Pubblicato il 16 giugno 2003 - Di Maurizio Cecconi
Io me la racconto
Finisco d’installare il software [open, naturally] che mi permetterà di aggiornare questo stupido videodiario. Il programma, per funzionare a dovere e non generarmi errori negli script php, richiede almeno un post. Obbedisco macchinalmente alla macchina che io stesso ho montato. Scelgo un estratto da Recita estiva di Christa Wolf. Adatto al caldo e alla falsità delle rappresentazioni della vita. Necessarie. Due aggettivi, una contraddizione vitale. Io me la racconto.
[...] Ci era chiaro che non bisogna affezionarsi a niente. E naturalmente un concetto come quello di “casa” era stato privo di senso negli anni della nostra giovinezza. Parole molto, molto diverse, si ricordò Ellen, le avevano completamente impegnato il cervello. Che cosa la spingeva alla ricerca della casa? Le giustificazioni che dovevano a se stessi impallidivano davanti alle convinzioni di Luisa. Fuga? Quale fuga. Ma se qui c’è la vera vita. Vedrete.

Dove non altrimenti indicato, l’autore degli articoli e delle opinioni contenute negli stessi è Maurizio Cecconi. (M.C. ha 35 anni e ama a tal punto i libri da fare il bibliotecario. Crede che una città viva grazie alla libertà e al rispetto reciproco. Bolognese, attivista gay e portavoce della Rete Laica, è innamorato del suo compagno. Ama leggere e scrivere. E' un bravo bibliotecario - così affermano le sue ex insegnanti - ; gli utenti, prevedibilmente, ne apprezzano la simpatia e ne evitano il rigore.)





