiscono. Ribadiamo a questo punto il significato civico di una manifestazione che ogni anno porta avanti istanze che non sono unicamente proprie del movimento glbt ma più in generale lotta per una società libera, equa e rispettosa delle diversità.Apcom, Roma, 19 mag. - "Mi sembra che per il ministro Mara Carfagna sia più facile sparare a zero sul Gay Pride utilizzando i soliti pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni anziché svolgere una positiva attività di governo. Le sue sono solo due battutacce da bar che confermano quanto la destra italiana sia omofoba e non ami la diversità". Lo afferma Franco Grillini dei Socialisti.Adnkronos, Roma, 19 mag. - "La ministra Mara Carfagna ha dichiarato, tra l'altro, che l'omosessualità non è più un problema e pertanto non c'è bisogno di manifestare. Poiché la ministra sembra non vivere in questo mondo, la invito a scambiare innocenti effusioni sentimentali con un'altra donna in pubblico per rendersi conto che l'omosessualità continuerà ad essere un problema finché è la società a crearci problemi''. Lo dichiara Vladimir Luxuria, ex deputato di Rifondazione comunista.La Garfagna è una pupazza che non sa quello che dice, ripete sono quello che altri ha già scritto per lei.
Ma chi l’ha votata questa? Sta legge elettorale sulle liste del cazzo la devono togliere al più presto! Siamo in una REPUBBLICA non in monarchia!!! Chi ha detto che per forza devo votare Berlusca o Prodi?? Mamma mia che rabbia…