Trombata
Non batti chiodo da mesi? Non c’è problema, fatti trombare alle elezioni. Questo, in sintesi, il risultato della mia candidatura alle elezioni del Direttivo del Circolo Arcigay Il Cassero.
Tutto passa. Affinché qualcosa resti, uno scrive. Così, lascio qui il mio discorso.
Il Direttivo uscente non si ripresenta con un progetto di gestione del Cassero per l’anno seguente da sottoporre al vaglio e al voto dell’Assemblea. Questo è il primo dato politico di cui bisogna tener conto. E’ il segno di un momento di difficoltà profonda.
E’ altresì un’occasione unica, che non si presentava da tempo: scompaginare carte che troppo spesso hanno dato la sensazione di essere prestabilite. Si sente il bisogno di una partecipazione allargata, di una collegialità che sappia trovare momenti politici intermedi nel processo decisionale, ora rilegato nella dicotomia assemblea/direttivo. Come saranno questi momenti collegiali, sarà il risultato dell’impegno di chi vorrà e saprà mettersi in gioco durante i confronti futuri.
Confronti necessari per ritrovare il senso dell’essere politicamente gay e lesbiche; per richiedersi cosa significhi esserlo a sinistra. Ci vuole poca fantasia, molta prosa e tantissima pazienza. Non bisogna avere vergogna di farsi grandi domande, anche quando le risposte che riusciamo a dare sono piccine. La nostra parzialità di persone e di movimento è in grado d’offrire al mondo una prospettiva di libertà finora sconosciuta e solo immaginata.
Questi sono, nella loro forma più generale, i nodi politici che già viviamo. La loro concretizzazione si può tradurre nelle domande: come stiamo dentro le grandi questioni che scuotono: guerra, povertà, inciviltà ed ignoranza ? Come dare più slancio e pertinenza alla nostra presenza in città?
La risposta è nel nostro agire politico: partecipare al movimento per i diritti civili e per la pace, considerare le minoranze sessuali trasversali alle classi sociali e, quindi, rivolgerci indistintamente a tutte, siano esse alte o basse, ricche o povere, fare cultura gay e lesbica, divertire i gay e le lesbiche e i/le eterosessuali.
Dobbiamo trovare forme inedite e dotate di faccia tosta per favorire la nostra presenza in città, per intrecciare l’esperienza della comunità GLBT bolognese a quella della società civile. L’omosessualità non è un lusso, bensì una delle soglie di conflitto attraverso cui la società ridefinisce gli spazi dell’agire collettivo. Ben vengano tutti i banchetti, le performances, i sit-in, le sfilate di travestite che riportano in pubblico il corpo omosessuale. L’abbiamo già svelato, il corpo dei gay e delle lesbiche; è ora di mostarlo ovunque.
[segue una parte di esclusivo interesse interno]


…non ho parole… il nuovo direttivo mi da i brividi…
Vorrei leggere anche il resto del tuo discorso…
avevo delegato Bruno per le elezioni del consiglio direttivo e accordato con lui le preferenze (tra cui la tua) per scoprire successivamente che la mia delega è finita in altre mani… spero almeno che il mio voto ti sia arrivato… bacio.
Mi è dispiaciuto x te, non me l’aspettavo a dir la verita’, davo x scontato ke saresti passato.
E’ chiaro che nessuno ha ascoltato i discorsi, anche xkè solo tu ne hai presentato uno che valesse la pena di ascoltare.
Ognuno è causa del suo male, chi ha votato questo direttivo se ne rendera’ conto, e purtroppo anche chi non l’ha votato, o in parte.
Non dimentichiamoci che la politica a volte è efficace anke se fatta “dal basso” e il Cassero non è il direttivo ma tutt* noi che ci andiamo e ci crediamo.
Un bacio.
…non era mia intenzione dare il via ad una sequela di “condoglianze”…
Non sono condoglianze, esprimo il mio disappunto.
Ce ne siamo uscite tutte basite. E che se ne parli non mi sembra un problema. Anzi se di politica dobbiamo parlare, anche un blog, in casi come questi, può diventare uno strumento di partecipazione. Ha vinto un progetto che ha nascosto agli occhi di tutte le imminenti scadenze elettorali, che parla di strutture interne e che non dichiara gli strumenti per il raggiungimento del primario obiettivo economico. Volemose bene, voleteve bene che qua se magna. E vabbè. Spero che l’apice del potere porti loro almeno il gusto della bella presenza e li indirizzi verso i migliori centri estetici del paese, gli unici capaci del miracolo. Snobbate perché parte dell’artistico, rivestiamo i panni delle artiste. Matthew Herbert ce l’ha insegnato e noi con CONVINZIONE POLITICA abbiamo adottato il suo messaggio: l’arte deve essere primariamente strumento di agire politico. Allora, amiche, inizia lo show: qui ce n’è per tutti. Che il nostro agire performativo interroghi quotidianamente questo direttivo sui valori e le priorità sulle quali ha taciuto in sede elettorale. Chiediamogli dei tacchi e delle canne, di Prodi e della Margherita, di Caffara e dell’Arcigay. Diventiamo elettori consapevoli, produciamo messaggi politici e non accettiamo il volantinaggio degli altri. Domenica è Pasqua, la Resurrezione. E forse è il caso di dare un’idea di cosa al Cassero può ancora risorgere.
Vi voglio agguerrite, te per prima Pravda. Già la tua candidatura è per me segnale di speranza.
Sui discorsi deleghe eviterei polemiche, soprattutto se del livello letto in questo blog: se uno delega ha fiducia, se non ha fiducia non delega. Punto.
Dopo la Pasqua c’è il 25 aprile, e in mezzo decine di giorni utili.
Signore dell’artistico, s’imbraccino i tacchi.
Preopress.
P.S.: pubblico anch’io il discorso su blog. Partiamo da qui, rendendo visibili i nostri obiettivi.
“Che il nostro agire performativo interroghi quotidianamente questo direttivo sui valori e le priorità sulle quali ha taciuto in sede elettorale. Chiediamogli dei tacchi e delle canne, di Prodi e della Margherita, di Caffara e dell’Arcigay. Diventiamo elettori consapevoli, produciamo messaggi politici e non accettiamo il volantinaggio degli altri”.
T’adoro. Agguerrite ma in maniera produttiva x tutti. Niente scontri se non necessari, proviamo a dare spunti, a essere presenti, a non lasciar decider gli altri x noi x poi magari lamentarci.
Agire e resistere resistere resistere… solo chi ci crede davvero.
solo una cosa… che, visto il viaggio che solitamente mi tiro, non direi in condizioni “normali”.. sono stato solo onorato di essere stato accostato, con la mia leggerezza, per ben 51 voti a voi… il mio scopo era fondamentalmente quello di imparare.. dicevo che in quest’anno e mezzo ho osservato.. grazie a dio ho conosciuto voi..e sono contento quindi di aver fatto molti più passi in avanti di quelli che hanno fatto in tutta la loro esistenza alcuni del direttivo che hanno talmente chiaro il concetto di tolleranza che anche ieri ne hanno dette di ogni sulla mia MERAVIGLIOSA maglietta rosa, w i tacchi imbracciati, w le proteste, w la prosa della pravda, w matthew herbert e il suo aspetto orrendo, w tutte noi e il nostro party delle STRACCIONE PERDENTI di domani sera… siamo le top… e basta!
Non saprei definire la svolta Cassero-Porta Saragozza Cassero-Salara. Quanto distano i due luoghi fisici? Forse pochi chilometri. Quanto distano i luoghi ideali? Direi anni-luce.
Appartengo a quella zona della militanza ombrosa, anonima e discreta dove si trovano quelli che nei baci quotidiani dati alla fermata dell’autobus riconoscono la forza destabilizzante di una piccola rivoluzione che si rinnova ogni giorno e che forse vale quanto un intero pride.
Il cambiamento del Cassero in questi anni, a questo pezzo silenzioso che paga i suoi 14 euro un po’ per sostenere, un po’ per divertirsi, un po’ per far parte di qualcosa sicuramente non piace. Se il Cassero e chi ne fa parte e lo gestisce vuole essere un club è giusto che lo diventi. Se vuole tornare all’azione politica è giusto che lo faccia. Basta un decidersi e tracciare la strada (che magari non è quella economicamente più profittevole).
sono molto contento di questi commenti, al di là del merito. dimostrano che c’è ancora molta voglia di discutere e fare. continuate così.
“Se il Cassero e chi ne fa parte e lo gestisce vuole essere un club è giusto che lo diventi. Se vuole tornare all’azione politica è giusto che lo faccia. Basta un decidersi e tracciare la strada (che magari non è quella economicamente più profittevole).”
sono d’accordo pienamente…ma credo che entrambe le esigenze potrebbero convivere e fiorire se non ci fosse che la gente vuoi per ipocrisia, vuoi perchè si sente esclusa, o perchè non riesce ad indossare un paio di tacchi si spaventa di fronte al ludico e finge un’intelletualità boriosa frutto solo di scarsa capacità alla socializzazione. Finora si è solo cercato di far prevalere un’aspetto sull’altro strappandosi i capelli e graffiandosi a gogò, senza riuscire ad ottenere nulla più che scontento generale. Che ognuno facesse il suo, senza dover sempre guardare se gli altri lavorano meglio o guadagnano di più. Il cassero è sempre stato popolato da Favolose e Regine, e così sarà nei secoli. Solo che alcune lo sono veramente, altre si illudono.
barbz
una cosa fondamentale pravda, il tuo era l’unico discorso politico, nessuno lo ha ascoltato nè capito, ciò non toglie il piacere (di alcuni di noi) di sentire almeno occasionalmente qualcosa di paurosamente (per chi non ti ha votata) intelligente.
un bez e grazie
un bel post ironico di una squinternata di candidata.
x barbz: grazie. :*
Come ho detto a Matteo sta mattina al telefono “è stata persa una battaglia forse, ma non la guerra”. Perchè non essere nel direttivo non vuol dire non esserci; esserci vuol dire essere al cassero, essere presenti la notte in console alle luci o ai dischi, essere ricettivi ed attenti riguardo tutto quello che verrà deciso sul NOSTRO cassero.
Ha ragione Lady P: “agguerrite ma in maniera produttiva x tutti” … e chissà che non ci scappi la maglietta!
kiss @ tutt*
è inutile.. la dirigenza delle bimbe di lauper è fatta solo di top…:roll:
Produciamo slogan a gogo’
ditemi che oggi è venerdì vi prego ditemi che è venerdì!!!!
questa settimana non finisce mai? voglio dormire!!!!!
…sulla fiducia
La parola fiducia è imparentata con la parola fede, e come questa contiene in sé due aspetti: uno contenutistico dell’informazione; entro in contatto con una persona, imparo a conoscerla, entro in possesso di informazioni sul suo comportamento, sul suo modo d’essere, su come conclude gli affari, so se mantiene le promesse, e in base a tutto questo capisco se dargli fiducia oppure no. La fiducia ha a che fare con la conoscenza. L’altro aspetto è la relazione, l’aspetto dell’azione proiettato nel futuro. E’ nell’azione e nel rischio che si da prova di fiducia, fintanto che non c’è azione, la fiducia rimane una pura teoria.
Uno dei pochi che sa quello che dice, lo fa con estrema chiarezza e purezza di intenti…Amen
SEI LA TOP DEGLI ORATORI!!!
una che la politica la conosce e la sa fare non viene eletta chissà per quali stradine tortuose e azzardo a dire, personali. e questo è storia che si ripete e che fa pensare. ma la tua non elezione, mia cara sorella, in questi giorni si accosta a un’altra notizia, quella che il cassero si è tirato fuori dalla rete glbtq. perchè accomuno le due cose? perchè mi sembrano entrambe disattenzioni politiche da parte di un posto che la politica rischia davvero di farla solo per convincere qualche avventore a spendere i 14 euro per la tessere. giuro, in quelle occasioni ho visto il vero accanimento della politica glbt! poi l’ho visto balenare nervosamente qua e là a ore improponibili per una studentessa di liceo come me. allora ti chiedo se nella decisione di uscire da un progetto che a me sembra valido e indispensabile, ci sia una ragionata presa di coscienza o solo le elucubrazioni non controllate del solito Sandro. Quanta disattenzione signora mia!
te l’avevo detto di usare parole più semplici per il tuo discorso!
ma se m’hanno detto che era stranamente comprensibile a tutti! e cmq, sta zitta cagna, che fai tanto la militante, poi te ne vai a roma quando sai che c’è l’assemblea.
non lo so, tavia. di queste cose si parla solo ai piani alti. però puoi scrivere e chiedere.
Ritengo che sia inutile mantenere il nome “Cassero”. Il Cassero è morto da un pezzo. Al suo posto c’è un club a mero scopo di lucro, lontano anni luce da ogni seria volontà di agire politico. Come nei set dei film western, rimane la facciata di cartone ma l’edificio non c’è. Il discorso di Maurizio è tanto maiuscolo quanto sprecato. Sprecato perché utilizza concetti né alti né bassi, semplicemente altri rispetto all’identità attuale del Cassero. E perdonate l’eufemismo (identità).
caro sinbad, dissento. non esiste cultura alta né cultura bassa, così come non esiste politica bassa o alta. esistono invece interessi legittimi e interessi illegittimi (quelli privati espressi attraverso i luoghi pubblici). il cassero non è solo un club. il cassero è un discoteca, un teatro, un palcoscenico, un consultorio per la salute dei froci, un centro di documentazione per la cultura dei froci, una miriade d’iniziative politiche che, forse perché preso da altre direzioni, non conosci né frequenti. dove sarebbe questo scopo di lucro se le somme guadagnate vengono usate per fini poltici e culturali? non c’è il lucro. c’è una mancanza pesantissima d’eleborazione politica, sono vivi e vegeti tutti gli apriori piccolo-borghesi e moralisti della società italiana, da cui il cassero, anche se si dice diverso, non si distacca d’un millimetro. imho.
Ok, m’è sfuggita la sparata senza cognizione di causa. Almeno in parte. Io credo fermamente nelle battaglie per maggiori diritti a froci e lesbiche, e m’incazzo quando le vedo svilite o “coperte” dalla solita baracca che alla lunga stucca e non ha alcun valore politico effettivo. Mario Mieli si denuda e si trucca ad un convegno. Certo. Un gesto fondamentale, ma che non può essere replicato all’infinito per dare spessore a un atteggiamento che non ce l’ha, e intenzionalmente. Tutto può essere politico, ma bisogna darsi una mossa invece di blaterare sempre le stesse cose. La baracca rischia di diventare il politichese dei froci, cioè il discorso accettato di buon grado da tutti… tuttavia privo di significato. Reiterazione vuota, stereotipo autoinflitto. Alla Salara non mi sono (quasi) mai sentito a casa. Povero scricciolo che sono. E quello che di buono c’ho annusato sapeva, dopo qualche minuto, di plastica. Certo, il piano di sopra è fuori discussione. Cdoc e iniziative culturali sono sacrosante. Non la fanno sicuramente da padroni: su questo credo non ci siano dubbi. E quando prendo in mano l’house organ – ho detto house organ? – del circolo mi sembra di sfogliare Cioè. E che cazzo.
ihihihhihihihihi. pensa che ogni volta che lo apro mi sembra di leggere il foglio di comunicazione di un collettivo frocio di comunione e liberazione…
Se avessi saputo dell’assemblea una settimana prima avrei rimandato il viaggio. Ho visto il cartello solo due giorni prima. Perchè non mi hai detto delle deleghe?! Mi potevi telefonare, come hanno fatto gli altri, e te ne trovavo una ventina!!!
:twisted::roll::lol:
Ero ironica, naturalmente…
PIU’ DELEGHE X TUTTI!
Pravdina, c6? Volevo ricordarti del brunch di domani al Cassero (ore14/15), ci onorerai della tua presenza? Kiss.
P.S. Porta cibo, bevande o quello che puoi-vuoi.
Delle deleghe
E’ inutile discutere se le deleghe siano più o meno legittime. Quello che c’interessa analizzare è l’effetto che ha la loro introduzione. La prima osservazione: se posso arrivare a un massimo di quattro e non me ne procuro neanche una, allora il mio voto non vale più uno, ma un quarto. La prima cosa che si può dire è che le deleghe rompono il meccanismo democratico di voto e di rappresentanza, dove un elettore o un’elettrice conta sempre e solo per un voto. In secondo luogo, ma di eguale importanza, mi sembra il fatto che l’introduzione delle deleghe abbia spinto tutti a cercarne, piuttosto che a invitare le persone stesse a partecipare all’assemblea. Questa è, a mio avviso, la peggiore delle perversioni anti-democratiche. E’ un pesante degrado e un insulto alla partecipazione trasversale e allargata che tutti a parole auspicano ma che nei fatti (che sono gli unici a contare) nessuno pratica (salvo me, che da brava cassandra testarda, la invoco da anni). La prossima volta, sarò determinato nel chiederne l’eleminazione.
Del brunch
Non mancherò.
ho fatto la mia prima lampada bagno solare. volevo farla con la cat, che è la regina dei centri abbronzatura, ma mi ha detto preo. sigh. ho usato la protezione 12 e sono rosso ma non ustionato, che per la mia pelle eburnea è già un successo insperato. ok, non è una cosa politicissima da riferire, ma per un’inibita come me è un passo avanti verso la moda.
la matty continua a pensare alla politica. è un buon segno; il mondo sta cambiando.
una citazione dal suo ultimo post:
“almeno cioè parla del nulla consapevolmente e con cognizione di causa…”
e cosa aspettiamo a dirlo del giornalino del Cassero?!!