Archivio di marzo 2005
In manette ci andremo assieme
Cancellate le diagnosi SM e Fetish!*
Grazie alle più recenti ricerche, il punto di vista della psichiatria nei confronti del SM, del feticismo e del travestitismo, è decisamente cambiato negli ultimi 100 anni. Negli ultimi dieci anni soprattutto, i praticanti sono stati considerati soggetti sani da molti ricercatori statunitensi ed anche in numerose perizie commissionate dallo stato della Danimarca, uno dei paesi più interessati al tema. Nonostante questo, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO) il feticismo, il travestitismo fetish ed il sadomasochismo sono ancora considerati come disagi mentali; così sarà almeno fino alla prossima revisione del manuale di diagnostica (ICD-10) dell’organizzazione stessa. Questa revisione dovrebbe essere effettuata nei prossimi anni.
Negli Stati Uniti le diagnosi del DSM, il manuale di Diagnostica e Statistica, sono state già considerevolmente modificate nel 1994: il Sadomasochismo è considerato una sana forma di espressione sessuale fino a quando non danneggia la normale vita quotidiana del soggetto. Come per la più recente diagnosi sull’omosessualità, non più redatta dal WHO, le diagnosi che riguardano SM e Fetish sono raramente valutate nella pratica clinica come mezzo per assistere le persone. Al contrario, il marchio associato alle diagnosi motiva varie forme di molestie e discriminazioni da parte della società nei confronti di questa minoranza sessuale. Il gruppo ReviseF65 porta a dimostrazione numerose documentazioni riguardanti persone che hanno perso il lavoro, la custodia dei loro bambini etc, a causa del loro amore per il SM, del loro stile di vita e dell’espressione personale che questo stile comporta. Gran parte della discriminazione è, direttamente o indirettamente, il risultato delle diagnosi psicologiche effettuate. Più di trenta anni fa ormai, il movimento Gay ha considerato di fondamentale importanza eliminare prima di tutto la diagnosi di omosessualità dalla classificazione internazionale delle patologie (International Classification of Deseases: ICD). Questo ancor prima di poter migliorare il comune intendimento di ogni principale diritto umano. Se un gruppo è considerato mentalmente insano, poche persone ascolteranno le sue argomentazioni mirate alla riduzione del pregiudizio nella società.
Il movimento ReviseF65 applica oggi lo stesso principio. Noi di ReviseF65 consideriamo non professionale e marchiante le diagnosi SM e Fetish, e, se possibile, uno dei più grandi ostacoli all’accettazione dei nostri diritti umani. Abolire queste discriminazione è un passo molto importante allo scopo di ridurre i pregiudizi verso la popolazione SM-Leather-Fetish. Il comitato pansessuale ReviseF65 situato in Norvegia (un movimento politico, filosofico e sociale all’interno delle Comunità organizzate SM/fetish che unisce i pervy di ogni tipo: gay, lesbiche, eterosessuali, bisessuali e transgender) cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla mancanza di basi scientifiche per le diagnosi odierne e cerca di stimolare la costruzione di una rete internazionale di attivisti per far cancellare queste diagnosi.
Cosa potete fare nel vostro paese?
Se, come avvenuto con la più recente diagnosi sull’omosessualità, più nazioni abbandonano le loro diagnosi di SM e Fetish, più grande sarà la possibilità che l’Organizzazione Mondiale della Sanità seguirà la causa in questione. Le diagnosi nazionali ICD possono essere abolite solamente dai gruppi di ogni nazione. Questo lavoro deve essere svolto dal movimento SM-Leather-Fetish stesso. Non vi aspettate che nessuno combatta per la vostra libertà contro questa discriminazione se non lo fate voi stessi. L’iniziativa personale è sempre benvenuta, ma la formazione di una sezione nazionale potrebbe essere ancora più efficace nell’approccio con i professionisti della salute mentale in questione.
La strategia
Pensiamo che la strategia sia da attuare localmente o anche a livello nazionale, a seconda, ovviamente, della situazione politica e professionale di ogni paese: il supporto da parte della sessuologia, da psicologi e federazioni psichiatriche è sconsigliato. L’esperienza accumulata sulle diagnosi sugli omosessuali ci indica che la chiave per la rimozione del SM dalle malattie può essere solamente un organizzazione coordinata a livello nazionale. Incitate l’amministrazione della sanità ad eliminare l’SM ed il feticismo dalla lista delle malattie psichiatriche, così come il Ministero della salute della Danimarca ha già fatto nel 1995. Difendete a spada tratta il programma ICD di ReviseF65 e linkate sui vostri siti la nostra pagina: www.revisef65.org. Fate girare la voce più che potete. Cooperate con i gruppi Gay, Lesbo e Fetish per programmare strategie nazionali per l’abolizione della malattia.
Organizzazioni coinvolte – Supporta il progetto ICD
Il progetto ReviseF65 ha preso vita nel 1996 / 1998 per iniziativa del Convegno nazionale norvegese per la liberazione Gay e Lesbo (LHH).
La 21ma conferenza europea dell’ILGA svoltasi a Pisa nell’Ottobre del 1999 ha deciso di supportare il progetto dando accesso a canali di informazione adeguati.
L’assemblea generale dell’ECMC di Milano, nell’Agosto del 2000 ha approvato una mozione atta agli stessi scopi.
L’associazione norvegese per i diritti Gay Lesbo e la società norvegese di sessuologia clinica NFKS hanno deciso anch’esse di supportare il progetto di ReviseF65 nel 2003.
Il progetto ReviseF65 è composto da donne e uomini rappresentanti di organizzazioni Fetish/sm, Gay e Lesbo o eterosessuali così come da professionisti in sessuologia, psicologia e psichiatria:
www.llh.no
www.slm-oslo.no
www.smil-norge.no
www.bdsmrights.com
*Distribuito da ManetteMatte
Delete Sm and Fetish diagnoses! www.revisef65.org – traduzione di puffetta
Grazie a Svein Skeid, leader e Webmaster di ReviseF65, per aver concesso la traduzione e la pubblicazione di questo articolo.Delete Sm and Fetish diagnoses! www.revisef65.org – translation by puffetta
Thanks to Svein Skeid, leader and Webmaster of ReviseF65, for letting us translate and publish this article.
L’appuntamento è per tutti e tutte Sabato 2 Aprile al Cassero, per il Fetish Party:
Installazione performativa a cura di Decadence.
Corner photo shop by Stella.
Animazione e provocazione by Federica.
Basinger & Moss Live PeepShow.
Erotic Jail by Max.
Defilèe Nightmare by Allstars.
Djs Jacqueline Drag DJ, Lorenzo Montanà, Roger. Vj Strong.
1st floor: La fiera dei Sexy Toys: il giocherello del mese.
Video fetish foot on slide live.
Info & liste 340.178.5420
Sola o accompagnato?
Ricerca finalizzata all’elaborazione di un programma di duratura disperazione*
Incontrerete finalmente l’uomo con cui avrete una relazione più lunga d’una pippa?
In discoteca
Ciò che bisogna fare: guardarlo ballare e accordarsi al suo ritmo.
Ciò che non bisogna fare: ballare da ubriachi.
I vantaggi: è ubriaco.
Gli svantaggi: è ubriaco.
Il futuro con lui: sono due mesi che uscite assieme, in discoteca, con festini a tre tutti i fine settimana, con tutto quello che li accompagna. E’ tutto: siete qui per divertirvi.
A casa di amici
Ciò che bisogna fare: farsi notare arrivando discretamente in ritardo.
Ciò che non bisogna fare: raccontargli nei dettagli il vostro ultimo svenimento etilico.
I vantaggi: voi sapete ciò che fa nella vita, dove abita, quanto guadagna, se si droga, ciò che ama fare a letto.
Gli svantaggi: vi rendete conto solo alla fine del pasto che è una perfetta faccia di culo.
Il futuro con lui: non stupitevi che i vostri amici vi abbiano fatto incontrare: assomiglia terribilmente al vostro ex. Ma non avete punto voglia di rivivere il dramma della vostra esistenza…
In rete
Ciò che bisogna fare: non parlargli subito di culi, ma del resto non attardarti troppo a farlo. Provate a fargli credere che non c’è che il cazzo ad interessarvi nella vita. In fin dei conti, nient’altro che questo…
Ciò che non bisogna fare: abbordarlo con una vostra foto scattata in un lontano week-end in una casa di compagna, quando dimenticaste di aver cura del vostro corpo.
I vantaggi: avete delle sue foto, quindi potete chiedere ai vostri amici cosa ne pensano prima d’incontrarlo a quattr’occhi.
Gli svantaggi: quest’uomo se ne intende di fotografia. Sa che l’angolo di visuale è fondamentale. Il giorno che lo incontrerete, vi accorgerete che ha mentito sui centimetri. E sulla sua età.
Il futuro con lui: lo reincontrerete in chat, vi scambierete al massimo un ciao, o al peggio un arrivederci. Vi dimenticherete presto l’uno dell’altro.
In sauna
Ciò che bisogna fare: dare appuntamenti ad altri cinque maschi dopo che lui vi ha passato il suo numero di telefono e che vi ha detto che se ne andava. Continuare a divertirsi prima di finire in coppia.
Ciò che non bisogna fare: dare appuntamenti ad altri cinque maschi prima di darlo a lui: rischiate di non essere al massimo nel momento in cui attuerete il vostro numero di grande seduzione.
I vantaggi: sapete prima di scopare con lui quanto grande sia il suo pisello.
Gli svantaggi: vi rendete conto dopo averlo visto nudo che il modo in cui si veste è regolato da dei principi a voi sconosciuti.
Il futuro con lui: l’invitate al ristorante, non sapete bene di cosa parlare, in strada vi separate – indispettiti – e vi ripetete che avete una commissione da svolgere. Ma cosa? Ok, d’accordo, il suo mestiere, come il suo nome del resto, non corrisponde esattamente a quello che avevate sognato, ma comunque è piuttosto sexy!
Nel sex-club
Ciò che bisogna fare: fargli credere che non scopate col primo venuto, e che lui non è il primo venuto.
Ciò che non bisogna fare: dargliela tutta la prima volta, perché altrimenti non avrà voglia di tornare.
I vantaggi: conoscete la taglia del suo pisello ancora prima d’aver ascoltato la sua voce.
Gli svantaggi: vi rendete conto che il tono della sua voce non si raccorda perfettamente con la taglia del suo cazzo.
Il futuro con lui: ha un gran bel cazzo; vi ha scopato super bene. Ma la sua voce, è inascoltabile. Ritrovate il suo numero sei mesi dopo in fondo ad una tasca, e non sapete più chi è.
Al supermercato
Ciò che bisogna fare: fare avanti e indietro per la corsia dei risotti per incontrarlo di nuovo.
Ciò che non bisogna fare: seguirlo come un cane facendo finta di acquistare dei prodotti che non mangerete mai.
I vantaggi: in funzione di quello che lui acquista, saprete se vive solo o in coppia.
Gli svantaggi: vi rendete conto che se mangerete a casa sua regolarmente, tra tre mesi sarete quindici kg in sovrappeso.
Il futuro con lui: vivete il perfetto amore. Bisogna dire che non abitate l’uno lontano dall’altro e che fate assieme la spesa nello stesso negozio. E’ pratico, conoscete a menadito dove si trova ogni prodotto. Certo, siete un po’ ingrassati, ma ve ne fregate: siete sposati.
*Tradotta da un numero di Tetu.
Trombata
Non batti chiodo da mesi? Non c’è problema, fatti trombare alle elezioni. Questo, in sintesi, il risultato della mia candidatura alle elezioni del Direttivo del Circolo Arcigay Il Cassero.
Tutto passa. Affinché qualcosa resti, uno scrive. Così, lascio qui il mio discorso.
Il Direttivo uscente non si ripresenta con un progetto di gestione del Cassero per l’anno seguente da sottoporre al vaglio e al voto dell’Assemblea. Questo è il primo dato politico di cui bisogna tener conto. E’ il segno di un momento di difficoltà profonda.
E’ altresì un’occasione unica, che non si presentava da tempo: scompaginare carte che troppo spesso hanno dato la sensazione di essere prestabilite. Si sente il bisogno di una partecipazione allargata, di una collegialità che sappia trovare momenti politici intermedi nel processo decisionale, ora rilegato nella dicotomia assemblea/direttivo. Come saranno questi momenti collegiali, sarà il risultato dell’impegno di chi vorrà e saprà mettersi in gioco durante i confronti futuri.
Confronti necessari per ritrovare il senso dell’essere politicamente gay e lesbiche; per richiedersi cosa significhi esserlo a sinistra. Ci vuole poca fantasia, molta prosa e tantissima pazienza. Non bisogna avere vergogna di farsi grandi domande, anche quando le risposte che riusciamo a dare sono piccine. La nostra parzialità di persone e di movimento è in grado d’offrire al mondo una prospettiva di libertà finora sconosciuta e solo immaginata.
Questi sono, nella loro forma più generale, i nodi politici che già viviamo. La loro concretizzazione si può tradurre nelle domande: come stiamo dentro le grandi questioni che scuotono: guerra, povertà, inciviltà ed ignoranza ? Come dare più slancio e pertinenza alla nostra presenza in città?
La risposta è nel nostro agire politico: partecipare al movimento per i diritti civili e per la pace, considerare le minoranze sessuali trasversali alle classi sociali e, quindi, rivolgerci indistintamente a tutte, siano esse alte o basse, ricche o povere, fare cultura gay e lesbica, divertire i gay e le lesbiche e i/le eterosessuali.
Dobbiamo trovare forme inedite e dotate di faccia tosta per favorire la nostra presenza in città, per intrecciare l’esperienza della comunità GLBT bolognese a quella della società civile. L’omosessualità non è un lusso, bensì una delle soglie di conflitto attraverso cui la società ridefinisce gli spazi dell’agire collettivo. Ben vengano tutti i banchetti, le performances, i sit-in, le sfilate di travestite che riportano in pubblico il corpo omosessuale. L’abbiamo già svelato, il corpo dei gay e delle lesbiche; è ora di mostarlo ovunque.
[segue una parte di esclusivo interesse interno]
Aosta #2: outside the window
Per essere un fine settimana di riposo, mi sento fin troppo stanco. Dormiamo fino alle due del pomeriggio, io e Francesca.
Mi sveglio con due caffé forti, uso le radioline della moda per chiamare Viviana, che continua a dormire e ci snobba. Scarico la posta; Lysandra mi aggiorna sul suo maschio fine settimana. Medea, la gatta padrona di casa, miagola da dio.
Viviana ci raggiunge e decidiamo di passare il nostro pomeriggio nel centro commerciale di Aosta a fare la spesa al Carrefour. Ci dotiamo d’un carrello e appena entriamo, già mi rendo conto che non ce la farò a stare dietro a queste due. La spesa e le telefonate, sono due attività che cerco sempre di fare nel minor tempo possibile. Non mi danno alcun piacere e mi stressano. Il supermercato è popolato da un’umanità forse imprevista: immigrati, famiglie povere che scelgono qui i vestiti per i loro bambini. Uno spaccato sociologico lontano dall’opulenza delle Coop emiliane.
Cerco qualcosa da mangiare: compro tre tipi diversi di patatine e dei biscotti chiamati tegole. Avviso le mie amiche che le aspetto al bar e mi dirigo alle casse. Oh! adesso sì che va meglio. Sgranocchio, leggo il manifesto, sorseggio acqua gasata. Tutto assume una dimensione piacevole quando posso ritirarmi nella mia misantropia e dedicarmi alla politica. L’intima contraddizione di questo piacere è mio esclusivo appannaggio. Del manifesto leggo sempre gli editoriali, la seconda e la terza pagina, la quinta e la sesta. Chi lo conosce, sa già quali sono gli argomenti che salto; non sopporto il terzomondismo. Non è per nulla glamour e non svela nessun significato a noi occidentali. E’ una deriva culturale. Arrivo agli articoli di Franco Carlini, Chip & Salsa, e me li gusto. Ho imparato molto da questa pagina dedicata alla rivoluzione digitale.
Viviana e Francesca finiscono la spesa. Il carrello è colmo. Ci dirigiamo all’uscita. Carichiamo le vettovaglie sulla Fiat Uno.
Ci fermiamo in un autolavaggio dove, con un euro e cinquanta, puoi lavare tu stesso la macchina con potenti getti d’acqua compressa. Non scendo e mi godo lo spettacolo dall’interno: Viviana che tenta di domare la pressione della pistola coi capelli al vento, Francesca che le grida dove dirigere lo spruzzo. Certo, l’interno resta sporco come prima, ma fuori è uno splendore!
Di nuovo a casa, disdiciamo un rendez-vous con le bambine e ci dedichiamo alla cena. La Franci fa uno spezzatino buonissimo, Calderoli afferma che ci vuole la pena di morte al TG, Matteoli ribatte che quella del suo collega ministro è solo una battuta, l’Italia fa schifo ma noi siamo al confine con la Francia e con la Svizzera. Ci resta sempre l’annessione.
La Pixar, che lentamente sta soppiantando la Disney come maestra dell’animazione, è riuscita a convincere Francesca a comprare una copia de Gli Incredibili.
Svaccati sul suo letto, appoggio la testa alla spalla sinistra di Viviana e comincia il film. E’ bello, ironico, parla di nerds coi super-poteri e se fossi meno stanco, mi farebbe ridere. Quando il film finisce, faccio il solletico a Vivi che non lo sopporta proprio e mi riempe di sadico desiderio di tortura. Ci diamo il bacino della buonanotte e torniamo a letto.
Sogno che: sono un re, e sono sposato con la regina, una bella e giovane donna, ma il nostro è un matrimonio a tre, perché lei è sposata con un terzo uomo, anche lui re. Non ci sono conflitti, non si sta male sul lettone regale su cui scopiamo tutti assieme. Arriva un altro uomo, fratello dell’altro re, e anche lui vuole scopare insieme a noi e alla regina. Gli facciamo posto. Squilla il telefono e l’ultimo arrivato risponde.
Noi nel frattempo terminiamo il sollazzo carnale. Quando torna il fratello dell’altro re, si lamenta che non l’abbiamo atteso; vorrebbe continuare da solo con la regina. Gli ricordo che è la regina e lo congedo a male parole.
Francesca mi sveglia; sta uscendo per andare a fare lezione a scuola. Mi faccio un caffé, sistemo le mie cose in valigia. Attendo il suo ritorno e quello di Viviana per pranzare ed essere accompagnato alla stazione dei treni. Discutiamo su cosa significhi essere deboli o forti. Quali risposte dare e soprattutto: chi le deve dare.
Saluto Medea, do un bacio a Viviana, Francesca m’accompagna al treno. Tra sei ore sarò a Bologna. Non guardo fuori dal finestrino.
Aosta #1: bocchini
Dopo tanti mesi che non riuscivo ad avere un fine settimana libero, venerdì mattina sono partito con Sinbad, destinazione Aosta. Siamo arrivati al pomeriggio e alle 17.00 c’è stata la presentazione della neonata END – Edizioni Non Deperibili.
Il tempo di fare due chiacchere con la stampa e un breve rinfresco a seguire ed è stata la volta di una lezione di scrittura creativa, tenuta sempre dal bravo Sinbad. La sottoscritta si è addormentata seduta al suo scrittoio durante la prima mezz’ora, causa stanchezza accumolata, mentre il resto della lezione l’ha seguita distratta dall’enorme pacco evidenziato dai jeans di Sinbad. Ho provato a dire qualcosa d’intelligente, con scarsi risultati.
Finita la lezione, c’è stata una cenetta nell’unico ristorante aostano aperto dopo le 23.00 e infine il ritorno a casa di Francesca, di cui ero ospite. Nanna nanna nanna, fino al giorno dopo. Al mio risveglio, Sinbad era già partito per tornare a Bologna, lasciandoci sul tavolo una foto di Eva Robin’s con scritto sopra in stile fumetto buona giornata a tutt*. Il mio amico è un genio.
Che faccio? Tiro fuori il portatile e provo il brivido di una connessione dial-up. Che bello il rumore del modem interno che compone il numero del provider. Penso alla mia connessione superveloce e wireless che m’aspetta a casa e reprimo un sussulto di .net dipendenza. Scarico la posta, osservo la vita disordinata della blogsfera, rispondo a due mail di lavoro e mi sento riappacificata.
Apro la vasca, per concedermi un momento di relax. Non faccio un bagno da non so quanti mesi (solo doccia, chez moi). Abbondo con il bagnoschiuma, gli faccio fare le bollicine e con una copia di Film TV in mano, m’immergo nella acqua calda. Che bello! Mi vedo il pisello senza sporgermi dalla buzza d’alcolista, posso fare le scoregge e sentire le bollicine cercare l’atmosfera lungo la mia schiena, grattarmi la pancia senza motivo, faccio anche un goccio di pipi e mi lavo subito la faccia con la stessa acqua per non perdermi nessuna delle schifezze che adoro della vasca. Emanuela Martini intanto mi consiglia una pellicola che non ho visto; m’annoto mentalmente il titolo. Mi insapono per bene, anche le gambe e i piedi, che non lo faccio quasi mai perché non mi piace piegarmi sulle ginocchia, nella doccia. Penso a tutti gli schizzinosi igenisti del mondo e mi scappa un risolino. Penso alle polpette della Cat e mi viene fame. Penso a un tipo che mi piace e mi viene duro. Esco dalla vasca e m’asciugo.
Mi metto un profumo di Francesca (ihihhihi), una crema viso, un contorno occhi, un deodorante inodore, mi taglio le unghie, umetto le labbra col burrocacao, infilo un paio di slip con due buchi a sinistra che mi piacciono tanto e che non mi decido a buttare.
E’ sabato. Cinema o disco-pub? Solo pub e niente disco, in compagnia delle mie bimbe valdostane: Giovanna, Anaïs, Raffaella, il Funi, Julien. Hanno meno di vent’anni; sono sveglie e determinate. Promettono bene e quest’autunno inizieranno l’università a Bologna, eccetto Julien che spediamo a Parigi perché è un introverso che ha bisogno di una metropoli per sbocciare.
Il Funi mi cita frasi e bocconi dal mio sito; mi sento come spiato e mi pento di tutto quello che ho scritto. Poi mi dico che è solo finta modestia, la mia, e allora mi passa in un attimo. puta.it, where the flesh grows. Le mie bimbe crescono; io invecchio. C’è una differenza sostanziale.
Hanno girato e montato due cortometraggi; le invito a partecipare all’HomeWork Festival.
Il sabato notte aostano ricorda le notti padane di Tondelli, con meno alcool e nessuna droga e grazie a dio, con nessuna canzone di Ligabue. Giriamo due posti, finiamo in un bar finto-messicano, di proprietà di una pazza che sculetta. Ci siamo solo noi, una combriccola di neo-nazi vestiti londonsdale e due coppie di quarantenni con signora rimorchiata chissà dove appoggiati al bancone. Il mio daiquiri alla fragola e banana è buono. Ogni tanto usciamo sulla porta del locale a fumare. Alle 04.30 le bimbe ci portano in un altro baretto, più intimo e divertente, dove inizia una gara di bocchini (si chiamano così i bicchieri piccoli riempiti di birra). La competizione esalta Francesca, che presto inizia a cantare e forse si sente Marcella Bella o tutto il coro degli alpini. Canzoni incomprensibili in patois aostano. M’astraggo un momento e mi domando: ma il Club della Moda non lo dovrebbe fare, vero? Non ci penso più di tanto, mi dico: quella cagna di Paris Hilton ha fatto di peggio e un paio di versi di De André li canto anch’io. Solo due, perché altrimenti Francesca s’arrabbia, ché vuole cantare quel mazzolin di fiori…
Alle 06.00 siamo pronti per il ritorno a casa. Francesca quasi sbanda contro una parete di morbida roccia, caccio un grido afono e Viviana la sostituisce al volante.
Nanna nanna nanna.
Le polpette della Cat #2
Stanche della cena col marito puzzone e affaticato dall’operaio lavoro? Quando ti dicono la parola ingredienti la prima cosa che pensi è: con cosa l’avranno tagliata? Cerchi un piatto veloce che ti dia la certezza di rovinarti la digestione per due giorni? Quello di cui hai bisogno sono Le polpette della Cat.
Accorri: meglio di un calcio nelle palle, più coriaceo dell’ultimo nero che ti sei rimorchiata.

Le polpette della Cat #1
Hai una fame blu? Non ci stai dentro? Ancora credi che la chimica si studi all’università? L’unico esperimento che hai mai effettuato è stato stingere il poro che hai vicino al capezzolo con del correttore per il viso? Quello di cui ha bisogno sono Le polpette della Cat. Affrettati: meglio d’un fotoromanzo, più bulimico d’una festa bear.

Hackers, la storia le storie
Ho finito di leggere Hackers, la storia le storie di Maya, excursus attraverso i/le maggiori hackers internazionale, con un occhio di riguardo alla telematica amatoriale italiana e al ruolo delle donne. Molti particolari e aneddoti interessanti.
Qualche info. Brava Maya.

La Skanck è buonissima
Grazie a p4m, da ieri Vanity Freaks è presentato su Skanck, il sito delle cose belle e buone, attento al design, alla comunicazione e alle interazioni in rete. La presentazione è a cura di Lysandra Coridon. Insomma, una buona casa dove passare e fermarsi. Sono sicura che apprezzerete l’interfaccia semplicemente favolosa: elegante, sofisticata ma sempre leggibile. Userò p4m per rifarmi un look. Da vedere.

A Dirty Chat
Ho attivato un utilissimo servizio di Dirty Chat, dove possiamo/potete dircene di ogni. Da oggi, è reperibile a questo indirizzo e in tutti i menù di navigazione del sito. Come direbbe un’amica: Welcome.


