uccelli

Dichiarazione di guerra

Oggi, 15 Maggio, BlogCatalog promuove l’unione delle forze di tutti i bloggers del mondo in nome della lotta per i diritti umani. L’iniziativa, denominata United Bloggers For Human Rights, consiste nello scrivere durante la giornata odierna un articolo dedicato ai diritti umani, o alle lotte contro le violenze, statali, dittatoriali, sociali. E nel riportare un’immagine dedicata all’evento.

Che cos’è l’omofobia? In chiave psicoanalitica possiamo dire che “l’omofobia è un insieme di emozioni e sentimenti come ansia, disgusto, avversione, paura e disagio, che gli eterosessuali provano in maniera conscia o inconscia nei confronti di gay e lesbiche” – Hudson e Rickets, 1980 – . In chiave politica, possiamo affermare che l’omofobia è quell’insieme di pregiudizi, atteggiamenti, comportamenti e opinioni discriminatori nei confronti di gay e lesbiche.

Sono comportamenti omofobici gli insulti e le offese rivolti apertamente e nascostamente nei confronti delle persone omosessuali; sono comportamenti omofobici le violenze fisiche compiute nei confronti delle persone omosessuali; sono comportamenti omofobici di massa quando una nazione mette all’indice l’omosessualità, la configura come reato e condanna i froci e le lesbiche al carcere e persino alla pena capitale; sono comportamenti omofobici quelli dei vari esponenti delle varie religioni del mondo – ma prima di tutte, quella sessuofobica ed eversiva professata dalla Chiesa cattolica – che condannano l’omosessualità come una malattia; sono comportamenti omofobici quelli che riservono alle persone omosessuali il trattamento indicato dal dottor Nicolosi e dal suo seguace italiano Cantelmi: curatevi e tornate alla normalità!; sono comportamenti omofobici quelli che, denigrando la mascolinità e la femminilità, offendono l’autorevolezza dell’essere umano.

La giornata mondiale contro l’omofobia, che si celebra in tutto il mondo il 17 maggio – data in cui l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, nel 1990, eliminò l’omosessualità dall’elenco delle malattie – sarà costellata da oltre 40 azioni in oltre 40 città d’Italia. Seguitele in quella che vi è più vicina. A me preme segnalarvene due in particolare. La prima è la manifestazione nazionale di Verona, per ricordare Nicola, ucciso da un gruppo di neofascisti, perché diverso, perché aveva un codino e non la testa rasata d’ordinanza. Arcigay aderisce e vi partecipa insieme a un gran numero di associazioni LGBTQ, che uniranno le forze per mettere assieme uno spezzone gay/lesbico/trans contro l’omofobia. La seconda si svolgerà a Bologna nell’arco di tre giorni. Qui dimostreremo con installazioni, sit-in, manifestazioni e fotografie, quanto diffusa sia nel quotidiano l’omofobia.

A tutti loro, agli e alle omofobi è dedicato il testo che segue. A noi, a tutte le potenziali vittime di comportamenti omofobici e violenti, è dedicato lo sforzo comune e grandissimo che è e sarà necessario per ottenere finalmente una legge in Italia che punisca le violenze dettate dall’odio e dalla paura verso i diversi, verso le persone omosessuali, verso i transessuali e verso le donne lesbiche.

Perché la lotta all’omofobia rientra a pieno titolo tra le grandi battaglie per l’affermazione dei diritti umani e della persona, quelle contro la tortura e contro la pena di morte, e a favore di quel habeas corpus negato ai diversi.

Bloggers Unite
United Bloggers
For Human Rights

DICHIARAZIONE DI GUERRA

Non sappiamo come sarà il mondo che abiteremo tra venti, trenta anni. Sappiamo che verranno nuove generazioni, cresciute senza la perdizione del patriarcato e del sangue versato. Lì dove abbiamo iniziato a lavorare con due decenni di anticipo – a Berlino, a Londra, ad Amsterdam, a Parigi, a Copenaghen – , durante i pellegrinaggi che annualmente compio, ammiro le checche adolescenti, arroganti, affascinanti e presuntuose. Le amo. Sono la prova che il futuro ci servirà il meglio. Che dobbiamo proseguire nell’opera di liberazione delle energie, dei saperi e dei voleri. Ci saranno nuovi ostacoli, altre avventure. Dopo aver gioito del corpo, completeremo l’opera – ricostruire la grammatica dei sentimenti – . Tra venti, tra trenta anni saranno loro, sfavillanti creature, a indicare a noi vegliardi un nuovo paradigma di libertà. E’ già così. Impariamo, impareremo. La ruota gira e procede. Mi lascio andare, invadere dalle correnti del potere, attraversato dalla storia mi innalzo e la contemplo. Sono contento.

Non ho urgenza di grandi pensieri. Penso al mio cuore d’adolescente. Penso alla scatola nera in cui mi chiusero e pestarono. Penso alle bambine e ai bambini senza le parole per gridare: aiuto. Penso: non ne voglio vedere più nemmeno uno. Alcuni muoiono, altri sopravvivono. Penso che dobbiamo arrivare ovunque, in fretta, perché piango per le ipocrite notizie riportate dai quotidiani. Penso: dobbiamo disarmare le mani degli uomini. Siamo parecchi, non siamo abbastanza. Ci stiamo muovendo.

Invoco la tregua. Mi preparo alla lotta. Aspettateci.

Un testo di Maurizio Cecconi

4 Commenti a “Dichiarazione di guerra”

  • [...] Dichiarazione di guerra Oggi, 15 Maggio, blogcatalog promuove l’unione delle forze di tutti i bloggers del mondo in nome della lotta per i diritti umani. L’iniziativa, denominata United Bloggers For Human Rights, consiste nello scrivere durante la giornata odierna un articolo dedicato ai diritti umani, o alle lotte contro le violenze, statali, dittatoriali, sociali. [...]

  • Mi piace molto questa dichiarazione di guerra. Potebbe essere già una dichiarazione di vittoria, perché per il futuro remoto io sono molto ottimista. Il trend è chiaro. Non ci sono dubbi: il futuro sarà senza discriminazioni sessuali di sorta, né di genere, né di orientamento.
    Racconteremo ai nostri nipotini di quando ci aspettavano fuori dalle scuole per mettere in scena una lapidazione che spesso aveva successo, e nei loro occhi ci sarà derisione. Non per noi, ma per i nostri carnefici. Il futuro è roseo, anzi, è pink.
    L’omofobia verrà abbattuta combattendo la sessuofobia.
    Gli omosessuali italiani, per adesso, sono ancora ancorati ai valori patriarcali della cultura giudaico-cristiana e vivono il corpo e la sessualità in modo affatto uguale ai dettami di questa cultura. Questo stato di cose sta per finire e quando le checche italiane capiranno che sbagliavano a cercare l’approvazione dei bigotti, allora faremo uno scatto verso quella libertà che ora ci è negata. Finché sogneranno di ritagliarsi un posticino all’interno di quel mondo infelice che non reprime solo l’omosessualità, ma che castra la sessualità tutta, asservendola alla conservazione dei rapporti di potere attuali, esse non avranno successo.

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  • Ehilà Mauri!
    Sì ho un blog, in realtà ne ho più di uno… ma non sono brava come te :roll: Prima o poi riuscirò a raggiungere i tuoi livelli. Grazie per il link, ti ho linkato anch’io. Bella l’iniziativa di oggi. Entro stasera spero di partecipare attivamente e postare un articolo sul mio blog con tanto di foto. Un abbraccio, Lalinda.
    Ps Grazie per le foto :wink:

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  • Ciao Maurizio, bel post!
    http://www.napoligaypress.it/?p=1933
    Questo è il mio. E grazie per la segnalazione!

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