Aosta #1: bocchini
Dopo tanti mesi che non riuscivo ad avere un fine settimana libero, venerdì mattina sono partito con Sinbad, destinazione Aosta. Siamo arrivati al pomeriggio e alle 17.00 c’è stata la presentazione della neonata END – Edizioni Non Deperibili.
Il tempo di fare due chiacchere con la stampa e un breve rinfresco a seguire ed è stata la volta di una lezione di scrittura creativa, tenuta sempre dal bravo Sinbad. La sottoscritta si è addormentata seduta al suo scrittoio durante la prima mezz’ora, causa stanchezza accumolata, mentre il resto della lezione l’ha seguita distratta dall’enorme pacco evidenziato dai jeans di Sinbad. Ho provato a dire qualcosa d’intelligente, con scarsi risultati.
Finita la lezione, c’è stata una cenetta nell’unico ristorante aostano aperto dopo le 23.00 e infine il ritorno a casa di Francesca, di cui ero ospite. Nanna nanna nanna, fino al giorno dopo. Al mio risveglio, Sinbad era già partito per tornare a Bologna, lasciandoci sul tavolo una foto di Eva Robin’s con scritto sopra in stile fumetto buona giornata a tutt*. Il mio amico è un genio.
Che faccio? Tiro fuori il portatile e provo il brivido di una connessione dial-up. Che bello il rumore del modem interno che compone il numero del provider. Penso alla mia connessione superveloce e wireless che m’aspetta a casa e reprimo un sussulto di .net dipendenza. Scarico la posta, osservo la vita disordinata della blogsfera, rispondo a due mail di lavoro e mi sento riappacificata.
Apro la vasca, per concedermi un momento di relax. Non faccio un bagno da non so quanti mesi (solo doccia, chez moi). Abbondo con il bagnoschiuma, gli faccio fare le bollicine e con una copia di Film TV in mano, m’immergo nella acqua calda. Che bello! Mi vedo il pisello senza sporgermi dalla buzza d’alcolista, posso fare le scoregge e sentire le bollicine cercare l’atmosfera lungo la mia schiena, grattarmi la pancia senza motivo, faccio anche un goccio di pipi e mi lavo subito la faccia con la stessa acqua per non perdermi nessuna delle schifezze che adoro della vasca. Emanuela Martini intanto mi consiglia una pellicola che non ho visto; m’annoto mentalmente il titolo. Mi insapono per bene, anche le gambe e i piedi, che non lo faccio quasi mai perché non mi piace piegarmi sulle ginocchia, nella doccia. Penso a tutti gli schizzinosi igenisti del mondo e mi scappa un risolino. Penso alle polpette della Cat e mi viene fame. Penso a un tipo che mi piace e mi viene duro. Esco dalla vasca e m’asciugo.
Mi metto un profumo di Francesca (ihihhihi), una crema viso, un contorno occhi, un deodorante inodore, mi taglio le unghie, umetto le labbra col burrocacao, infilo un paio di slip con due buchi a sinistra che mi piacciono tanto e che non mi decido a buttare.
E’ sabato. Cinema o disco-pub? Solo pub e niente disco, in compagnia delle mie bimbe valdostane: Giovanna, Anaïs, Raffaella, il Funi, Julien. Hanno meno di vent’anni; sono sveglie e determinate. Promettono bene e quest’autunno inizieranno l’università a Bologna, eccetto Julien che spediamo a Parigi perché è un introverso che ha bisogno di una metropoli per sbocciare.
Il Funi mi cita frasi e bocconi dal mio sito; mi sento come spiato e mi pento di tutto quello che ho scritto. Poi mi dico che è solo finta modestia, la mia, e allora mi passa in un attimo. puta.it, where the flesh grows. Le mie bimbe crescono; io invecchio. C’è una differenza sostanziale.
Hanno girato e montato due cortometraggi; le invito a partecipare all’HomeWork Festival.
Il sabato notte aostano ricorda le notti padane di Tondelli, con meno alcool e nessuna droga e grazie a dio, con nessuna canzone di Ligabue. Giriamo due posti, finiamo in un bar finto-messicano, di proprietà di una pazza che sculetta. Ci siamo solo noi, una combriccola di neo-nazi vestiti londonsdale e due coppie di quarantenni con signora rimorchiata chissà dove appoggiati al bancone. Il mio daiquiri alla fragola e banana è buono. Ogni tanto usciamo sulla porta del locale a fumare. Alle 04.30 le bimbe ci portano in un altro baretto, più intimo e divertente, dove inizia una gara di bocchini (si chiamano così i bicchieri piccoli riempiti di birra). La competizione esalta Francesca, che presto inizia a cantare e forse si sente Marcella Bella o tutto il coro degli alpini. Canzoni incomprensibili in patois aostano. M’astraggo un momento e mi domando: ma il Club della Moda non lo dovrebbe fare, vero? Non ci penso più di tanto, mi dico: quella cagna di Paris Hilton ha fatto di peggio e un paio di versi di De André li canto anch’io. Solo due, perché altrimenti Francesca s’arrabbia, ché vuole cantare quel mazzolin di fiori…
Alle 06.00 siamo pronti per il ritorno a casa. Francesca quasi sbanda contro una parete di morbida roccia, caccio un grido afono e Viviana la sostituisce al volante.
Nanna nanna nanna.


Il club della moda mi impone di lasciare un commento, che sia glamour oppure no, sappi che sei figa pravda. ci vediamo tuttibellisudati al cassero. hi da l Funi
Ehi Funi! grazie
ho viaggiato con te, leggendo. wow.
ah, mi sono ripreso del tutto. ma questo fine settimana me ne andrò a napoli. credo.
p.s. la scena della vasca è da trasformare in un corto!
torni presto a bologna, vero psiketto? i hope it.
Sì sì sì, verrò presto.
No, ok, volevo solo incunearmi nel terzo millennio
ahahahahah. :*
Maurizio, diobunen lo dico io. Un post così te lo invidierò vita natural durante. Benedette siano la tua crapa, le tue falangette e la tua Mac-tastiera (in offerta con bacon e cetrioli). Ti cingo di lettere e la tiro, sta cinghia. Olè!
ma va là, sinbad, cosa m’invidi? il fatto che scrivi meglio di me? io mi devo sempre moderare, altrimenti scivolo nel didascalico.
comunque, mr. sbolognese, anche se le foto aggiunte son molto belline SAPPIA che lo psiketto ancora nn si è imbattuto nel link tanto desiderato. sgrunt. essì che lo visualizza il suo puttoso blogghetto.
psiko, psiko, psiko. che devo fare con te? controlla l’email.
E’ emozionante questo film.
A – Maya (la mia gatta) mi vai a riempire la ciotola di popcorn?.
M – Non ce la faccio ad alzarmi, stò quì fino a quando leggeremo il secondo tempo
A – Uffi, allora chiamo l’amica immaginaria della Cat che nessuno più la caga. Flòoo!
M – Piuttosto manda un messaggio alla Puta, e dille di continuare
A – Perké non lo fai tu???
M – Perké non ho le dita, ma delle zampe.
A – Ah! Ok. E ke le dico?
M – Scrivi ke la tua gatta ha letto il suo post ed ora non si muove da qui fino a quando non legge la seconda parte del suo post.
A – Come non ti muovi da quì! Stai sulle mie gambe e fra un pò vorrei andare a letto.
M – Ok allora lo faccio io!
A – E ke le scrivi?
M – Ke sei una bastarda di padrona, e se mi adotta lei!
A – Ah! Semplice.
M – E cosa vuoi ke faccia? Una cena per le tue amike ke non porti mai qui?
A – Hai ragione! Ma Puta non verrebbe mai da noi.
M – Perké?
A – Non abbiamo un Mac!
M – E questo cos’è?
A – Un pc.
M – Oddio! va là sta poveraccia!
A – Dove scappi? Maia…. Maia… Maia… C***o è scappata!
fighissime le foto, se avessi diretto io Il segreto di Vera Drake avrei scelto Viviana. Quella sua espressione bella pacioccosa e rubiconda è parecchio inquietante. Ciao Mauri. Hai poi visto Ghost World? se non l’hai fatto fallo adesso.
x gaeta: il seguito vedrà la partecipazione di una gatta straordinaria.
x funi: l’ho messo nella lista delle cose da vedere. ieri sera ho visto le conseguenze dell’amore. bellissimo.
ma il pacco di sinbad è disponibile a una bella maschietta?
vai sul suo sito e chiediglielo. non credo l’abbia mai rifiutato a nessuno!
comunque sotto la foto di Kubrick c’ è una piccola stampa di un ritratto che feci a Giovanna, la videomaker futurista…
questo è un bel particolare.
hai completamente omesso il personaggio di andrè dal tuo racconto…nemmeno una parentesi…non è carino. che fastidio il carattere così grande e io odio i futuristi, misogeni, razzisti, violenti e col pisello piccolo. cia’
è una strana sensazione pensare che quello che hai appena scritto sarà letto da centinaia (!) di persone che non ti conoscono.
Hai visto che non sono la sola a dire che sei figa?!
x giusva: ehi, non scrivo mica a cottimo e non s’accettano lettrici sindacalizzate. ps: il carattere così grande scometto dipende dal tuo browser… come dire: non dar la colpa ad altri, se la colpa è tua. pps: non tutti, ma molti mi conoscono. ad ogni modo, qualunque pubblico arrischio artistico è inevitabilmente sottoposto allo sguardo di tutti, amici e sconosciuti, ed è giusto così. e lo stesso vale per quanto scritto in un commento.
x lysandra: lascia perdere, va là!
uff come sei aggressiva, io volevo fare solo un po’ la polemica.
Ma non sono stata aggressiva, voglio mantenere alto il tono della stessa. Ma se tu rinunci al mio primo urlo…
dio anche qua devi fare polemica piccola cazzo di futurista? pensa all’uomo-torpediniera, alla folla-risacca bang bing bum tinn dinn prot.
e ti assicuro che non tutti i futuristi avevano il pisello piccolo. ce ne sarà stato almeno uno decoroso, no? Boccioni non può deludermi.
la mia mamma sta guardando amici di mariadefilippi e stavo per chiudermi in bagno e avvelenarmi col viakal. basta, ho chiuso con la tv. mi concederò soltanto il fugace e effimero piacere de: la fattoria.
amici è un suicidio cosmico! non farlo più, non è per nulla glamour.
questa cosa sta diventando una chat per adolescenti depressi. io me ne disoccio. politicamente troppo poco impegnati per i miei canoni.
andiamo con ordine. e cioè, dove sono gli adolescenti depressi? cos’è un (una) URL? chi urla un urlo? cos’è figo? chi?? e ‘ste gatte che gattonano sornione per la rete? e poi basta con ‘sti pacchi virtuali! vogliamo vedere (per credere), carne mica celluloide. pure quello di Boccioni sembra più guizzante e di maschia bellezza. e poi fa meno danni di quello dei marinaretti…
il tuo invito alla concretezza della carne e non al ciarlio del desiderio che non si consuma mi trova pienamente d’accordo. fatti, non pugnette!